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Milan-Napoli 1-1, the day after! Tra telefonini, il ritorno di Bonaventura e la fase offensiva

MILAN-NAPOLI 1-1 – La squadra rossonera si presenta in campo con alcune novità rispetto alla partita con la Juventus. Musacchio torna al centro della difesa, Biglia e Bonaventura sostituiscono gli squalificati Calhanoglu e Bennacer, mentre Rebic a sorpresa si ritrova titolare al posto di Suso. La partenza per il Milan è delle migliori, buone geometrie, squadra concentrata in campo, ma come al solito la fase offensiva, o meglio gli ultimi 15 metri, lasciano a desiderare. Alla prima disattenzione difensiva la squadra rossonera subisce il goal, come succede ormai dall’inizio del campionato. Insigne si libera facilmente di Biglia al limite dell’area e lascia partire un sinistro che si stampa sulla traversa, sulla ribattuta Lozano si avventa sul pallone sorprendendo la difesa del Milan. Il pareggio arriva subito grazie al ritrovato Jack che con un gran bolide dal limite dell’area scaraventa in rete la rabbia per il calvario dell’ultimo anno. Nella ripresa entrambe le squadre danno la sensazione di volersi accontentare del pareggio e la partita piano piano si spegne.

TELEFONINI – Le riprese negli spogliatoi andate in onda prima del fischio d’inizio hanno portato alla luce quello che da tempo si sapeva. Giocatori non attaccati alla maglia che pensano solo a loro stessi fino a pochi minuti prima dell’inizio della partita. Rebic, Biglia e Kessie ripresi con il cellulare in mano, segno che i tempi sono cambiati, segno che in questo Milan i giocatori veri si contano sulle dita di una mano. Ibrahimovic se fosse stato negli spogliatoi avrebbe appeso i tre giocatori ai loro armadietti e sarebbe entrato in campo sputando l’anima.

Al Milan in questo momento servono giocatori che diano esempio di serietà ed attaccamento alla maglia, servono giocatori che dimostrino cosa significhi indossare la maglia del Milan.

BONAVENTURA – Finalmente Jack torna in campo dal primo minuto e si riprende la scena. I primi minuti mostrano subito un Bonaventura in palla, accelerazioni, dribbling, cambi di direzione.. entra subito in partita e fino a quando la condizione regge è al centro del gioco. Realizza di prepotenza sfogando tutta la sua rabbia il goal che regala il pareggio al Milan.

Il rientro di Bonaventura a pieno regime sarà fondamentale per questo Milan, troppo importanti le sue giocate in mezzo al campo, troppo importante la sua propensione al goal. Deve solo riuscire a trovare un po’ di continuità di prestazioni e potremo finalmente tornare a rivedere il Jack che tutti conosciamo.

LA FASE OFFENSIVA – Tante volte in questi mesi, su queste pagine, abbiamo parlato grosso problema della squadra in fase di realizzazione. Troppo poche 12 reti in 13 partite, peggio della squadra rossonera solo Brescia, Sampdoria, Spal, Udinese e Verona. Piatek, malgrado le recenti dichiarazioni, è sempre più l’ombra di se stesso. Leao e Rebic fanno più da comparsa che altro.

La fase offensiva sembra funzionare fino agli ultimi 15 metri, dove poi si infrange spesso e volentieri contro la difesa avversaria. Serve sicuramente un intervento sul mercato, forse il solo Ibrahimovic non basterà a cambiare questa tendenza, ma sicuramente potrà essere un buon inizio…

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

MILAN LAZIO – Mister Pioli cambia due uomini rispetto alla partita contro la Spal, Calabria prende il posto di Musacchio con Duarte al centro della difesa e Krunic prende il posto di uno spento Kessie. Il Milan parte bene, sfiora il goal con Paqueta, ma la Lazio davanti ha giocatori molto tecnici che riescono spesso a trovare la giocata che impensierisce la difesa rossonera. Immobile di testa porta in vantaggio la Lazio, ma Piatek con un tocco in area deviato poi da Bastos pareggia subito. Nella ripresa entrambe le squadre danno l’impressione di voler vincere la partita. Pioli ci prova togliendo Paquetà e inserendo Leao, ma proprio questo cambio toglie palleggio in mezzo al campo alla squadra rossonera e permette alla Lazio di impossessarsi piano piano del gioco . Il Milan lascia ampi spazi per le ripartenze, e da una di queste nasce il goal di Correa sfrutta nel migliore dei modi una gran palla di Luis Alberto. La Lazio torna a vincere a S. Siro dopo 30 anni.

PIATEK – A differenza di altre partite sembra entrare di più nel vivo del gioco, soprattutto nel primo tempo. Prova qualche sponda interessante per i compagni e prova un paio di volte il tiro. Mette lo zampino sul goal del pareggio, ma nella ripresa sparisce insieme alla maggior parte dei suoi compagni.

