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Milan Femminile: il report sulla squadra dopo la quinta di campionato

Milan Femminile: il report sulla squadra dopo la quinta di campionato

MILAN FEMMINILE, REPORT – 5 le partite giocate dall’inizio del campionato, 13 i punti in classifica maturati con 4 vittorie ed 1 pareggio: questi i numeri ad oggi del Milan femminile, che si tiene saldamente ancorato al secondo posto in classifica, a soli due punti dalla Juventus capolista.

Tanti gli elementi da prendere in considerazione per stilare un report accurato di questa prima parte della stagione delle rossonere, ma proveremo ad analizzare numeri e statistiche delle prime cinque giornate di campionato del Milan Femminile, cercando di realizzare un’immagine del momento della squadra, che sia il più dettagliata ed accurata possibile.

Gol fatti e subiti

Le cifre di gol fatti e subiti che descrivono questa prima parte di anno delle rossonere non sono certo deludenti: la differenza reti di +10 parla di una squadra ben predisposta al gol, con delle trame difensive solide ed efficaci, tanto da concedere solo tre reti in cinque partite. Proprio dal punto di vista dell’apporto offensivo il Milan Femminile può inoltre vantare buone statistiche anche a fronte di una comparazione nazionale: il Milan è infatti l’unica squadra in Serie A femminile che ha mandato al tiro 9 volte almeno 4 giocatrici. Parliamo di Bergamaschi (11 conclusioni), Giacinti (10), Conc e Salvatori Rinaldi (entrambe 9), autrici di ben 9 gol totali. Il club rossonero può inoltre vantare il maggior numero di marcatrici differenti: sono ben 7 le giocatrici andate in rete nella prima parte di stagione, statistica seconda solo alla AS Roma, con 9 giocatrici mandate a segno in cinque partite.

I big match

Il Milan Femminile ha già disputato 3 big match nelle prime 5 di campionato: le rossonere hanno infatti già affrontato tre squadre portatrici di potenziali scontri diretti, ovvero Roma, Inter e Fiorentina. Tra le rivali per un buon posizionamento in classifica a fine anno soltanto la Fiorentina si avvicina per numero di big match disputati: due in campionato, contro Milan e Roma, più ls partita di Supercoppa Italiana contro la Juventus. Le rossonere hanno inoltre disputato tutti e tre i match fuori casa, uscendone con una ottima media in fatto di gol (Il Milan vanta il miglior attacco in trasferta del campionato) e punti: in due casi su tre la partita è terminata con una vittoria del Milan, mentre l’ultimo match ha portato un pareggio in casa viola. Il proseguo del campionato è certamente tutto fuorché agile per il Milan Femminile, dato che al rientro dalla pausa nazionale le rossonere dovranno affrontare la Juventus capolista, ma perlomeno questo incontro chiuderà la fase del girone di andata dedicata agli scontri diretti.

La rosa

Tanti i cambiamenti apportati alla rosa del Milan Femminile tra la stagione passata e la presente: sono 10 le giocatrici che hanno vestito per la prima volta la maglia rossonera quest’anno, arrivate nella finestra estiva di mercato, a fronte di 5 uscite, senz’altro di grande valore, più due prestiti. Se una delle problematiche più evidenti dello scorso anno risiedeva proprio nella rosa corta, con pochi cambi a disposizione di coach Morace, la situazione numerica di questa stagione è quanto meno molto più rassicurante per mister Ganz, potendo disporre di un buon mix di esperienza e qualità in ogni reparto. Proprio sul piano dell’esperienza il Milan Femminile sembra aver compiuto il più importante balzo in avanti, grazie soprattutto ad alcuni nomi già visti in atto: Refiloe Jane e Dominika Conc sopra a tutte, sono le giocatrici che con la loro personalità, storia calcistica ed esperienza sia di club (principalmente Dominika) sia di nazionale (principalmente Jane) stanno lasciando la propria impronta sulla stagione e sulla squadra. E, come nasconderlo: ce n’era bisogno.

Ringraziamo Opta, partner statistico della FIGC Femminile, per i dati e AC Milan per la foto.

