Tag Archives

159 Articles

Posted by Redazione Rossonera on

Pagelle Verona-Milan 0-1: vittoria e basta

Pagelle Verona-Milan 0-1: vittoria e basta

PAGELLE VERONA-MILAN 0-1 – Per la seconda partita consecutiva il Milan vince. Per la seconda partita consecutiva il Milan vince 1-0. Per la seconda partita consecutiva il Milan purtroppo non convince. La prestazione dei ragazzi di Giampaolo al Bentegodi di Verona è ancora più deludente di quella all’esordio in casa contro il Brescia. Ancora una volta gli attacchi rossoneri si dimostrano sterili e prevedibili, incapaci di sfruttare 70 minuti in superiorità numerica. La lista dei brutti primi tempi negli ultimi anni si arricchisce questa sera di una nuova puntata, i miglioramenti tanto sperati ancora non si vedono. Se il finale contro la squadra di Corini aveva fatto intuire qualcosa di buono, questa sera c’è poco da stare sereni. I padroni di casa sfiorano il pareggio nell’ultima azione della gara e Calabria dovrà saltare il derby della prossima settimana. Anche se solo su rigore, e a margine di una prestazione ancora una volta poco brillante, finalmente Piątek si sblocca e il VAR gli nega addirittura la doppietta. Sarà una settimana lunghissima prima della sfida all’Inter ma almeno non si parlerà della maledizione della maglia numero 9.

PAGELLE:

 Donnarumma 6,5: Tiene a galla il Milan con un doppio intervento nel primo tempo. Conferma il suo ottimo inizio di stagione e forse riesce addirittura a sfiorare il tiro di Verre che si stampa sul palo. Sembra migliorato sotto tutti i punti di vista, sarebbe cosa buona e giusta non rovinare la stagione della sua consacrazione con un nuovo caso attorno al suo rinnovo del contratto. #Veterano

Calabria 5,5: Non fa una brutta partita, anzi nel finale sembra trovarsi un po’ in mezzo all’affanno generale del reparto difensivo quando l’arbitro decide di fargli saltare la partita più sentita dell’anno. Mezzo voto in meno per il cartellino rosso. Colpisce anche un palo con un bel tiro al volo da fuori area. #Sfortunato

Musacchio 6,5: Impeccabile questa sera. Non sbaglia praticamente niente e conferma le parole di elogio da parte di Giampaolo nel corso della conferenza stampa pre-partita. Non solo leadership però, interventi sempre precisi e ruvidi quando serve. #ATestaAlta

Romagnoli 6: Soffre più gli attacchi di Verre che quegli degli altri Veronesi. Ci si poteva aspettare un controllo migliore nel finale della partita da un capitano come lui. Prestazione comunque sufficiente, in attesa di confrontarsi con Lukaku settimana prossima. #Sufficiente

Rodriguez 5,5: Forse il peggiore del Milan vittorioso a Verona questa sera. Se continua così, dovrà presto accomodarsi in panchina per fare spazio a Theo Hernández. Sia chiaro, non è il solo ad incappare in una serata storta però dimostra di dover lavorare tanto sui passaggi a tutto campo, specie quando costretto a farli con il destro. #SoloSinistro

Biglia 5,5: Tocca tanti palloni, ma si fa notare poco nell’arco dei 90 minuti. Considerati i risultati dei suoi compagni di squadra, non necessariamente una brutta cosa questa sera. Meno propositivo ed intraprendente rispetto a Bennacer, ma la sua esperienza poteva e doveva dare un maggiore contributo nel finale affannato. #SiPuòFareDiPiù

Kessie 5,5: Tra lui e Çalhanoğlu è palese la scelta sbagliata dei tacchetti. Il terreno di gioco non è dei migliori ma lo si vede più per terra che ad inserirsi come suo solito. Quando manca la qualità di gioco, i giocatori di maggiore quantità vanno spesso in confusione. Servirà tutta sua energia contro il centrocampo dell’Inter, sperando nel terreno di San Siro. #SugliSci

Çalhanoğlu 6: Non si può parlare di prestazione positiva da parte del fantasista Turco. Ha il merito però di procurarsi il rigore che decide la partita e per poco non incide anche sul raddoppio rossonero, poi annullato per fallo di Piątek sul portiere avversario. C’è tanto Çalha nei 6 punti ottenuti fino a questo momento. #Decisivo

Suso 5,5: Questa volta non basta essere tornato nella sua posizione naturale. Viene costantemente raddoppiato a turno dai giocatori dell’Hellas e il suo sinistro non sembra essere in serata di grazia. Torna prevedibile e marcabile. Si sarà risparmiato in vista del derby? Giampaolo ed i milanisti sperano proprio sia così. #SuGiù

Piątek 6+: Non c’è nessuna maledizione, si può segnare anche indossando la maglia (sacra) numero 9. Certo, la rincorsa prima del rigore deve aver fatto sudare freddo lui e non solo. Non gli avessero annullato il raddoppio, avrebbe probabilmente meritato un voto più alto. Il problema principale semmai è la prestazione personale. Spesso spaesato e a disagio. #KP9

Paquetà 5,5: Inconcludente come del resto tutti i suoi compagni nel primo tempo, viene sostituito nell’intervallo per fare spazio all’esordio di Rebić. Con il derby alle porte, è molto probabile che la scelta di Giampaolo sia stata dettata più dall’ammonizione che dall’opacità della sua prestazione. Altrimenti chissà quanti altri avrebbero meritato il cambio dopo la prima frazione di gioco… Anche perché dà sempre l’impressione di essere uno dei pochi ispirati e capaci di saltare l’uomo nel reparto offensivo. #Saudade

Ante Rebić 6-: I primi due palloni sbagliati non fanno ben sperare, ma sanno più di rodaggio che altro. Rappresenta la conferma ufficiale del ritorno al caro e vecchio 4-3-3. Solo che lui sa come andare sul fondo a differenza dei tanti esperimenti poco riusciti degli ultimi anni, lo devono infatti fermare con le cattive. C’è ovviamente da lavorare sull’intesa con i compagni, ma può essere una bella sorpresa per la stagione rossonera. #Novità

Giampaolo 6: Seconda vittoria di fila, ma ancora una volta il risultato è l’unica cosa che lo può rendere soddisfatto alla fine di una partita spenta da parte dei suoi. Non sembra essere cambiato molto rispetto all’anno scorso. La vittoria aiuterà ad affrontare la settimana pre-derby più serenamente ma la sfida contro Conte sembra già essere un importante banco di prova per il Mister se vuole confermarsi ad altissimi livelli. #UnderPressure

Tommaso Dimiddio

Posted by Redazione Rossonera on

Hellas Verona-Milan 0-1, la parola ai protagonisti

Hellas Verona-Milan 0-1, la parola ai protagonisti

HELLAS VERONA-MILAN 0-1, LA PAROLA AI PROTAGONISTI – Vittoria sofferta ma importante per il Milan di Giampaolo in casa di un ottimo Verona.

