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Celtic-Milan, Ibra & Co. a caccia dei Bhoys! Probabili formazioni, diretta tv e curiosità sulla prima partita dei rossoneri in Europa League

Celtic-Milan, Ibra & Co. a caccia dei Bhoys! Probabili formazioni, diretta tv e curiosità sulla prima partita dei rossoneri in Europa League

Celtic-Milan – Ci siamo! Il Milan di Stefano Pioli questa sera debutterà in Europa League al Celtic Park di Glasgow contro i biancoverdi allenti da Neil Lennon.

Il Milan è pronto. Finalmente per i rossoneri è giunto il momento di debuttare alla fase a gironi di Europa League. Ad attenderli c’è il Celtic Football Club. Una partita che ha un sapore dolce per la società di via Aldo Rossi e che rievoca ricordi ancora ben impressi nella mente. Quei ricordi che portano alla Coppa dalle “Grandi Orecchie”, la Champions League.

Come ben noto, per entrambi i club, sono cambiate non poche cose in questi ultimi anni. Impossibile, tuttavia, non percepire il retrogusto di una sfida dal grande fascino. Se a questo ci aggiungiamo che giocare in Scozia non è mai semplice per nessuno, il dado è tratto. Ibrahimovic & Co. dovranno essere sul pezzo dal primo all’ultimo istante della partita per conquistare 3 punti di grande importanza ma, soprattutto, per partire con il piede giusto anche in Europa. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti giusti per poter assistere ad un gran bello spettacolo in uno stadio storico come quello del Celtic Park di Glasgow.

Celtic-Milan, probabili formazioni e arbitro: Pioli si affida a Brahim Diaz per non far rimpiangere Calha

Stefano Pioli per il debutto in Europa League dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini più in forma, Hakan Calhanoglu, costretto ai box da una distorsione alla caviglia. L’allenatore rossonero, però, ha già la soluzione pronta con Brahim Diaz, libero di spaziare ed inventare alla spalle di Zlatan Ibrahimovic. Al suo fianco, oltre a Castillejo dovrebbe esserci spazio per Krunic che, seppur offre minor movimento rispetto a Leao o Saelemaekers, garantirebbe maggiori muscoli in supporto del centrocampo.  Tra le novità di questa sera, ci sarà anche il debutto in rossonero di Diogo Dalot che andrà a prendere il posto di Davide Calabria sulla corsia difensiva di destra.

Il terzino portoghese, sulla sua fascia di competenza, potrebbe scontrarsi con un giocatore che ha lasciato Milano senza mai lasciare il segno, Diego Laxalt. Uno scontro che si preannuncia interessante visto che il terzino uruguaiano ha tutte le intenzioni di prendersi la sua rivincita personale.

Ecco le probabili formazioni che potrebbero scendere in campo al Celtic Park di Glasgow

CELTIC (3-5-2): Barkas; Jullien, Duffy, Ajer; Frimpong, Brown, McGregor, Laxalt; Ntcham; Ajeti, Elyounoussi.

All. Lennonn

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Dalot, Kjaer, Romagnoli, Theo Hernández; Tonali, Kessié; Castillejo, Brahim Díaz, Krunic; Ibrahimovic.

All. Pioli

Arbitro:

La prima partita del Girone H di Europa League del Milan è stata affidata all’arbitro Mateo Jug. Il fischietto sloveno sarà assistito da Zunic e Kordez mentre il quarto uomo sarà Peric.

Per Jug sono state ben 398 le partite dirette in carriera. Partite nelle quali ha estratto, ad oggi, ben 1817 cartellini gialli e 46 cartellini rossi. Nel suo palmares impossibile non notare la finale dell’Europeo Under 21 tra Italia e Spagna con gli spagnoli che hanno trionfato chiudendo la partita sul 2-4.

Celtic-Milan, dove vedere il debutto in Europa League dei rossoneri.

I riflettori del Celtic Park di Glasgow si accenderanno nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 22 ottobre. Il pallone, tuttavia, scivolerà sul verdeggiante manto erboso del campo scozzese a partire dalle ore 21:00. La partita potrà essere vista in tutta tranquillità sia da chi è possessore di un abbonamento satellitare sia da chi, invece, usufruisce solo dell’antenna terrestre.

Celtic-Milan sarà, infatti, trasmessa in diretta da Sky sui canali Sky Sport Uno e Sky Sport canale 252. Mentre per chi non gode di alcun abbonamento, c’è la visione in chiaro su TV8. Inoltre, per chi non vuole perdersi per alcun motivo la partita ma è fuori casa, basta godere di una buona connessione internet per usufruire dell’applicazione Sky Go o per collegarsi al sito di TV8.

Ibrahimovic & Co. alla ricerca del successo numero 7 del Milan sul Celtic. Precedenti e Curiosità

Precedenti:

Celtic e Milan non sono novelli in questo tipo di partite. Le due squadre si sono già incontrate 10 volte prima di oggi con i rossoneri che sono in netto vantaggio per quanto concerne voce vittorie. 6 sono, infatti, le partite conclusesi a favore dei ragazzi di Pioli, 3 sole le partite finite con il segno X. Mentre l’unica vittoria del club scozzese risale al 2 ottobre 2007. Anche all’ora si giocava a Glasgow con il risultato finale che si fissò sul 2-1, al termine di una partita noiosa e brutta con la squadra allenata, all’ora da Carlo Ancelotti, incapace di creare situazioni pericolose. Quella partita più che per il risultato, inoltre, è passata agli annali per l’invasione di campo di un supporters scozzese che, quasi al termine del match, ebbe la brillante idea di rifilare un buffetto a Dida, reo di stazionare sulla linea di porta rossonera.

Rievocando, invece, le note liete, impossibile non ricordare il 7 marzo 2007. Partita valida per gli Ottavi di Finale di ritorno della Champions League 2006/2007.Partita giocata a San Siro. Una partita imbrigliata per tutto il corso dei tempi regolamentari sullo 0-0, con gli scozzesi allenati da Gordon Strachan che diedero vita ad un match maschio, senza esclusione di colpi. Il Milan dal suo canto ebbe, però, il merito di non perdere mai la pazienza, cercando sempre la soluzione migliore per poter arrivare dalle parti di Artur Boruc. Il colpo di genio, infatti, era lì dietro l’angolo e aveva un nome ben preciso, Kakà. Champions League 2006/2007, l’ultima vinta dal Milan. Che ricordi!

Curiosità:

Il Celtic ha vinto 3 delle ultime 4 partite disputate in Europa League, in casa. Una macchina, insomma, quasi perfetta in casa, in Europa. Meno bello, invece, il bollettino del Milan. I rossoneri, infatti, hanno vinto soltanto una delle ultime 4 gare giocate in Europa League. Siamo nel novembre 2018, partita disputata contro il Dudelange e terminata con il risultato di 5-2 per i rossoneri. Delle quattro gare in questione, in tre occasioni il Milan ha subito almeno due gol. C’è, dunque, da invertire il trend.