Lucia Pirola

 

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Juventus-Milan 1-0, the day after! Tra la prestazione, i singoli e il modulo

Juventus-Milan 1-0, the day after! Tra la prestazione, i singoli e il modulo

JUVENTUS-MILAN 1-0 – Ed eccoci qui a commentare l’ennesima sconfitta del Milan. Questa volta a differenza di altre molti tifosi, me compreso, eravamo consapevoli che sarebbe arrivata la sconfitta. Troppo superiore la Juventus oltre che nell’undici titolare anche nelle riserve. Chiamare riserve i vari Dybala, Douglas Costa e Rabiot è un’eresia.. lo sappiamo.. infatti quando ti puoi permettere di togliere un affaticato Ronaldo e mettere Dybala vuol dire che non hai 11 titolari, ma 17-18.. cosa che al Milan manca ormai da parecchi anni.
Ieri sera alla fine del primo tempo praticamente giocato a senso unico dal Milan, apro il cellulare e mando un messaggio a mio padre, tifoso juventino, e gli scrivo: “Stiamo dominando e perderemo.. la partita è già scritta…”. Il mio presagio, come penso quello di numerosi tifosi, si è avverato. Nel secondo tempo Dybala realizza il goal sull’unica sbavatura difensiva della squadra e decide la partita.

LA PRESTAZIONE – La squadra rossonera ieri sera ha dato il massimo, ed il massimo purtroppo non è servito a portare a casa punti importanti. La prestazione però servirà a dare carica a questo Milan malato, servirà a dare consapevolezza ai giocatori ed al mister. Giocando al massimo delle proprie potenzialità e concentrati dal primo all’ultimo minuto questa squadra se la può giocare con tutte e rialzarsi in fretta da questa brutta situazione.

Il campionato è ancora lungo, le posizioni da scalare in classifica sono tante, ma per la prima volta ieri, dopo tanto tempo, si è visto un Milan con carattere e personalità che è riuscito a tratti ad imporsi sulla squadra più forte del campionato. Ora serve la continuità delle prestazioni per poter risalire presto posizioni in classifica e a marzo vedremo se questo Milan potrà ancora chiedere qualcosa a questo campionato.

I SINGOLI – Oltre alla prestazione di squadra nella partita di ieri spiccano le prestazioni di Conti, Bennacer e Krunic. Conti ha dato ampi segni di risveglio dopo le pessime ultime uscite, ha retto bene tutti i 90 minuti senza cali di concentrazione ed è risultato uno dei migliori in campo della squadra rossonera, peccato solo per un paio di passaggi sbagliati nel primo tempo in occasioni che potevano diventare molto pericolose, con la fiducia del mister potrebbe tornare presto il giocatore che tutti stiamo aspettando da due anni.
Bennacer ha fatto una grande partita contro il centrocampo più forte del campionato, si è dimostrato in grado di reggere, anche nel migliore dei modi, la pressione di indossare la maglia rossonera in partite così importanti, personalità e qualità al servizio della squadra. La sua giovane età lo portano ogni tanto a prendere delle decisioni non perfette, ma con il tempo regalerà grandi soddisfazioni alla squadra rossonera.
Krunic è la vera sorpresa di queste ultime due partite, sia con la Lazio che nella partita di ieri sera, ha dimostrato che Boban e Maldini non hanno sbagliato a puntare su di lui, il suo dinamismo e forza in mezzo al campo hanno dato al Milan nuove geometrie di gioco, ora anche per lui servirà continuità e ritrovare la sua miglior condizione fisica.

Nella partita di ieri si sono visti miglioramenti individuali da tutta la squadra, se ad ogni partita gli errori individuali cominceranno a diminuire, il Milan tornerà finalmente a poter dire qualcosa in questo campionato.

IL MODULO – Mister Pioli sembra mettere apposto un pezzo del puzzle ad ogni partita, sta studiando le soluzioni migliori per far rendere al meglio tutta la squadra e i singoli interpreti. Ci sarà ancora un lungo lavoro da fare, ma l’importante è che il Milan cresca partita dopo partita.

Rumori di questi giorni dicono che Pioli stia preparando la squadra per un 3-4-2-1… il passaggio a questo modulo consentirebbe a Conti ed Hernandez di spingere sulla fascia e dare molte più soluzioni alla fase offensiva del Milan e permetterebbe anche a Piatek di avere più palloni giocabili all’interno dell’area avversaria per tornare ad essere il pistolero che tutti conosciamo.. pum pum pum

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Pagelle Juventus-Milan 1-0: Sconfitta immeritata. Manca solo il gol

Pagelle Juventus-Milan 1-0: Sconfitta immeritata. Manca solo il gol

Pagelle Juventus, Milan – Poche volte, nella storia rossonera, si era arrivati alla vigilia di un Juventus-Milan con così poca fiducia, così poca attesa. Merito, si fa per dire, di un disastroso inizio di campionato, che ha portato grande sconforto tra i tifosi e, soprattutto, tra i giocatori del Milan, sembrati quasi rassegnati ed incapaci di ogni reazione mentale alle difficoltà. Vigilia accompagnata dall’esclusione di Kessie, meritata quanto necessaria per riportare impegno e voglia al centro del villaggio.