JURIC a SKY

“Sono contento per i ragazzi, in 11 contro 11 siamo stati migliori nettamente, dopo abbiamo tenuto molto bene. Se c’era una squadra che oggi meritava di far punti, eravamo sicuramente noi”.
Gli episodi?Sono tutti al limite, oggi non era facile neanche per gli arbitri giudicare. Dico solo che il loro rigore era netto, per il resto episodi al limite”.
Continua, poi, il tecnico gialloblù: “Dobbiamo giocare con questo spirito, sempre al massimo, giocare a calcio ed essere così concentrati ed aggressivi. Verre oggi ha fatto bene ma è all’inizio del suo cammino, deve crescere ancora tanto”.
Abbiamo una difesa senza esperienza, ma stanno lavorando bene, hanno il giusto spirito e forza per reggere i contrasti. Devono continuare così”.

GIAMPAOLO a SKY

Quali sono le certezze in vista del derby? “Una squadra che lavora bene, devo renderla equilibrata. So quali sono pregi e difetti, lavoro per migliorare la filosofia e la tenuta di squadra. Nessuno è perfetto. Mi piace l’attaccamento dei giocatori nel fare le cose, poi tutti possono sbagliare, ma sono contento del loro attaccamento”.
Sulla prestazione: “La squadra ha giocato bene nel secondo tempo, abbiamo allargato il campo e tenuto bene le posizioni. Dietro avevamo due centrali e Biglia. Era difficile perchè loro erano chiusi“.
“Il Verona ha fatto la sua onesta partita difensiva, noi non siamo sicuramente stati perfetti. Possiamo migliorare, lo so, non scappo da queste considerazioni. La vittoria è positiva ma non nasconde la polvere sotto il tappeto. Non mi nascondo dietro il risultato positivo”.
Piatek? “Non mi è sembrato di vedere un’esultanza polemica, si è dato da fare, ha lavorato, è un ragazzo a posto, non uno che fa casino”.
4-3-3? “Bsogna lavorare sui sistemi di gioco, lo abbiamo fatto perchè dovevamo allargare il gioco. Non mi piace improvvisare, dobbiamo avere identità precisa. Finora abbiamo lavorato in un certo modo e continueremo a farlo, abbiamo bisogno di certezze. Abbiamo ottime individualità che devo mettere a posto in un contesto collettivo. E loro lavorano perchè io possa completare il mosaico nel migliore dei modi“.
Sul secondo tempo: “Nel secondo tempo ho chiesto di portare Rebic e Suso sulle linee e costruire coi due difensori. Ci siamo presi la metà campo; star lì 90′ per un avversario in 10 non è facile. Avevamo 7 giocatori sopra la linea della palla, siamo stati bravi. Dovevamo aggiustarci per abbassare la loro fase difensiva e lo abbiamo fatto”.
Le partite sono tutte difficili, non ci sono passeggiate di salute, gli avversari sono agguerriti, il Var ha giustamente tolto ogni dubbio o incertezza di una volta quando pesava il blasone della squadra più forte. La squadra crede in quello che facciamo ed il riscontro ce l’ho giornalmente. Se la squadra non mi seguisse, ve lo direi. Bisogna sempre essere onesti intellettualmente. I ragazzi fanno le cose per bene ed hanno tanti ampi margini di miglioramento. Sono un po’ abituati a giocare singolarmente, devo migliorarli nel collettivo. Dobbiamo imparare ad attaccare meglio”.

GIAMPAOLO in conferenza stampa

Squadra imbarazzante? “Mi sembra esagerato, abbiamo fatto gara intelligente dopo superiorità numerica. Abbiamo rischiato molto portando giocatori oltre la linea della palla. Abbiamo praticamente rischiato niente. C’è tanto da migliorare e ci mancherebbe altro. Non ci sono squadre perfette a metà settembre, figuriamoci la nostra. Il tempo ci giudicherà”.
Piatek? “Dopo la partita non parlo mai con i calciatori, è sereno, alla vigilia gli avevo detto che si era allenato bene, era molto più partecipe. Deve star sereno e tranquillo. Un gol cambia l’umore del calciatore ma non tutto. E’ importante quello che fa per la squadra. Se fa bene il collettivo, hai più possibilità di vincere la partita”.
Un solo cambio? “Non pensavo ci fosse bisogno di cambiare, eravamo uno in più, i centrocampisti lavoravano bene ed avevano preso le misure. Stavano bene, non c’era bisogno. Solitamente faccio tre cambi ma oggi non volevo alterare equilibri”.
Biglia al posto di Bennacer? “Biglia è un giocatore forte, un leader carismatico. Sono cose importanti per me. Voi vedete, io vedo e sento. Biglia ha un motivo, alzare il livello carismatico, dell’esperienza e del saper giocare le partite importanti. Bennacer è forte ma io devo costruire le fondamenta di questa squadra e lo faccio con gli uomini che ritengo più funzionali. Ha un ruolo particolare, sta bene, aveva fatto un precampionato straordinario, è un leader riconosciuto dal gruppo. Oggi c’era bisogno di lui, di non annegare nelle difficoltà.
Cori contro Kessie e Donnarumma? “Sono i soliti discorsi, non educo io la gente inqualificabile”.Su Suso: “Lui è bravo nella mattonella, nel dribbling e nei tempi di gioco, non è un giocatore di profondità ma di palla addosso. Contro squadre chiuse hai bisogno di quei calciatori, di sensibilità ed uno contro uno. Lui apre strade che gli altri non vedono“.
Sugli avversari: “Il Verona mi è piaciuto molto di più col Lecce, dove ha dominato e fatto la partita. Stasera ha pensato a non farci giocare e me lo aspettavo anche. Siamo stati bravi ad aver pazienza, nel stancarli e farli correre. Ai ragazzi ho detto che prima o poi avremmo trovato la giocata vincente”.

