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Pagelle Milan-Roma 2-1: Higuain trascinatore, Suso sottotono

Pagelle Milan-Roma 2-1: Higuain trascinatore, Suso sottotono

PAGELLE MILAN-ROMA 2-1 – Dopo la sconfitta in rimonta subita al San Paolo contro il Napoli, il Milan rialza la testa e lo fa nel modo più emozionante: una vittoria all’ultimo respiro grazie al guizzo di Patrick Cutrone al 95′. Ottima la prova di Higuain (autore dell’assist decisivo), un po’ meno quella di Suso, mai incisivo negli ultimi 20 metri. La classifica inizia a sorridere ai rossoneri e dopo la sosta per le nazionali ci sarà la trasferta di Cagliari.

PAGELLE MILAN-ROMA 2-1, I VOTI DELLA NOSTRA REDAZIONE:

DONNARUMMA 6+ – Partita di ordinaria amministrazione per il portiere rossonero. Il “+” è il frutto di un’ottima uscita oltre l’area di rigore per stoppare un contropiede giallorosso nella ripresa. LUCIDO

CALABRIA 6,5 – Primo tempo di corsa, sacrificio e inserimenti. Resta più guardingo nei secondi 45′ ma ha il grandissimo merito di recuperare in fase offensiva il pallone che dà il là all’azione del 2-1. 4 POLMONI

MUSACCHIO 6,5 – Perde la marcatura di Dzeko solo 1 volta in 90′. Nessuna sbavatura significativa per il resto match. AFFIDABILE

ROMAGNOLI 6,5 – Comanda la linea difensiva in maniera impeccabile. Gara praticamente perfetta per il centrale rossonero. CAPITANO

RODRIGUEZ 7 – Forse la miglior partita del terzino svizzero con i colori rossoneri. Spinge costantemente sulla fascia di competenza e regala a Kessié l’assist del momentaneo 1-0. RIVELAZIONE (dal 76′ LAXALT 6 – Entra ancora una volta con la giusta voglia ed il giusto atteggiamento. Regala freschezza alla fascia sinistra rossonera nel finale di partita. DODICESIMO

BIGLIA 7- – È come il vento: non si vede ma si percepisce (Cit.). Guida, corregge, incita e si dimostra cerniera imprescindibile dello scacchiere tattico di Rino Gattuso. LEADER SILENZIOSO

KESSIÈ 6,5 – Partita ordinata e concreta per il nazionale ivoriano. Ha il merito di sbloccare la gara con un suo inserimento. Nella ripresa il suo apporto al centrocampo rossonero resta immutato. QUANTITÀ E QUALITÀ

BONAVENTURA 6+ – Meno lucido del solito in fase di impostazione e ripiegamento ma gestisce benissimo il pallone che dà il là all’azione del primo goal rossonero e verticalizza ottimamente per Higuain nella ripresa; peccato che il Var vanifichi tutto. OPERATIVO (dal 84′ CUTRONE 6,5 – Al suo ingresso in campo si carica sia il pubblico di San Siro sia la squadra. Gli basta un solo pallone all’ultimo minuto di recupero per dimostrare, come sempre, quanto può essere letale all’interno dell’area avversaria. ADRENALINA

CALHANOGLU 7- – Prima frazione di gara sontuosa: difende, inventa, dribbla e crea. Cala nella ripresa ma la sua prestazione non può e non deve passare inosservata. NUMERO 10 (dal 81′ CASTILLEJO 6,5 – Esordisce in Serie A con la sfrontatezza necessaria ad entrare immediatamente nel vivo della gara. Insieme a Laxalt garantisce importanti sfoghi offensivi sulla sinistra. FRIZZANTINO

SUSO 5,5 – Partita di fatica per l’esterno spagnolo. In zona offensiva pecca di precisione e non riesce ad incidere, pienamente sufficiente invece la sua prova in fase di ripiegamento. SOTTOTONO

HIGUAIN 7,5 – Gioca con la serenità di chi sa di essere un campione: imposta, protegge, sgomita ed illumina. Non tutti i grandi bomber all’ultimo minuto di una partita hanno la lucidità di alzare la testa e dispensare assist al bacio. TRASCINATORE

