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Milan-Juventus, la parola ai protagonisti

Milan-Juventus, la parola ai protagonisti

MILAN-JUVENTUS, 1-1. PIOLI CONTESTA L’ARBITRAGGIO: “ORGOGLIOSO DELLA SQUADRA, MENO DI ALTRO”. MALDINI: “NON MI SOFFERMO SUGLI EPISODI, STASERA GRANDE MILAN”

Umori diametralmente opposti, a fine gara, in casa rossonera. 

Se Paolo Maldini mantiene il self-control tipico di chi nella propria carriera ne ha vissute tante, evitando di farsi trascinare nella polemica per l’arbitraggio e sottolineando piuttosto l’ottima prestazione della squadra, Stefano Pioli non le manda certamente a dire.

MALDINI

Il rigore? Ci sono regole ancora difficile da interpretare, ma non voglio soffermarmi troppo né sul fallo di mani né sui cartellini gialli ai nostri giocatori in diffida – ha dichiarato il Direttore Tecnico rossonero -. Stasera voglio solo fare i complimenti alla squadra ed all’allenatore per aver fatto una grande partita contro un avversario fortissimo. Ne usciamo sicuramente più forti rispetto a quanto ci sentivamo fino a ieri. Sappiamo di dover ancora migliorare ed essere più cinici: facciamo ancora pochi gol rispetto alle occasioni che costruiamo. Rimane il rammarico di non aver vinto ma contro la Juve ci può stare. Al ritorno avremo assenze importanti, era difficile in una partita così importante pensare alle diffide. Riusciremo comunque a mettere in campo 11 giocatori che daranno battaglia fino alla fine”. 

Maldini si è poi soffermato sui progressi della squadra: “Quello che chiediamo ai nostri ragazzi è di essere sempre battaglieri e questo spirito si è visto nell’ultimo mese. La sconfitta nel derby avrebbe potuto ammazzarci, invece di lì abbiamo ritrovato la forza per poter reagire. I meriti sono di tutti: giocatori, allenatore, società e tifosi. Anche stasera abbiamo giocato davanti a 70mila spettatori, ogni domenica ne facciamo 60mila di media: la gente ha bisogno di ammirare bel calcio e noi lo stiamo esprimendo”.

PIOLI

Si toglie subito qualche sassolino sull’arbitraggio, invece, il tecnico rossonero: “Avevo chiesto alla squadra di uscire dal campo stremati. I ragazzi non devono avere rimpianti, a differenza di qualcun altro. Il rigore nasce da un fallo netto su Ibrahimovic non sanzionato. E’ un episodio identico al fallo di mani di Cerri in Cagliari-Brescia: pochi giorni dopo ci fu una riunione tra arbitri ed allenatori e Rizzoli ci spiegò che non era rigore. Calabria è stato colpito dal pallone prima che cadesse, non può scomparire; continuo a non comprendere quali siano i falli di mano da fischiare e quali no. Ed anche Ronaldo non colpisce bene il pallone che sicuramente non sarebbe finito in porta”. 

Archiviata, si fa per dire, la polemica, il mister si sofferma su uno degli uomini chiave di quest’ultimo mese: “Rebic dopo la sosta è tornato con grande determinazione e disponibilità. Gli abbiamo anche cambiato posizione schierandolo vicino ad Ibra ed esaltandone le caratteristiche. E’ in condizione eccezionale, mi auguro mantenga questa qualità perché un giocatore molto importante per noi

Chiosa finale ancora con una leggera vena polemica: “Sono orgoglioso della mia squadra, molto meno di altre cose” ha concluso Pioli

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Pagelle Milan-Juventus 1-1 (Coppa Italia): Rebić, Ronaldo e rammarico.

Pagelle Milan-Juventus 1-1 (Coppa Italia): Rebić, Ronaldo e rammarico.

PAGELLE MILAN-JUVENTUS 1-1 – Dopo il deludente derby di domenica sera, i rossoneri sono chiamati a salvare la stagione nell’unico trofeo capace di regalare qualche gioia ai tifosi negli ultimi anni. Buona prestazione della squadra di Pioli che in meno di una settimana dimostra di poter tenere testa alle migliori formazioni del campionato. Più equilibrio ed attenzione rispetto alla gara contro l’Inter però, regalano questa volta solo un pareggio. Ancora una volta Rebić decisivo, peccato per il rigore di Ronaldo che gela San Siro al novantesimo. Senza Ibra, Theo e Castillejo al ritorno sarà davvero dura.