Giancarlo Fusco

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Milan: il focus sulle avversarie in Europa League

Milan: il focus sulle avversarie in Europa League

Milan – Il sorteggio di Nyon ha inserito i rossoneri nel gruppo H con Celtic, Sparta Praga e Lille: cerchiamo di comprendere i vantaggi e gli svantaggi dei singoli team che incontreranno la formazione di Pioli nei giovedì europei.

L’ultima immagine del Milan in Europa League riecheggia ancora nella testa dei tifosi. L’abbraccio di gruppo sotto la pioggia portoghese dopo la parata di capitan Gianluigi Donnarumma che pone fine ad una serata senza un senso logico, regalando alla compagine in maglia bianca l’accesso ai gironi.

Il Girone H ha avuto come prima pallina abbinata quella degli scozzesi del Celtic di Glasgow, squadra di prima fascia con una storia europea davvero importante, soprattutto se rapportata agli incontri coi rossoneri, che portano alla luce due ricordi chiave del passato recente: quello del 2007, dove gli ottavi di finale di quella Champions League trionfale furono decisi dalla storica cavalcata di Ricardo Kakà (sempre sia lodato) durante il primo tempo supplementare del match di San Siro, e quello del 2013, che si identifica con l’ultima vittoria dei rossoneri nella massima rassegna europea, firmata da Zapata (che già aveva deciso la gara di andata), Balotelli e, guarda un po’, ancora Ricardo Izecson Dos Santos Leite, capitano, al ritorno dalla deludente esperienza di Madrid ed in grado di aprire le marcature ed entrare in tutte le reti con una prestazione sontuosa.

Punti di forza

La mentalità è quella di una squadra campionessa nazionale in carica e che ha 109 titoli scozzesi tra campionato, coppa e supercoppa.

A queste si aggiunge la Coppa dei Campioni vinta nel 1967 contro l’Inter.

La cultura europea è intrinseca nel modo di essere dei biancoverdi, abituati a palcoscenici internazionali e che stanno affrontando un’evoluzione.

La mutazione tattica degli uomini di Neil Lennon ha permesso loro di attivare il passaggio dall’ormai consolidato schema “palla lunga e pedalare”, basato sulle seconde palle e la cattiveria agonistica, ad un calcio sempre più propositivo ed intelligente, attraverso un processo iniziato con Rodgers nel 2014/2015.

Ajer (guarda chi si rivede) è l’emblema di questo nuovo metodo, con una duttilità non indifferente che gli permette di giocare da centrale di difesa, da terzino ed all’occorrenza anche da centrocampista davanti alla difesa con buoni risultati, attirando l’attenzione di molti team come il Milan, appunto.

Edouard è la punta di diamante della squadra, con velocità e forza fisica come armi principali con cui poter colpire le difese avversarie.

Classe 1998, l’ex PSG è attualmente in isolamento perché positivo al COVID-19, come comunicato lo scorso 6 ottobre dalla squadra scozzese sulle proprie pagine social. È certa la sua assenza in vista del match di Celtic Park del 22 ottobre.

Debolezze

L’assenza di pubblico è senza dubbio uno dei fattori che permette, almeno in trasferta, di giocare senza la tipica bolgia biancoverde come contorno, a fungere da dodicesimo uomo a Glasgow: i magici tifosi, con la loro colonna sonora You’ll Never Walk Alone, non potranno incidere come accaduto in moltissime situazioni passate.

La fase difensiva è spesso deficitaria, soprattutto in ambito europeo: il solo Ajer, per quanto possa essere un giovane interessante, non basta a tenere in piedi il reparto arretrato , nonostante il passaggio al 3-5-2 di contiana memoria (Lennon ha dichiarato di ispirarsi proprio al tecnico nerazzurro quando ha cambiato il modulo lo scorso inverno) per alcune partite ed il mantenimento del classico 4-2-3-1 per altre.

Il camaleontismo in base all’avversario non aiuta il consolidamento di una certezza difensiva, o meglio lo permette all’interno del proprio territorio ma risente di un calcio veloce e con palla a terra, soprattutto a causa della struttura fisica dei calciatori a disposizione.

I calci piazzati sono un tallone d’Achille degli scozzesi, come si è visto nell’Old Firm contro i Rangers, dove sono state decisive le situazioni da palla ferma.

L’organico è interessante in alcuni elementi ma denota una carenza qualitativa per il panorama europeo in altri, con un tipo di caratteristiche che potrebbero favorire un gioco come quello degli uomini di Pioli: calciatori come Rebić, Diaz, Hauge,Leao e Saelemaekers possono essere in grado attraverso i propri strappi e la propria agilità di creare costanti situazioni di pericolo sia in caso di una difesa bassa che offre spazi fra le linee e dialoghi nello stretto, che in situazioni di transizione offensiva più libere, attraverso uno contro uno e triangolazioni costanti.

La seconda fascia ha inserito nel Girone H anche lo Sparta Praga.

Il club più abbordabile, almeno sulla carta, di quel novero di compagini.

Parliamo della squadra più titolata della Repubblica Ceca, che sta lottando per tornare ai fasti di un tempo, soprattutto in campo nazionale, un po’ come il Milan.

Punti di forza

Kozak, Krejci e Hložek: questi i tre nomi principali dei cechi.

I primi due sono vecchie conoscenze del calcio italiano: Libor un ex Lazio, ormai a fine carriera, che i tifosi rossoneri si ricorderanno soprattutto per quel Milan – Lazio 0 a 0 dell’anno dell’ultimo scudetto in cui infortunò con una gomitata Nicola Legrottaglie, mentre Ladislav Krejci è da poco passato da Bologna ai granata di Praga.

Hložek, invece, è un classe 2002 che sta emergendo in maniera imponente nel panorama calcistico europeo: nato come seconda punta, è in grado di giocare anche come ala e come attaccante centrale, come sta per altro facendo attualmente, evidenziando numeri notevoli, soprattutto nella stagione in corso, dove ha inciso nel circa 50% delle reti dello Sparta.

Il numero 20 ha soltanto 18 anni ma ha già disputato più di 70 partite in carriera ed ha già esordito nella nazionale maggiore del proprio paese, denotando un talento notevole ed una capacità di utilizzare fisico, piedi, con visione di gioco, una velocità incredibile nelle ripartenze e che è duttile, potendo lui performare ottimalmente in tutti i ruoli offensivi del 4-2-3-1 dello Sparta (a volte anche 3-5-2, dove gioca nel suo ruolo naturale di seconda punta): profilo perfetto per la filosofia di Elliott, che possa essere uno dei prossimi nomi del mercato rossonero?

Debolezze

La squadra di Kotal è una squadra che è tendenzialmente giovane (fatta eccezione per i due ex Serie A) e di qualità inferiore rispetto alla media del campionato nostrano. La solidità difensiva non sembra essere una delle caratteristiche trainanti di questo inizio di stagione, dove è stato subito in media un goal a partita e gli avversari sono arrivati al tiro con maggior frequenza di quanto una squadra di quella caratura nazionale dovrebbe essere avvezza a concedere.