Enrico Aiello

Photo credits: acmilan.com

Posted by Redazione Rossonera on

Verona-Milan, conferenza Giampaolo: “Miglioreremo, la squadra mi dà questa fiducia. Nuovi e vecchi? C’è solo il Milan”

Verona-Milan, conferenza Giampaolo: “Miglioreremo, la squadra mi dà questa fiducia. Nuovi e vecchi? C’è solo il Milan”

VERONA-MILAN, CONFERENZA GIAMPAOLO – Alla vigilia della sfida di Verona contro l’Hellas, dopo la sosta con le nazionali che ha visto coinvolti molti elementi dello scacchiere rossonero, Giampaolo è tornato a parlare in conferenza stampa iniziando però dalle condoglianze a Marcos Cafù per la prematura scomparsa del figlio.

Oggi il mister ha ripetuto più volte di aver fiducia nei suoi giocatori e che i suoi punti fondamentali sono il lavoro e cura dei dettagli: “I dettagli fanno la differenza”.

ATMOSFERA

I giocatori che sono rimasti qui si sono allenati bene e con professionalità; chi è andato in nazionale ha messo minutaggio nelle gambe. La squadra lavora bene e con entusiasmo”, così ha esordito Giampaolo parlando dei suoi giocatori e del lavoro svolto a Milanello. “Col lavoro metteremo a posto tante cose. La squadra mi trasmette questa fiducia perché lavora bene. Il tempo metterà a posto le cose e la squadra migliorerà sempre.”Mi piacciono l’attaccamento e la dedizione dei giocatori; io devo renderli sempre più squadra forte nelle due fasi e trovare gli equilibri. Ci sono tanti dettagli da migliorare”. “Cerco di dare una mentalità alla squadra, non dobbiamo subire l’avversario ma avere il predominio del gioco”.

VERONA

Interrogato poi riguardo alla sfida di domani ha detto: Vincere è sempre importante, al di là del derby di settimana prossima. Mi interessa poco che Verona sia un campo storicamente particolare per il Milan. La squadra deve vincere sempre e comunque perché le vittorie ti danno consapevolezza e autostima”. Facendo poi un focus sugli avversari ha dichiarato: “Stimo molto Jurić, la sua squadra ha vinto meritatamente a Lecce. Noi dobbiamo stare attenti non dobbiamo sottovalutare nessuno. Mi aspetto una partita intensa

SINGOLI E FORMAZIONE

In seguito a Giampaolo sono state chieste diverse valutazioni sui singoli giocatori che compongono la rosa a sua disposizione e delucidazioni sul modulo e stile di gioco del Milan in questa stagione. “Testa alta e giocare a calcio: non è cambiato niente. Io devo dare una mentalità dove la squadra gioca a calcio e dove i giocatori fanno la differenza”.

Paquetá può fare sua la mezz’ala che il trequartista, dipende da cosa ho bisogno; ha caratteristiche da centrocampista, deve sapersi muovere in una posizione di finto attaccante

Piątek mi è piaciuto molto in questi giorni, non deve pensare solo ad attaccare gli ultimi venti metri perché al Milan non si può giocare sempre palla lunga. È un giocatore completo, non deve pensare al gol ma a giocare bene, il gol viene di conseguenza

So come giocare, l’unica cosa che ho fatto (tra la trasferta di Udine e la sfida col Brescia n.d.r.) è stata invertire Suso con Castillejo per portarlo verso la sua mattonella. Suso può comunque giocare da trequartista”

Castillejo è un ragazzo serio e un giocatore che mi piace”

 “Giocherà Biglia o Bennacer? Mi chiedete troppo; giocherà uno dei due”

Rebić in nazionale ha giocato anche punta o a destra. Sta bene sul piano fisico”

Hernandez mi piace, dal punto di vista medico è a posto, deve recuperare la condizione. Domani non giocherà. È un giocatore di spinta”

Duarte migliora. È intelligente e curioso, vuole sempre rivedere gli allenamenti per migliorare”

Rodriguez è un calciatore puntuale e ordinato”

Musacchio è un giocatore forte e ha un’ottima leadership”

Infine, dopo essergli stato chiesto il perché del suo scarso impiego dei nuovi acquisti ha risposto: “Ho allenato giocatori che all’inizio non hanno giocato e poi sono diventati inamovibili. Valuterò i giocatori di settimana in settimana: non ci sono titolari ma ventitré atleti di alto livello. Non esistono giocatori nuovi e vecchi, esiste solo il Milan”.

Photo Credits: AcMilan.Com

Marco De Cristofaro

Posted by Redazione Rossonera on

Alessandro Melli a Radio Rossonera: “Basta un goal per sbloccare Piatek. Il Milan potrà diventare da Champions”

Alessandro Melli a Radio Rossonera: “Basta un goal per sbloccare Piatek. Il Milan potrà diventare da Champions”

ALESSANDRO MELLI – L’ex attaccante del Milan, Alessandro Melli, ha parlato oggi ai microfoni di Radio Rossonera. Tanti i temi trattati in vista del prossimo impegno di campionato dei rossoneri contro il Verona. Qui di seguito l’intervista completa:

Piatek sta attraversando un periodo non semplice. Difficoltà legate esclusivamente al tipo di lavoro effettuato con Giampaolo oppure c’è dell’altro?

Bisognerebbe vedere gli allenamenti ed essere dentro la squadra per poter dare un giudizio preciso, da lontano è un po’ complicato. Credo che quando in una squadra arriva un allenatore nuovo che imposta un lavoro diverso è normale che qualsiasi giocatore possa avere qualche difficoltà ad entrare nei meccanismi, specie gli attaccanti. Magari il calo di Piatek è semplicemente di natura fisiologica, non scordiamoci che appena indossata la maglia del Milan ha fatto benissimo“.