PAGELLE

Donnarumma 6: Attento con qualche rischio sul tiro dalla distanza di Cuadrado. Ronaldo lo spiazza dal dischetto. #PiùGigiCheGigio

Calabria 6: Conti è squalificato e quindi tocca a lui. Buffon gli nega la gioia del goal che avrebbe sbloccato la partita. Tutto sommato tiene bene sulla fascia di Ronaldo. Sfortunato nel deviare la palla con la mano all’ultimo minuto. #calaBENE

Kjær 6,5: Supera ancora una volta Musacchio nelle scelte di Pioli. Tiene bene senza sbavature. #Sikjuro

Romagnoli 6: Attento e concreto per tutta la partita. Spesso più efficace che pulito. Non si vergogna a scaraventare qualche pallone in tribuna. #WhenInDoubtKickItOut

Theo Hernández 6: Inizia la partita con un paio di tunnel. Diffidato, è ingenuo nel farsi ammonire per proteste nel primo tempo. Come se non bastasse, lascia la squadra in 10 con un fallo duro su Dybala a centrocampo. #toriNO

Çalhanoğlu 6,5: Spreca una punizione da ottima posizione nel primo tempo. Più corsa che qualità oggi. Si disimpegna bene quando si trova imbottigliato nel traffico a centrocampo. #hakON&OFF

Kessié 6: Per poco non trova la porta con una botta da fuori. Fa fatica a seguire Dybala quando parte. Rischia con una gomitata più che sospetta su Cuadrado. Ha energie da spendere anche quando la squadra finisce in inferiorità numerica. #FranckTank

Castillejo 6,5: Ha il merito di trovare l’assist vincente per Rebić. Nota a margine, peccato la reazione che é costata l’ammonizione e quindi la squalifica. #SAMUrai

Bennacer 6+: Si prende qualche rischio di troppo quando viene chiamato ad impostare. Come per Çalhanoğlu, contro avversari così serve fare una corsa in più e magari un ricamo in meno. #Risiko

Ibrahimović 6: Ci prova subito di testa dopo neanche un minuto di gioco. Fa il regista in attacco. Un braccio largo gli farà saltare il ritorno a Torino. Entra in qualche modo nell’azione del goal visto che il lancio di Castillejo era per lui. #ZFactor

Rebić 7: Scalda i guantoni di Buffon nel primo tempo. Lanciato a rete in solitaria, sfiora il vantaggio in avvio di ripresa. Si riscatta con una bella girata vincente. Lotta su ogni pallonecome un toro. #lampANTE

Laxalt SV: Esordisce di nuovo in maglia rossonera per rimediare all’espulsione di Theo.

Saelemaekers SV: Entra e corre.

Paquetá SV: Entra e non tocca palla.

Pioli 6,5: Conferma quasi in toto la formazione del derby. Ancora una volta la prestazione è più che positiva ma manca sempre qualcosa per agguantare il bottino pieno. Ha capito che questa squadra si esalta quando gioca all’arrembaggio e pressa alto. Non avrà Ibra, Theo e Castillejo a Torino. Raggiungere la finale sarà un’impresa. #inconPIOLI

Tommaso Dimiddio

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Milan-Torino 4-2, the day after! Calhanoglu, la fase difensiva e la semifinale