La flessibilità tattica, che in alcuni casi viene indicata come un valore aggiunto, può talvolta togliere automatismi in fase di non possesso, creando delle difficoltà sia in marcatura che nella percezione dell’avversario tra le linee ed in inserimento dalle retrovie. Come nel caso del Celtic, la possibilità di avere giocatori nella rosa rossonera con caratteristiche differenti l’uno dell’altro ma con le qualità per far male alla formazione della Repubblica Ceca sia con 1 vs 1, che con il gioco fra le linee e gli aiuti in fase offensiva dal centrocampo, permette di avere una pluralità di armi per colpire i granata.

L’ultimo team sorteggiato è stato il Lille, che si lega anch’esso alla campagna europea del 2007, con il doppio confronto nei gironi che ha visto i rossoneri non uscirne però mai vincenti, prima con uno 0 a 0 a San Siro e poi con una sconfitta in Francia a passaggio del turno già avvenuto.

Attualmente al primo posto della Ligue 1, i francesi rappresentavano la mina vagante della quarta fascia nell’urna di Nyon.

Punti di forza

Soumarè, ancora tu? Ebbene sì, un altro degli obiettivi di calciomercato del Milan si ritrova contro il Diavolo. Giocatore di sostanza da cui è difficile passare, genererà un interessantissimo scontro in mezzo al campo coi centrocampisti di Stefano Pioli, da cui dipenderà l’esito del doppio confronto.

Ikonè e Bamba sono invece i due giocatori offensivi di riferimento dello scacchiere di Galtier, cultore del 4-2-3-1 anch’esso e che vede in questi due calciatori due risorse difficilmente sostituibili per poter far male agli avversari attraverso la loro velocità, fisicità e capacità di saltare l’uomo.

David, il grande acquisto estivo del Lille che arriva dal Gent,è un classe 2000 che promette un gran bene e che i francesi hanno deciso di depurare dal suo ruolo di trequartista a quello di punta, con un processo appena iniziato e che può fare con tranquillità grazie alla presenza di Burak Yilmaz, esperto attaccante turco che è una garanzia in ambito realizzativo, e di Timothy Weah, figlio del pallone d’oro che ha fatto la storia rossonera, in attesa dell’esplosione del dopo-Osimhen canadese.

La velocità ed il cambio di passo sono il fattore decisivo nella fase offensiva i questa squadra, la fisicità di Sanches e Soumarè sono invece supporti fondamentali dei 4 giocatori d’attacco.

Debolezze

Le cessioni di due calciatori come Gabriel (difensore trasferitosi all’Arsenal) ed Osimhen (al Napoli), sono state compensate dall’acquisto di due calciatori diversi e da adattare all’interno del sistema di gioco della formazione di Galtier.

L’ex rossonero Tiago Djalo ed il nuovo arrivato Botman sono profili giovanissimi che peccano di esperienza e che, nonostante l’aiuto del campione d’Europa Josè Fonte (attualmente indisponibile), possono spesso incappare in errori.

Per questo la fase difensiva è anche in questo caso uno dei punti principali su cui lavorare per mettere in difficoltà l’avversario, nonostante l’imbattibilità stagionale dei francesi ed i pochi goal subiti nel campionato di casa, con calciatori come l’ex Rafael Leao, Brahim e Zlatan Ibrahimovic che possono trovare terreno fertile per le proprie giocate decisive e Çalha che può essere incisivo più che mai in zona assist.

La prolificità del settore avanzato non è una delle caratteristiche principali del Lille, che nonostante le qualità dei propri attaccanti non trova nei loro piedi un numero consistente di reti, con una difficoltà realizzativa che rappresenta attualmente uno dei limiti al miglioramento ulteriore e definitivo del team.

L’età media, come per i centrali di difesa, è particolarmente bassa, con rendimenti di conseguenza che si rivelano altalenanti ma che sono calcolati in un contesto progettuale ben delineato come il loro.

Dopo il derby inizierà subito il cammino dell’AC Milan in Europa League, un percorso che non sarà affatto facile e che vedrà un contesto di forte equilibrio entro cui confrontarsi. Abbiamo visto come storia, moduli, progetti siano riusciti a creare una sorta di rete che equipara queste società per alcuni aspetti, ne intreccia le strade in più sensi e li rende lontanissimi per altri motivi.

Quattro squadre, due posti.

Riusciranno i rossoneri a qualificarsi?

Emanuele Frigerio

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Donati a Radio Rossonera: “Il Celtic quando deve rincorrere il pallone va in difficoltà ma non bisogna sbagliare l’approccio”

Donati a Radio Rossonera: “Il Celtic quando deve rincorrere il pallone va in difficoltà ma non bisogna sbagliare l’approccio”

Celtic-Milan – In vista della partita di domani tra Celtic e Milan, la prima del girone di Europa League, abbiamo fatto due chiacchiere con Massimo Donati, doppio ex e commentatore Dazn.

Quali insidie può nascondere una partita come quella di giovedì?

L’importanza della partita in se è già un’insidia, nel senso che il Milan, che è stato in Europa tanti anni, non può avere paura di una partita del genere. Vero che il Celtic è sempre il Celtic, però, soprattutto in Europa, con il pubblico è una squadra, senza un’altra, quindi questo può essere un bel vantaggio per il Milan. In più alcuni giocatori saranno assenti causa Covid e non so se recupereranno per giovedì.

Quali sono i punti deboli e i punti di forza di questo Celtic?

Il Celtic è una buona squadra con delle individualità importanti, mi viene in mente Edouard, tra gli attaccanti, Christie, che è una mezzapunta, ma entrambi hanno il Covid, quindi non so se ci saranno giovedì. Scott Brown in mezzo al campo, anche se non giovanissimo, rimane un osso duro da superare e comunque nel collettivo sono una buona squadra. Per quanto riguarda i punti deboli, nel campionato scozzese domina le partite, perchè chiaramente è la squadra più forte, però quando la metti contro squadre più quotate in partite dove deve rincorrere la palla, va in difficoltà. Nel complesso è la classica squadra scozzese che lotta tanto e non molla un pallone,  simbolo anche del suo allenatore, che era così anche da giocatore.

L’assenza di Calhanoglu peserà tanto per i rossoneri?

Calhanoglu era meglio averlo in campo perchè è un giocatore che in questo momento fa la differenza. Ha trovato la condizione e da quando il Mister lo fa giocare nella posizione giusta ha iniziato a rendere a livelli molto alti. Dispiace per il Milan però ha dei giocatori come Diaz che lì possono fare la loro parte, anche se chiaramente ha caratteristiche leggermente diverse. Ibrahimovic c’è ed è una cosa importante, la squadra sta girando bene, ha consapevolezza dei propri mezzi, viene da tanti risultati di conseguenza gioca mentalmente più rilassata quindi sarà fondamentale l’approccio della partita, al di là di Calhanoglu. Rispetto alle recenti partite di Europa League che ha affrontato il Milan, il Celtic è una squadra diversa, va rispettato a prescindere, sia per il nome che per la storia che ha.