Può bastare 1 goal per sbloccarlo?

Sì, potrebbe bastare. Gli attaccanti attraversano un periodo in cui qualsiasi tiro entra in porta e altri completamente opposti. Un goal, anche su rigore, può sicuramente dare autostima e migliorare il morale. Il ruolo dell’attaccante non è come quello del difensore“.

Boban, Maldini, Massara e Giampaolo. Che ne pensa di questo Milan?

Tre persone tra queste le conosco molto bene, Giampaolo purtroppo no ma tutti conoscono benissimo il mondo del calcio e sono persone con valori importanti. Il Milan ha fatto scelte giuste e ponderate anche in chiave attaccamento alla maglia; la maglia rossonera è importantissima e Giampaolo ha dimostrato di avere ottime idee di gioco. Ci vorrà un po’ di tempo in ogni caso ma non scordiamoci che, per quanto dirigenti ed allenatori siano bravi, in campo vanno sempre i calciatori“.

È un Milan da Champions?

È troppo presto per dirlo. A sensazione sarei più portato a dire di no ma ovviamente posso sbagliarmi e spero che col passare delle domeniche e dei risultati positivi possa davvero diventarlo“.

Immagine articolo tratta da: ilovepalermocalcio

Posted by Redazione Rossonera on

Alberto Fabbri (Dir. Hellaslive.it) a Radio Rossonera: “L’amalgama del nostro gruppo è già a buon punto. Domenica bellissima sfida polacca tra Piatek e Stepinski”

Alberto Fabbri (Dir. Hellaslive.it) a Radio Rossonera: “L’amalgama del nostro gruppo è già a buon punto. Domenica bellissima sfida polacca tra Piatek e Stepinski”

ALBERTO FABBRI, VERONA-MILAN – A due giorni dalla gara tra Hellas Verona-Milan, sfida valevole per la terza giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Hellaslive.it, Alberto Fabbri, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domenica sera alle 20:45. Qui di seguito, l’intervista completa.

Dopo il buon avvio di campionato del Verona, le speranze sono per una salvezza tranquilla o magari qualcosina in più?

Assolutamente l’obiettivo dell’Hellas Verona deve restare semplicemente la salvezza, non può sicuramente ambire ad altro ad ora. L’avvio di stagione è stato a dir poco positivo, perché 4 punti dopo soli 180 minuti sono un bottino che nemmeno il più ottimista poteva sperare ad avvio di stagione, indi per cui questo non deve far fare troppi voli pindarici ai tifosi gialloblu. L’obiettivo stagionale deve essere solo quello di mantenere la categoria”.

Come giudichi la squadra a disposizione di mister Juric? Quali sono i punti di forza e di debolezza?

Secondo me la società, grazie all’operato del presidente Maurizio Setti e del direttore sportivo Tony D’Amico, ha operato bene in sede di mercato con una logica rispetto alle precedenti sessioni, perché quest’anno si è comprato, si è speso e soprattutto si sono presi dei giocatori di comune accordo con l’allenatore Ivan Juric. Questo sicuramente avvalla molto di più quanto di buono ha fatto in sede di mercato la società, poi l’ardua sentenza spetta solo al campo, però è chiaro che questo avvio di stagione è stato molto positivo. Punti di forza la voglia di tanti di fare vedere le loro potenzialità, su tutti direi Miguel Veloso, un giocatore che qui a Verona vuole recitare una parte da protagonista e anche il suo avvio è stato molto importante; poi ci sono giocatori come Amrabat e Rrahmani, due giocatori sconosciuti per il panorama italiano ma che si sono dimostrati subito all’altezza del compito chiesto dal club gialloblu. Punti deboli sono i tanti giovani e il fatto che la squadra è stata cambiata tanto, ma l’amalgama del gruppo pare sia già a buon punto, quindi questo aspetto qui che ad ora può essere visto come negativo, in realtà può trasformarsi in un altro aspetto positivo e questo è l’augurio di tutto il popolo scaligero”.

Domenica Hellas Verona-Milan: che partita ti aspetti, a cosa e a chi deve stare attento il Milan e qual è il giocatore rossonero che temi di più?

“La Fatal Verona per voi del Milan è risaputa, ci avete lasciato due scudetti qua a Verona indi per cui è un campo molto difficile. Voi come noi avete cambiato tanto, con il nuovo tecnico Giampaolo non è stato un avvio di stagione molto importante per voi e non sarà una passeggiata giocare sul nostro campo domenica sera. Ci sarà una bellissima sfida tra gli attaccanti polacchi Piatek e Stepinski, saranno sicuramente loro due dei protagonisti in campo. Mi attendo quindi una partita anche equilibrata, soprattutto perché noi giochiamo davanti al pubblico amico, si contano già più di 20000 presenze per domenica quando mancano più di 48 ore alla chiusura della prevendita, ci sarà quindi il pubblico delle grandi occasioni. Questo può fare gioco alla squadra di Juric che nel suo carisma e nella sua voglia di trasmettere la sua passione di emergere, può essere una chiave di volta importante per una partita che ad ora è difficile fare un pronostico, vista anche la situazione del Milan. Se il Milan schiaccia sull’acceleratore può fare male a tantissime squadre, però ad ora prevedo una bella partita e anche mi aspetto qualche gol. Non mi sento di dire che finirà a reti inviolate la sfida di domenica sera”

 Andrea Propato

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, Rebić si presenta, personalità al servizio di Giampaolo: “È un sogno poter essere qui, sono pronto”

Milan, Rebić si presenta, personalità al servizio di Giampaolo: “È un sogno poter essere qui, sono pronto”

MILAN, REBIC – Sembra avere le idee chiare l’ultimo acquisto del Milan arrivato nel capoluogo milanese allo scadere della sessione estiva di calciomercato. Dopo le prime battute in italiano: “Voglio ringraziare tutti voi che siete qui, per me è un sogno poter essere in questo club, speriamo che sia una bella stagione”, l’ex Francoforte si presenta in croato con l’entusiasmo e la giusta sicurezza di chi è pronto per il definitivo salto di qualità in seguito ad una prima parte di carriera altalenante.

