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Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

ESCLUSIVA, RICCARDO CUCCHI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle voci storiche del calcio italiano: Riccardo Cucchi. Tantissimi i temi trattati: dall’imminente match di campionato tra Milan e Roma, alla nuova proprietà rossonera, passando anche a questioni legate alla comune passione per il calcio. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla passione che ci accomuna, ovvero la radio: “La radio è un mezzo straordinario  perché è capace di unire tutte le diverse passioni calcistiche“.

Il Milan ha sfiorato il colpaccio al San Paolo contro il Napoli, cos’è mancato alla squadra rossonera?

Credo che il Milan abbia comunque dato segnali importanti, dei segnali relativi alla squadra che potrebbe diventare. Ci vuole pazienza ma è anche vero che i tifosi un po’ l’hanno persa considerate le grandi vittorie del passato. Anche Gattuso avrà bisogno di tempo per sviluppare le capacità tecniche della rosa a sua disposizione. Ai rossoneri probabilmente è mancata la mentalità di squadra ma arriverà col tempo“.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan in alto?

Faccio una premessa: ancora siamo al calcio d’agosto, il campionato finirà a maggio e tanti attuali equilibri potrebbero cambiare nelle prossime settimane. Detto ciò, Gattuso avrà sicuramente del lavoro da fare come inserire i nuovi giocatori nel proprio organico. Lo ammetto, sono di parte: adoro Gattuso per la sua storia, l’ho amato come calciatore sia della Nazionale che del Milan; è un ragazzo straordinario di grande umiltà e qualità umane. Diamogli tempo: bravi allenatori si diventa, non si nasce“.

Paolo Maldini è ritornato al Milan: saprà farsi valere anche da dirigente?

Lo scopriremo: non è detto che un bravo calciatore diventi anche un bravo dirigente ma Maldini, oltre alle qualità tecniche, ha sempre dimostrato grande intelligenza nel cogliere i significati importanti dei piccoli gesti. Lui, insieme con papà Cesare, hanno rappresentato e rappresentano il dna milanista. L’impressione sul suo ritorno è questa: un Maldini che negli ultimi anni ha girovagato sotto la casa paterna in attesa che qualcuno gli dicesse di entrare. È chiaro comunque che dovrà imparare a fare il dirigente ma sono convinto che lo farà nel migliore dei modi“.

Che idea ti sei fatto sulla precedente proprietà cinese e sulla nuova proprietà di Elliott?

Per fortuna è successo quello che è successo, ovvero l’ingresso di Elliott come nuovo proprietario del Milan. Reputo quello che è accaduto nei mesi precedenti come poco trasparente: il vero proprietario del Milan non era certo Yonghong Li che chissà come ha operato e per conto di che oltre che non avere le capacità manageriale e le risorse economiche per guidare un club come il Milan. Personalmente avevo parlato del possibile ingresso di Elliott come nuovo proprietario già nello scorso marzo e così è stato: sicuramente la soluzione migliore per il club perché garantisce sicurezza. Vero è che i risultati si ottengono sul campo ma è vero anche che per ottenerli serve una società competente alle spalle e che sappia mantenere i bilanci in ordine. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e vorrei non succedessero più cose simili come le prese in giro nei riguardi dei tifosi rossoneri. Adesso è tempo che il Milan marci per la sua strada, una strada attraverso la quale è destinato a tornare grande“.

La nostra Radio sta portando avanti un progetto di azionariato diffuso. Questo nuovo calcio del “Risiko finanziario”le piace o no?

Il calcio italiano ha dimostrato la sua enorme fragilità da questo punto di vista: troppi i casi di fallimenti di club italiani importanti come Avellino, Cesena, Bari… La grande difficoltà del calcio italiano è legata ad un vizio di fondo, ovvero basarsi sui diritti tv come unica fonte di ricchezza; una sorta di gigante con i piedi d’argilla. In altri paesi come Inghilterra o Francia, i ricavi dei diritti tv rappresentano solo una parte del fatturato e non maggioritaria. Per quanto riguarda l’azionariato, penso che in Italia sia difficile cambiare direzione anche se ovviamente per giocare a pallone non si può certo fare a meno dei soldi. Credo che i tempi non siano ancora maturi per esperienze di azionariato come quelle, ad esempio, di Real Madrid e Barcellona. La cosa importante adesso è che nel calcio italiano ci sia trasparenza: da un’indagine della FIGC risulta che almeno 12 società non sono riconducibili ad una proprietà chiara. Ecco, la mancanza di trasparenza è una mancanza di rispetto verso i tifosi. Il calcio è un’industria ma non produce prodotti di consumo, produce passione; senza passione il giocattolo si rompe“.