Milan, Celtic, Sparta Praga e Lille. Che idea si è fatto del girone che affronterà il Milan?

Non è un girone semplice perchè sono tutte buone squadre, penso che il Milan sia la favorita per ovvi motivi ma sono tutte squadre che daranno del filo da torcere, perchè ben organizzate, affamate, vogliono fare il meglio possibile e in più hanno poco da perdere, fattore determinante. Il fatto che non ci sia il pubblico può essere sia favorevole che sfavorevole, dipende dai punti di vista ma non sarà un girone semplice, poi ripeto sta tutto nel come verrà approcciata ogni singola partita, sarà fondamentale partire bene, anche se credo che questo sarà un pensiero comune a tutte le squadre.

Beatrice Sarti

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Inter-Milan 1-2, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

Inter-Milan 1-2, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

LA PARTITA

La squadra rossonera ritrova Romagnoli al centro della difesa e schiera il miglior undici possibile ad eccezione di Ante Rebic. Mister Pioli preferisce Leao a Diaz per sostituire il croato.

Il Milan parte bene e riesce a sbloccare il derby al 13′. Ibrahimovic lanciato da Calhanoglu entra in area e viene affondato da Kolarov.  Calcio di rigore che a molti tifosi ha ricordato quello di 10 anni fa di Materazzi proprio su Ibrahimovic. Handanovic para ma Zlatan è abile a ribadire in rete. Tre minuti più tardi il Milan raddoppia. Saelemaekers si libera con una splendida finta di Brozovic e da il via al contropiede, palla a Calhanoglu che di prima lancia Leao in fascia, il portoghese salta D’Ambrosio e serve una preziosa palla a Ibrahimovic che non sbaglia e corona una grande azione.

Il Milan sembra tenere bene il campo e soffrire poco, ma al 29′ l’Inter accorcia le distanze con Lukaku che sfrutta un’invenzione di Perisic dalla destra.

L’ incubo della rimonta dello scorso anno appare nella testa dei tifosi e anche in qualche giocatore. Il Milan torna ad essere timoroso e l’Inter prende coraggio.

All’intervallo la squadra rossonera riordina le idee e torna in campo con la testa giusta per portare a casa la partita.

Nel secondo tempo, l’Inter cerca in tutti i modi di trovare la rete del pareggio ma il Milan lascia pochi spazi riuscendo a reggere bene le avanzate di Lukaku e compagni. Sfiora il 3-1 con Krunic e poi soffre nel finale. Il risultato non cambia e il Milan torna a vincere un derby dopo 4 anni.

Il Milan dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di essere squadra.

Salgono a 20 le partite senza sconfitta e il Milan si ritrova solo in testa alla classifica.

ANALISI TATTICA

Mister Pioli schiera Leao e non Diaz e probabilmente è lì che vince la partita. Il portoghese ha un altro passo rispetto a D’Ambrosio e risulta essere una spina nel fianco per l’Inter fino a quando le energie hanno retto. La squadra di Pioli è riuscita tutto sommato a insabbiare Lukaku e L. Martinez sfruttando i rientri ed i raddoppi di un monumentale Kessie (che rischia anche il rosso). La prestazione di Franck è stata la chiave della partita, sempre in aiuto con il suo fisico sia a Romagnoli che a Kjaer nel momento del bisogno. L’Inter viste le defezioni si è presentata in campo con due terzini come centrali di difesa e la differenza di passo con gli attaccanti rossoneri si è vista.

LA GIOCATA

L’azione del 2-0 al 15′ minuto è da incorniciare. Le giocate di Saelemaekers, che con una finta di corpo si libera Brozovic e parte in contropiede, e Leao, che sguscia via in fascia a D’Ambrosio, risultano essere fondamentali per la rete del 2-0 e per la vittoria della squadra rossonera.

CURIOSITÀ

Zlatan Ibrahimovic con la doppietta di sabato sera raggiunge quota 8 goal nei derby di Milano (sei con il Milan e due con l’Inter), solo tre giocatori hanno fatto meglio (Meazza 12, Nordahl e Nyers 11). Lo svedese alla quarta doppietta dopo i 38 anni eguaglia il record di  Silvio Piola in serie A.

Era dal 1973 che il Milan non andava a segno per 24 gare di Serie A consecutive.

DICHIARAZIONI

Pioli:” Il risultato di oggi non cambiava niente, non era determinante in nessun senso. Abbiamo battuto una grande squadra, siamo stati bravi a soffrire, è una bella vittoria e importante per i nostri tifosi che oggi ci hanno scortato fino allo stadio. Il nostro cammino è ancora lungo e possiamo migliorare“.

Il cammino è ancora lungo ma le basi per una grande stagione ci sono tutte. Arriveranno i momenti difficili e sarà in quei momenti che capiremo a che punto è questo Milan.

Conte:” Giocando con due ali, Ivan e Hakimi, dobbiamo avere gli equilibri giusti, ma stiamo parlando di due gol evitabilissimi. Kolarov? E’ quello il ruolo migliore per lui, lo ha fatto alla Roma e in Nazionale, anche per momento di carriera. C’è da lavorare, ma questo con tutti”

Le dichiarazioni di Conte sono in controtendenza rispetto al pensiero della quasi totalità dei tifosi interisti. Il ruolo di Kolarov sarà oggetto di molte discussioni nei prossimi giorni in casa nerazzurra.

Ibrahimovic:” La squadra sta crescendo tanto, stiamo crescendo, i giovani si prendono più responsabilità e si allenano molto bene. Sento tanto la responsabilità, perché mi sento leader e sono il più vecchio. Però tutti hanno fame e hanno voglia di vincere.”

Le parole di Zlatan certificano ancora una volta quanto sia importante la sua presenza in questo gruppo. La sua voglia di vincere e di lottare è un esempio per tutta la squadra e i giovani stanno imparando da lui.

TOP & FLOP

Prestazione monumentale di Ibrahimovic e Kessie. Il primo ha fatto reparto da solo e ha sovrastato fisicamente e tecnicamente De Vrij per tutta la partita. Il secondo è riuscito a recuperare un’infinità di palloni. Andando sempre in raddoppio su Lukaku e Lautaro Martinez ha dato molta più solidità alla difesa rossonera e ha permesso al Milan di non soffrire più di tanto la fisicità dei due attaccanti nerazzurri.

Ancora una volta da dimenticare la prestazione di Castillejo. Entrato al 15′ del secondo tempo è parso ancora lontano dalla sua forma migliore.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Inter-Milan 1-2: Le Pagelle. Zlatan c’è, Zlatan esiste!

Inter-Milan 1-2: Le Pagelle. Zlatan c’è, Zlatan esiste!

