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Esclusiva, Enzo Bucchioni: “Con Elliott il Milan è ripartito. Ibra? Le parti stanno lavorando, derby aperto ad ogni risultato”

Esclusiva, Enzo Bucchioni: “Con Elliott il Milan è ripartito. Ibra? Le parti stanno lavorando, derby aperto ad ogni risultato”

ESCLUSIVA, ENZO BUCCHIONI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad Enzo Bucchioni: direttore di QS. Tanti i temi trattati in chiave Milan, ma non solo. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Cosa ne pensa dell’acquisto di Paquetà?

Non voglio fare il fenomeno perché di Paquetà ho visto solo qualche video però mi fido del giudizio di Leonardo. Bisognerà anche vedere come il giocatore saprà esprimersi nel campionato italiano; avrà certamente bisogno di un periodo di adattamento. Penso però che il pagare quella cifra un giocatore così giovane sia frutto di una lunga riflessione; Leonardo da questo punto di vista è un’assoluta garanzia. Mi sembra inoltre che Paquetà abbia quelle caratteristiche tecnica che ad oggi mancano nel centrocampo rossonero: molto tecnico e rapido sia di piede che di testa. Nel Milan di oggi mi sarei aspettato quel tipo di apporto tecnico da un giocatore come Calhanoglu“.

Il modo in cui il Milan ha acquistato Paquetà può essere il segno di un Elliott non semplicemente di passaggio?

Per come sta agendo, sembra che Elliott sia nel calcio da sempre. Intanto ha organizzato bene la società con dirigenti di alto livello come Leonardo, bandiere come Maldini e manager importantissimi come Scaroni. Con Elliott sono finiti gli anni delle incertezze, il Milan è ripartito come meglio non poteva; stanno lucidando il diamante per rimetterlo sul mercato rientrando dall’investimento: è un’operazione molto elementare pensandoci. Il tifoso è contento perché hanno intenzione di costruire una squadra all’altezza, poi certo bisognerà anche vedere quali provvedimenti arriveranno dalla Uefa“.

Crede che il calcio italiano possa mai arrivare ai livelli della Premier League: ovvero riuscire ad investire per costruire realtà rivendibili alle giuste cifre?

Intanto Elliott ha pagato il Milan meno rispetto a quanto fatto da Yonghong Li (bravo Berlusconi a venderlo a quella cifra). Credo che il brand Milan abbia una valenza molto importante oltre il contesto del nostro calcio. Pensando al nostro calcio penso a ciò che non funziona: la federcalcio è commissariata da gennaio e la Lega si sta ristrutturando: siamo all’anno zero del calcio italiano. È anche vero però che la Juventus funziona a prescindere da questo contesto: stadio di proprietà, aumento del fatturato ed acquisto di Cristiano Ronaldo lo dimostrano. Non so se i bianconeri quest’anno vinceranno la Champions League ma di certo potranno competere per farlo. Ecco, la strada del Milan la immagino molto simile. Il calcio italiano dovrebbe ripartite dalle cose principali come gli stadi: renderli belli, pieni di gente e capaci di trasmettere calore anche a chi decide di godersi lo spettacolo dal divano di casa“.

Cosa ne pensa degli interessamenti del Milan per Ibrahimovic e Ramsey?

Su Ibrahimovic si sta lavorando. Mi sembra che gli interessi di tutti possano coincidere: Raiola è tornato a lavorare con il Milan; lo svedese vuole lasciare un campionato minore considerato che è sempre stato abituato a lavorare in contesti diversi ed il Milan potrebbe trovare in lui quel giocatore dalla grande personalità capace di dare la scossa sia dentro che fuori dal campo. Credo che questa trattativa possa andare in porto anche se bisognerà vedere quali saranno le richieste di Ibrahimovic a livello di tempistica del contratto; d’altronde lo svedese ha sempre dichiarato di voler finire la carriera al Malmoe. Ramsey è in scadenza di contratto ed oltre al Milan piace anche all’Inter ed alla Juventus. Il problema principale è l’ingaggio, si parla di cifre sopra i 10 mln di euro all’anno e non credo che, Juve a parte, le squadre italiane possano permetterselo“.

Come si immagina il prossimo derby di Milano?

Aperto a qualsiasi risultato. L’Inter è più forte dal punto di vista fisico e sta vivendo un periodo in cui gli riesce tutto anche grazie ad un pizzico di fortuna; il Milan gioca meglio a calcio e si trova con un Suso in grande condizione e un Higuain che riesce sempre a buttarla dentro. Vincerà chi mostrerà di avere maggiore personalità in campo. Spero sia una partita diverte, potrebbe farci capire quale delle due squadre potrà avere una chance di insediarsi in alto in classifica dietro la Juventus“.

 

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Esclusiva, Cahê Mota su Paquetà: “Confermo l’accordo tra le due società. Credo che sia pronto per il calcio italiano”

Esclusiva, Cahê Mota su Paquetà: “Confermo l’accordo tra le due società. Credo che sia pronto per il calcio italiano”

Esclusiva, Cahê Mota – Intervista esclusiva di Radio Rossonera a Cahê Mota, noto giornalista di Globoesporte. Tema dell’intervista l’affare tra Milan e Flamengo per l’acquisto del gioiello brasiliano, Lucas Paquetà. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Milan-Flamengo per Paqueta: Affare fatto? Quando è iniziata la trattativa? Contratto di 5 anni? e qual è il prezzo finale?