Il calcio a volte è visto in maniera troppo “sacrale” dai tifosi. Lei che ne pensa?

Essendo un giornalista di vecchia generazione sono nato con la passione per il calcio calcio: l’unico grande rito domenicale secondo una citazione di un grande poeta sudamericano. Non mi meraviglierò mai di vedere tifosi che si imbarcano in viaggi lunghissimi soltanto per poter tifare la propria squadra nei 90′ di gioco e magari in una città lontana. La passione non mi meraviglia: non mi meraviglio nemmeno dell’arrabbiatura social riguardante la spartizione dei diritti tv e dunque il dover spendere cifre che a volte non sono alla portata di una famiglia italiana per poter vedere tutte le partite. Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti, però sono anche convinto che la passione debba essere sempre rispettata e spero che non sia più concesso ad avventurieri di produrre investimenti disastrosi“.

Venerdì sera è prevista una grande cornice di pubblico per Milan-Roma. Che partita si aspetta?

Bene così. Auspico un grande ritorno di pubblico negli stadi: meglio divani vuoti e tribune piene.Ho vissuto 40 anni dentro gli stadi per mia fortuna e so perfettamente cosa significa il calore che emana uno stadio pieno. L’adrenalina e le emozioni si trasferiscono sia in chi gioca e sia in chi racconta le partite. Milan e Roma sono due squadre che apprezzo moltissimo. entrambe secondo me sono uscite da  una campagna acquisti/cessioni che ha creato qualche malumore a Roma ed aspettative importanti per il Milan, specie considerato l’acquisto di Higuain. Sono due squadre in formazione: sia Di Francesco che Gattuso hanno dei problemi che però possono risolvere. Mi aspetto una partita apertissima e ho molto apprezzato la tendenza di queste prime due giornate di campionato nelle quali abbiamo assistito a rimonte e partite non definite che avvicinano il nostro campionato per filosofia al campionato inglese. Credo inoltre che Milan e Roma possano dar vita ad una gara ricca di goal“.

Qual è la partita più bella alla quale ha assistito?

Per mia fortuna ne ho viste molte di belle partite. Difficile ricordarsene una in particolare ma ho avuto la fortuna di raccontare la finale mondiale del 2006 tra Italia e Francia a Berlino: tutte le mie emozioni concentrate per una sola notte in una partita che sognavo da tempo e che mi ha permesso di pronunciare la frase “L’Italia è campione del mondo” prima di me solo 2 grandi radiocronisti  erano riusciti a farlo: Nicolò Carosio ed Enrico Ameri alla Radio e Nando Martellini in tv; due immensi telecronisti come Bruno Pizzul e Sandro Ciotti invece non sono riusciti a gridarlo. Altra partita che ricordo è stata la finale di Champions League tutta italiana del 2003 tra il Milan e la Juventus all’Old Trafford. La cosa straordinaria entrando in quello stadio è stata la possibilità di vedere una partita del genere insieme ad un pubblico inglese; sembra sia passato un secolo invece è successo poco tempo fa“.

Ultima domanda (di un nostro ascoltatore): il Cucchi di oggi cosa vorrebbe insegnare al Cucchi di ieri?

Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri e  di poter muovere i primi passi professionali cercando di rubare i segreti del mestiere ai grandi narratori del calcio come Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Alfredo Provenzali. Sono stato capace, credo,  di rubare pezzi di mestiere come si faceva nelle botteghe artigiane. Oggi credo sia cambiato molto il racconto del calcio ma ho sempre cercato di mantenere un filo conduttore cercando di adeguare il linguaggio ai tempi moderni. Quello che insegnerei ad un giovane Cucchi, parlando di radio, è di non staccare mai gli occhi dal racconto della partita. In tv sento colleghi giovani bravissimi ma i commenti ed i dati di contorno alla gara servono a poco: bisogna raccontare quello che si vede“.

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Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Il 21 luglio 2018 è nata una nuova era per il Milan, quella targata Elliott.
Un anno e 3 mesi dopo la cessione da Berlusconi a Li Yonghong, il club rossonero è passato nuovamente di mano.