Pioli si affida al 4-3-3. Il primo tempo vede un buon Milan. Ben organizzato e propositivo, è sicuramente più pericoloso della Juve in varie occasioni. Szczesny si supera su un colpo di testa di Paquetà a metà della prima frazione. Nel secondo tempo, Milan meno brillante, soffre un po’ di più e la Juve passa con Dybala. Nel complesso, buona prestazione, il Milan gioca meglio della Juve a Torino.

Dopo la sosta ci sarà il Napoli, senza Bennacer e Calhanoglu. E il terzultimo posto è a -4. I segnali di ripresa si intravedono, ora servono i punti.

Pagelle:

Donnarumma 6,5: Inoperoso per tutta la partita, incolpevole sul gol, miracolo su Dybala all’ultimo. #CRNostro

Conti 6,5: Torna titolare in una partita che si preannuncia un incubo. Prova molto solida. Buone sovrapposizioni, buoni palloni in mezzo e buone coperture dietro. #Daje

Duarte 6: Malissimo contro la Lazio, nella prima viene sollecitato pochissimo, ma non sbava. #Bene

Romagnoli 5,5: Buona personalità, ottima attenzione. Si attacca ad Higuain come una felpa a Salvini. Mezzo voto in meno perché  l’errore su Dyabala pesa come un macigno, imposta i piedi male ed è sbilanciato. #Quasicomeprima

Hernandez 6: Più bloccato del solito, riesce comunque a farsi vedere in avanti. Lascia la fascia un po’ troppo scoperta in un paio di occasioni che costano i gialli a Bennacer e Krunic. #Certezza

Paquetà 6: Che faccia rima con qualità lo sanno pure gli indigeni di Vanuatu. Che debba aggiungerci un po’ di concretezza, pure. Nel primo tempo illumina il gioco con grandi cambi. Nel secondo tempo cala e non poco. Dev’essere più lucido. #Poquetà

Bennacer 6,5: Sempre più sicuro. Molto bene palla al piede. Sta crescendo, peccato salti Napoli #Arbitrooo

Krunic 6: Buona prova di sostanza. Sicuramente una lezione di impegno a Kessie. Se continua così, il posto è suo. #Krusic

Suso 5,5: Critiche, gol, infortunio. Questo il recente passato dello spagnolo. Aggiunge qualità e palloni alla manovra, ma deve essere più partecipe sia in fase di possesso che di non possesso. Pressing quasi nullo. #SuNo

Piatek 5: Ha una buona palla di testa che spara inspiegabilmente a lato. Lo scorso anno vedeva la porta bendato, quest’anno nemmeno al microscopio. Bene nel tenere su la squadra, ma non basta affatto. #Piangek

Calhanoglu 6: Il migliore di inizio stagione, questa sera un po’ sottotono. Impegna Szczesny con qualche buon tiro. Ci prova e fa bene. Mantenere la fiducia. #Calhasiglu

Bonaventura 5: Entra che peggio non si può. Molle e impreciso. Lontanissimo parente del Jack che conosciamo. #Change

Leao 4,5: Entra, ma non ce ne si accorge se non per un colpo di tacco inutile. Tornare a metterci la testa, visto che la qualità c’è. Altrimenti applicare la dottrina Kessie. #Sveglia

Rebic SV

Pioli 6,5: Passo avanti deciso. Ci si aspettava la dèbacle, invece arriva una prestazione solida. Buoni segnali per il futuro. In attesa della difesa a 3, anche se con questo Conti, potrebbe non servire. #Alleluja

Federico Rosa

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Juventus-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Juventus-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Juventus-Milan – A pochi giorni da una classica del nostro campionato andiamo a scoprire meglio i nostri prossimi avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Juve e Milan risale al sei aprile scorso e terminò due a uno per i bianconeri con i gol di Dybala e Kean a rimontare il momentaneo vantaggio firmato Piatek.

Precedenti famosi

Uno dei precedenti più memorabili è sicuramente quello del cinque febbraio 1950, terminato con un incredibile 1 a 7 per i rossoneri che segnano tre gol nel giro di dieci minuti con il leggendario trio d’attacco Gre-No-Li rimontando il vantaggio iniziale dei bianconeri.

Ultime gare della Juventus

La Juve capolista arriva alla sfida reduce dalle fatiche del derby e della trasferta di Champions con la Lokomotiv Mosca.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo la sconfitta interna contro la Lazio che ha spento nuovamente le speranze accese dalla sofferta vittoria con la Spal.