Ciao a tutti! è un piacere parlare a Radio Rossonera! Mi manca davvero il periodo in cui sono stato a Milanello nel 2011 e nel 2012 per intervistare Thiago Silva e Robihno. è stata un’esperienza incredibile. Confermo che sì, è già stato fatto un accordo con tra i direttori sportivi del Flamengo che hanno accettato di lasciare andare il giocatore e Leonardo per la parte Milan ed entrambe le parti stanno soltanto aspettando che gli avvocati definiscano gli ultimi detagli del contratto. Leonardo è stato l’uomo incaricato della trattativa ed è stato anche colui che ha presentato Lucas a Gattuso. Il primo segnale di questo interesse è stato all’inizio di agosto e in questo momento la dirigenza del Flamengo e Lucas credono che pochi club siano in un momento migliore del Milan. Nessuno ha raggiunto i 35 milioni che società e giocatore chiedevano, solo il PSG ma il loro tentativo di render l’offerta ufficiale è arrivato tardi a causa del FFP e così il Milan ha potuto vincere il duello. I 35 milioni sono così suddivisi: 70% al Flamengo e 30% a Lucas e all’agenzia del suo agente“.

Qual è stata la reazione dei tifosi del Flamengo alla notizia della cessione di Paquetà?

I fan del Flamengo sono un po’ sorpresi, soprattutto perché non si aspettavano di perdere Lucas a questo punto della stagione. Il Flamengo sta ancora lottando per il titolo e lui è il giocatore principale. Ma ciò che li preoccupa di più è il motivo per cui Flamengo lo ha venduto a un prezzo inferiore alla clausola. Quindi credo che siano per metà tristi per aver perso il giocatore e per metà poiché credevano che avrebbero potuto guadagnare di più. Il Flamengo ha appena perso Vinícius al Real Madrid e sicuramente non è bello vedere i nuovi talenti che lasciano il club così giovani. Ma d’altronde è così che funziona il mercato“.

Paquetà è pronto per il calcio italiano? Qual e la sua posizione/ruolo preferita/o?

Credo che sia pronto per il calcio italiano ma allo stesso tempo ha molte potenzialità e può ancora migliorare. Lucas è un giocatore molto moderno che è in grado di giocare le tre posizioni del centrocampo e giocare anche come trequartista. Penso che la posizione in cui si sente più a suo agio sia la mezzala. In questo ruolo può esser in grado di fornire assist per i compagni di squadra, di giocare tra le linee e negli spazi con la libertà di inserirsi e concludere. è un giocatore ancora in fase di costruzione e dipende da come e quanto il Milan riuscirà ad insegnare a Lucas il calcio italiano ed europeo costruendo un giocatore ancor migliore di quanto non lo sia già“.

È davvero un craque? È paragonabile a Kaka?

Credo abbia un grande potenziale per poter diventare un “craque”, ma dobbiamo essere corretti e vedere cosa ci dimostrerà il tempo. Ha solo 21 anni, non ha nemmeno 100 partite da professionista e deve essere più naturale sul campo.Come detto è molto sicuro di sé, ma tutto dipenderà da come il Milan lavorerà su questo.  Sul paragone con Kakà, hanno stili differenti, Kakà tendeva a correre palla al piede, Lucas ha più intensità ed è più per il passaggio veloce, per l’imbucata e, per me, è più tecnico di Kakà. Sono davvero convinto che Lucas possa diventare persino meglio di Kakà, ai miei occhi per quello che mostra è più tecnico ma dobbiamo essere onesti e aspettare, ha bisogno di lavorare tanto per poter essere davvero al livello di questo confronto. Dobbiamo sempre ricordare che Lucas ha solo 88 presenze con il Flamengo, non ha mai vinto un trofeo, ha poche presenze in under 20 e solo 2 in nazionale maggiore, quindi deve dimostrare ancora tanto. Ma io credo abbia più “skills” e perché no anche più potenziale di Kakà. Quando Kakà arrivò al Milan era una situazione più facile rispetto a com’è all’arrivo di Lucas, perché era un altro Milan, un altro momento storico, oggi invece Lucas arriverà con più responsabilità di Kakà, ma come ho detto, dipende da come il Milan ci lavorerà su“.

È vero che anche Barca e Psg erano sul giocatore? Perché Flamengo e Lucas hanno scelto il Milan?

Assolutamente si. Il Barcellona ha fatto un’offerta di circa 25 milioni di euro tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Il Flamengo non l’ha ritenuta soddisfacente e quindi ha rifiutato. In realtà credo che i dirigenti blaugrana pensassero che il “fattore Barcellona” avrebbe fatto la differenza. Allo stesso tempo il PSG e due Club della Premier League chiedevano informazioni sulla sua situazione. PSG, Flamengo e il giocatore avevano raggiunto un accordo di massima sulle cifre dell’affare ma il Club francese non le ha messe su carta perchè stavano aspettando di esser più vicini al mercato di gennaio e la causa di questa attesa è la preoccupazione per il FFP. In questo momento d’empasse Leonardo ha presentato un’offerta simile, già formalizzata nero su bianco e ciò ha fatto la differenza. Oltre a questo Lucas al Milan è visto come un giocatore importante e probabilmente giocherà molti più minuti di quelli che avrebbe potuto giocare al PSG“.

Si ringrazia per la disponibilità Cahê Mota:

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Esclusiva, Maurizio Pistocchi: “Il Milan deve crescere in palleggio e manovra. Higuain è un minotauro calcistico”

Esclusiva, Maurizio Pistocchi: “Il Milan deve crescere in palleggio e manovra. Higuain è un minotauro calcistico”

ESCLUSIVA, MAURIZIO PISTOCCHI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera al noto giornalista, Maurizio Pistocchi. Tanti i temi trattati riguardanti il Milan di questo inizio di stagione. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Si dice che il Milan “si è svegliato”: la pensi così anche tu o secondo te non si era mai addormentato? Come valuti la situazione Milan a livello di campo?