Milano – Inter-Milan 1-2: Le Pagelle. Zlatan ricolora di rossonero il derby

Donnarumma 6.5: Aveva vinto solo un derby nei precedenti nove giocati, il primo della sua carriera. Il secondo successo arriva al derby numero 10. Impegnato poco, quando chiamato in causa risponde presente. Graziato dal var sull’uscita su Lukaku che Mariani aveva punito con il calcio di rigore. Sfortunato in occasione del gol nerazzurro dove tocca il pallone troppo poco e mette fuori tempo Theo.

Calabria 6.5: Gioca una buonissima partita, soffrendo meno del previsto e sicuramente meno di Theo dall’altra parte. Certo, Perisic è ben altro cliente e il gol arriva dalla sua parte, ma è preso in mezzo dai due giocatori interisti e paga l’unica scalata sbagliata di tutta la partita del duo di centrocampo. Per il resto, l’ennesima prestazione solida e sicura a cui ci ha abituato in campionato.

Romagnoli 6: Era alla prima stagionale e alla prima dopo quasi 90 giorni di stop e si vede. Becca uno degli attaccanti più difficili della Serie A per la fisicità che lo manda in crisi. Prova a rispondere colpo su colpo, ma è uno dei meno positivi della squadra.

Kjaer 7: Un muro. Vince il duello contro Lautaro Martinez e copre anche le falle di Romagnoli, guida la squadra con serenità e non disdegna anche la spazzata quando non si può andare di fioretto. Ormai una colonna portante del Milan di Pioli.

Theo 5.5: Soffre Hakimi e la sfida tra ex Real Madrid la perde lui. Fatica difensivamente e non è il solito motorino in fase offensiva. Una giornata storta capita a tutti, ma se vinci il Derby viene digerita sicuramente meglio.

Bennacer 6.5: Randello e squadretta. Recupera palloni e riorganizza il gioco. Non da nell’occhio, ma per il ruolo in cui gioca meno salti all’occhio meglio stai facendo il tuo lavoro. Con ordine e pulizia porta a termine il suo compito e riesce a non andare sotto contro Barella e Vidal.

Kessiè 7: La solita partita di battaglia, corsa e fisicità. Non molla su nessun pallone e non si toglie nemmeno quando deve andare a battagliare con Lukaku. I suoi muscoli non sono mai mancati, ma sta crescendo anche nelle letture tattiche in entrambe le fasi. Esce per una botta, ma conoscendolo non sarà nulla di che e sarà a disposizione per Glasgow.
(Tonali sv: giusto il tempo di assaggiare il sapore del Derby di Milano, godersene l’aria e partecipare al palleggio finale che porta al triplice fischio di Mariani)

Rafael Leao 7: Era chiamato a dare una risposta in quel ruolo da esterno dopo la partita in Portogallo e il poco convincente primo tempo contro lo Spezia. Risposta arrivata, alza la cornetta e recapita un pallone meraviglioso sul destro di Ibra che canta solo “Buttami dentro”. Zlatan fa 0-2 e mette giù la cornetta.
(Krunic 5.5: Sbaglia il gol del potenziale 1-3 che avrebbe mandato i titoli di coda sulla partita, si applica, ma l’esterno di sinistra non è il suo ruolo e si vede. E’ stato tenuto quest’estate perché può essere impiegato in più ruoli, oggi il test di alto livello da esterno di sinistra non lo ha passato.)

Calhanoglu 6,5: I suoi compagni lo cercano tanto, a volte fin troppo mettendolo anche in difficoltà. Si concede qualche finezza tecnica di livello altissimo e gioca un buonissimo primo tempo. Nel secondo finisce sempre più nell’ombra come tutta la fase offensiva del Milan che ad un certo punto guarda solo da una parte, quella del totem svedese.

Saelemaekers 6.5: Offensivamente non trascendentale, ma a livello di applicazione e aiuto difensivo ha pochi eguali. Corre e si sbatte finchè ne ha, poi Pioli sceglie di sostituirlo, ma l’ingresso Casti rende ancora più evidente la sua importanza.
(Castillejo 5: Gli si chiedeva mezz’ora di applicazione, copertura e di dribbling su Kolarov, non arriva nulla. Al Milan serve anche lui, dovrà essere bravo a ritrovarsi, con l’aiuto del Mister.)

Ibrahimovic 7.5: Era vecchio, secondo qualcuno. Il Covid lo avrebbe frenato, secondo qualcun altro. La risposta è di quelle decise: 10 anni dopo l’ultima volta (14 novembre 2010) trascina il Milan alla vittoria di un derby in trasferta e lo fa in modo similare, conquistandosi un rigore sotto la Nord. In questo caso poi raddoppia il conto e sferra un uno due devastante all’Inter.

Pioli 7: La studia bene e sorprende tutti con la mossa Rafael Leao. Mossa vincente nel primo tempo dove spariglia totalmente le carte nello scacchiere dell’Inter. Va in difficoltà nel secondo e forse opta per il cambio difensivo un po’ troppo presto nella partita spuntando la sua squadra. Ma riporta il Derby in rossonero dopo 4 anni di astinenza in campionato.
E tanto basta.

Matteo Vismara

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A tu per tu, intervista esclusiva ad Alberto Zaccheroni

A tu per tu, intervista esclusiva ad Alberto Zaccheroni

Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera – Siamo a Cesenatico, in un noto locale proprio sul porto canale, tarda mattinata e Alberto Zaccheroni ci accoglie con il classico calore che contraddistingue la Romagna.

Il mare è il classico mare calmo di fine settembre, quando ormai tutto quello che è estate sta lentamente svanendo. Una terrazza sulla spiaggia, caffè e brioche, proprio qui inizia quella che sarà una lunga, lunghissima chiacchierata con il Mister.

Quando Alberto Zaccheroni parla di Milan ha un luccichio speciale negli occhi, del resto ce lo ha confidato, allenare i rossoneri è stata l’esperienza che porta di più nel cuore: Milano, i suoi giocatori, la fiducia reciproca e tutto ciò che è stato il suo Milan.

Diversi gli aneddoti che ci ha raccontato con la brezza marina in sottofondo, aneddoti di quella magica annata dello scudetto rimasto nel cuore di tanti, che però lui non definisce così sorprendente, perchè “la squadra non era scarsa, aveva tanta qualità”.

Lo speciale rapporto con i senatori unito alla trasparenza del suo modo di lavorare, ma non solo, la spontaneità di Mister Zac la si può percepire sempre, così come il suo amore per il calcio, che si evince facilmente sentendolo chiacchierare liberamente dello sport che fa parte della sua vita da tanti, tantissimi anni.

L’immensa stima per Paolo Maldini, l’ammirazione per Zlatan Ibrahimovic e le speranze per il Milan del futuro, questo ma non solo nell’intervista che da oggi alle 14 potrete seguire sul canale Youtube di Radio Rossonera.