Milan-Torino 4-2, the day after! Calhanoglu, la fase difensiva e la semifinale

MILAN-TORINOGrandi emozioni ieri sera a S.Siro. La squadra rossonera scende in campo con la coppia Piatek-Rebic. Il croato sembra subito in giornata e dalle sue giocate nascono sempre azioni pericolose, mentre il suo compagno di reparto gioca la partita opposta, sempre fuori dal gioco e quando viene chiamato in causa non riesce ad incidere. Sembra chiaro che Piatek abbia ormai la testa da un’altra parte e già in giornata potrebbero esserci sviluppi importanti. Il Milan passa in vantaggio proprio grazie ad una giocata di Rebic che si libera in area e serve l’assist a Bonaventura, ma non riesce a chiudere il match e il Torino approfitta di una distrazione della difesa rossonera e realizza la rete del pareggio con Bremer. Nella ripresa la squadra di Pioli non riesce a ripetere la buona prestazione del primo tempo e lascia più spazio alle ripartenze del Torino che si porta in vantaggio con un colpo di testa di Bremer, sì proprio lui.. il grande e irreprensibile Bremer! La squadra rossonera cerca di reagire ma crea troppo poco per impensierire la difesa avversaria. Pioli è abile a pescare dalla panchina il jolly Calhanoglu che cambia il corso della partita. Prima realizza il goal del pareggio al 90′ con un tiro da fuori area che porta la partita ai supplementari, e poi realizza la rete del 3-2 che spiana la strada al Milan verso la finale. Come ciliegina finale ecco il primo goal di Ibra a S.Siro sotto la curva… che chiude l’incontro.

I 120 minuti della partita di ieri sera potrebbero pesare nel prossimo turno di campionato contro il Verona, sarà una partita tosta che il Milan dovrà affrontare al massimo della concentrazione per dare continuità a questo filotto di risultati e cercare di rosicchiare ancora qualche punto alle dirette concorrenti.

CALHANOGLU- Risulta difficile giudicare questo ragazzo, dalle potenzialità enormi che spesso non riesce a mettere in mostra durante la partita e non riuscendo a dimostrare tutto il suo valore. Ieri ha dato la sensazione che volesse in tutti i modi essere il protagonista della serata, e ci è riuscito. Oltre ai goal decisivi tante buone giocate. La sua prestazione fa sorgere una domanda… il turco è questo, prendere o lasciare, o ci sono margini di miglioramento e può essere un giocatore su cui puntare anche per le prossime stagioni?

Le novità tattiche portate da mister Pioli nelle ultime partite potrebbero permettere a Calhanoglu di esprimersi al meglio. Ora la squadra rossonera tenta maggiormente la verticalizzazione, puntando molto sulla corsa di Leao e degli esterni, lasciando spazio centralmente con il turco è libero di entrare in mezzo al campo per cercare di trovare l’imbucata giusta o provare il tiro dalla distanza.

LA FASE DIFENSIVA- Nota negativa della partita di ieri. Due amnesie difensive hanno concesso al Torino di portarsi in vantaggio e per poco non sono costate care al Milan. La squadra dopo il 60′ sembra quasi spaccarsi in due lasciando ampi spazi fra i reparti e le squadre avversarie ne approfittano. E’ successo con l’Udinese, a Brescia e anche nella partita di ieri sera. Mister Pioli dovrà essere abile a risolvere questo problema il più in fretta possibile.

Le prossime partite saranno un bivio fondamentale per il proseguo della stagione della squadra rossonera, le distrazioni non sono permesse, il Milan non ha più la possibilità di sbagliare se vuole tornare in corsa per un posto nelle coppe europee.

LA SEMIFINALE- Il Milan disputerà per la quarta volta negli ultimi 5 anni la semifinale di Coppa Italia. Sul nostro cammino verso la finale ci sarà la Juventus, avversaria nelle ultime due finali perse. L’andata si giocherà a S. Siro il 12 febbraio e il ritorno a Torino il 4 marzo, con la Juve che potrebbe avere la testa occupata tra gli ottavi di Champions League e lo scontro scudetto con l’Inter.

Volevo concludere questo articolo cercando di trovare le parole giuste per ricordare un mito come Kobe Bryant, ma a mio avviso le parole giuste non ci sono… i nostri figli e i figli dei nostri figli e le generazioni che verranno.. sentiranno ancora parlare di lui.. perchè lui ha scritto la storia… lui è la storia… e il suo ricordo non svanirà mai…

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan Femminile, Francesca Vitale a Radio Rossonera: “Quel gol? Una gioia grandissima”

Milan Femminile, Francesca Vitale a Radio Rossonera: “Quel gol? Una gioia grandissima”

MILAN FEMMINILE, VITALE – É stata la “Woman of the match” di Milan-Juventus, con quello stacco più in alto di tutti all’ultimo secondo di partita: Francesca Vitale ha permesso alle rossonere di pareggiare 2-2 il big match si Serie A Femminile nell’ultima giornata. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla su Radio Rossonera, all’interno della trasmissione “Il diavolo veste rosa”.