Il Milan ha prima di tutto ritrovato Higuain, che fa la differenza: non è solo un goleador ma è soprattutto un giocatore che permette di giocare bene a calcio. Lo ha fatto a Napoli, alla Juve e lo sta facendo al Milan. Lui è un “Minotauro calcistico”: un calciatore mitologico mezzo 10 e mezzo 9: ha la tecnica individuale da 10, la capacità di giocare tra le linee del 10 e capacità di segnare e risolvere in area di rigore da 9.

È  un giocatore che ho sempre amato, e fin da quando era a Napoli ho visto che ha bisogno di due cose fondamentalmente: prima un’idea di gioco forte, perché in una situazione così è straordinario – fa legare il gioco con i centrocampisti, prende palla, la difende, la gioca sul compagno e va a rifinire. Come seconda cosa ha bisogno di grande affetto, perché è un uomo di carattere particolare: sente molto la differenza tra chi lo stima e chi no – lo ha sentito a Napoli, dove il pubblico lo adorava e ha fatto delle cose straordinarie, ha battuto un record che durava da 50 anni; ha fatto meno alla Juve dove l’ambiente è più freddo, e adesso a San Siro l’entusiasmo del pubblico lo sta scaldando tanto. Bisogna partire da quello per un giudizio sul Milan, prima ancora delle cose tecniche“.

Tu hai detto che Higuain per rendere al meglio ha bisogno di un’idea di gioco forte. C’è al Milan quest’idea di gioco forte? Gattuso la sta imprimendo?

Io voglio molto bene a Gattuso, perchè è una persona per bene, nelle cose che fa noto sempre molto cuore e molto sentimento, cosa che eleva una persona nel mondo del calcio legato molto agli interessi e al denaro. Però sul piano del gioco non vedo ancora un Milan all’altezza del suo nome e della sua tradizione. Il Milan è diventato ciò che è nel mondo non solo per quello che ha vinto, ma per come ha vinto: dopo la vittoria per 4-0 del Milan sullo Steaua a Barcellona, FranceFootball titolò: “Dopo questo Milan il calcio non sarà più come prima”. Per la prima volta il calcio italiano si esprimeva con dei valori e dei contenuti europei. Noi siamo sempre stati abituati ad un calcio risultatista, di contropiede, brutti da vedere ma efficaci, non ci hanno mai gratificato del bel calcio, ma il Milan ce l’ha fatta e ha aperto un ciclo durato tanto, dall’87/88, epopea straordinaria.

Il Milan ancora non è all’altezza di questo, non è padrone, è un Milan che alterna prestazioni positive a prestazioni meno positive. Io non mi scaldo per le vittorie contro Sassuolo e Chievo. Contro il Sassuolo il Milan è stato molto preciso difensivamente, micidiale nelle ripartenze; mi è piaciuta la posizione in campo delle mezze ali, molto alte, tanto che la squadra quando non era in possesso di palla faceva un 4-1-4-1 con mezze ali ad affiancare la punta centrale in caso di pressing sui difensori in uscita di palla. È stato un Milan con contenuti importanti, ha vinto la partita in maniera strategica e l’ha vinta nettamente.

Deve crescere secondo me nella manovra, nel palleggio e a livello del gioco, perché su quel fronte sembra che manchi ancora un grande centrocampista in mezzo al campo: mi piacerebbe vedere un giocatore di maggiore qualità lì in mezzo al campo con Biglia, per cercare di migliorare questa squadra, che non è male ma con i tempi che corrono….Ballardini è appena stato esonerato, e il Genoa ha gli stessi punti del Milan“.

In ogni caso il Milan deve crescere senza dubbio, perché ha buone potenzialità, ha una buona rosa. Io proverei insieme Cutrone e Higuain: perché Higuain sa rifinire, viene fuori, si fa dare palla e va in profondità, come successe con il Tottenham l’anno scorso: la Juventus vince una partita dove era stata dominata per 70 minuti, lui viene fuori dalla zona cruciale, viene a metà campo, si fa dare palla e va in profondità a Dybala. Lui ha questa capacità“.

Varrebbe la pena usare due punte, ma avere solo due punte centrali vere e come terza Borini ti costringerebbe a cambiare schema, nel caso dovessi fare in cambio in corsa in partita. Può essere che la dirigenza non abbia quello come scopo?

Sotto le caratteristiche tecniche anche Bonaventura e Calhanoglu possono fare quel ruolo, quindi in realtà le alternative ci sono. Credo che Gattuso preferisca i 3 centrocampisti, ma non vuol dire escludere le due punte, perché si può sempre provare a giocare con il trequartista. Tuttavia siamo ad ottobre, e si può tranquillamente arrivare al mercato di gennaio“.

Secondo te, come si fa a migliorare questa squadra? Cosa manca al Milan per essere davvero top? Cosa fa una società in questo caso, grossi investimenti? La Rosa sulla carta è buona, tuttavia..

Una società in questo caso deve avere idee, progetto e cura nella ricerca del talento. I talenti ci sono. Per esempio vedendo il PSV contro l’Inter ho notato che ci sono giocatori bravissimi: il terzino destro per esempio giocava nei dilettanti, ed e veloce, fisico e con ottima tecnica. Anche vedendo la SPAL, Lazzari è un giocatore da grande squadra. L’ultimo Milan che ha vinto e convinto aveva Cafù e Pancaro sugli esterni: per giocare con il 433 i due esterni devono essere forti, fare la fascia avanti e indietro, dare continuità, qualità e fisicità.

