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Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

ALBERTO ZACCHERONI A RADIO ROSSONERA – Alberto Zaccheroni, ex allenatore rossonero vincitore dello Scudetto del 1999, ha rilasciato ai nostri microfoni una lunga intervista sul momento attuale dei rossoneri confrontandolo a volte con il “suo” Milan vincente. Tra aneddoti e analisi sull’attualità ecco le parole del mister di Cesenatico partendo dal commento sull’esonero di Giampaolo:

Credo che la fiducia verso l’allenatore sia diminuita da entrambe le parti, sia dal lato dei calciatori che da quello dei dirigenti. Sono rimasto sorpreso anche io, certo non aveva mai allenato una grande ma Giampaolo i giocatori in campo li sa mettere. Io ad esempio ho avuto giocatori di Giampaolo in passato e i più grandi sponsor di Giampaolo sono sempre stati i giocatori stessi“.

Il mister nelle ultime stagioni aveva fatto sempre bene, valorizzando giocatori che in passato non erano nemmeno appetibili sul mercato: un esempio Quagliarella del quale l’Udinese donò metà cartellino alla Samp. Il Milan ha iniziato il campionato senza una identità precisa, si è lavorato per 100 giorni per fare il rombo con Suso dietro le punte: a vio avviso invece Suso ci deve andare dietro le linee, partendo dall’esterno, non deve trovarsi già lì spalle alla porta perchè è un giocatore che toccando tanto la palla perde il tempo della giocata. Sono anche contrario ad avere un sistema di gioco preciso, sono un allenatore che si adatta ai giocatori ma al di là questo ora tutti i rossoneri sono sotto il livello medio delle loro prestazioni, c’è quindi qualcosa che non va“.

Per “catturare” i giocatori serve dar loro certezze ma questo non è possibile, perché non si può dire ad un ragazzo: “così si vince”. Al contrario attraverso il rapporto e il contatto diretto bisogna dar loro sicurezze che possano far fare bella figura, perché prima di tutto un giocatore è individualista. Questo fa capire l’importanza del dialogo fin dal ritiro dove spesso si riesce ad instaurare un rapporto diretto. L’allenatore ora deve pensare a mettere in campo sì tutti i giocatori di maggior qualità ma anche quelli funzionali come i “miei” Guly, Helveg, Sala, ragazzi che davano equilibrio e facevano il lavoro sporco. Questo è l’equilibrio che bisogna trovare nel Milan di adesso. Al giocatore che deve fare questo lavoro sporco e di equilibrio direi: “hai l’occasione della vita, io ti do la maglia del Milan, sfruttala“.

Non so se i senatori di questo Milan hanno la personalità dei miei, non conosco il loro carattere però sottolineo un aspetto: la maglia del Milan pesa. Entrare con la maglia rossonera a San Siro è diverso, ho avuto nazionali che avevano già vinto in passato che ho dovuto spingere sulla schiena nel sottopassaggio per farli entrare in campo. L’allenatore deve cercare di costruire uno zoccolo duro con i più seri, determinati, con personalità e non è detto siano anche i più bravi. Io avevo Maldini, Costacurta e Albertini ed erano loro tre a dar equilibrio allo spogliatoio. Il lavoro sporco lo facevano loro, lontano dai miei occhi e non venivano certo a riferire cosa facevano con il gruppo. Ad esempio andavano a spiegare ai giovani cosa era il Milan e come ci si doveva comportare, ai nuovi dicevano cosa era consentito e cosa no. Billy Costacurta la prima sera prese Shevchenko che aveva ancora i bagagli chiusi in hotel e lo portò a cena con Albertini per fare ciòOra bisogna individuare quelle due-tre persone che facciano questo lavoro perché l’allenatore non riesce a stare dietro a tutto”.

I giocatori del Milan non devono pensare alla qualificazione alla Champions League. Non si deve parlare di questo perché si darebbero loro pesi e responsabilità che non possono reggere per ora. Bisogna far fare cose semplici con tranquillità e non dar loro alibi come il cambio allenatore o il giocare in un ruolo non abituale. Non bisogna gridare o responsabilizzare ma piuttosto sdrammatizzare, una pacca in un più sulle spalle, anche i tifosi spero che non contestino la squadra. Una chiave è rimettere i giocatori al loro posto, anche qualche faccia pulita in più come nel 1999 feci con Abbiati e Aliyu“.