Partiamo dal gol al 93′, quello che tutti i difensori sognano di fare: ci racconti la scena del gol, dalla tua prospettiva, e cosa hai provato in quel momento?

É difficile da spiegare perché era la fine di un partita lunga e difficile. Oltretutto poco prima avevo avuto un’altra occasione per pareggiare ma avevo mancato la palla di poco davanti alla porta. Poi è arrivata questa punizione e ho pensato “è il momento: adesso o mai più”. La palla è arrivata, io ho saltato, poi mi sono girata e ho visto che stava entrando in rete. Il resto posso solo dire che è stata una gioia grandissima.

Come già hai accennato, pochi secondi prima del gol avevate avuto un’altra occasione per pareggiare, non concretizzata: quanto è difficile, dopo aver sbagliato un’occasione alla fine del match, pensare che forse ce ne sarà un’altra e probabilmente sarà veramente l’ultima?

É molto difficile perché c’è il rischio di mollare. Poi però ho visto quella punizione e tutte le mie compagne che salivano: lì ho capito che non era finita, che avevamo un’altra occasione, che ce la potevamo fare.

Dopo il gol e l’esultanza con le compagne sei corsa verso la panchina e hai abbracciato il mister. Che cosa c’era in quell’abbraccio?

La mia corsa era verso tutta la panchina perché so quanto si soffre vedendo la partita da lì. Poi il mister mi è venuto incontro e mi è venuto spontaneo abbracciarlo. Anche perché quest’anno non ho giocato tantissimo ma lui mi ha sempre tenuto in considerazione, e per un giocatore questo è importante.

Infatti quest’anno hai avuto poco spazio e quando hai giocato spesso lo hai fatto in un ruolo non tuo, quello di terzino. E l’hai fatto in partite importanti: l’Inter prima, la Juve poi. Come ti sei sentita quando hai saputo che saresti stata il terzino titolare conto la Juventus?

Durante la settimana della sosta ho lavorato tanto per rimettermi in condizione ed essere pronta. Quando Ganz ha letto la formazione ero molto contenta anche se sapevo che avrei dovuto dare il massimo, essendo un ruolo non mio. Credo sia andata bene e nel frattempo continuo a studiare i movimenti e le posizioni tipiche di un terzino per farmi trovare ancora più pronta.

La partita è andata come l’avevate preparata, nonostante il campo? Sia per quanto riguarda la vostra tattica di gioco sia per quella dell’avversario, dato che la Juventus aveva a disposizione più giocatrici come titolari

Diciamo che le condizioni del campo ci hanno complicato un po’ la vita perché noi siamo abituate a giocare palla a terra e con tutta quell’acqua non si riusciva. Abbiamo quindi cercato di giocare più a lanci in avanti, perché era l’unico modo per mettere in difficoltà la Juve. Poi anche loro erano in difficoltà perché sono molto tecniche e il campo non aiutava. In generale credo che entrambe le squadre abbiamo dovuto cambiare strategie visto il tempo.

Ora il Milan ha praticamente esaurito gli scontri diretti mentre le altre contendenti al titolo ne hanno ancora parecchi, come gestirete questa fase del campionato, soprattutto dal punto di vista mentale?

Dobbiamo essere brave a rimanere concentrate e a non perdere punti per strada, perché poi sono questi che fanno la differenza alla fine. Anche perché ci sono squadre che sono in basso in classifica ma giocano bene quindi dovremo stare molto attente.

Con il gol alla Juve hai realizzato un sogno… qual è il prossimo?

In teoria non dovrei neanche dirlo, se no poi non si avvera! Ora come ora dobbiamo solo pensare a vincere tutte le partite.

Ringraziamo Francesca Vitale e AC Milan per l’intervista
Photo Credits: ACMilan.com

Lucia Pirola

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Pagelle Milan-Juventus 0-2: Mandzukic apre, Ronaldo chiude. Higuain sbaglia un rigore e si fa espellere

Pagelle Milan-Juventus 0-2: Mandzukic apre, Ronaldo chiude. Higuain sbaglia un rigore e si fa espellere

PAGELLE MILAN-JUVENTUS 0-2 – Niente da fare per i rossoneri di Gennaro Gattuso, la Juventus espugna San Siro grazie alle reti di Mandzukic e Cristiano Ronaldo. Un Milan che nel complesso ha disputato una prova sufficiente ma pecca nelle sue individualità più importanti: Suso sparisce, Higuain prima sbaglia un rigore (calciato male) e poi si fa espellere per proteste. Tra le note positive di serata: la buona prestazione della diga di centrocampo KessièBakayoko e un quarto posto distante solo 1 punto.