Gli italiani tendono tanto a comprare giocatori già fatti, mentre a me è capitato in passato di vedere e segnalare giocatori importantissimi: a Braida e Marotta, segnalai uno in Brasile interessante, si chiamava Serginho. Dopo un anno l’hanno preso. Similmente con Thiago Silva, e in quelle trattative fu fondamentale Leonardo.

In una società servono persone che identificano il talento, anche quello nascosto (esempio: Cancelo, fino a due anni fa sconosciuto)“.

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Esclusiva, Paolo Condò: “Con Conti e Caldara rossoneri da Champions. Elliott ha intravisto nel Milan grandi potenzialità”

Esclusiva, Paolo Condò: “Con Conti e Caldara rossoneri da Champions. Elliott ha intravisto nel Milan grandi potenzialità”

ESCLUSIVA, PAOLO CONDÒ – Intervista esclusiva di Radio Rossonera a Paolo Condò: giornalista ed opinionista per Sky Sport. Tanti i temi trattati: la crescita del Milan di Gattuso, l’avvento di Elliott e il derby della Madonnina; ma non solo. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Il Milan di Gattuso è finalmente sulla strada giusta?

Sì, perché inoltre la reputo una strada sicura: di fatto è la stessa dell’anno scorso con la differenza che il problema del goal è stato risolto da Gonzalo Higuain; nello scorso anno il Milan di fatto poteva affidarsi al solo Cutrone, giocatore tra l’altro che ha vissuto la stagione del suo debutto. In questa stagione i rossoneri possono contare su uno dei 3 centravanti migliori del nostro campionato e, più in generale, al mondo. Lo stesso Higuain, oltre a segnare, è bravo a dettare il passaggio ai propri compagni come abbiamo visto in occasione del secondo goal realizzato al Chievo“.

Un Higuain che sta impressionando per la sua leadership

Quando hai giocato per anni in squadre abituate ad essere dominanti nelle rispettive nazioni come River Plate, Real Madrid e Juventus è normale sviluppare quel tipo di atteggiamento. Di sicuro un leader del genere mancava al Milan e, da centravanti di razza, ti garantisce freddezza in area di rigore ed abilità nel trovare i giusti spazi offensivi“.

Un Milan che è finalmente pronto per raggiungere la zona Champions?

Qualora nel Milan riuscissero ad entrare a regime giocatori come Conti e Caldara, aggiungo anche Laxalt che a parer mio entrerà in ballottaggio con Rodriguez, allora probabilmente sì. Secondo me ci sono 5 squadre per 4 posti perché al momento tengo sospeso il giudizio sulla Lazio che ha comunque meritato di combattere per i primi 4 posti nelle scorse stagioni. Esclusa la Juventus, che sicuramente entrerà tra le prime 4, solo una squadra resterà delusa a meno che Milan o Lazio sappiano vincere l’Europa League; impresa non impossibile considerando cosa è riuscito a fare il Manchester United“.

È un Milan che con Elliott sta lavorando per tornare grande a partire dalle proprie fondamenta?

Sì, era ora! Sono ancora curioso di sapere chi fosse Yonghong Li e di chi fossero i suoi soldi; la storia dei cinesi mi è sembrata una colossale mascherata. Adesso vedo grande serietà e solidità in questa nuova proprietà e vedo degli orizzonti leggermente diversi da quelli preventivati: non più un Elliott che avrebbe venduto il Milan entro un anno, ma un Elliott che ha intravisto grandi potenzialità nel Milan per un progetto almeno triennale. D’altronde, oltre all’entrata in società di Leonardo e Maldini, questa cosa è dimostrata dall’ingaggio di Gazidis dall’Arsenal a cui avrà certamente fatto un’offerta competitiva. L’unica cosa in cui non credo è la favola secondo la quale il figlio di Elliott si sarebbe appassionato al calcio“.

Domenica 21 ottobre ci sarà Inter-Milan. C’è una squadra che reputi superiore?

Vedo l’Inter molto superiore al Milan dal punto di vista fisico ed un Milan leggermente superiore dal punto di vista tecnico. Vedremo come i due allenatori decideranno di impostare la partita, sono proprio curioso. Mi viene da pensare che i tifosi milanisti debbano sperare nel bel tempo mentre quelli interisti nella pioggia“.

Su Totti: per lei è contento del suo attuale ruolo alla Roma o preferirebbe un ruolo più operativo alla Maldini nel Milan?

Totti ha vissuto una prima stagione da dirigente un po’ nostalgica e certamente di apprendistato. Immagino che stia studiando il ruolo da Monchi e potrà essere adatto per star vicino a Di Francesco ed alla squadra. Una volta i ruoli di Direttore Tecnico e Direttore Sportivo erano molto diversi, nel calcio di oggi invece sono quasi fusi insieme“.

Chi vincerà il prossimo Pallone D’oro?

Proprio oggi ho ricevuto la scheda di France Football. Noi giornalisti voteremo solo per il Pallone D’oro canonico e non per quello relativo alle donne ed ai giovani. Non posso dire per chi voterò ma dalle sensazioni che si respirano in giro, quest’anno ci sono 4 seri candidati alla vittoria: Modric, Ronaldo, Griezmann e Mbappé. Rispetto agli ultimi anni spicca la potenziale assenza di Messi considerati i flop della scorsa stagione di Barcellona ed Argentina“.