Ancora troppo poco questo Piatek, spesso pasticcia con il pallone e perde tempi decisivi per giocate importanti. Il polacco non riesce ad uscire da suo momento negativo, i tifosi rossoneri sperano in un rapido cambio di tendenza.

IL CENTROCAMPO – La sorpresa nella formazione iniziale è l’inserimento nell’undici titolare di Krunic. L’ex giocatore dell’Empoli ha dato più dinamismo al centrocampo e più soluzioni in fase offensiva, almeno fino a quando la condizione ha retto è stato uno dei più positivi della partita. La prova di Bennacer è stata a due facce, un primo tempo abbastanza negativo con alcune palle insidiose perse e un secondo tempo molto più positivo a lottare in mezzo al campo e a far girare la squadra.

Sembra che a questo Milan manchi ancora qualcosa in mezzo al campo, manca quell’esperienza che sicuramente nella partita di ieri sera avrebbe portato un maggiore equilibrio in mezzo al campo. Manca personalità nella zona centrale del campo ed Elliot a Gennaio dovrà cercare di intervenire anche qui, regalando a Pioli quel giocatore di esperienza e tecnica in mezzo al campo che alla squadra rossonera manca da parecchio tempo.

IL CAMBIOLa partita cambia al minuto 53, fuori Paquetà, dentro Leao. Mister Pioli cerca di trovare il cambio vincente, ma invece trova l’esatto opposto. Leao, forse sconsolato per la seconda panchina consecutiva, non riesce a dare quella scossa che gli chiedeva Pioli, anzi, spesso risulta fuori dal gioco, si fa vedere troppo poco e quando ha la palla nei piedi risulta poco incisivo. Con l’uscita di Paquetà il Milan perde qualità nel palleggio in mezzo al campo e lascia spesso il pallino del gioco in mano alla squadra biancoceleste.

Nel provare a vincere la partita Pioli la perde. Bisogna però riconoscere del coraggio in questa sostituzione, probabilmente la posizione così deficitaria in classifica ha fatto propendere per questa scelta così offensiva, il Milan come non mai ha bisogno di punti per risollevarsi, la scorsa sera è andata male, speriamo che la prossima volta un cambio così “azzardato” porti i suoi frutti.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

 

 

 

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Milan-Spal 1-0, the day after! Il modulo, la fase offensiva e la partita di Suso

Milan-Spal 1-0, the day after! Il modulo, la fase offensiva e la partita di Suso

MILAN SPAL – La squadra rossonera scende in campo con alcuni cambi rispetto alla partita di Roma, Pioli mette a sedere in panchina Conti, Biglia, Leao e Suso per dare spazio a Duarte, Bennacer, Piatek e Castillejo. Interpreti diversi, ma non cambia molto. Il Milan risulta spento, con un gioco praticamente nullo. Uno dei pochi a ravvivare il primo tempo è l’esterno spagnolo che cerca di dare fastidio alla Spal con inserimenti alle spalle della difesa. Da uno di questi inserimenti nasce l’azione più pericolosa del primo tempo, con Castillejo che colpisce la traversa da pochi passi. Nel secondo tempo mister Pioli cerca di cambiare qualcosa inserendo Calabria per dare più spinta sulla fascia destra, e riporta la difesa a 4. La manovra del Milan risulta sempre sterile e le azioni pericolose si possono contare sulle dita di una mano. Suso entra in campo al 57′ e 6 minuti dopo realizza il goal su punizione che decide il match.

Poco, troppo poco, questo Milan per dare fiducia e morale ai tifosi rossoneri. Le sfide con Lazio, Juventus e Napoli diranno cosa ne sarà di questo Milan, sicuramente serve molto di più rispetto alle ultime uscite per riuscire a portare a casa qualche punto e muovere la classifica.

 

IL MODULO – La cosa chiara a tutti è che la squadra rossonera dopo 10 giornate non ha ancora trovato la sua identità tecnico-tattica. Mister Pioli sta cercando di trovare in tutti i modi un modulo che possa dare solidità alla squadra e allo stesso tempo soluzioni offensive interessanti, ma la strada è lunga e tortuosa. Ieri nel primo tempo la squadra si è disposta con una difesa a tre, T. Hernandez e Castillejo larghi sulle fasce, tre centrocampisti e Calhanoglu vicino a Piatek, modulo che si avvicinava molto ad un 3511. Nella ripresa, e con l’ingresso di Suso, si è tornati al solito 433 e la squadra, anche se a piccole dosi, è sembrata più equilibrata e incisiva.

Dopo quasi un terzo del campionato, la squadra rossonera risulta ancora senza idee e con poche sicurezze. Pochi i punti fermi della squadra su cui impostare il modulo e la manovra, servirà tanto lavoro nelle prossime settimane per trovare una soluzione.