PAGELLE MILAN-JUVENTUS 0-2I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 5,5 – L’errore sul goal di Mandzukic è evidente: o si esce o si sta in porta, mai mezze misure. Tolto questo, il portiere rossonero è stato protagonista di buone parate. #StaseraNonEsco

ABATE 6 – Considerando il cliente scomodo da fronteggiare, offre una prova più che discreta in fase difensiva ma altamente lacunosa dalla metacampo in su. #SulPezzo (dal 74′ Borini 6 – Prestazione senza infamia e senza lode, difficile scendere nel dettaglio dei suoi 20′ in campo #CartellinoTimbrato

ZAPATA 6+  – Concentrato e puntuale nelle chiusure. Partita attenta e di sacrificio per il difensore colombiano apparso in buona serata. #Fosforo

ROMAGNOLI 6,5 – Dalle sue parti Ronaldo non sfonda mai! Guida il reparto con autorità e trattiene Higuain da ulteriori reazioni dopo la sua espulsione. #Maturo

RODRIGUEZ 5,5 – Probabilmente la sua prestazione peggiore di questa stagione. Contrasta in ritardo Mandzukic sul primo goal bianconero e perde qualche pallone in fase di impostazione. #OraSolare

KESSIÈ 6,5 – Infaticabile come non mai in fase di recupero palla. Prestazione leggermente macchiata da qualche palla persa e troppa fretta nel volersi liberare della stessa. #ForestaAmazzonica

BAKAYOKO 7 – Partita dopo partita il centrocampista rossonero sta pian piano dimostrando i motivi per cui è stato acquistato (seppur in prestito). Vince diversi contrasti a centrocampo (sia di piede che di testa) e, al netto, di qualche sbavatura sulla propria trequarti è senza dubbio il miglior milanista in campo. #BakaYoukoso*

*In giapponese “Youkoso” si traduce letteralmente con “felice di vederti”

SUSO 5 – L’unica sua giocata degna di nota è un tunnel sopraffino a metacampo, per il resto scompare praticamente per tutta la partita. #BocciatoAllEsame

CALHANOGLU 5+ – Gioca non al massimo della forma e si vede. Prova a rendersi protagonista di intercetti e verticalizzazioni ma i suoi tentativi sono assolutamente vani. Sembra che qualcuno gli abbia rubato il talento #SpaceJam (dal 74′ Laxalt 4,5 – In 20 minuti commette più errori di tutti i suoi compagni messi insieme favorendo, peraltro, il raddoppio bianconero. #Marchiano

CASTILLEJO 6 – Dà l’anima per tutta l’ora di gioco in cui resta in campo. Non che si sia contraddistinto per chissà quali giocate ma la sua presenza in pressing offensivo e difensivo è costante e va premiata. #Jalapeno (dal 61′ Cutrone 5,5- – Entra con lo stesso atteggiamento di sempre ma sbaglia qualche stop che avrebbe consentito alcune ripartenze importanti. #Ingolfato

HIGUAIN 4 – Si appropria di un rigore non suo, lo calcia male e si fa espellere per troppo nervosismo. Credo non si debba aggiungere altro. #Delusione

GATTUSO 6,5 – Prepara bene il piano partita , tant’è che la squadra continua a giocare nonostante lo svantaggio iniziale. Nella ripresa mescola il mazzo di carte a propria disposizione nel tentativo di riprendere la gara ma senza jolly era davvero tosta. #Cresciuto

PAGELLE MILAN-JUVENTUS 0-2 I voti dei tifosi:

Donnarumma 5,5; Abate 5, Zapata 6, Romagnoli 6, Rodriguez 5; Calhanoglu 4,5, Kessiè 6,5, Bakayoko 7, Suso 5; Higuain 4, Castillejo 5,5; Laxalt 4, Cutrone 6.