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Esclusiva, Jennifer Wegerup: “Ibra di nuovo al Milan? Improbabile ma non impossibile. In Usa non del tutto contento”

Esclusiva, Jennifer Wegerup: “Ibra di nuovo al Milan? Improbabile ma non impossibile. In Usa non del tutto contento”

ESCLUSIVA, JENNIFER WEGERUP – Intervista esclusiva di Radio Rossonera a Jennifer Wegerup: giornalista svedese e grande amica dell’ex attaccante del Milan, Zlatan Ibrahimovic. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Al momento Zlatan è contento della sua avventura in Mls?

Al momento non del tutto perché la squadra non sta andando benissimo. Lui ha recuperato dall’infortunio e gli manca giocare in Europa dove può attirare molte attenzioni su di sé. In America fa una vita ugualmente importante ma leggermente più anonima”.

Oggi il Corriere della Sera ha lanciato l’indiscrezione secondo la quale il Milan starebbe pensando di offrire ad Ibrahimovic un contratto per 6 mesi. È un’operazione fattibile?

Probabilmente no ma non è impossibile perché non costa come 2-3 anni fa sia come cartellino che come stipendio. Adesso non soffre più dell’infortunio ed è rimasto un vincente. Il Milan prendendolo avrebbe sicuramente un giocatore capace di far vincere la squadra; ricordiamoci che lui amava davvero il Milan e non avrebbe mai voluto lasciare il club nel 2012“.

D’altronde Zlatan è molto amico di Gattuso

Sì, oltre ad aver giocato insieme si stimano davvero molto“.

Zlatan tornerebbe volentieri a Milano?

Sì, lui ha amato molto Milano, città che piace anche molto alla sua compagna e nella quale i suoi figli (allora piccoli) si sono sempre trovati bene“.

Ti immagini un possibile finale della sua carriera proprio a Milano?

“Come ho detto prima è una cosa poco probabile ma non assolutamente impossibile. Bisognerà anche vedere cosa vorrà fare il Milan sul mercato, e si sa che il mercato è sempre complicato. Ad ogni modo questa è un’indiscrezione che arriva dall’Italia e non da lui o dal suo attuale club“.

Secondo te Zlatan tornerebbe al Milan anche essendo consapevole di non poter essere sempre titolare?

Due anni fa vi avrei risposto assolutamente no perché lui vuole essere sempre, giustamente, il numero 1 ma è una persona molto intelligente. Oggi compie 37 anni e lui stesso sa di non poter chiedere le stesse cose che poteva chiedere a 30 anni. Dipenderà da tante cose ma non è un’operazione impossibile come avrebbe potuto esserlo due anni fa“.

C’è la possibilità che Zlatan, magari dopo 6 mesi al Milan da giocatore, possa intraprendere una carriera da dirigente?

“Dipenderà da cosa in caso gli offrirà il Milan. Chiaro che è adulto, ha una famiglia e magari potrebbe volersi fermare più a lungo in uno stesso posto“.

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Esclusiva, Demetrio Albertini a Lunediluca: “Al Milan serve maggior identità e convinzione. Scudetto? Può perderlo solo la Juve”

Esclusiva, Demetrio Albertini a Lunediluca: “Al Milan serve maggior identità e convinzione. Scudetto? Può perderlo solo la Juve”

ESCLUSIVA, DEMETRIO ALBERTINI – Nel corso della trasmissione “Lunediluca” condotta da Luca Serafini ed in onda su Radio Rossonera tutti i lunedì dalle ore 18 alle 19 è intervenuto in diretta telefonica l’ex centrocampista del Milan e della Nazionale italiana, Demetrio Albertini. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Qual è la tua idea relativa a questo primo scorcio di stagione del Milan di Gattuso?

Al Milan serve maggior identità di pensiero e convinzione nei propri mezzi. Ci sono tanti giocatori nuovi che hanno le potenzialità per fare molto bene e poi può contare su una grandissima punta come Higuain. Forse la vittoria contro la Roma li ha fatti stare un po’ più tranquilli del dovuto rispetto ad un percorso di crescita che dovrà continuare“.

Leonardo e Maldini hanno spesso parlato di mentalità. Come si migliora questo aspetto?

La mentalità cresce in base alle aspettative ed alle ambizioni. La chiave è non porsi dei limiti gestendo anche i momenti difficoltà. Il Milan non può pensare di non poter competere per i primi 4 posti; se poi non dovesse riuscirci si analizzeranno le difficoltà stagionali ma non bisogna mai crearsi degli alibi“.

È un Milan da zona Champions quello di questa stagione?

Ci sono almeno 5 squadre che lotteranno per quei 4 posti. La cosa più importante sarà la continuità che poi è la cosa più difficile da trovare“.

In che modo la Juventus potrebbe perdere questo campionato?

Sinceramente non lo so perché è una squadra molto forte e con una panchina molto ampia. In questi casi le uniche situazioni che potrebbero portare una squadra a perdere uno scudetto potrebbero essere alcune dinamiche di gruppo o qualche problema societario ma non mi sembra affatto che sia questo il caso. In definitiva, questo Scudetto possono perderlo solo i bianconeri“.

Ti ha sorpreso la rapidità con cui Ancelotti è riuscito a dare al Napoli la propria impronta?

No, credo inoltre che Carlo ha l’esperienza necessaria per gestire un ambiente come quello di Napoli che si esalta e si deprime facilmente. Chiaro che come allenatore Carlo è indiscutibile“.

Oggi sei impegnato in tante attività: puoi parlarci della società “Dema” e di questa passione per il Padel Tennis?