GATTUSO 7+ – Prepara la gara in maniera impeccabile e nella ripresa risponde a Di Francesco con 3 mosse che portano allo scacco matto. La vittoria è anche, forse soprattutto, merito suo. OCEAN’S ELEVEN

MILAN-ROMA 2-1, LE PAGELLE DEI TIFOSI:

Donnarumma 6,5; Calabria 7-, Romagnoli 7, Musacchio 6,5, Rodriguez 7; Kessié 7-, Biglia 7,5, Bonaventura 6+; Suso 5, Calhanoglu 7-, Higuain 8; Laxalt 6,5, Castillejo 6,5, Cutrone 7, Gattuso 7+.

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Paolo Bertolucci: “Rosa del Milan nettamente migliorata. Credo nel lavoro di Gattuso”

Esclusiva, Paolo Bertolucci: “Rosa del Milan nettamente migliorata. Credo nel lavoro di Gattuso”

ESCLUSIVA, PAOLO BERTOLUCCI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle leggende del tennis italiano, Paolo Bertolucci: grandissimo tifoso del Milan. Qui di seguito le sue dichiarazioni in vista del prossimo match di campionato, Milan-Roma:

Chi è il “Braccio d’oro” (questo il suo soprannome, n.d.r) del Milan, oggi?

Nel Milan attuale faccio fatica ad individuarlo, d’altronde sono nato e cresciuto con Rivera e ho avuto la fortuna di veder giocare in rossonero grandissimi campioni“.

Qual è il tuo milanista preferito?

Rivera è stato il mio primo amore calcistico ma sono profondamente legato a Paolo Maldini. Il ritorno di Paolo al Milan? Era un delitto tenerlo fuori“.

Quale partita della storia recente del Milan vivresti nuovamente conoscendo il risultato?

Bayern Monaco-Milan 0-2: Seedorf, Inzaghi“.

Chi è il miglior “calciatore tennista” che hai conosciuto?

Direi Oscar Damiani. Anche Maldini e Albertini se la cavano piuttosto bene. In generale, ci sono molti ex giocatori di calcio che si sono avvicinati al tennis“.

Il Milan è la stessa squadra dell’anno scorso più Higuain?

No! La rosa è sicuramente migliore rispetto a quella dell’anno scorso. Nella passata stagione inoltre la squadra, sotto la gestione Montella, era partita molla sia fisicamente che mentalmente; con l’arrivo di Gattuso c’è stata la sterzata. Ho molta fiducia nel lavoro del tecnico rossonero e comunque almeno fino a Natale non credo sia giusto dare giudizi. Aspettiamo e vediamo anche come si inseriscono i nuovi acquisti come Caldara, Bakayoko e Castillejo“.

Un allenatore può davvero cambiare drasticamente la vita di una squadra o di un atleta?

La cosa più importante per un allenatore, sia negli sport singoli che di squadra, è trovare la giusta chiave per entrare nell’anima dei giocatori. La bravura di un allenatore è anche quella di riuscire a non comportarsi alla stessa maniera con tutti. Ci sono giocatori che necessitano della voce grossa, altri con i quali bisogna adottare decisamente un altro approccio“.

Quanto è più difficile un secondo anno rispetto al primo?

Il secondo anno è sempre più difficile del primo perché rappresenta una sorta di prova del 9. Vero è che, nello specifico del Milan, Gattuso potrà contare su più alternative rispetto alla passata stagione“.

Cosa ti aspetti dalla partita di domani tra il Milan e la Roma?

La Roma è una squadra sicuramente forte e quella di domani sarà una partita importantissima specie per evitare di affrontare la sosta con uno zero in classifica; vincere significherebbe invece cancellare il brutto finale della sfida del San Paolo contro il Napoli“.

Quanto può fare la differenza Higuain?

Può sicuramente farla ma non vorrei che si parlasse di lui come il salvatore della patria, cosa che è accaduta nella passata stagione con Bonucci; a calcio si gioca in 11. Higuain può fare la differenza se viene messo nelle condizioni di poterla fare. Nel recente passato, penso a Bacca, il gioco del Milan non era all’altezza della punta: è chiaro che se il centravanti tocca 4 palloni in una partita non riesce a fare la differenza come potrebbe“.