ASSEMBLEA E CDA

Come ampiamente raccontato, oggi in via Aldo Rossi Elliott ha dato il via alla sua “era”.
Scelto Scaroni come nuovo presidente con deleghe da Ad, revocato il mandato a Marco Fassone e alla parte cinese per “giusta causa”, anche Mirabelli verso l’addio. Domani potrebbe essere il giorno delle ufficialità, ci dovrebbe essere un incontro dell’attuale ds con la nuova società e si potrebbe sancire l’addio ufficiale, mentre con ogni probabilità potrebbe essere annunciato Leonardo come nuovo responsabile dell’area tecnica.
Per quanto riguarda il Cda, i nomi son stati detti: Cerchione e D’avanzo (Blue Skye), Franck Tuil e Giorgio Furlani di Elliott e poi Alfredo Craca e Stefano Cocirio, oltre a Patuano e Scaroni già presenti nel precedente. Manca il possibile Ad e dovrebbe essere una corsa a due: Gazidis (Arsenal) e la soluzione italiana Umberto Gandini, che secondo indiscrezioni avrebbe dato le dimissioni dalla Roma.
In settimana sicuramente si avranno novità a riguardo.

CAMPO E MERCATO
La squadra è in partenza per gli stati uniti: stasera alle 21 circa, inizierà la spedizione statunitense del Milan.
Ci sarà il nuovo acquisto Pepe Reina, oltre a Bonucci (da capire il futuro) e Kalinic (sempre in partenza), mancherà invece un po’ a sorpresa Riccardo Montolivo. Il centrocampista risulta tenuto fuori per “scelta tecnica”, una situazione che porta a pensare ad un prossimo addio. Branchini ne parlerà con Leonardo, l’input della proprietà è di tagliare stipendi pesanti soprattutto se a giocatori non futuribili. Potrebbe anche arrivare una rescissione, ma è meglio aspettare i colloqui tra entourage giocatore e Milan, resta sempre libero Badelj che non era tra gli obiettivi di Mirabelli, ma potrebbe diventarlo con il nuovo management.
Nei giorni scorsi Gianluca Di Marzio ha lanciato la bomba “Benzema” ed era tutto vero: trattativa impostata e portata avanti da Fattizzo e Mirabelli, con il benestare di Gattuso. C’era anche il “sì” del giocatore ed un’intesa di massima a 9milioni a stagione (più o meno lo stipendio di Bonucci, possibile partente), ora con Leonardo vedremo se il Milan deciderà di percorrere questa strada o di puntare su altri obiettivi (Morata? Higuain?), resta comunque l’idea di fare una punta “importante”.
Intanto, secondo voci e indiscrezioni potrebbe esserci già stato un incontro tra Leonardo e Gattuso per decidere come muoversi sul mercato, quel che è certo è che è nato un nuovo Milan e che si ripartirà da zero, sotto tutti i punti di vista, con l’obiettivo di riportare il club a lottare lì in alto, dove è sempre stato abituato.

 

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Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

CESSIONE MILAN: DAL COMUNICATO DI COMMISSO AL CAMBIO DI ADVISOR DI LI – E siamo al quarto stop, ma questa volta Mr. Commisso non ci sta. Un comunicato chiaro, diretto, sincero. “Malgrado gli sforzi e le speranze di Mr. Commisso di giungere presto ad un accordo, appare chiaro che l’attuale proprietario non abbia intenzione di concludere l’accordo tempestivamente e in termini accettabili“.

Parole che rimbombano nella serata milanese, dopo una giornata di silenzio e quiete che faceva – forse – presagire l’imminente tempesta. Quando le parti sembravano vicine ecco l’ennesimo intoppo e Rocco Commisso esce allo scoperto con un comunicato studiato ad hoc con Auro Palomba e Community Group.

Chiusura definitiva o strategia aggressiva per mettere ulteriore pressione all’attuale proprietario del Milan e metterlo spalle al muro? Questo lo sapremo, si dice che la notte porti consiglio, ma qui tra fusi orari Nyc – Milano – China, non sappiamo bene dove sia giorno e dove sia calato il sole. La sensazione è che la trattativa non sia chiusa (forse) e che Commisso abbia rilanciato con forza il pallone nel campo di Li che ora dovrà prendere delle decisioni, visto che il tempo stringe e il fondo Elliott attende sornione.