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

ESCLUSIVA, RICCARDO CUCCHI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle voci storiche del calcio italiano: Riccardo Cucchi. Tantissimi i temi trattati: dall’imminente match di campionato tra Milan e Roma, alla nuova proprietà rossonera, passando anche a questioni legate alla comune passione per il calcio. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla passione che ci accomuna, ovvero la radio: “La radio è un mezzo straordinario  perché è capace di unire tutte le diverse passioni calcistiche“.

Il Milan ha sfiorato il colpaccio al San Paolo contro il Napoli, cos’è mancato alla squadra rossonera?

Credo che il Milan abbia comunque dato segnali importanti, dei segnali relativi alla squadra che potrebbe diventare. Ci vuole pazienza ma è anche vero che i tifosi un po’ l’hanno persa considerate le grandi vittorie del passato. Anche Gattuso avrà bisogno di tempo per sviluppare le capacità tecniche della rosa a sua disposizione. Ai rossoneri probabilmente è mancata la mentalità di squadra ma arriverà col tempo“.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan in alto?

Faccio una premessa: ancora siamo al calcio d’agosto, il campionato finirà a maggio e tanti attuali equilibri potrebbero cambiare nelle prossime settimane. Detto ciò, Gattuso avrà sicuramente del lavoro da fare come inserire i nuovi giocatori nel proprio organico. Lo ammetto, sono di parte: adoro Gattuso per la sua storia, l’ho amato come calciatore sia della Nazionale che del Milan; è un ragazzo straordinario di grande umiltà e qualità umane. Diamogli tempo: bravi allenatori si diventa, non si nasce“.

Paolo Maldini è ritornato al Milan: saprà farsi valere anche da dirigente?

Lo scopriremo: non è detto che un bravo calciatore diventi anche un bravo dirigente ma Maldini, oltre alle qualità tecniche, ha sempre dimostrato grande intelligenza nel cogliere i significati importanti dei piccoli gesti. Lui, insieme con papà Cesare, hanno rappresentato e rappresentano il dna milanista. L’impressione sul suo ritorno è questa: un Maldini che negli ultimi anni ha girovagato sotto la casa paterna in attesa che qualcuno gli dicesse di entrare. È chiaro comunque che dovrà imparare a fare il dirigente ma sono convinto che lo farà nel migliore dei modi“.

Che idea ti sei fatto sulla precedente proprietà cinese e sulla nuova proprietà di Elliott?

Per fortuna è successo quello che è successo, ovvero l’ingresso di Elliott come nuovo proprietario del Milan. Reputo quello che è accaduto nei mesi precedenti come poco trasparente: il vero proprietario del Milan non era certo Yonghong Li che chissà come ha operato e per conto di che oltre che non avere le capacità manageriale e le risorse economiche per guidare un club come il Milan. Personalmente avevo parlato del possibile ingresso di Elliott come nuovo proprietario già nello scorso marzo e così è stato: sicuramente la soluzione migliore per il club perché garantisce sicurezza. Vero è che i risultati si ottengono sul campo ma è vero anche che per ottenerli serve una società competente alle spalle e che sappia mantenere i bilanci in ordine. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e vorrei non succedessero più cose simili come le prese in giro nei riguardi dei tifosi rossoneri. Adesso è tempo che il Milan marci per la sua strada, una strada attraverso la quale è destinato a tornare grande“.

La nostra Radio sta portando avanti un progetto di azionariato diffuso. Questo nuovo calcio del “Risiko finanziario”le piace o no?

Il calcio italiano ha dimostrato la sua enorme fragilità da questo punto di vista: troppi i casi di fallimenti di club italiani importanti come Avellino, Cesena, Bari… La grande difficoltà del calcio italiano è legata ad un vizio di fondo, ovvero basarsi sui diritti tv come unica fonte di ricchezza; una sorta di gigante con i piedi d’argilla. In altri paesi come Inghilterra o Francia, i ricavi dei diritti tv rappresentano solo una parte del fatturato e non maggioritaria. Per quanto riguarda l’azionariato, penso che in Italia sia difficile cambiare direzione anche se ovviamente per giocare a pallone non si può certo fare a meno dei soldi. Credo che i tempi non siano ancora maturi per esperienze di azionariato come quelle, ad esempio, di Real Madrid e Barcellona. La cosa importante adesso è che nel calcio italiano ci sia trasparenza: da un’indagine della FIGC risulta che almeno 12 società non sono riconducibili ad una proprietà chiara. Ecco, la mancanza di trasparenza è una mancanza di rispetto verso i tifosi. Il calcio è un’industria ma non produce prodotti di consumo, produce passione; senza passione il giocattolo si rompe“.