La prima volta in Italia non avevo ancora l’esperienza necessaria. Dopo il passaggio in Germania mi sento cresciuto calcisticamente e devo dimostrarlo al Milan. Sono più maturo rispetto a prima sia dal punto di vista calcistico che da quello umano, gli allenatori che ho avuto mi hanno aiutato molto”. Naturale il suo passaggio sul rapporto con Zvonimir Boban: “Con Boban abbiamo parlato di come debba giocare bene in questa stagione, conosco bene la storia di questo club perciò ci siamo concentrati sul futuro campionato. Mi ha dato qualche dritta quindi è stato molto importante”.

SULLE SUE CARATTERISTICHE  E SUL RUOLO

Sono sempre stato uno tosto (un osso) e soprattutto le stagioni con l’Eintracht mi hanno aiutato molto a migliorare. Ho giocato sempre nel 4-3-3, ma in Germania ho giocato anche da seconda punta. Sono un ragazzo combattivo, non ho paura della concorrenza e delle sfide, anzi, mi aiuteranno ad affinare le mie qualità: sono sicuro che tutti in attacco avremo l’opportunità di esprimerci al meglio e di interpretare il nostro ruolo”.

SU GIAMPAOLO E SULLA PROSSIMA SFIDA A VERONA

Non lo conoscevo, ma ho sentito molti pareri positivi su di lui, anche da parte di Boban. Questi primi allenamenti lo stanno sicuramente confermando. Io mi sento bene e, dopo aver giocato in Nazionale, sono pronto per scendere in campo: tutto dipenderà dalle decisioni del mister”.

SUL NUMERO DI MAGLIA

Il 4 era occupato (ride, ndr). Ho scelto il 18 perché è quello che indosso con la Croazia”.

SU UN POSSIBILE APPRODO ALL’INTER

Non ho mai parlato con l’Inter, può averlo fatto il mio agente, ma io non ne so nulla. Quando il Milan mi ha chiamato, non ho avuto nessun tentennamento e ho scelto di indossare questi colori”.

Equilibrio, dunque, per Rebic che il prossimo 21 settembre compirà 26 anni: “Sarà il giorno del Derby, spero che il Milan vinca”. Un ultima battuta sul suo primo gol in rossonero: “Sarà qualcosa di normalissimo, non sono il tipo che si esalta”.

Non ci resta che passare dalle parole ai fatti. Benvenuto Ante!

Photo Credits: AcMilan.Com

Federico Porta

Posted by Redazione Rossonera on

Verona-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Verona-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

VERONA-MILAN, FOCUS – Dopo la pausa nazionali riprende la Serie A e per il Milan si prospetta una trasferta sempre insidiosa, a Verona contro l’Hellas. Una sfida che i rossoneri hanno vinto solo due volte negli ultimi 20 anni.

Ultimo precedente

Hellas Verona – Milan 3 a 0 (17 dicembre 2017)

Precedenti famosi

22 aprile 1990 Verona-Milan 2-1 con il gol decisivo di Pellegrini all’89’ e 20 maggio 1973 Verona-Milan 5-3. In entrambi i casi il Milan perse lo scudetto creando attorno all’Hellas il famoso epiteto di Fatal Verona.

Ultime gare Verona

 Verona – Cremonese 1 a 2 (Coppa Italia Terzo Turno 18/08/2019)

Verona – Bologna 1 a 1 (Serie A 25/08/2019)

Lecce – Verona 0 a 1 (Serie A 1/09/2019)

Ultime gare Milan

 Udinese – Milan 1 a 0 (Serie A 25/08/2019)

Milan Brescia 1 a 0 (Serie A 31/08/2019)

Occhio a…

Stepinski, ultimo acquisto dell’Hellas, in gol nell’amichevole disputata in settimana (e persa 2 a 1) contro l’Olimpija Ljubljiana.

Pazzini, ex con il dente avvelenato, ma che probabilmente partirà dalla panchina.

Curiosità su avversari

 Il Verona è nato nell’ottobre del 1903 per volontà di un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei che scelsero il nome Associazione Calcio Hellas per ricordare l’antica Ellade, ovvero l’odierna Grecia. L’idea venne al professor Decio Corubolo, per l’appunto insegnante di greco.

Allenatore avversario

 Ivan Juric:  1) Genoa Milan 3 a 0 (25/10/2016)

2) Milan Genoa 0 a 0 (22/10/2017)

3) Milan Genoa 2 a 1 (31/10/2018)

É un fan sfegatato del genere musicale death metal.

Storico arbitro con le due squadre

Gianluca Manganiello

Precedenti con il Milan: Milan – Frosinone 2 a 0 (19/05/2019 Serie A), rigore concesso al Frosinone. Udinese – Milan 1 a 1 (04/02/2018 Seria A), espulsione per doppia ammonizione nel Milan

Precedenti con l’Hellas Verona: Verona – Cremonese 1 a 2 d.t.s. (18/08/2019, terzo turno Coppa Italia), un ammonito nel Verona. Verona – Sampdoria 0 a 0 (20/09/2017 Serie A), 3 ammoniti nel Verona. Bari – Verona 0 a 2 (22/04/2017 Serie B), 2 espulsi, uno per parte. Verona – Perugia 2 a 2 (04/12/2016 Serie B), 2 ammoniti nel Verona. Pisa – Verona 0 a 0 (25/10/2016 Serie B), 3 ammoniti per il Verona.

Guardalinee: De Meo – Valeriani

IV: Di Martino

VAR: Orsato

AVAR: Mondin

Ex e doppi ex

Ex che saranno della partita:

Rebic, ex del Verona (dove ha giocato dal gennaio al giugno 2016), Pazzini (al Milan dall’agosto 2012 al 2015 passato al Verona nel 2015)

Ex che non saranno della partita ma ancora in attività:

Michelangelo Albertazzi (prestito dal Milan al Verona dal 2012 al 2014, poi al Milan nel 2014/2015, e nuovamente al Verona, ceduto a titolo definitivo dal 2015 al 2018, in questo momento svincolato), Urby Emanuelson (al Milan dal gennaio 2011 al 2013/2014 e al Verona dal gennaio al giugno 2016, in questo momento all’FC Utrecht), Massimo Donati (al Milan nel 2001/2002 e poi all’Hellas nel 2013/2014, in questo momento assistente tecnico di Angelo Alessio al Kilmarnock Football Club).