Siamo 3 amici che curano un po’ la comunicazione relativa a questo progetto imprenditoriale. Il Padel Tennis è uno sport nuovo, moderno e non credo che sarà soltanto una moda passeggera. È uno sport molto diffuso in Spagna; qui a Milano non esistevano campi e allora abbiamo deciso di costruirli in una zona molto bella, quella del Citylife. La cosa che ci fa maggiormente piacere è la grande risposta avuta dagli sportivi che vengono a giocare“.

Sei completamente uscito dal calcio e da alcuni ambiziosi pensieri dirigenziali?

No, perché del calcio resterò sempre un tifoso ed un appassionato. La politica sportiva l’ho conosciuta e praticata ma al momento non ho nessun pensiero al riguardo. Se potrei ripensarci con la giusta telefonata? No, in questo momento non ci sto davvero pensando“.

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Esclusiva, Massimo Maccarone: “Del Milan ho un bel ricordo. Higuain può fare reparto da solo”

Esclusiva, Massimo Maccarone: “Del Milan ho un bel ricordo. Higuain può fare reparto da solo”

ESCLUSIVA, MASSIMO MACCARONE – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex attaccante dell’Empoli (ora alla Carrarese), Massimo Maccarone. Tra i temi trattati: il suo passato nelle giovanili rossonere, gli attuali problemi del Milan e non solo. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Che ricordo hai delle giovanili del Milan?
Ho sicuramente un bel ricordo perché comunque il Milan è la società che mi ha fatto crescere di più, dai 13 ai 18 anni. Nell’ultimo anno son stato in prima squadra in mezzo ai campioni di allora ed è stato sicuramente il periodo dove sono cresciuto maggiormente“.
Che idea ti sei fatto dei problemi del Milan? Pensi che Gattuso sia il principale responsabile?
Mister Gattuso ha un carattere forte, incita molto la squadra poi non so i problemi che ci possono essere, bisogna essere dentro le situazioni per capirle. Il Milan ha buoni giocatori, tanti giovani, molti di loro sono da anni nel giro di grandi squadre“.
Higuain ha bisogno di un partner d’attacco o riuscirà comunque a fare 20/25 gol in questa stagione?
Non lo posso sapere. Penso che possa fare reparto da solo, lo ha mostrato a Napoli, ma può anche giocare con un partner d’attacco come faceva nella Juventus con Dybala“.
Quanto può essere importante per il Milan aver fatto tornare a casa una figura come Paolo Maldini?
Penso sia molto importante, è uno di quelli che c’erano quando io ero nelle giovanili, oltre che un grande campione è una persona per bene. Poi quando sei molto legato a una società e hai fatto una carriera come la sua puoi dare molto di più rispetto a chi ci entra da poco“.
Immagina di giocare tra Suso e Calhanoglu… Ti integreresti o chiederesti a loro qualcosa in particolare?
Quando hai dietro giocatori coi piedi buoni un attaccante è sempre in vantaggio, hai più possibilità di essere servito e fare gol, Suso e Calhanoglu hanno ottimi movimenti e grande tecnica“.
Quale allenatore ti ha insegnato di più e quale ti ha permesso di esprimere al 100% le tue potenzialità?
In un modo o nell’altro sono stati diversi gli allenatori che mi hanno insegnato tanto, sicuramente Giampaolo, Beretta e Sarri, soprattutto con l’ultimo, se avessi avuto un altra età, mi sarei divertito molto“.
Ti piacerebbe diventare allenatore in futuro? Se si a chi ti ispireresti?
Non so perché mi sto ancora divertendo a giocare però penso che mi ispirerei al metodo Sarri perché mi piace molto“.
Come va la stagione alla Carrarese? Con Tavano siete una coppia da serie A… 
Nelle prime tre giornate ci sono state due vittorie e un pareggio quindi abbastanza bene. Davanti siamo in tanti, l’importante è aiutarsi“.
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Esclusiva, Aldo Serena: “Nel Milan 82/83 mi divertì parecchio. I campioni di ieri sarebbero tali anche oggi”

Esclusiva, Aldo Serena: “Nel Milan 82/83 mi divertì parecchio. I campioni di ieri sarebbero tali anche oggi”

ESCLUSIVA, ALDO SERENA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad Aldo Serena. Tanti i temi trattati, tutti relativi al suo passato con la maglia del Milan ma non solo. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Tu hai giocato nel Milan 1982/83 ed in quello dei primi anni ’90, due Milan totalmente diversi. Quale dei due ricordi con maggiore affetto?

L’avventura al Milan nella stagione 1982/83 fu molto particolare perché avevamo un presidente folkloristico che affittava Milanello il sabato e la domenica per i matrimoni. Castagner fu molto bravo ad assemblare una squadra fatta da giocatori giovani e meno giovani e devo dire che quell’anno ci divertimmo parecchio anche grazie al pubblico: mai avremmo immaginato di avere 60000 persone allo stadio al nostro seguito. Nel Milan dei primi anni ’90 ero a fine carriera ed avevo la concorrenza spietata di: Van Basten, Gullit, Papin, Massaro, Savicevic, Lentini e Simone. Quello era un Milan che riusciva ad acquistare i migliori calciatori del mondo (con Berlusconi fu un periodo florido sotto tutti i punti di vista ed un Milan) a cui Sacchi aveva dato le basi e Capello gli accorgimenti“.

Tu sei stato il compagno d’attacco di Joe Jordan, cosa puoi dirci su di lui?