Proprio qui

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Beatrice Sarti

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Milan-Bologna 2-0, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

Milan-Bologna 2-0, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

LA PARTITA

I rossoneri ritrovano il Bologna due mesi dopo la vittoria in goleada per 5-1. Questa volta il risultato è meno clamoroso, ma probabilmente più importante. Ibrahimovic fin dai primi minuti fa capire alla difesa rossoblu che non sarà una serata semplice. Prima sfiora il goal con una grande giocata all’interno dell’area, poi su un assist millimetrico di T. Hernandez trova la rete dell’1-0 con un bellissimo colpo di testa. Si ripete ad inizio ripresa realizzando dal dischetto la rete del 2-0. La squadra rossonera soffre poco fino alla girandola delle sostituzioni. Pioli cambia tutta la mediana inserendo la coppia Krunic-Tonali, e in difesa inserisce Duarte per l’acciaccato Kjaer. La manovra rossonera ne risente e il Milan non riesce più ad essere organizzato come nella prima parte della partita. Il Bologna rischia di riaprire il match sul finale, ma Donnarumma e la fortuna, palo colpito da Santander, aiutano il Milan a portare a casa i primi tre punti della stagione.

La squadra di mister Pioli aveva bisogno di una partenza con il piede giusto e così è stato. Negli ultimi tre anni il Milan ha perso parecchi punti nel girone d’andata cercando di invertire la rotta nel girone di ritorno. Il Milan deve puntare alla qualificazione alla Champions League e non può più permettersi di perdere punti per strada.

ANALISI TATTICA

Partita dai due volti quella della squadra rossonera. Nel primo tempo dopo un avvio vivace del Bologna, il Milan si è impossessato del pallino del gioco e ha cercato rapidi cambi di campo per innescare le discese degli esterni. Nel secondo tempo, e soprattutto dopo la rete del 2-0, la squadra ha deciso di gestire le forze e addormentare la partita con il possesso palla. Riuscendoci fino ad un certo punto, visto che nel finale di gara il Bologna ha rischiato di rientrare in partita avendo un paio di grosse occasioni sventate da Donnarumma. A differenza del finale della scorsa stagione questo sembra un Milan diverso, più consapevole dei propri mezzi, meno travolgente a tratti, capace di leggere la partita ed essere più cinico.

CURIOSITÀ

Il Milan ha segnato almeno due gol in tutte le ultime nove gare di Serie A, non accadeva dal 1999. Questo sta ad indicare una ritrovata vena realizzativa che nella prima parte della scorsa stagione è venuta a mancare.

LA GIOCATA

Minuto 11, Calabria prende palla sull’esterno, serve Ibrahimovic che di tacco gli restituisce palla, il terzino rientra e serve ancora Ibrahimovic in area di rigore. Lo svedese controlla palla e con il tacco si libera di un avversario, piattone sinistro e la palla deviata esce di poco a lato. Una grande giocata che ha fatto luccicare gli occhi a molti tifosi rossoneri.

LE DICHIARAZIONI:

A fine partita mister Pioli ai microfoni:”… La cosa che mi preme ed è giusto sottolineare è che abbiamo 3 centrali fuori per infortunio. Il Milan deve prendere un giocatore di qualità che sia più o meno giovane…“. Mancano ancora due settimane alla fine del mercato e la squadra rossonera per essere completa e competitiva ha bisogno ancora di un paio di innesti di qualità, permettendo così a Pioli di allungare la rosa a disposizione e sopperire ad eventuali squalifiche o infortuni.

Nel pre-partita, a consolidare quanto indicato da Pioli, si è espresso anche Maldini:”Abbiamo un’esigenza importante che è il difensore centrale. A centrocampo con Tonali siamo tranquilli. Il difensore? Ajer e Milenkovic direi di no, ce ne sono altri… non sono loro i nomi su cui stiamo lavorando”. La dirigenza rossonera come ci ha abituato nelle ultime sessioni di mercato lavora molto sottotraccia, vedremo nei prossimi giorni l’evolversi della situazione.

Per finire Mihajlovic: “Donnarumma? Maledetto a quello che lo ha fatto esordire, sono comunque contento per lui e per il momento che sta vivendo”. Il portierone rossonero si dimostra ancora una volta un incubo per l’allenatore che lo ha lanciato appena sedicenne nel mondo del calcio.

TOP & FLOP

Difficile non premiare Zlatan come migliore in campo, tutte le azioni pericolose del Milan passano dal suo piede. Giocatore fondamentale per il gioco che sta adottando la squadra rossonera. Resta comunque il dubbio che la squadra sia troppo dipendente da lui. Pioli deve essere bravo a rendere la manovra rossonera meno prevedibile sfruttando tutte le frecce al proprio arco.

Menzione particolare va anche a Calabria che ha disputato una grande partita, Barrow dalla sua parte non passa mai e anche in fase offensiva si è fatto notare per un paio di buone giocate.

L’unico giocatore apparso leggermente sottotono è Castillejo che non è riuscito a dare quel cambio di passo alla manovra che mister Pioli si aspetta da lui.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Bologna: tra tattica, il punto di mercato e le evoluzioni di Ibra e Kessiè

Milan-Bologna: tra tattica, il punto di mercato e le evoluzioni di Ibra e Kessiè

Domanda: da quanto tempo non ci sedevamo davanti alla tv con la concreta speranza di vedere vincere il Milan e nello stesso momento divertirci?
Risposta: da Zlatan, parte 1, A.D. 2011

Eppure… eppure anche Zlatan incredibilmente sbaglia (ma non ditegli che ho scritto ciò). Sbaglia perché dichiara che avrebbe fatto meglio con la gioventù del passato ma per paradosso questo Ibra sembra anche più forte di quello che abbiamo lasciato a malincuore una decina di anni fa: più maturo, razionalizza le giocate, massimizza gli sforzi fisici andando a saltare o scattando quando capisce di poter vincere il duello, si lamenta degli errori meno platealmente che in passato spesso rodendosi il fegato e bofonchiando a mezza bocca grattandosi la tempia o dando le spalle al compagno guardando a terra.

Rispetto ad anni fa calpesta meno le zone esterne ma continua ad esser attirato magneticamente dal cerchio di centrocampo, da quella zona dove può comandare il gioco della squadra decidendo a proprio piacimento se concedere a Kjaer una palla lunga sul corpo o dare a Calha la possibilità dello scambio corto.
L’evoluzione di questo ultimo Zlatan in effetti lo sta portando sempre più a somigliare ad un centro cestistico: può restare sotto canestro e schiacciare (di testa) come ieri contro il Bologna, uscire sulla trequarti e giocare il pick and roll con Calha, oppure fare a sportellate spalle al canestro per far salire la squadra.

Ibra però non è il solo a subire mutazioni calcistiche: l’altra evoluzione riguarda Franck Kessiè che da corridore istintivo e pasticcione si sta trasformando in mediano di stampo europeo. Corre sempre molto Franck, scivola ancora sull’esterno a coprire l’esterno che è salito e non è tornato, si inserisce in mezzo ai centrali mentre l’avversario ci attacca sulle fasce e lo ritrovi al limite dell’area di rigore avversaria cinque secondi dopo.