Ex ritirati:

Ferdinando Coppola (nei primi mesi della stagione 2006/2007 e poi da agosto 2012 a gennaio 2013, dal 2015 al 2018 al Verona), Massimo Oddo (al Verona dal 2000 al 2002 e poi al Milan dal gennaio 2007 al 2009 e dal Milan dal 2009 al 2011), Alberto Gilardino (al Verona nel 2000/2001 e poi al Milan dal 2004 al 2008), Martin Laursen (a Verona dal 1999 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2004).

Giulia Galliano Sacchetto

Posted by Redazione Rossonera on

Milan Primavera, Brescianini (Focus On): colui che gioca sempre e in ogni ruolo

Milan Primavera, Brescianini (Focus On): colui che gioca sempre e in ogni ruolo

MILAN PRIMAVERA, BRESCIANINI –  C’è un filo rosso(nero) che collega Gennaro Gattuso, Alessandro Lupi e Federico Giunti. E non è unicamente quello dell’essersi seduti tutti sulla panchina del Milan Primavera nel corso dell’ultima stagione.

Oltre alla panchina c’è di più ed è la scelta degli uomini, di uno in particolare, che ha giocato sempre ed in ogni ruolo, risultando sempre tra i migliori per applicazione e risultato sul campo: Marco Brescianini.

Per raccontare Brescianini, “Brescio” per tutti, sarebbe semplice e banale raccontare che viene da un paesino della bergamasca, Calcinate, che è nel Milan praticamente da una vita, che fa la mezz’ala, che è mancino e che negli anni ha aumentato il suo legame con il gol. Ma per tutto questo basta andare su Google o qualche sito di statistiche.

Voglio provare a raccontare il “mio” Marco Brescianini, quello che ho imparato a conoscere sui campi di Solbiate, di Varese e del Vismara negli ultimi due anni, quel ragazzo che ha iniziato la sua prima avventura in primavera tra i più piccoli del gruppo, ma prendendosi da subito un ruolo di primo piano.

Complice l’infortunio di Torrasi nel precampionato, Gattuso lo butta subito nella mischia in mezzo al campo a fare da scorta a capitan El Hilali, insieme a Tommaso Pobega (oggi a Pordenone), da mezz’ala sinistra, quello che teoricamente sarebbe il suo ruolo naturale.

Da lì, nell’arco di due stagioni, è passato a fare l’esterno d’attacco, l’interno di un centrocampo a due, il play basso in un centrocampo a tre, fino al difensore centrale nei sei disastrosi mesi di gestione Lupi della scorsa stagione. E in ogni occasione si è distinto, ha sempre risposto presente, ha sempre messo il bene della squadra davanti alla sua comfort zone.

Quando lo vedi in campo lo riconosci, dinoccolato, biondissimo e bianco quasi cadaverico, non particolarmente alto, ma così magro che vengono i dubbi sul suo poter stare in campo. Poi a fine partita ti rendi conto che è tra quelli che ha corso di più, è stato l’ultimo a mollare e spesso si è portato sulle spalle la squadra nei momenti più difficili. Capitano per la prima volta lo scorso anno nel derby, ha ripreso la fascia quando Torrasi è tornato sotto i ferri per le ultime dello scorso campionato.

Sarà il capitano di quella che al Milan voglio sia la stagione dell’immediata promozione e del ritorno ai livelli che competono al settore giovanile rossonero.

Polivalenza, corsa, spirito di sacrificio e personalità. Tanta personalità. E quella capacità di essere decisivo quando serve, quel feeling con la “sindrome del supereroe”, non nel senso negativo del termine, perché Marco non forza mai, in due anni non l’ho mai visto strafare. È un supereroe buono, nel momento del bisogno lui c’è. Cinematograficamente sceglie sempre il momento perfetto, come ha fatto per il suo primo gol in primavera: in uno scontro diretto, contro il Napoli, al 93′, con un mancino da fuori a fil di palo. E si è ripetuto con il Genoa, sempre al Vismara, per dare carica, contro un’altra avversaria diretta, per provare una difficilissima rincorsa alla salvezza.

Ha chiuso segnando nel derby, ovviamente con un tiro da fuori, su punizione, suonando la carica e svegliando i compagni dal torpore, non è bastato per vincere. Non sono bastati i suoi 3 gol per la salvezza rossonera e non basterà solo un grande Brescianini per risalire in Primavera 1, ma sarà lui a dare l’esempio e indicare la via, soprattutto nelle difficoltà.

Anche facendo una delle cose che gli viene meglio: armare il suo sinistro e colpire verso la porta avversaria.

Photo Credits: AcMilan.com

Matteo Vismara

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, Refiloe Jane è la nuova numero 15 rossonera. Conosciamola meglio dentro e fuori dal campo

Milan, Refiloe Jane è la nuova numero 15 rossonera. Conosciamola meglio dentro e fuori dal campo

MILAN, REFILOE JANE – Nel corso di quest’estate abbiamo rincorso, seguito e anticipato le voci che portavano Refiloe Jane, ventisettenne centrocampista sudafricana, dritta dritta fino a Milano, per vestire la maglia rossonera per la stagione 2019/2020. Pochi giorni fa queste voci sono diventate una granitica certezza, e la rosa del Milan Femminile ha accolto per la prima volta una giocatrice sudafricana nella propria famiglia.

Refiloe Jane, detta “Fifinho”, classe ’92, ha recentemente compiuto 27 anni (il 4 agosto); non può vantare un fisico statuario grazie al suo 1.60 m di altezza, ma ciò non le impedisce di essere una vera e propria pedina inamovibile nel centrocampo di qualsiasi formazione competitiva. La sua esperienza la proietta inoltre molto in alto nelle gerarchie del calcio internazionale, grazie alla sua militanza pluriennale nella nazionale del Sudafrica, con la quale ha registrato lo scorso febbraio la sua centesima presenza. Refiloe è inoltre vicecapitano della sua nazionale, e in diverse occasioni, in assenza di Janine Van Wyk -titolare della fascia-, ha indossato con orgoglio la fascia di capitano.