Il calcio a volte è visto in maniera troppo “sacrale” dai tifosi. Lei che ne pensa?

Essendo un giornalista di vecchia generazione sono nato con la passione per il calcio calcio: l’unico grande rito domenicale secondo una citazione di un grande poeta sudamericano. Non mi meraviglierò mai di vedere tifosi che si imbarcano in viaggi lunghissimi soltanto per poter tifare la propria squadra nei 90′ di gioco e magari in una città lontana. La passione non mi meraviglia: non mi meraviglio nemmeno dell’arrabbiatura social riguardante la spartizione dei diritti tv e dunque il dover spendere cifre che a volte non sono alla portata di una famiglia italiana per poter vedere tutte le partite. Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti, però sono anche convinto che la passione debba essere sempre rispettata e spero che non sia più concesso ad avventurieri di produrre investimenti disastrosi“.

Venerdì sera è prevista una grande cornice di pubblico per Milan-Roma. Che partita si aspetta?

Bene così. Auspico un grande ritorno di pubblico negli stadi: meglio divani vuoti e tribune piene.Ho vissuto 40 anni dentro gli stadi per mia fortuna e so perfettamente cosa significa il calore che emana uno stadio pieno. L’adrenalina e le emozioni si trasferiscono sia in chi gioca e sia in chi racconta le partite. Milan e Roma sono due squadre che apprezzo moltissimo. entrambe secondo me sono uscite da  una campagna acquisti/cessioni che ha creato qualche malumore a Roma ed aspettative importanti per il Milan, specie considerato l’acquisto di Higuain. Sono due squadre in formazione: sia Di Francesco che Gattuso hanno dei problemi che però possono risolvere. Mi aspetto una partita apertissima e ho molto apprezzato la tendenza di queste prime due giornate di campionato nelle quali abbiamo assistito a rimonte e partite non definite che avvicinano il nostro campionato per filosofia al campionato inglese. Credo inoltre che Milan e Roma possano dar vita ad una gara ricca di goal“.

Qual è la partita più bella alla quale ha assistito?

Per mia fortuna ne ho viste molte di belle partite. Difficile ricordarsene una in particolare ma ho avuto la fortuna di raccontare la finale mondiale del 2006 tra Italia e Francia a Berlino: tutte le mie emozioni concentrate per una sola notte in una partita che sognavo da tempo e che mi ha permesso di pronunciare la frase “L’Italia è campione del mondo” prima di me solo 2 grandi radiocronisti  erano riusciti a farlo: Nicolò Carosio ed Enrico Ameri alla Radio e Nando Martellini in tv; due immensi telecronisti come Bruno Pizzul e Sandro Ciotti invece non sono riusciti a gridarlo. Altra partita che ricordo è stata la finale di Champions League tutta italiana del 2003 tra il Milan e la Juventus all’Old Trafford. La cosa straordinaria entrando in quello stadio è stata la possibilità di vedere una partita del genere insieme ad un pubblico inglese; sembra sia passato un secolo invece è successo poco tempo fa“.

Ultima domanda (di un nostro ascoltatore): il Cucchi di oggi cosa vorrebbe insegnare al Cucchi di ieri?

Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri e  di poter muovere i primi passi professionali cercando di rubare i segreti del mestiere ai grandi narratori del calcio come Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Alfredo Provenzali. Sono stato capace, credo,  di rubare pezzi di mestiere come si faceva nelle botteghe artigiane. Oggi credo sia cambiato molto il racconto del calcio ma ho sempre cercato di mantenere un filo conduttore cercando di adeguare il linguaggio ai tempi moderni. Quello che insegnerei ad un giovane Cucchi, parlando di radio, è di non staccare mai gli occhi dal racconto della partita. In tv sento colleghi giovani bravissimi ma i commenti ed i dati di contorno alla gara servono a poco: bisogna raccontare quello che si vede“.

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