Ora bisogna trovare equilibri perché la qualità c’è. Ad esempio, Suso: se critichiamo lo spagnolo… Suso è il giocatore di maggior qualità, bisogna far leva su di lui perché ha tante giocate, deve esser il primo punto fermo, forse è criticato dai tifosi perchè in passato l’hanno visto giocare meglio, non so, bisogna metter vicino a lui altri giocatori per aiutarlo come ad esempio un terzino che gli si sovrappone alle spalle“.

Leao non mi sembra un centravanti, gli piace ricevere palla sui piedi e davanti alla porta non mi ha dato l’idea del cecchino. Piatek invece ha altri limiti ma non certo la finalizzazione. Piatek i gol li ha fatti con una certa continuità. Leao ora deve recuperare, perché quando le cose non vanno bene tutti sono contagiati da questo strano virus“.

Pioli sul piano tattico ha dimostrato in tante piazze di saper conoscere il suo mestiere, quello che mi sorprende è che invece solitamente i problemi li ha sempre avuti sul lungo periodo non ad inizio esperienza. Penso però sia solo questione di tempo. Ha la fortuna di avere Paolo Maldini, che ama sì il milan ma è molto razionale, freddo nell’analisi, è un gran vantaggio avere un dirigente così“.

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Vincent Candela a Radio Rossonera: “Il Milan è un patrimonio del calcio mondiale. Roma-Milan? Mi preoccupa Suso”

Vincent Candela a Radio Rossonera: “Il Milan è un patrimonio del calcio mondiale. Roma-Milan? Mi preoccupa Suso”

VINCENT CANDELA A RADIO ROSSONERA – A due giorni da Roma-Milan, sfida valida per la nona giornata di Serie A, Radio Rossonera ha intervistato l’ex terzino giallorosso, Vincent Candela, per affrontare i principali temi dell’imminente sfida dell’Olimpico. Qui di seguito, tutte le sue dichiarazioni:

Vincent, tu ne hai giocate tante di partite contro il Milan. Com’era giocare contro quel Milan e quanto è diverso quel Milan da quello di oggi?

Sì, contro il Milan ho giocato tantissime partite. Il Milan è sempre una grande squadra anche se ultimamente sono un po’ in difficoltà. Io ho giocato contro il Milan di Capello ma poi il Milan ha continuato a vincere comunque. Ultimamente è un po’ cambiato il calcio ed è triste non vedere il Milan in lotta per lo Scudetto perché il club rossonero è un patrimonio del calcio mondiale“.

In questo momento Totti e De Rossi sono lontani da Roma. Che ne pensi?

Per quanto riguarda Totti che abbiano perso tutti: la società, Totti stesso ed i tifosi. Ovvio, io non ero lì per capire cosa è successo ma credo che il tutto sia stato gestito male a cominciare dai tempi di Spalletti in panchina. De Rossi?L’esperienza in argentina gli farà bene a livello di crescita personale“.

Torniamo al Milan. Ti aspettavi l’esonero di Giampaolo? Pioli può essere la scelta giusta per ripartire?

Non lo conosco personalmente ma non sono un grande estimatore di Giampaolo. Guardando la sua carriera non è che abbia raggiunto grandi risultati. La scelta di metterlo sulla panchina del Milan è stata un po’ rischiosa anche se l’anno scorso ha fatto bene con la Sampdoria ma al Milan è necessario un altro tipo di gestione. Certo un esonero dopo una vittoria è strano ma magari c’è qualcosa che non so. Pioli? Anche lui non è che abbia fatto tantissime esperienze in grande squadra, non è certamente Mourinho, Capello o Guardiola. Gattuso invece ha fatto benissimo: un miracolo con la squadra che aveva a disposizione“.

Come arriva la Roma a questa sfida anche considerando quanto visto ieri in Europa League?

La Roma ieri ha fatto squadra tirando in porta più del solito e mostrando un’ottima fase difensiva. Vero che il rigore non c’era ma noi siamo la Roma e non ci dobbiamo lamentare, bensì guardare sempre avanti“.

Domenica rivedremo Mancini a centrocampo?

Non credo. Vero che ieri ha cominciato la gara lì ma poi si è spostato indietro formando una difesa a 3. Magari domenica a centrocampo giocherà Pastore in modo di avere più soluzioni offensive“.

Da terzino a terzino: cosa pensi di Theo Hernandez?