Avevo 22 anni e lo conoscevo solo di fama. Aveva un atteggiamento esteriore burbero ed a volte poteva anche far paura, per questo motivo all’inizio ero un po’ prevenuto nei suoi confronti. Dopo averlo conosciuto compresi di aver di fronte una persona straordinaria pronta a darti una mano in tutto e per tutto. Ricordo ancora il goal che segnai grazie a lui in Coppa Italia contro il Piacenza“.

Tu che hai giocato a calcio prima e dopo “l’avvento di Sacchi”, hai avuto la percezione di quanto il calcio sarebbe cambiato grazie a lui?

Gli anni di Sacchi li ho vissuti da avversario con la maglia dell’Inter, tornai al Milan con Capello. Una volta tornato in rossonero però mi sono reso conto di quanto lo stesso Sacchi avesse anche portato una notevole meticolosità negli allenamenti e nella preparazione delle partite a 360′. Non credo inoltre sia stato facile imporre tale metodologie di lavoro a super campioni. Chissà inoltre cosa sarebbe successo se altri grandissimi campioni come Maradona o Careca si fossero allenati con quelle metodologie“.

Secondo te, i grandi campioni del passato oggi sarebbero tali?

È sempre difficile fare raffronti tra epoche diverse. Probabilmente i giocatori del passato oggi si sarebbero adeguati e sono certo che le qualità innate di base sarebbero rimaste assolutamente identiche e avrebbero senz’altro conteso ai Ronaldo ed ai Messi il titolo di miglior giocatore del mondo“.

Oggi in che ruolo giocheresti ed in quale modulo?

Punta centrale in 4-3-3 o in un 4-2-3-1“.

Puoi raccontarci l’aneddoto relativo a quel famoso concerto di Bruce Springsteen del 1985?

Era il 21 giugno del 1985, avevo acquistato da mesi i biglietti per quel concerto. A quel tempo esisteva una trattativa tra me e l’Inter perché il presidente nerazzurro Pellegrini voleva me mentre la Juventus voleva Tardelli. Mi persi gli ultimi minuti del concerto per poi incontrare il presidente Pellegrini nella sua abitazione in nottata. Se Bruce Springsteen è ancora il mio cantante preferito? Lo era a quell’epoca, poi alcuni gusti cambiano in base al tempo“.

Tu che hai giocato i Derby con le maglie di Milan, Inter, Juventus e Torino, puoi dirci con quale maglia è più bello giocarli?

Faccio un discorso generale: il derby giocato allo stadio Comunale di Torino non è così coinvolgente e agonisticamente è molto duro mentre i derby di Milano sono più spettacolari per lo stadio, i colori ed i tifosi; inoltre, sono molto meno duri“.

 

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Esclusiva, Federico Giunti: “Ho fiducia in Rino. Il Napoli può espugnare lo Stadium”

Esclusiva, Federico Giunti: “Ho fiducia in Rino. Il Napoli può espugnare lo Stadium”

ESCLUSIVA, FEDERICO GIUNTI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex centrocampista del Milan, Federico Giunti nel corso della trasmissione: “Serie A – Il Punto“. Questo il pensiero dello stesso Giunti sui rossoneri e su svariati temi riguardanti il massimo campionato. A seguire le sue dichiarazioni:

Hai visto il Milan in queste prime giornate?

Speravo di sentirvi con 6 punti in cascina ma è stata una partenza un po’ al di sotto delle attese. Le prime due giornate c’è stato lo scontro con due squadre di pari livello, mentre in queste tre partite c’è rammarico perché il Milan ha incontrato squadre che fanno un campionato diverso. Il Milan l’ho visto dal vivo con Atalanta, vedo gioco a sprazzi ma poca continuità anche se penso che abbia i mezzi tecnici per fare un altro tipo di di campionato e cambiare marcia. Ho fiducia in Rino. Potrebbe essere un problema di mentalità però è una cosa che si costruisce col tempo, sono state cambiate tante cose, ripartire non è mai facile. La Juve è inarrivabile per tasso tecnico e potenzialità economica. Il Milan deve fare un altro tipo di ragionamento Ci vuole pazienza e tempo, anche se il Milan non può averla all’infinito  Come è stato affrontato il mercato estivo non mi è dispiaciuto, abbiamo perso un riferimento come Bonucci ma abbiamo risolto la questione attaccante. Bisogna dare il tempo di aumentare la propria autostima , credo che il prossimo turno ci dirà tanto sullo stato del Milan, il Sassuolo concede anche tanto all’avversario nonostante i buoni risultati“.

Cosa ne pensi dell’operato di De Zerbi? Può già essere considerato un grande allenatore?

Io credo che abbia avuto la grande capacità di adattarsi alle varie situazioni che si è trovato davanti. Lui è partito da Foggia dove sembrava un integralista con le proprie idee e un bel gioco anche se poi quel campionato non lo ha vinto. Poi dei periodi in cui ha avuto squadre costruite non secondo il suo modo di pensare ma nonostante ciò ad esempio il Benevento non si disuniva. Quest’anno i giocatori li ha, il Sassuolo gioca bene ma è anche una squadra equilibrata“.

Come vedi lo scontro di sabato tra Juventus e Napoli?

Penso che il Napoli possa espugnare lo Stadium, Carlo riesce a tirare fuori il 110% da ogni giocatore. La partita si farà su duelli individuali, comunque la Juve la vedo favorita“.

Riguardo la lotta per la retrocessione invece pensi che Bologna Frosinone Chievo, le attuali ultime tre, sono quelle più a rischio?