Qualcosa però si muove, il presidente cinese ha delegittimato il suo advisor della trattativa, l’avvocato Agostinelli (Colui che insieme a Fassone porto il fondo Elliott nel momento cruciale della trattativa di acquisizione del Milan…) ed al suo posto ecco uno studio con sede sia a New York che ad Hong Kong: White And Case.

Cosa vuol dire questo? Lo scopriremo, la sensazione è che però si possa tornare al tavolo delle trattative, ma sappiamo anche che al momento Li Yonghong sarebbe tutt’altro che spaventato o preoccupato, anzi avrebbe i 32 milioni e sarebbe pronto ad andare avanti ancora.

Ormai è una partita di poker, purtroppo sulla pelle di chi non lo merita, il Milan ed i suoi tifosi, ora però tra fold e bluff, forse è arrivato il momento di fare “Vedo”.

PBP

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Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

MILAN, COMMISSO PROVA L’ACCELERAZIONE – Come vi avevamo anticipato ieri sera, le trattative tra Commisso e Yonghong Li , dopo la “mossa” dello “stop”, hanno ritrovato il “go”.

Infatti, ieri emissari dell’attuale presidente del Milan hanno ripreso i contatti con Goldman Sachs e con Rocco Commisso, per riaprire una trattativa che agli occhi di molti sembrava chiusa. Nelle ultime ore si sono intensificati i contatti tra Li e l’italo americano, il presidente cinese ha dato l’ok a risedersi al tavolo e proprio mentre in Italia il Milan prepara l’acquisto di Halilovic, dall’altra parte del mondo Rocco Commisso prova l’accelerazione.

La ripartenza della trattativa lascerebbe pensare che l’offerta vecchia sia stata modificata (copertura debiti, iniettare denaro nelle casse del Milan e 30% a Li), la novità che abbiamo appreso è che, a differenza di quanto si diceva, ci sarebbe anche il “via libera” e l’ok del fondo Elliott che sarebbe soddisfatto dell’eventuale passaggio di mano. Va chiarito che non stiamo parlando di una cessione “immediata”, ma di un’eventuale firma di una lettera di intenti:praticamente un preliminare vincolante, con possibili penali.

Rocco Commisso non cambierebbe l’attuale management, ma non escludiamo che possa inserire qualche suo uomo all’interno dei quadri dirigenziali, la certezza è che fa sul serio e Yonghong Li starebbe iniziando a vacillare, anche se abbiamo ormai imparato bene che non si può assolutamente dare nulla per scontato.

PBP

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Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

MILAN-LI: È diventata una partita a scacchi, esatto, è proprio così. Da brividi pensare che venga giocata sulla pelle del Milan, ma è la realtà dei fatti.

La situazione è questa. Rocco Commisso dopo giorni di trattativa, mette sul tavolo la sua offerta finaleYonghong Li ringrazia e si alza dal tavolo. Assurdo? Certamente, ma anche reale. Credo però che ogni notizia, ogni spiffero, ogni situazione vada affrontata e studiata con estrema lucidità e logica, solo così ci si può fare un quadro veritiero della situazione.

La notizia mi giunge in nottata, come un mattone. Dura da metabolizzare, perché già mettevo in conto quali sarebbero state le reazioni, ma il compito è di raccontare la verità: per la seconda volta dall’inizio della trattativa, Mr Li si alza dal tavolo al momento di firmare la lettera di intenti. Grande stupore e disappunto da parte di Mr. Commisso, che è convinto di essere in grado di poter risollevare il Milan forte di un patrimonio importante e di una conoscenza del mondo del calcio, inoltre la convinzione dell’americano è che il risultato a Nyon, con lui in carica, sarebbe stato differente.

Tra l’altro l’offerta consentiva a Yonghong Li di restare in minoranza (si parla di un 20/30%) ed avrebbe iniettato nelle casse del club 150 milioni per gestione e mercato. Inoltre l’offerta prevedeva il pagamento del debito e ovviamente negli intenti dell’italo-americano c’era anche il nuovo stadio. E invece Yonghong Li si tira indietro, l’offerta non lo soddisfa e continua a rischiare. La risposta di Commisso? Stop alle trattative.

Parliamoci chiaro, è molto probabilmente una mossa strategica quella dell’americano per poter mettere pressione a mister Li anche in vista della sentenza Uefa, ma la situazione è complicata e soprattutto è una partita che si gioca sulla pelle rossonera.