Bel giocatore! Bravo tecnicamente e con la testa alta: crossa e fa su e giù sulla fascia. Inoltre ha ampi margini di crescita“.

Domenica chi potrà fare la differenza per le due squadre?

“Per la Roma dico Dzeko, Smalling e Mancini; per il Milan dico Kessié, Biglia e soprattutto Suso: un giocatore che ha tanta fantasia e un bel piede sinistro.

Infine, esiste un Candela nel calcio di oggi?

C’è un tempo per tutti. In questo momento mi rivedo solo in Marcelo: io tecnicamente ero più forte ma lui si muove un po’ di più (scherza n.d.r.)“.

Immagine articolo tratta da: giallorossi.net

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Simone Tiribocchi a Radio Rossonera: “Piatek ha grandi qualità ma al Milan la pressione è alta. Pioli mi piace molto”

Simone Tiribocchi a Radio Rossonera: “Piatek ha grandi qualità ma al Milan la pressione è alta. Pioli mi piace molto”

SIMONE TIRIBOCCHI A RADIO ROSSONERA – A 2 giorni da Milan-Lecce, l’ex attaccante dei giallorossi (e non solo) Simone Tiribocchi è intervenuto ai microfoni di Radio Rossonera (all’interno della trasmissione Radio Rossonera Talk) per presentare la sfida di domenica sera a San Siro e per soffermarsi su alcuni temi relativi alla gara ed al presente di casa rossonera. Qui di seguito, l’intervista completa:

Con la maglia del Lecce hai giocato contro un Milan campione d’Europa in carica: che ricordi hai di quelle sfide?

Quello era un Milan straordinario fatto di giocatori straordinari. A quei tempi sapevi di giocare contro una squadra fortissima e sapevi che il risultato finale in qualche modo dipendeva sempre da loro, perché se volevano vincere la partita la vincevano. Poi è normale che squadre di quel livello non possono preparare 60 partite stagionali al massimo delle loro possibilità mentali e di fatti a volte riuscivi a strappare un pareggio magari. Il mio goal al Milan con la maglia del Chievo? Lo ricordo bene: ho saltato Nesta e fatto goal a Dida, niente male (sorride n.d.r). Ogni tanto riguardo quel video e mi chiedo se fossi stato veramente io a fare quella rete“.

Parliamo di Piatek. Cosa può succedere a volte nella testa di un attaccante?

Su Piatek credo che la verità stia un po’ nel mezzo: non credo che sia quel giocatore che si è visto al Genoa l’anno scorso ma nemmeno quello visto in queste prime giornate con il Milan. È un attaccante che ha grande qualità e forza fisica però quando vai al Milan è chiaro che ci sono altre pressioni e che il pubblico possa fischiarti anche al primo passaggio sbagliato“.

Può esserci stato un problema a livello empatico con Giampaolo per Piatek?

Credo che si possa parlare più di incomprensioni a livello tecnico piuttosto che empatico. Ai giocatori capita di cambiare rendimento dal club alla nazionale o magari da un allenatore ad un altro o anche da una stagione ad un’altra. Probabilmente il gioco di Giampaolo non si sposava con le sue caratteristiche“.

Ai tempi della Pistoiese tu e Stefano Pioli vi siete solamente sfiorati, ora Pioli è il nuovo allenatore del Milan. Scelta giusta per i rossoneri?

Pioli è un allenatore che mi piace molto. Purtroppo è stato molto criticato ma per un discorso legato ad alte aspettative. Conosco Stefano personalmente, è una persona in gamba senza scheletri nell’armadio e sicuramente sa il fatto suo. Negli ultimi anni non ha fatto per nulla male e dico che un allenatore così mancava nella Serie A italiana“.

Parliamo di Lecce. Ti piace la squadra di Liverani? È attrezzata per raggiungere una salvezza tranquilla?

Il Lecce di Liverani è una squadra che ha sorpreso tutti positivamente nello scorso campionato di Serie B. In estate ha acquistato rinforzi importanti ma per via dei tanti infortunati, Liverani ha avuto un po’ di difficoltà nelle rotazioni. Ho seguito Atalanta-Lecce e posso confermarvi che Liverani ama far giocare le proprie squadre a calcio anche partendo dal basso; in Italia non siamo molto abituati a squadre che devono salvarsi e giocano così a viso aperto. Forse però manca un po’ di fisicità a centrocampo“.