Il ruolo di Refiloe Jane in campo è principalmente quello di interna di centrocampo in una formazione a 4, o di vertice basso davanti alla difesa in un modulo come il 4-1-4-1 di Maurizio Ganz con il Milan Femminile. È stato proprio quello infatti il ruolo che ha ricoperto -egregiamente- sabato 7 settembre, debuttando con la nuova maglia sul campo di Sedriano, contro il Napoli, per l’ultima amichevole pre campionato delle rossonere.
Il ruolo di ago della bilancia e barriera davanti alla difesa sembra perfettamente cucito sulle sue caratteristiche: visione in fase di impostazione, gestione del pallone con velocità e intelligenza, recupero palla e riequilibrio in fase di transizione. I 45’ disputati sabato sono stati senza dubbio rivelatori di quanto sia importante una giocatrice del suo calibro in un ruolo delicato come quello del mediano basso, apportando sicurezza nel reparto grazie alle giocate semplici ma efficaci.

La grandezza di Refiloe Jane ha però anche un’altra unità di misura: l’amore incondizionato, il supporto e l’orgoglio palesati in occasione dell’ufficialità dell’arrivo al Milan sono evidenti segnali di quanto il talento di Jane sia riconosciuto e la sua stima sia profondamente radicata nei suoi fan. Dal Sudafrica si leva un coro che recita “Shine, girl!”, ovvero “brilla, stella!”, spesso reiterato nei commenti estasiati sui social. Fifinho è pronta a portare alta la bandiera del Sudafrica e, chissà, magari anche quella del Milan.

Photo Credits: AcMilan.Com

Lucia Pirola

Posted by Redazione Rossonera on

Mercato Milan, analisi dei bilanci e dei frutti dell’autunno

Mercato Milan, analisi dei bilanci e dei frutti dell’autunno

MERCATO MILAN – Tempo, sciagurato, di pausa per le nazionali. Proviamo quindi a fare una riflessione, quanto più possibile completa, sul mercato del Milan appena concluso. Nessuna pretesa di precisione scientifica sotto il profilo tecnico, tattico o economico ma solo la speranza di una visione di insieme sull’operato della coppia Maldini – Boban.

Le dismissioni – Partiamo dalle prime scelte fatte dalla Dirigenza, quelle relative ai “non rinnovi” di alcuni giocatori. Continua l’opera di svincolo della rosa rossonera dai legami con il passato. Non sono stati rinnovati i contratti e i prestiti di Montolivo, Jose Mauri, Bertolacci, Abate, Zapata e Bakayoko. Parliamo ovviamente della prima squadra e non di altre operazioni minori. Giova ricordare che i primi quattro sono, almeno al momento in cui scriviamo, ancora svincolati mentre Zapata ha trovato posto al Genoa (faccina pensierosa). Viene da pensare che o è bassa la qualità (anche in relazione all’età avanzata di alcuni) oppure è alto il prezzo. Baka aveva un contratto fuori dalla nostra portata per un panchinaro ed i suoi rapporti con l’ambiente erano minati, giusto salutarci. Risolto consensualmente il contratto di Strinic del quale si conoscono i problemi di salute. Peccato, era un uomo di Giampaolo e, fosse stato in perfetta efficienza, avremmo avuto un giocatore pronto fin da subito. Al ragazzo i migliori auguri per il suo futuro da calciatore.

Se lo scopo era effettivamente quello di ringiovanire la rosa, liberare importante spazio salariale e cancellare le tracce di un passato controverso il voto non può che essere alto.

Le mancate cessioni – Inutile negare che certa parte della stampa e della tifoseria non voglia affatto bene all’attuale proprietà del Milan. A mercato ancora chiuso ed in prossimità della chiusura dell’esercizio in corso in parecchi avevano vaticinato cessioni importanti per sanare il bilancio. Non solo non è capitato prima del trenta giugno ma i pezzi pregiati sono rimasti fino alla fine del mercato. In molti tra i tifosi rossoneri hanno chiesto a gran voce le cessioni di Donnarumma e Suso per poter operare sul mercato ma la Società ha risposto picche. Espressamente, per bocca di Paolo Maldini, riguardo a Gigio, nei fatti per Suso. Magari per lo spagnolo non c’è mercato ma per il giovane portiere è difficile ipotizzare la mancanza di uno o più acquirenti. Bene? Male? Lo scopriremo solo vivendo come cantava il grande Lucio Battisti; ma di certo siamo di fronte ad un messaggio chiaro: li volete, li pagate la cifra che diciamo noi. Anche da qui bisogna passare per tornare grandi.

Acquisto europeo – Il primo, e forse più importante, è stato l’accordo con la UEFA. Abbiamo perso una competizione europea ma ci siamo seduti al tavolo con un organismo che ti può rendere la vita impossibile e abbiamo proposto un accordo duro ma favorevole in prospettiva. Siamo fuori dalle coppe (e in molti sostengono che non sia affatto un male nella situazione attuale) e ci siamo impegnati ad essere virtuosi nei prossimi mercati ma abbiamo cancellato uno degli anni economicamente orribili che le gestioni precedenti ci hanno lasciato in eredità. Dettaglio non da poco. Da qui in avanti ci sarà tantissimo lavoro da fare ma la sfida per la Dirigenza (tutta) è davvero stimolante: riportare il Milan tra le squadre moderne e efficienti del calcio mondiale. Niente a che fare con “il Milan deve camminare da solo” di berlusconiana memoria, concetto vago e mai rispettato. Dobbiamo tornare a fatturare tantissimo (marketing e merchandising, nuovi sponsor, player trading intelligente) a gestire meglio i nostri soldi senza dare stipendi insensati a calciatori di livello modesto.