Ti aspettavi qualcosa in più dal mercato del Milan?

No, perché la nuova società ha avuto talmente poco tempo che hanno fatto fin troppo. Milinkovic-Savic? Grandissimo giocatore ma obiettivamente trattare con Lotito significa trattare con cifre decisamente eccessive“.

Cosa ti aspetti da Elliott? Leonardo e Maldini sono comunque sinonimo di garanzia?

Sì, lo sono. Pensando ad Elliott dico che non potevamo che migliorare rispetto alla situazione precedente. È un fondo serio con persone abituate a trattare ad altissimo livello. Penso che la loro volontà sia quella di riportare il Milan in alto e poi magari venderlo per riprendere i soldi dell’investimento riuscendo a mettersi qualcosa nelle tasche“.

Infine, ti piace questo calcio moderno?

Il calcio è molto cambiato negli anni: probabilmente in Italia i Moratti ed i Berlusconi non ci saranno più. Si resta sempre legati ai grandi successi ed alle grandi famiglie ma questo discorso fondamentalmente oggi regge solo in Spagna. Qualche anno fa non avremmo mai immaginato Inter e Milan in mano ai cinesi e la Roma in mano agli americani ma così va il mondo del calcio oggi“.

 

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Esclusiva, Paolo Assogna (Sky Sport): “Cambio modulo per la Roma. Del Milan prenderei Suso”

Esclusiva, Paolo Assogna (Sky Sport): “Cambio modulo per la Roma. Del Milan prenderei Suso”

ESCLUSIVA, PAOLO ASSOGNA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera al giornalista di Sky Sport, Paolo Assogna in vista dell’imminente match di campionato tra Milan e Roma che andrà in scena domani sera a partire dalle ore 20.30 allo stadio San Siro. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Rispetto alla partita contro l’Atalanta, come cambierà la Roma che scenderà in campo domani sera a San Siro?

Cambierà sicuramente il sistema di gioco: sarà un 4-2-3-1 con un undici titolare abbastanza delineato ma con il ballottaggio Fazio-Marcano. Si dice che i moduli siano una serie di numeretti ma spesso determinano destino e prestazioni dei calciatori. Credo che il cambiamento di modulo dipenda dalla volontà di Di Francesco di trovare la giusta collocazione tattica a Pastore e inoltre dal voler rinforzare la mediana; tant’è che domani i giallorossi dovrebbero piazzare a centrocampo la diga De Rossi-Nzonzi. Contro l’Atalanta il tecnico giallorosso chiedeva a Pastore di stare largo ma il giocatore faceva fatica a tenere quella posizione di campo“.

Qual è l’umore dell’ambiente giallorosso?

Tranquillo nella misura in cui contro l’Atalanta non è arrivata la vittoria. Spesso si parla di Roma come una pizza particolare ma, a mio avviso, ciò è solo un luogo comune: Roma è una città che vive di calcio ed è comunque fisiologico che ci sia leggero nervosismo nel momento in cui arrivano prestazioni negative“.

Una Roma che avrà timore/rispetto del Milan?

Quando si incontra il Milan c’è sempre rispetto ma la Roma pensa di essere più avanti dei rossoneri in merito al progetto tecnico e crede pertanto che la vittoria possa essere raggiungibile, non facilmente ovviamente ma la convinzione generale è quella di poter riuscire a prendersi i 3 punti“.

Cosa potrebbe preoccupare la Roma del Milan di Gattuso?

Certamente le individualità: Suso, Higuain e Calhanoglu. Il Milan può contare su delle individualità che darebbero fastidio a qualsiasi squadra del mondo“.

C’è un giocatore del Milan che ti piacerebbe vedere nella Roma?

Se non ci fosse Dzeko, direi Higuain. Dico Suso allora: il suo modo di giocare sarebbe funzionale per tutte le squadre di Serie A“.

Infine, Kluivert giocherà titolare?

È in ballottaggio con El Shaarawy ma dovrebbe partire dalla panchina anche perché al momento sembra più un giocatore da ultimi 30 minuti in quanto è abituato a concentrare le proprie energie in pochi minuti“.