Da ambienti vicini a Li Yonghong invece, la notizia è una: i 32 milioni ci sono. Certo, non li ho visti, chiaro, ma la notizia è questa. Perché non li ha messi subito? Potrebbe aver voluto dimostrare la famosa “continuità aziendale“, qualcosa del tipo “vedi? non metto i soldi, ma la macchina va avanti lo stesso”. Forte di questi 32 milioni, pronto a versarli nelle casse di Eliott, il presidente cinese affronta di petto ogni trattativa, senza paura. Come un vero giocatore di poker, lasciando il dubbio a tutti se stia bluffando o se abbia in mano realmente qualcosa.

E i Ricketts? Attendono, preparano l’eventuale contromossa e sarebbero pronti a fare un’offerta. Ricordiamo che sono gli unici ad essersi esposti  e che – probabilmente – potrebbero sapere fin dove l’offerta di Commisso possa spingersi (I 500 mln destinati alla NASL..?). Si vocifera anche che siano presenti loro emissari a Milano, ma non ho conferme di ciò. Intanto, la trattativa con Commisso viene definita “Saltata”, tutto va preso con le pinze, come già detto molto probabilmente è una mossa per fare pressione e la palla viene ributtata nel campo di Li, ma il tempo stringe, la situazione non è bella e serve una soluzione per il bene del Milan. Ecco, forse questo è quello che in troppi si stanno dimenticando completamente: il bene del MILAN!

PBP

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Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

MILAN-UEFA: BILANCIO A – 65 MILIONI E AFFAIRE “MILAN CHINA”

Come abbiamo anticipato ieri, trapelano altre interessanti novità sulla vicenda Milan/UEFA/Europa League. Innanzitutto, l’udienza avanti la “Camera Giudicante” è fissata per il 19 giugno, non più per il 7, e la sentenza dovrebbe quindi essere emessa qualche giorno dopo. Ciò per poter valutare al meglio sia la memoria difensiva presentata dalla società (e redatta dall’Avvocato Roberto Cappelli (GOP) e da uno dei padri del FFP, il professor Umberto Lago), sia quanto sarà spiegato in occasione dell’udienza del 19 ad eventuale integrazione di essa e in risposta alle eventuali richieste di chiarimento della Corte.

Parliamo di un fascicolo di circa una trentina di pagine, un dossier che la società ritiene “forte e completo. Anche i difensori si dicono fiduciosi, perché fondato sull’evidente miglioramento (non solo prospettico, ma già in parte verificatosi) dei conti del Milan, che prevede di chiudere il bilancio 2017/2018 con un passivo di 65 milioni di euro, e non a – 85 come era stato invece previsto dal budget illustrato dall’AD rossonero Marco Fassone sin dall’Assemblea del novembre 2017. Il dato appare particolarmente positivo anche in considerazione del fatto che tra i ricavi figura solo una piccola parte di quei 35 milioni di Euro che il Milan contava di realizzare in questo esercizio grazie all’attività di Milan China, ma la partenza dell’iniziativa – in grave ritardo per mal valutate difficoltà burocratiche – ha depresso oltre ogni misura questa fonte di fatturato. Un problema? Certamente. Ma anche la controprova che – come spiegano Cappelli e Lago nella loro memoria – l’apporto di Milan China non è al momento decisivo per il miglioramento dei conti rossoneri.

L’ UEFA aveva infatti negato il Settlement Agreement, sostenendo che la previsione per Milan China era eccessivamente ottimistica (quantomeno nei tempi di realizzazione dei benefici attesi). Ma il Milan aveva presentato sin da allora una c.d. “sensitivity analysis” (e cioè un’analisi di scenari comparati) che dimostrava come anche abbattendo del 75% i ricavi sperati, i conti sociali poteva registrare una evidente inversione di tendenza al c.d. “margine operativo lordo” (e cioè il risultato dovuto all’attività caratteristica di una società e non influenzato, ad esempio, dagli ammortamenti su un parco giocatori molto accresciuto, che appesantisce il deficit del Milan), annullando o riducendo significativamente l’apporto di nuova “cassa”. Ma l’UEFA aveva bellamente ignorato questo stress test, ora confermato anche da quanto effettivamente accaduto.