 

LA FASE OFFENSIVA – Con soli 10 goal fatti in 10 giornate il Milan ha uno dei peggiori attacchi del campionato. Se consideriamo che 4 di questi goal sono arrivati su calcio di rigore o punizione, il dato è ancora più preoccupante. Uno dei problemi principali risulta essere Piatek, un grande finalizzatore dentro l’area, ma fuori risulta avere limiti tecnici che non gli consentono di giocare per la squadra e spesso risulta troppo facile da marcare e da intercettare per i difensori avversari.

La squadra rossonera fatica a creare occasioni da goal, spesso le partite vengono decise da giocate individuali, e su questo piano il polacco ne risente, poche palle giocabili in queste partite dentro l’area, poche occasioni per lui per andare a rete. Sorge un dilemma a questo punto, continuare ad insistere con Piatek unica punta o provare a dare delle varianti al modulo inserendo Leao come spalla del polacco?

 

LA PARTITA DI SUSO – Fischiato da tutto lo stadio al momento delle formazioni, entra in campo e sembra che la panchina gli abbia fatto bene. Subito nel vivo del gioco, a differenza di altre volte non sparisce dal campo, si fa vedere, dialoga con i compagni, cerca meno l’azione personale e più la giocata per la squadra. Entra con la cattiveria giusta che gli è mancata nelle ultime partite e recupera anche un paio di palloni nel finale. Fa pace con i tifosi con la punizione che decide la partita, anche se qualcuno al suo goal si è rifiutato di esultare.

La scelta di Pioli di farlo accomodare in panchina probabilmente è stata la scelta giusta, nessuno in questa squadra è intoccabile, soprattutto dopo la serie di pessime prestazioni dell’ultimo periodo, una scossa che è servita a Suso e che deve essere da lezione per l’intera squadra.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

 

 

 

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Roma – Milan, the day after! La partita di Hernandez, gli errori e la classifica

Roma – Milan, the day after! La partita di Hernandez, gli errori e la classifica

ROMA MILAN – Mister Pioli riconferma in blocco la squadra vista contro il Lecce e il Milan parte cercando di pressare alto e recuperare palloni nella metà campo avversaria, ma raramente ci riesce. La squadra sembra affidarsi a T. Hernandez che spinge come un forsennato e fa capire che può far male da un momento all’altro. La Roma è viva e in contropiede ha le sue palle goal. Dzeko porta in vantaggio i giallorossi con un colpo di testa da calcio d’angolo, il Milan sembra risentirne, ma entra in campo bene nel secondo tempo e trova il pareggio di T. Hernandez con un grande inserimento in mezzo alla difesa avversaria. La partita viene decisa dai tanti, troppi, errori della squadra rossonera che in fase di impostazione difensiva sbagliano l’impossibile. Da uno di questi errori scaturisce il goal di Zaniolo che decide il match e mette la squadra di Pioli in ginocchio.

T. HERNANDEZ – Dai tempi di Serginho il Milan non aveva un terzino sinistro in grado di fare quello che riesce a fare il ragazzo francese. Velocità, inserimento, dribbling.. ogni volta che tocca il pallone si capisce che può nascere qualcosa di pericoloso. Realizza la rete del pareggio che riaccende, anche se per poco, le speranze della squadra rossonera con un grande inserimento che coglie impreparata la difesa della Roma.

Il migliore in campo del Milan è lui, finalmente un terzino degno di indossare la maglia rossonera e con un gran futuro davanti a sé.

GLI ERRORI – Forse sarebbe meglio dire orrori. Per tutta la partita la squadra dà una sensazione di impotenza. Conti prima e Calabria poi commettono un disastro dopo l’altro, Biglia è un lontano parente di quello visto con la maglia biancoceleste, Suso sparisce dal campo e non entra mai in partita.

Con una Roma rimaneggiata pesano e anche tanto i vari errori individuali di tutta la squadra, segno che il problema attuale del Milan non è fisico ma mentale, anche chi sostituisce i titolari commette sempre gli stessi errori. Una debolezza su cui mister Pioli dovrà lavorare molto duramente per cercare di rimettere in sesto una squadra ormai in ginocchio.

LA CLASSIFICA – Dopo la mancata vittoria contro il Lecce, ma soprattutto dopo la sconfitta di ieri, la stagione della squadra rossonera è sempre più compromessa. Solo 3 punti separano il Milan dalla zona retrocessione e la zona europea dista soltanto 5 punti. Calendario alla mano, senza un rapido cambiamento di rotta, si rischia di veder affondare la squadra rossonera sempre più in basso in classifica nelle prossime settimane.

Servono scelte drastiche e decise, serve una svolta per cercare di ridare senso a questa stagione. Chi non è degno di vestire la maglia rossonera e ad ogni partita non dà il massimo deve sedersi in panchina o in tribuna. Mister Pioli deve trovare un equilibrio sia in campo che fuori e lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori perché al primo problema la squadra scompare dal campo e non riappare più.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

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