Due nomi: un giovane italiano che pensi possa presto sfondare e un attaccante in cui ti rivedi

Per quanto riguarda il giovane dico Scamacca: sta finalmente capendo l’importanza del suo ruolo e ha grandissime qualità tecniche. Il “Tir” di adesso? Mi rivedo un po’ in Immobile anche se lui a livello di movimenti è più completo“.

Come sta procedendo la tua avventura al Monza?

“La proprietà, che conoscete bene, ha fatto una squadra per vincere il campionato di Serie C, una squadra molto forte. Al Monza si lavora bene e vogliono che ad emergere siano anche i giocatori del settore giovanile”

Infine, dove ti vedremo tra 10 anni?

Bella domanda, me lo chiedo spesso anch’io. A me piace stare sul campo ma so che al momento non sarei pronto mentalmente per un incarico in prima squadra. Il mio obiettivo è quello di far crescere i ragazzi ed insegnargli quello che ho imparato sul campo. Più avanti comunque sono sicuro che allenerò“.

Immagine articolo tratta da: Illeccese.it

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Milan Femminile, Ganz “Vittoria emozionante, ma dobbiamo migliorare. Auguro a Pioli tutto il bene del mondo”

Milan Femminile, Ganz “Vittoria emozionante, ma dobbiamo migliorare. Auguro a Pioli tutto il bene del mondo”

MILAN FEMMINILE – Se il Milan maschile per ora non brilla ci pensa quello femminile a far tornare il sorriso ai tifosi rossoneri. Domenica, allo stadio Breda di Sesto San Giovanni, nel primo, storico, derby milanese al femminile il Milan ha trionfato sull’Inter per 3 a 1 (doppietta di Conc e e rete di Rinaldi a rimontare il momentaneo 1 a 1 nerazzurro di Marinelli). Abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva a Radio Rossonera, all’interno della trasmissione Il Diavolo Veste Rosa condotta da Lucia Pirola, il mister rossonero Maurizio Ganz

Che cosa le è piaciuto del derby?

La preparazione che è stata molto buona. Sapevamo di incontrare una squadra tosta che arriva dalla serie B e quindi ha le motivazioni a mille. Ma noi sapevamo cosa potevamo dare, mi sono piaciute la voglia e la determinazione che le ragazze ci hanno messo e il vedere il gruppo sempre unito, anche quando l’Inter ha pareggiato.

Come avete preparato la partita? Cosa ha visto eseguito bene e cosa no?

Entrambe le squadre sono entrate in campo molto tese e noi non abbiamo giocato benissimo. O perlomeno non bene come abbiamo fatto a Roma o, per larghi tratti, contro l’Orobica. Però siamo entrate in campo con la voglia di vincere, la stessa che dobbiamo avere sempre. Poi chiaro bisogna ancora migliorare nella gestione della palla e nel tenere sempre l’intensità alta durante tutti i novanta minuti.

Il fattore Rinaldi dalla panchina sembra funzionare alla grande…

Ci sta facendo fare il salto di qualità, ha molta voglia e cattiveria. Credo che la vedremo presto in campo dal primo minuto.

Che cosa ha detto alla squadra nell’intervallo (con il risultato 1 a 0 per il Milan)?

Sono entrato negli spogliatoi arrabbiato perché non stavamo giocando bene. Avevamo troppa fretta e troppa tensione… continuavamo a fare lanci lunghi che erano una facile preda per le avversarie. Ho chiesto di giocare di più palla a terra e le ragazze mi hanno seguito alla perfezione.

Si sarebbe aspettato un compleanno così?

Vivere un derby da allenatore è quasi più emozionante che viverlo da giocatore. Ringrazierò tutta la vita queste ragazze per le emozioni che mi hanno regalato.

Fa un in bocca al lupo al suo collega Stefano Pioli che sta muovendo i primi passi sulla panchina del Milan maschile?

Stefano è stato mio allenatore a Modena nel 2005/2006, gli faccio un grande in bocca al lupo ma sono sicuro che farà bene, è molto preparato e pignolo. Gli auguro tutto il bene del mondo.

Photo Credits: AcMilan.com 

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Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

GIANLUCA SARTORI A RADIO ROSSONERA – A un giorno dalla gara tra Torino-Milan, sfida valevole per la quinta giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Toronews.net, Gianluca Sartori, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domani sera alle 21. Qui di seguito, l’intervista completa.