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Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

ESCLUSIVA, RICCARDO CUCCHI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle voci storiche del calcio italiano: Riccardo Cucchi. Tantissimi i temi trattati: dall’imminente match di campionato tra Milan e Roma, alla nuova proprietà rossonera, passando anche a questioni legate alla comune passione per il calcio. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla passione che ci accomuna, ovvero la radio: “La radio è un mezzo straordinario  perché è capace di unire tutte le diverse passioni calcistiche“.

Il Milan ha sfiorato il colpaccio al San Paolo contro il Napoli, cos’è mancato alla squadra rossonera?

Credo che il Milan abbia comunque dato segnali importanti, dei segnali relativi alla squadra che potrebbe diventare. Ci vuole pazienza ma è anche vero che i tifosi un po’ l’hanno persa considerate le grandi vittorie del passato. Anche Gattuso avrà bisogno di tempo per sviluppare le capacità tecniche della rosa a sua disposizione. Ai rossoneri probabilmente è mancata la mentalità di squadra ma arriverà col tempo“.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan in alto?

Faccio una premessa: ancora siamo al calcio d’agosto, il campionato finirà a maggio e tanti attuali equilibri potrebbero cambiare nelle prossime settimane. Detto ciò, Gattuso avrà sicuramente del lavoro da fare come inserire i nuovi giocatori nel proprio organico. Lo ammetto, sono di parte: adoro Gattuso per la sua storia, l’ho amato come calciatore sia della Nazionale che del Milan; è un ragazzo straordinario di grande umiltà e qualità umane. Diamogli tempo: bravi allenatori si diventa, non si nasce“.

Paolo Maldini è ritornato al Milan: saprà farsi valere anche da dirigente?

Lo scopriremo: non è detto che un bravo calciatore diventi anche un bravo dirigente ma Maldini, oltre alle qualità tecniche, ha sempre dimostrato grande intelligenza nel cogliere i significati importanti dei piccoli gesti. Lui, insieme con papà Cesare, hanno rappresentato e rappresentano il dna milanista. L’impressione sul suo ritorno è questa: un Maldini che negli ultimi anni ha girovagato sotto la casa paterna in attesa che qualcuno gli dicesse di entrare. È chiaro comunque che dovrà imparare a fare il dirigente ma sono convinto che lo farà nel migliore dei modi“.

Che idea ti sei fatto sulla precedente proprietà cinese e sulla nuova proprietà di Elliott?

Per fortuna è successo quello che è successo, ovvero l’ingresso di Elliott come nuovo proprietario del Milan. Reputo quello che è accaduto nei mesi precedenti come poco trasparente: il vero proprietario del Milan non era certo Yonghong Li che chissà come ha operato e per conto di che oltre che non avere le capacità manageriale e le risorse economiche per guidare un club come il Milan. Personalmente avevo parlato del possibile ingresso di Elliott come nuovo proprietario già nello scorso marzo e così è stato: sicuramente la soluzione migliore per il club perché garantisce sicurezza. Vero è che i risultati si ottengono sul campo ma è vero anche che per ottenerli serve una società competente alle spalle e che sappia mantenere i bilanci in ordine. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e vorrei non succedessero più cose simili come le prese in giro nei riguardi dei tifosi rossoneri. Adesso è tempo che il Milan marci per la sua strada, una strada attraverso la quale è destinato a tornare grande“.

La nostra Radio sta portando avanti un progetto di azionariato diffuso. Questo nuovo calcio del “Risiko finanziario”le piace o no?

Il calcio italiano ha dimostrato la sua enorme fragilità da questo punto di vista: troppi i casi di fallimenti di club italiani importanti come Avellino, Cesena, Bari… La grande difficoltà del calcio italiano è legata ad un vizio di fondo, ovvero basarsi sui diritti tv come unica fonte di ricchezza; una sorta di gigante con i piedi d’argilla. In altri paesi come Inghilterra o Francia, i ricavi dei diritti tv rappresentano solo una parte del fatturato e non maggioritaria. Per quanto riguarda l’azionariato, penso che in Italia sia difficile cambiare direzione anche se ovviamente per giocare a pallone non si può certo fare a meno dei soldi. Credo che i tempi non siano ancora maturi per esperienze di azionariato come quelle, ad esempio, di Real Madrid e Barcellona. La cosa importante adesso è che nel calcio italiano ci sia trasparenza: da un’indagine della FIGC risulta che almeno 12 società non sono riconducibili ad una proprietà chiara. Ecco, la mancanza di trasparenza è una mancanza di rispetto verso i tifosi. Il calcio è un’industria ma non produce prodotti di consumo, produce passione; senza passione il giocattolo si rompe“.