Ci sono anche altre squadre che rischiano la retrocessione anche se la destinata a soffrire di più forse è il Frosinone. Il Chievo farà di tutto per recuperare. Sarà bella anche la lotta per non retrocedere, aspetterei prima di fare nomi però, è ancora presto“.

Cosa ne pensi invece del campionato delle due romane che sabato si scontreranno nel derby?

La Lazio è partita male ma si è ripresa subito, penso abbia i favori del pronostico. La Roma non può permettersi di perdere, la sconfitta di Bologna infatti ha lasciato strascichi. Ma una partita come il derby è tutta un’altra cosa. 
La Roma la dovrà gestire riguardo ai nervi, vedremo di che pasta sarà fatta questa squadra, se avrà voglia di riprendersi o meno“.

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Esclusiva, Fabrizio Corsi: “Il nostro Scudetto è la salvezza. Emp-Mil, vinca il migliore? Speriamo di no”

Esclusiva, Fabrizio Corsi: “Il nostro Scudetto è la salvezza. Emp-Mil, vinca il migliore? Speriamo di no”

ESCLUSIVA, FABRIZIO CORSI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera al presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi. Tra i temi trattati dal presidente del club toscano: l’imminente sfida di campionato contro il Milan, le sue aspettative per questa stagione e l’operato di Gennaro Gattuso. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Iniziamo con l’Empoli: la squadra sta raccogliendo meno punti rispetto a quelli che avrebbe meritato?

Sì. È chiaro che se costruisci 8 palle goal come nel match contro il Sassuolo e poi non riesci a concretizzarle, raccogli meno di quanto avresti meritato. Noi qualche problema l’abbiamo ma dobbiamo lavorarci curando nel dettaglio le piccole cose per poi riuscire così ad ottenere i risultati che meritiamo“.

Cosa si aspetta da questa stagione?

La salvezza è il nostro Scudetto ma non mi meraviglierei se la squadra riuscisse a fare anche qualcosa in più. È ancora presto per capire realmente qual è il nostro valore, dobbiamo crescere e per crescere ci vogliono risultati e fiducia. Contro il Cagliari gli episodi ci sono stati favorevoli ma nelle altre partite ci è girata molto male. Il bottino dei nostri punti è magro ma non è corretto appellarsi a fortuna o sfortuna“.

Quanto può pesare domani sera l’assenza di Higuain tra le fila del Milan?

Onestamente, potendo scegliere, al Milan avrei tolto proprio Higuain. Ad ogni modo anche senza di lui il Milan può contare su 5-6 giocatori di alto livello più tanti giovani di prospettiva. Personalmente faccio i complimenti al Milan perché molti giocatori arrivano dal settore giovanile. I rossoneri sono una squadra forte ma ci vorrà un po’ di pazienza per la costruzione del gioco. Nel Milan comunque  ci sono già delle individualità che garantiscono un alto rendimento“.

Che Empoli si aspetta in campo domani sera?

Un Empoli convinto, battagliero e che possa giocare su ritmi alti perché adattarsi al ritmo del Milan potrebbe essere un suicidio sportivo. Proveremo a giocare la partita sfruttando qualche vulnerabilità rossonera ma considero la partita di domani una gara impari, quasi una missione impossibile. Vero è però, che la salvezza passa anche attraverso l’ottenimento di risultati non prevedibili e d’altronde se penso alla partita contro la Lazio direi che abbiamo giocato alla pari e che avremmo meritato di uscire dal campo con 1 punto. Importante domani sarà finalizzare le poche occasioni che ci capiteranno“.

Che effetto le fa il ritorno di Paolo Maldini nel mondo del calcio?

È sicuramente una presenza importante nel Milan per quello che rappresenta e per quello che può trasmettere, ovvero l’attaccamento alla maglia rossonera. Il suo ritorno è certamente una bella cosa ma avrà del lavoro da fare per costruire la squadra e ci vorrà la giusta pazienza“.

Che ne pensa dei tanti cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo del calcio?

Non mi piace molto questo nuovo corso ma non mi riferisco al Milan bensì al calcio italiano in generale. Io penso al Milan come al Milan di Berlusconi, all’Inter come all’Inter di Moratti o alla Roma come la Roma di Sensi per fare degli esempi. Gli ingressi delle multinazionali nel calcio potrebbero comunque essere positivi e resto comunque contento della presenza di tanti dirigenti italiani“.

C’è un giocatore dell’Empoli che a breve potrebbe esplodere?

Sì, più di uno. Quelli maggiormente pronti per fisicità credo siano Di Lorenzo e Krunic. Domani sera tra l’altro giocherà trequartista un giovanissimo ragazzo della Costa D’Avorio classe 2000, Traorè; a proposito: nel recente passato qualche squadra ci ha chiesto delle notizie su di lui, anche il Milan“.

Potendolo comprare, quale giocatore del Milan acquisterebbe per la sua squadra?

Non saprei. Se dicessi Higuain mancherei di rispetto ai miei attaccanti che sono forti ma devono convincersi di esserlo. La Gumina non ha raccolto ciò che ha seminato finora ma gli manca solo il goal. Spero inoltre che Mchedlidze domani possa giocare anche pochi minuti, ricordo ancora il goal che ha fatto nell’ultima partita a San Siro sovrastando Zapata sugli sviluppi di un corner“.

Cosa ne pensa dell’operato di Gattuso?

Gattuso mi piace perché è una persona che ha grande passione e personalità. Qualora nel Milan ci siano giocatori fermi al 60/70% delle proprie potenzialità, sono certo che Gattuso sia in grado di farli rendere al 100%“.

Per domani, vinca il migliore?

Speriamo di no (sorride, n.d.r.)“.

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