Però ora il buon Kessiè corre meglio avendo tagliato parte delle corse lunghe, forza meno il passaggio, si affida più a scambi sul corto sventagliando solo un paio di volte a gara e invece di sporcare la nostra costruzione come in passato ora pulisce i possessi contesi con gli avversari. Qui verrebbe da fare un applauso sicuramente a Franck ma anche a Pioli capace di confezionare il giusto abito per il suo giocatore.

Il Milan somiglia ad una squadra di calcio in entrambe le fasi come mai negli ultimi 10 anni: attacca in verticale, difende aggredendo, produce almeno 6-7 palle gol a partita.
Insomma, vince e ci si diverte, finalmente!

Come aiutare questa squadra? Il mercato dovrà venire in aiuto in almeno un paio di posizioni strategiche e a meno di cataclismi non ci sarà la sindrome da braccino del tennista: un centrale difensivo è la priorità numero 1 come diciamo da settimane e settimane e ieri è stato pubblicamente dichiarato anche da Pioli: arriverà senza discussioni e rimango della mia, la fiche è ancora su Nikola Milenkovic.
Ci verrà quindi in “soccorso” quel Fali Ramadani da inizio mercato molto coinvolto negli affari rossoneri. L’affaire Rebic prima, il centrale difensivo ora e poi… e poi allo sprint finale l’altro titolare da andare a innestare nella rosa.

Quell’esterno destro alto che di nome fa Federico del quale Ramadani ha l’intermediazione (e oggi il padre Enrico è a Milano…).
Difficile?
Molto.
Impossibile?
Assolutamente no.

Saranno due settimane molto dense, ci giochiamo lo slancio iniziale in campionato, la qualificazione alla prossima Europa League e ultimo ma non ultimo l’innalzamento qualitativo della rosa che, come detto, dopo un decennio pare somigliare sempre più ad una squadra realmente competitiva.

Simone Cristao

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Shamrock Rovers-Milan 0-2, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

Shamrock Rovers-Milan 0-2, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

LA PARTITA

Il Milan torna in campo in Europa League 644 giorni dopo l’ultima apparizione, la dolorosa sconfitta per 3-1 contro l’Olympiakos. Pioli schiera la miglior formazione disponibile ad eccezione dell’infortunato Romagnoli, che non sarà disponibile fino ad inizio Ottobre, e dello squalificato Rebic, disponibile eventualmente solo dai gironi.

La prima parte del match è caratterizzata da un buon possesso palla della squadra rossonera alla quale manca però l’ultima giocata per tramutare in azioni pericolose la superiorità territoriale. I padroni di casa cercano rapide ripartenze e al 12′ impensieriscono Donnarumma con Green. Al 22′ arriva il vantaggio rossonero con Ibrahimovic che sfrutta un delizioso assist di Calhanoglu e non si lascia sfuggire l’opportunità di realizzare la sua prima rete stagionale. Nel secondo tempo sale in cattedra il turco, che prima sfiora il goal in rovesciata colpendo la traversa, e successivamente trova la rete del 2-0 con un tiro da fuori area concretizzando al meglio un’ottima azione della squadra rossonera.

Sul finale di partita spazio per Tonali e Diaz, pochi minuti utili per trovare la condizione.

Si riparte con una vittoria. Ora testa al prossimo match contro il Bologna per la prima di campionato. Il cammino in Europa League riprenderà il Giovedì 24 Settembre a San Siro contro il Bodø/Glimt, squadra norvegese, l’eventuale spareggio per l’accesso ai gironi verrà invece giocato in trasferta contro la vincente di Besiktas-Rio Ave.

ANALISI TATTICA

Il Milan ripropone l’ormai collaudato 4-2-3-1 e porta avanti il percorso iniziato sul finire della scorsa stagione. Recupero di palla in fase avanzata, verticalizzazioni rapide e possesso di palla veloce e non fine a se stesso. La condizione fisica delle squadra ha condizionato molto il gioco della scorsa serata e molte giocate non sono andate a buon fine proprio per la poca lucidità dei rossoneri.

Sono mancati molto gli inserimenti dei centrocampisti negli spazi lasciati liberi da Ibrahimovic che spesso arretrava il suo raggio di azione per impostare la manovra. Siamo ancora lontani dalla condizione e dal gioco che hanno contraddistinto il finale della scorsa stagione. Pioli e il suo team devono essere bravi a portare la squadra nella condizione ottimale il prima possibile  permettendo alla squadra di ritrovare il giusto ritmo ed intensità.

Degna di nota l’azione del 2-0, Ibra prende palla sull’esterno attirando su di sé la difesa avversaria, scarica palla al centro area per Saelemaekers che protegge bene la palla e serve a memoria un assist a Calhanoglu per il tiro da fuori.

CURIOSITA’

Hakan nelle ultime 13 partite, ha realizzato 7 gol e fornito 9 assist e in ben 4 delle ultime 7 partite ha realizzato sia un goal che un assist, segno che il 10 rossonero sta diventando sempre di più un giocatore fondamentale per il Milan e alzando il livello delle sue prestazioni.

A fine partita Zlatan ha regalato la sua maglia all’attaccante degli irlandesi Greene che si è diretto subito a bordo campo dove ad attenderlo c’era suo figlio, raccattapalle, e di colpo il sorriso è comparso sul volto del giovane bambino. Lo Shamrock Rovers ha pubblicato le foto del gesto sui propri social.

 

LA GIOCATA

Al minuto 89 Diaz prende palla a metà campo con due avversari in pressing, finta di andare sull’esterno e con un rapido controllo di palla destro-sinistro entra in mezzo al campo e trova lo spazio per servire in profondità Castillejo che si trova solo davanti al portiere ma non riesce a fruttare la giocata del giovane spagnolo.

Le giocate decisive del match sono altre, vedi assist di Calhanoglu per Ibrahimovic, ma questa è una di quelle giocate che rimangono nella mente dei tifosi e che speriamo di rivedere spesso da lui in questo campionato.

DICHIARAZIONI

Mister Pioli: “…. Sono più le cose positive che quelle negative stasera. Sapevamo che per loro poteva essere la partita della vita, ma poteva esserlo anche per noi. Se non raggiungiamo l’Europa League quanto fatto la passata stagione andrebbe in parte vanificato…

Le dichiarazioni di Pioli combaciano con il pensiero di molti tifosi rossoneri, partire con il piede giusto in questa stagione proseguendo quanto di buono fatto nei mesi finali della scorsa permetterebbe alla squadra rossonera di acquisire ancora più consapevolezza dei propri mezzi, necessaria per crescere ulteriormente e alzare l’asticella.

Anche Calhanoglu a fine partita parla ai microfoni “… L’intesa con Zlatan Ibrahimovic? Spero di continuare così! Abbiamo un grande feeling insieme. Grazie anche alla squadra se siamo così forti. Dobbiamo continuare così..

Il giocatore turco dall’arrivo dello svedese ha cambiato marcia e il ringraziamento alla squadra fa sicuramente capire che mister Pioli ha creato un grande gruppo pronto a fare una grande stagione.