Lo stesso era accaduto quanto ai dubbi sulla continuità aziendale: il provvedimento di diniego del S.A. citava sì le osservazioni di sindaci e revisori, ma “censurava” inspiegabilmente le valutazioni finali degli organi di controllo che superavano ogni dubbio al riguardo, anche in considerazione delle dichiarazioni fatte in proposito da Elliot, principale creditore. Come già detto nel pezzo scritto su queste pagine (e su quelle di Tuttosport), queste sono solo alcune delle stranezze contenute nel famoso dispositivo consegnato dall’UEFA, tra cui ricordiamo il particolare suggerimento di escludere il Milan dall’Europa, dato dalla camera di investigazione a quella giudicante.

STABILITÀ DELL’ASSETTO PROPRIETARIO

Ovviamente nella memoria si è trattato anche il tema dell’assetto della proprietà, e della sua stabilità. Il Milan, a questo riguardo, ricorda come all’Inter sia stato correttamente concesso il Seattlement Agreement, senza richiedere alcuna garanzia al riguardo, tanto che dopo soli 6 mesi la società ha cambiato padrone, senza che ciò – giustamente – abbia causato alcuna rimostranza da parte dell’UEFA. Peraltro, come gli esperti di economia aziendale sanno, la stabilità di tale assetto non è affatto un valore assoluto (basti pensare ai vantaggi per gli azionisti della cosiddetta “contendibilità) e, in ogni caso, è ovvio che esso non dice un bel nulla sulla bontà dei conti di una società. E sono essi a dover contare nelle valutazioni dell’UEFA, non le caratteristiche “giuridico-antropologiche” della proprietà, ovvero la sua (più o meno dichiarata) intenzione di mantenere il controllo almeno per un lungo periodo di tempo. Insomma: il Milan ha lavorato con cura a questo ricorso, e i suoi difensori sono fiduciosi, se la decisione sarà presa conformemente alle regole.

Ma vi è anche qualche preoccupazione: si temono scelte “politiche” più che giuridico-economiche; si teme in particolare che il trattamento riservato alla società rossonera sia utilizzato come monito da indirizzare, ed esempio, al PSG, per dimostrare che la Federazione Europea non esita a punire pesantemente una società con un blasone importante come quello milanista. Inoltre, altra curiosità interessante, non tutti forse sanno che nella camera giudicante c’è un ex dirigente OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), organo da sempre in prima linea nella lotta contro i paradisi fiscali e fondi offshore. E potrebbe quindi esserci anche il tema di una professionale diffidenza verso una proprietà che ha fatto arrivare ingenti somme da Hong Kong e da giurisdizioni caraibiche in modo spesse poco trasparente (anche se ciò è pratica diffusissima nelle transazioni con società finanziarie e non solo dell’estremo oriente).

Per concludere: la memoria difensiva consegnata ha firme importanti e di peso (Cappelli-Lago).
La palla è ora nel campo dell’UEFA, della quale si teme il desiderio di prendere “provvedimenti esemplari”, anche se di taglio assai diverso da quello usato fin qui, in casi simili e talvolta anche meno virtuosi. Ovviamente, da qui a immaginare il Milan già nell’urna ne passa; diciamo che in casa Milan sono fiduciosi di avere fatto tutto il possibile ma in ogni caso “molto cauti”. Nel caso, comunque, sarà #RoadToLosanne.

NEWS PROPRIETARIE

Nel mentre, da una parte c’è il fondo Elliott che viene definito “caldo”, dall’altra c’è la parte cinese che dopo una missione in gran segreto in Italia (appuntamenti per Holding, Uefa e partners), sembra giocare una sorta di partita a scacchi con  Li Yonghong che fa di tutto per non mollare il colpo e restare in pista.

Resta viva l’idea di un socio di minoranza: si tratta di una possibilità concreta e sul tavolo di Li ci sono diverse opzioniIntanto i soldi dell’ ultima tranche del penultimo aumento di capitale, quella da 10 milioni di euro per capirci, sono arrivati lunedì (e disponibili da martedì, per ragioni collegate al sistema swift di trasferimento fondi tra banche non corrispondenti) e ora tocca attendere fine mese per gli altri 30 milioni dell’ ultimo aumento di capitale che è stato “tirato” qualche giorno faSe dovessero arrivare anche questi ultimi quattrini si tratterebbe di un importante prova di forza del presidente Lidiversamente il fondo americano sarebbe pronto ad entrare in gioco, come si paventa dall’inizio di questa storia infinita. MilanElliott?

PBP

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