Il calcio a volte è visto in maniera troppo “sacrale” dai tifosi. Lei che ne pensa?

Essendo un giornalista di vecchia generazione sono nato con la passione per il calcio calcio: l’unico grande rito domenicale secondo una citazione di un grande poeta sudamericano. Non mi meraviglierò mai di vedere tifosi che si imbarcano in viaggi lunghissimi soltanto per poter tifare la propria squadra nei 90′ di gioco e magari in una città lontana. La passione non mi meraviglia: non mi meraviglio nemmeno dell’arrabbiatura social riguardante la spartizione dei diritti tv e dunque il dover spendere cifre che a volte non sono alla portata di una famiglia italiana per poter vedere tutte le partite. Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti, però sono anche convinto che la passione debba essere sempre rispettata e spero che non sia più concesso ad avventurieri di produrre investimenti disastrosi“.

Venerdì sera è prevista una grande cornice di pubblico per Milan-Roma. Che partita si aspetta?

Bene così. Auspico un grande ritorno di pubblico negli stadi: meglio divani vuoti e tribune piene.Ho vissuto 40 anni dentro gli stadi per mia fortuna e so perfettamente cosa significa il calore che emana uno stadio pieno. L’adrenalina e le emozioni si trasferiscono sia in chi gioca e sia in chi racconta le partite. Milan e Roma sono due squadre che apprezzo moltissimo. entrambe secondo me sono uscite da  una campagna acquisti/cessioni che ha creato qualche malumore a Roma ed aspettative importanti per il Milan, specie considerato l’acquisto di Higuain. Sono due squadre in formazione: sia Di Francesco che Gattuso hanno dei problemi che però possono risolvere. Mi aspetto una partita apertissima e ho molto apprezzato la tendenza di queste prime due giornate di campionato nelle quali abbiamo assistito a rimonte e partite non definite che avvicinano il nostro campionato per filosofia al campionato inglese. Credo inoltre che Milan e Roma possano dar vita ad una gara ricca di goal“.

Qual è la partita più bella alla quale ha assistito?

Per mia fortuna ne ho viste molte di belle partite. Difficile ricordarsene una in particolare ma ho avuto la fortuna di raccontare la finale mondiale del 2006 tra Italia e Francia a Berlino: tutte le mie emozioni concentrate per una sola notte in una partita che sognavo da tempo e che mi ha permesso di pronunciare la frase “L’Italia è campione del mondo” prima di me solo 2 grandi radiocronisti  erano riusciti a farlo: Nicolò Carosio ed Enrico Ameri alla Radio e Nando Martellini in tv; due immensi telecronisti come Bruno Pizzul e Sandro Ciotti invece non sono riusciti a gridarlo. Altra partita che ricordo è stata la finale di Champions League tutta italiana del 2003 tra il Milan e la Juventus all’Old Trafford. La cosa straordinaria entrando in quello stadio è stata la possibilità di vedere una partita del genere insieme ad un pubblico inglese; sembra sia passato un secolo invece è successo poco tempo fa“.

Ultima domanda (di un nostro ascoltatore): il Cucchi di oggi cosa vorrebbe insegnare al Cucchi di ieri?

Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri e  di poter muovere i primi passi professionali cercando di rubare i segreti del mestiere ai grandi narratori del calcio come Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Alfredo Provenzali. Sono stato capace, credo,  di rubare pezzi di mestiere come si faceva nelle botteghe artigiane. Oggi credo sia cambiato molto il racconto del calcio ma ho sempre cercato di mantenere un filo conduttore cercando di adeguare il linguaggio ai tempi moderni. Quello che insegnerei ad un giovane Cucchi, parlando di radio, è di non staccare mai gli occhi dal racconto della partita. In tv sento colleghi giovani bravissimi ma i commenti ed i dati di contorno alla gara servono a poco: bisogna raccontare quello che si vede“.

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