Acquisto tecnico – Altro acquisto importante e logicamente precedente il mercato è stato quello dell’allenatore. Salutato con una stretta di mano Gennaro Gattuso, cha ha contribuito alla salute del bilancio della sua squadra del cuore rinunciando agli anni di contratto che gli erano rimasti, è arrivato Marco Giampaolo. Uno degli allenatori giovani più preparati in circolazione, uno bravo con i giovani, uno di quelli che le proprie squadre le ha sempre fatto giocare bene. Certo potevamo mettere sotto contratto uno dei big europei però poi avremmo dovuto spiegare i dieci milioni di stipendio da girare ai Conte, Guardiola o Pochettino di turno. Per quel che ne so io si comincia camminando e poi si impara a correre. A bocce ferme l’allenatore ideale per una rosa che ha raggiunto il quinto posto lo scorso anno (ad un solo punto dal terzo, ndr) ma che non ha mai convinto per l’organizzazione di gioco offensivo. L’allenatore ideale per valorizzare quei giocatori che hanno convinto poco fino ad ora (Chala, Suso, Rodriguez, Kessie ecc.) e che possono essere in futuro capisaldi di un grande Milan oppure preziosa merce di scambio. Ma anche l’allenatore ideale per crescere i giocatori giovani che nel calcio milionario di oggi sono necessari per completare rose dai costi fantasmagorici.

Acquisti “piccoli” – A proposito di giovani la Dirigenza rossonera ha messo ampiamente mano alla rosa della Primavera di Giunti rovinosamente retrocesso lo scorso anno. Moncada e Massara hanno messo sotto contratto sei giocatori nuovi: Lenny Borges terzino destro dall’Amburgo, Riad Tahar difensore centrale dal Lione, Luan Capanni punta centrale della Lazio, Gabriele Galardi terzino destro dalla Vigor Perconti, Simone Potop difensore centrale dal Torino e la punta centrale Emanuele Pecorino dal Catania già andato in gol di recente.

Stesso discorso si può fare per la squadra femminile che ha cambiato sia l’allenatore (mettendo sotto contratto Maurizio “segna semper lù” Ganz al quale facciamo i nostri migliori auguri e diverse nuove giocatrici che dovrebbero compensare le dolorose partenze di Sabatino, Moreno, Giuliano e Alborghetti. Da segnalare, ma lasciamo l’approfondimento a Lucia Pirola, gli arrivi di Lady Andrade e Refiloe Jane. Il Milan, stante l’impossibilità di puntare alle big del calcio europeo, ha puntato a confermare il maggior numero di giocatrici possibile e su figure di spessore internazionale anche se non di primo piano. Obiettivo: fare meglio del terzo posto dello scorso anno e, mi permetto di aggiungere, vincere il derby.

Acquisti. E cessioni – Primavera, Milan femminile, prima squadra. Che non si potesse puntare alla stella è parso chiaro fin da inizio mercato quando una lunga intervista alla Gazzetta di Ivan Gazidis aveva escluso il colpo “riempi-stadio”. E così è stato nonostante la seducente immagine del pallone d’oro Luka Modric con la maglietta a righe rossonere.

Portieri: contrariamente alle previsioni e a quelle che sembrano essere le esigenze di bilancio il Milan conserva il proprio costosissimo reparto portieri. Gigio, suo fratello e Pepe Reina forniscono molte garanzie (anche sotto il profilo dell’esperienza e dei rapporti nello spogliatoio) ma incidono tantissimo sui nostri conti. Plizzari, sia egli il nostro futuro oppure una bella pedina di scambio, è invece andato a ri-farsi le ossa a Livorno. Se non vogliamo dare un voto, una bella faccina che ride ci sta

Difensori: nel reparto arretrato abbiamo messo la freccia a sinistra con il turbolento (ma velocissimo) terzino sinistro, seppur di riserva, del Real Madrid Theo Hernandez (uno di quelli che è pippa solo quando lo prendiamo noi…), aggiunto un difensore di rotazione come Leo Duarte e, sempre per la questione giovani, inserito in rosa il rientro dal prestito di Matteo Gabbia. Hanno salutato: Abate, Zapata, Strinic a titolo gratuito e Laxalt in prestito oneroso al Torino. Considerando che non abbiamo notizie certe del rientro di Caldara siamo costretti a sperare che Duarte sia rapidamente pronto per il nostro campionato. Resta comunque la base della coppia centrale Romagnoli Musacchio che è una delle migliori del campionato. Dovevamo aggiungere un terzino veloce e lo abbiamo fatto, dovevamo liberarci di un po’ di zavorra e lo abbiamo fatto. Pollice alto; di poco ma in sù.

Centrocampisti: il preparto con il maggior bisogno di maquillage. Salutati, senza rimpianti, Bakayoko, Bertolacci, Mauri e Montolivo sono arrivati Rade Krunic ed Ismail Bennacer mentre si sono aggiunti alle rotazioni del reparto il rientrante Bonaventura e Calhanoglu che il mister sembra vedere anche come perno basso del triangolo in mezzo al campo. Sarà pur vero che i due ex empolesi sono retrocessi (ma anche Franco Baresi è andato in Serie B in carriera…) ma nel complesso il reparto (Kessie, Bennacer, Paquetà, Krunic, Biglia, Chala, Bonaventura) è più giovane, costa meno ed ha un tasso tecnico superiore rispetto a quello dello scorso anno. Se poi Kessie e Paquetà giocassero al loro livello… Altro pollice in sù.

Attaccanti: in chiusura di mercato è arrivato Ante Rebic, un bell’attaccante esterno di fisico e di gran carattere che si aggiunge al giovane Rafael Leao, grande promessa del campionato francese. Ci hanno salutato Andrè Silva e Patrick Cutrone che lo scorso anno in due hanno fatto una manciata di gol. Restano con noi Samu Castillejo, Borini, Piatek e “croce e delizia” Suso. Tra titolari (Piatek e Suso) e giocatori di rotazione (Casti, Borini, Leao e Rebic) il reparto sembra essere completo ma è sicuramente quello dove il mister deve lavorare di più e fare vedere maggiormente la sua mano. Il pollice non va né sù né giù, abbiamo pochi elementi per giudicare. Una cosa la possiamo fare, pregare che il pistolero polacco torni a fare centro.

Due nuovi allenatori su tre, un accordo con l’Uefa, una ventina di acquisti, altrettante uscite e tutte le tante operazioni minori che, di solito, popolano il mercato delle squadre di calcio. Un’estate molto movimentata per una dirigenza in buona parte nuova.

Alla stagione 2019/2020 spetta il giudizio definitivo, a voi spetta un primo giudizio a pochi giorni dalla fine del mercato. Sbizzarritevi.

Pierangelo Rigattieri

Photo Credits: ACMilan.com 

en_USEnglish
it_ITItalian en_USEnglish