Per finire le parole di Bradley tecnico del Shamrock Rovers: “I ragazzi sono stati fantastici..sono stati coraggiosi e se Aaron (Green) avesse segnato con alla sua prima occasione, non si sa mai cosa sarebbe potuto succedere…

Dichiarazioni del tecnico irlandese che sottolineano l’importanza della parata di Donnarumma al 12′ minuto con le squadre ancora sullo 0-0. Con un goal subito a freddo avremmo sicuramente assistito ad un’altro tipo di partita e il Milan avrebbe avuto non poche difficoltà a portare a casa la vittoria.

TOP & FLOP

Prestazione positiva e sulla falsa riga delle ultime apparizioni per Donnarumma, Calhanoglu e Ibrahimovic. Menzione particolare va a T.Hernandez che dopo un pre-campionato a detta di molti sottotono, sfodera una buona prestazione segno di una ritrovata condizione fisica.

Le note negative del match non sono molte, una su tutte la prestazione di Gabbia. Con Romagnoli out ancora per qualche partita il giovane rossonero deve riuscire a trovare velocemente la condizione fisica e mentale per reggere le pressioni, e non sono poche, di stampa e tifosi.

Il mercato ci dirà se il Milan riuscirà ad aggiungere un altro tassello alla rosa dei difensori centrali per poter così avere una linea difensiva solida che trasmetta sicurezza a tutto il resto della squadra.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Cagliari 3-0, the day after! Le prestazioni di Leao, i giovani e Bonaventura

Milan-Cagliari 3-0, the day after! Le prestazioni di Leao, i giovani e Bonaventura

MILAN-CAGLIARI- La squadra rossonera torna in campo per l’ultima di campionato e lo fa praticamente con la formazione tipo, unica eccezione l’infortunato Romagnoli. Come nelle ultime apparizzioni il Milan parte forte, tenta subito di trovare la rete del vantaggio e ci riesce. Al 10′ Calhanoglu serve Leao in area che controlla di destro con la suola e di sinistro tira ad incrociare, la palla colpisce il palo e poi carambola sull’incolpevole Klavan che la spedisce nella propria porta. La squadra rossonera tiene alto il ritmo e cerca subito il raddoppio. Ibrahimovic su assist di Calabria tira contro Cagno da pochi passi. Ancora Calabria poco dopo serve una palla al centro area per Leao, che cerca il goal dell’anno e per poco non lo trova, coordinazione perfetta e rovesciata che si stampa sulla traversa. Sul finire del primo tempo calcio di rigore per il Milan che Ibrahimovic si fa parare da Cragno.
Come spesso accaduto nelle ultime partite il Milan torna in campo nella ripresa con la voglia di chiudere subito la partita e nel giro di quindici minuti ci riesce.
Ibrahimovic si fa perdonare gli errori del primo tempo e, ben servito dal rientrante Castillejo, lascia partire una fucilata che Cragno non ha neanche il tempo di cercare di respingere. Con questo goal l’attaccante svedese arriva in doppia cifra per la tredicesima volta nei 5 migliori campionati europei.
Al 57′ arriva la rete del 3-0 con Castillejo che sfrutta un assist di Bonaventura alla sua ultima presenza con la maglia rossonera. Sul finire di gara Pioli lascia spazio ai giovani Maldini e Brascianini.

Solito copione delle ultime partite, squadra che ora ha un’anima e ogni partita fa divertire i tifosi rossoneri. È tornata la voglia di Milan.. e di questo i tifosi ne avevano tanto bisogno. Ora sia la squadra che la dirigenza non devono pensare che la squadra sia già pronta per la prossima stagione, sarebbe un grave errore. Serviranno sicuramente degli innesti importanti in rosa per riuscire a garantire a Pioli almeno 16-17 titolari più qualche giovane.

LEAO- Prima dell’uscita per infortunio quaranta minuti importanti per lui. L’attaccante portoghese si è reso protagonista di numerose giocate importanti e non solo fini a se stesse come spesso è capitato. Propizia il goal del vantaggio, suola con il destro e poi tiro ad incrociare con il sinistro. Un paio di belle progressioni sulla fascia e la giocata del match. Coordinazione perfetta e rovesciata con la palla che si infrange contro la traversa, verrebbe da dire che sarebbe crollato lo stadio con quel goal.. anche se il pubblico purtroppo non c’era.

Conferma la sua crescita e si conferma un grande talento. Pioli e il Milan devono essere bravi a non bruciarlo e a farlo crescere in maniera ancora più importante nella prossima stagione. Ci sono ampi margini di miglioramento e se non si dovesse perdere nei prossimi anni potremmo ritrovarci un giocatore fatto e finito in grado di far paura a qualsiasi avversario.

I GIOVANI- Spazio nell’ultima mezz’ora anche per Brescianini e Maldini. Due giocatori differenti e non solo per la posizione in campo. Brescianini in questo momento sembra essere pronto per il grande salto, mentre per Maldini bisognerà attendere ancora un po’, è apparso timido in alcune giocate che sono alla sua portata, deve ancora crescere e un anno in prestito potrebbe solo fargli bene.
Brescianini ha dimostrato di avere più peso in campo, facendo movimenti importanti e posizionandosi sempre nella posizione migliore per ricevere palla.

Nella prossima stagione potremmo vedere un altro paio di giovani aggregati alla rosa della prima squadra. Pobega, centrocampista di 21 anni di rientro dal prestito al Pordenone, per lui 5 goal e 3 assist in 31 partite nell’ultima stagione in serie B. Colombo, attaccante di 19 anni della primavera già nel giro della prima squadra post lock-down, che ha realizzato 9 reti in 6 partite nel campionato di primavera.

BONAVENTURA- Menzione particolare va a Jack che sabato sera ha disputato, salvo clamorose sorprese, la sua ultima partita con la maglia rossonera. Contro il Cagliari fornisce l’assist per il 3-0 di Castillejo. Nella sua carriera al Milan 184 presenze condite da 35 goal e 30 assist. Un buon bottino considerando che ha giocato nel peggior periodo storico rossonero.

Il suo goal più importante, e che tutti i tifosi ricorderanno, è sicuramente quello realizzato a Doha nella Supercoppa italiana contro la Juventus, vinta poi ai rigori.

L’immagine che sta girando sul web con le sue lacrime dimostra quanto tenesse Bonaventura al Milan a differenza di molti altri giocatori che sono passati ma che non hanno capito l’importanza di questa maglia. Onore a Jack e buona fortuna per il futuro.

Quest’anno abbiamo vissuto parecchie emozioni, dalla partenza horror di Giampaolo, all’arrivo di Pioli ed Ibra, fino all’emozionante cavalcata finale che ha ridato a molti tifosi, me compreso, la voglia di tornare a vedere il nostro grande Milan.

Con la fine dal campionato chiude anche questa rubrica. Volevo ringraziare tutti quelli che almeno una volta hanno perso qualche minuto del loro tempo per leggere questa rubrica e ringraziare tutta la redazione di Radio Rossonera. Ci vediamo la prossima stagione…

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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