Un buon inizio di campionato, in seguito una piccola crisi con due sconfitte. Come giudichi l’inizio di stagione del Torino e quali pensi siano gli obiettivi stagionali?

“Considerando il calendario, il Torino avrebbe dovuto avere qualche punto in più perché tutto sembrava andare bene, dopo la vittoria in casa dell’Atalanta a Parma si era generato grande entusiasmo nell’ambiente, invece poi sono arrivati questi due passi falsi inaspettati nell’arco di una settimana contro Lecce e Sampdoria. Poi si sa, gli ambienti calcistici sono volubili per definizione, quelli del Torino forse in particolare, si passa dalle stelle alle stalle nell’arco di poco. Adesso c’è un po’ di scoramento, ma la squadra ha tutte le capacità per riprendersi e ci sono tutti i presupposti per farlo. Sicuramente Mazzarri deve trovare le contromosse giuste per dare uno scossone e raddrizzare un po’ la barca”.

Come giudichi la rosa a disposizione di Mazzarri? Si poteva far di più sul mercato? Quali i punti di forza e di debolezza?

La rosa a disposizione la giudico bene, a mio parere è una rosa completa, forse ci poteva stare un’alternativa in più a centrocampo, ma comunque Berenguer e Ansaldi si possono adattare; credo che la rosa sia completa e dia tutte le garanzie del caso considerando anche Nkoulou pienamente arruolato come mi aspetto torni ad essere entro breve tempo. Sul mercato forse si poteva agire prima, credo che sarebbe stato meglio per tutti, Laxalt e Verdi sono arrivati nell’ultima settimana di mercato, Verdi addirittura all’ultimo secondo; evidentemente le condizioni del mercato erano quelle lì, ma sicuramente sulle tempistiche qualcosa da migliorare ci poteva essere, anche perché hai affrontato il play-off col Wolverhampton senza acquisti e questo un po’ ha attirato delle critiche. Il mercato comunque non è mai facile da leggere, io credo che comunque i rinforzi siano arrivati ed è meglio averli tardi che mai. Tra i punti di forza, fino a due settimane fa, c’era la difesa, adesso non lo è più, è chiaro che le cose sono cambiate rispetto al panorama che c’era ad inizio settembre. Credo comunque che la rosa sia completa da tutti i punti di vista, ci sono alternative da tutte le parti, credo che per la dimensione del Torino vere debolezze non ce ne sono. Semmai a centrocampo si è dato fiducia a chi c’era già in rosa e magari un’alternativa in più ci poteva stare”.

Domani Torino-Milan: chi temi di più della squadra rossonera e a chi dovrebbe prestare maggiore attenzione la squadra di Giampaolo?

Del Milan temo in generale la voglia di riscatto, il Milan non può permettersi la mediocrità, mi aspetto una squadra che scenda in campo per vincere, non c’è tanto un giocatore da temere per il Torino, quanto piuttosto la voglia di reazione che il Milan deve avere dopo la sconfitta netta nel derby. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare maggiore attenzione a Simone Verdi, perché il Torino punterà tanto su di lui per oliare quel raccordo tra centrocampo e attacco che è stato fin qui un po’ il punto critico della gestione Mazzarri, cioè la poca qualità negli ultimi trenta metri. Verdi è stato preso per sopperire a questa lacuna e credo giocherà titolare per la prima volta; credo sia il giocatore da tenere d’occhio con più attenzione, oltre ovviamente a Belotti che, tolta la partita con la Sampdoria in cui ha deluso anche lui, ha avuto un ottimo rendimento nella fine dell’estate, ha fatto nove gol tra Torino e nazionale”.

Andrea Propato

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Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

ADAILTON – In vista del prossimo match di campionato tra Milan e Verona, la redazione di Radio Rossonera ha contattato telefonicamente l’ex attaccante gialloblu, Adailton. Qui di seguito l’intervista completa:

Che ricordi hai del Boban calciatore e come lo vedi in questa veste da dirigente del Milan?

Ho giocato contro di lui. Boban era un giocatore dal grandissimo talento e dalla grande personalità. Ha fatto la storia della Nazionale croata e sicuramente è stato un indiscutibile talento. Da dirigente ha vissuto la grande esperienza da dirigente della Fifa, adesso è al Milan e sicuramente sarà un valore aggiunto importante per i rossoneri“.

Cosa succede a Piatek? Può bastargli un goal per sbloccarsi?

Gli attaccanti vivono di questi momenti altalenanti. La stagione scorsa ci ha abituato benissimo dato che segnava a ripetizione. Un periodo negativo può capitare ed un goal sicuramente potrà sbloccarlo“.

Ti sarebbe piaciuto giocare in una squadra di Giampaolo dove la tattica ha un ruolo importantissimo forse anche un po’ a discapito della fantasia?

Il calcio ha bisogno di organizzazione e tattica ma sono i giocatori che entrano in campo e decidono le partite. Un po’ di libertà ci vuole sempre perché il talento si deve esprimere“.

Giampaolo ha detto di Paquetà “Lo vorrei un po’ meno brasiliano…”. Che idee hai su questo giocatore?

È un talento giovane ma deve migliorare. Giampaolo dice questo perché Paquetà ancora deve entrare in determinati meccanismi di gioco. Sono certo però che farà molto bene al Milan e diventerà un giocatore che saprà far giocare bene i propri compagni“.

Che ne pensi del Verona di quest’anno?

Juric mi piace molto perché sa lavorare molto bene con i giovani. È una squadra che ha grande aggressività e gioca ad alto ritmo ed intensità. Giocare così è esattamente ciò che ci vuole per salvarsi; il campionato italiano è molto più qualitativo rispetto a pochi anni fa“.

C’è un giocatore del Verona e uno del Milan che ti piace particolarmente?

Del Verona mi piace Di Carmine, del Milan Piatek: un vero bomber, un attaccante imprevedibile che sa attaccare la profondità e anche giocare di sponda“.

Immagine articolo tratta da: CalcioHellas

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Alessandro Melli a Radio Rossonera: “Basta un goal per sbloccare Piatek. Il Milan potrà diventare da Champions”

Alessandro Melli a Radio Rossonera: “Basta un goal per sbloccare Piatek. Il Milan potrà diventare da Champions”

ALESSANDRO MELLI – L’ex attaccante del Milan, Alessandro Melli, ha parlato oggi ai microfoni di Radio Rossonera. Tanti i temi trattati in vista del prossimo impegno di campionato dei rossoneri contro il Verona. Qui di seguito l’intervista completa:

Piatek sta attraversando un periodo non semplice. Difficoltà legate esclusivamente al tipo di lavoro effettuato con Giampaolo oppure c’è dell’altro?

Bisognerebbe vedere gli allenamenti ed essere dentro la squadra per poter dare un giudizio preciso, da lontano è un po’ complicato. Credo che quando in una squadra arriva un allenatore nuovo che imposta un lavoro diverso è normale che qualsiasi giocatore possa avere qualche difficoltà ad entrare nei meccanismi, specie gli attaccanti. Magari il calo di Piatek è semplicemente di natura fisiologica, non scordiamoci che appena indossata la maglia del Milan ha fatto benissimo“.

Può bastare 1 goal per sbloccarlo?

Sì, potrebbe bastare. Gli attaccanti attraversano un periodo in cui qualsiasi tiro entra in porta e altri completamente opposti. Un goal, anche su rigore, può sicuramente dare autostima e migliorare il morale. Il ruolo dell’attaccante non è come quello del difensore“.

Boban, Maldini, Massara e Giampaolo. Che ne pensa di questo Milan?

Tre persone tra queste le conosco molto bene, Giampaolo purtroppo no ma tutti conoscono benissimo il mondo del calcio e sono persone con valori importanti. Il Milan ha fatto scelte giuste e ponderate anche in chiave attaccamento alla maglia; la maglia rossonera è importantissima e Giampaolo ha dimostrato di avere ottime idee di gioco. Ci vorrà un po’ di tempo in ogni caso ma non scordiamoci che, per quanto dirigenti ed allenatori siano bravi, in campo vanno sempre i calciatori“.

È un Milan da Champions?

È troppo presto per dirlo. A sensazione sarei più portato a dire di no ma ovviamente posso sbagliarmi e spero che col passare delle domeniche e dei risultati positivi possa davvero diventarlo“.

Immagine articolo tratta da: ilovepalermocalcio

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Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

PIERPAOLO BISOLI A RADIO ROSSONERA – L’ex centrocampista di Cagliari e Brescia, Pierpaolo Bisoli, padre di Dimitri, giovane incursore delle rondinelle, ha parlato quest’oggi ai microfoni di Radio Rossonera alla vigilia della sfida di domani tra Milan e Brescia.

Il Brescia è una squadra compatta, con una grande voglia di rimanere in serie A dopo i sacrifici dello scorso anno – ha spiegato Bisoli -. Giocano un calcio molto propositivo, dovranno essere al 100% per fare punti, ma è una squadra con le qualità giuste per restare nella massima categoria. In panchina, poi, hanno Corini, l’allenatore che mi incuriosisce di più: ha grandi idee e può fare molto bene. Sono incuriosito dall’arrivo di Balotelli, che domani non ci sarà ed ha qualità fuori norma per il calcio italiano. La sua è una scelta che lo renderà responsabile, se si metterà a disposizione del gruppo saprà togliersi grandi soddisfazioni anche personali”.

Parole al miele anche per l’allenatore del Milan. “Giampaolo è un ottimo allenatore, non si deve far condizionare da una sconfitta all’esordio. Non penso andrà a stravolgere il suo lavoro ed il suo credo calcistico per un incidente di percorso. Certo, è una sensazione strana vedere un Milan ripartire dopo i grandi successi dell’era Berlusconi, ma i tempi sono cambiati, le disponibilità economiche sono diverse e sono ripartiti da zero; Gattuso ha fatto bene lo scorso anno sfiorando di un soffio la Champions League, ma con Giampaolo sono sulla strada giusta”.

Emozione e curiosità per il debutto a San Siro del figlio Dimitri. “Vedere mio figlio a San Siro sarà una delle soddisfazioni più grandi per un padre – ha spiegato Bisoli -. Non l’ho mai aiutato permfargli far strada, ha fatto tanta gavetta in tutte le categorie, ci è arrivato con voglia e determinazione e già domenica col Cagliari ha dimostrato di poter fare ottime cose in serie A. Ogni estate, cinque giorni dopo la fine della stagione vuole che ci alleniamo assieme ed io lo faccio letteralmente “morire”. L’altro mio figlio invece ha subito brutti infortuni alle ginocchia ed ora si è convinto ad entrare a far parte del mio staff non appena troverò una nuova panchina”.

Immagine articolo tratta da: foggiacalciomania.com

Enrico Aiello

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Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

BARTOLETTI A RADIO ROSSONERA – “Il nuovo Milan? Ci sono tutti i presupposti per ripartire bene. La conferma di Maldini ed il ritorno di Boban sono simbolo di una ritrovata tradizione milanista nella società e rappresentano un importante punto di partenza”.

Così il giornalista e conduttore televisivo Marino Bartoletti a margine della presentazione del suo libro “La squadra dei sogni. Il cuore sul prato”, tenutasi a Bisceglie nell’ambito della rassegna letteraria Libro nel Borgo Antico.

Ad un mio sondaggio, i miei follower su Facebook hanno collocato il Milan al quinto posto, ai piedi del piazzamento Champions. Finora la società ha operato bene, i nuovi arrivi sono coerenti con un progetto chiaro ma credo anche che il mercato del Milan non sia ancora finito e si possa solo migliorare. L’acquisto più importante per i rossoneri, comunque, sarà quello di Giampaolo” ha concluso Bartoletti.

Intervista a cura di Enrico Aiello

Immagine articolo tratta da: ilbuonsenso.net

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Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

MARONI A RADIO ROSSONERA –  “Mi aspetto una stagione che ci faccia rivivere le grandi gioie del passato. L’ultima risale a troppi anni fa, ad Atene con il Liverpool. Da allora abbiamo sofferto troppo. Mi auguro che la nuova società faccia le scelte giuste, noi milanisti non ci accontentiamo”.

Lo ha dichiarato il già Ministro dell’Interno ed ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, noto tifoso milanista, ai microfoni di Radio Rossonera in occasione della presentazione del suo libro “Il rito ambrosiano. Per una politica della concretezza”, tenutasi a Bisceglie (Bt, Puglia) nella kermesse letteraria “Libri nel Borgo Antico”.

Inevitabile, poi, una battuta sul futuro di San Siro. “San Siro è la scala del calcio, un’istituzione – ha affermato Maroni -. Sono assolutamente contrario al suo abbattimento, a Milano ci sono tante aree dove realizzare il nuovo stadio, San Siro lo lascerei lì. Non mi convince neanche l’idea di fare un nuovo stadio con l’Inter: andare allo stadio significa andare a casa propria, non in quella che è anche dei tuoi cugini”.

Immagine articolo tratta dal sito: theitaliantimes

Intervista a cura di Enrico Aiello

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