Occhio a…

Paulo Dybala, autore dell’ 1 a 1 nell’ultimo precedente tra le due squadre sta attraversando un momento di grazia, ha incrociato il Milan 14 volte in carriera segnando sette reti.

Curiosità sugli avversari

Fino al 1903 la divisa della Juve era composta da pantaloni neri e camicia rosa. Quest’ultima però a causa dei frequenti lavaggi tendeva a scolorire e venne quindi deciso di cambiare colore. La società chiese perciò ad uno dei suoi membri, l’inglese Savage, di cercare in Inghilterra un divisa da gioco più resistente all’usura. Savage aveva un amico tifoso del Notts County, la cui maglia è a strisce bianconere, che gli spedì a Torino una serie di uniformi di questi colori che divennero così quelli ufficiali.

Allenatore avversario

Maurizio Sarri ha affrontato 10 volte il Milan ottenendo 5 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta. Cinque sono anche le sue vittorie nei nove scontri con Stefano Pioli, completati da un pareggio e 3 sconfitte.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Fabio Maresca. Il fischietto di Napoli ha diretto il Milan sei volte con un bilancio decisamente positivo per il diavolo: tre vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta. Cinque sono invece gli incroci tra Maresca e la Juve con i bianconeri che vantano quattro vittorie e una sconfitta. Proprio in una di queste vittorie, Juve-Cagliari del 19 agosto 2017, Maresca è stato il primo arbitro ad assegnare un rigore con l’ausilio della Var. Un paio di giornate dopo diventerà anche il primo fischietto ad espellere un calciatore con l’aiuto della tecnologia. A coadiuvare Maresca ci saranno gli assistenti Preti e Carbone, il quarto uomo Mariani, il Var Mazzoleni e l’assistente Var Ranghetti.

Ex e doppi ex

La lista dei giocatori che si sono mossi sull’asse Torino-Milano è lunga. Gli ultimi ,e forse più clamorosi, trasferimenti riguardano due giocatori che quasi sicuramente saranno della partita: Gonzalo Higuain, alla Juve dal 2016 al 2018, passato al Milan per sei mesi nel 2018-2019 e tornato alla base quest’estate, e Leonardo Bonucci, alla Juve dal 2010 al 2017 anno in cui passa al Milan dove rimane solo una stagione per poi far ritorno a Torino.

Chi invece ci sarà, ma probabilmente in panchina, è Mattia de Sciglio, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato alla prima squadra dal 2011 al 2017, anno in cui si è trasferito alla Juventus.

Tra chi invece non ci sarà ricordiamo Andrea Pirlo, al Milan dal 2001 al 2011 anno in cui viene ceduto alla Juve dove rimane fino al 2015, e Pippo Inzaghi, alla Juve dal 1997 al 2001 anno in cui passa all Milan dove rimane fino al 2012, anno del ritiro.

Infine non si può non citare gli ex della panchina: da Giovanni Trapattoni, che fu vice allenatore al Milan nel 1974-1975 e primo allenatore l’anno successivo, al termine del quale venne ingaggiato dalla Juve dove rimase per dieci anni, fino a Massimiliano Allegri, al Mila dal 2010 al 2014 anno in cui passa alla Juve dove è rimasto fino a quest’estate.

Giulia Galliano Sacchetto

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Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

ALBERTO ZACCHERONI A RADIO ROSSONERA – Alberto Zaccheroni, ex allenatore rossonero vincitore dello Scudetto del 1999, ha rilasciato ai nostri microfoni una lunga intervista sul momento attuale dei rossoneri confrontandolo a volte con il “suo” Milan vincente. Tra aneddoti e analisi sull’attualità ecco le parole del mister di Cesenatico partendo dal commento sull’esonero di Giampaolo:

Credo che la fiducia verso l’allenatore sia diminuita da entrambe le parti, sia dal lato dei calciatori che da quello dei dirigenti. Sono rimasto sorpreso anche io, certo non aveva mai allenato una grande ma Giampaolo i giocatori in campo li sa mettere. Io ad esempio ho avuto giocatori di Giampaolo in passato e i più grandi sponsor di Giampaolo sono sempre stati i giocatori stessi“.

Il mister nelle ultime stagioni aveva fatto sempre bene, valorizzando giocatori che in passato non erano nemmeno appetibili sul mercato: un esempio Quagliarella del quale l’Udinese donò metà cartellino alla Samp. Il Milan ha iniziato il campionato senza una identità precisa, si è lavorato per 100 giorni per fare il rombo con Suso dietro le punte: a vio avviso invece Suso ci deve andare dietro le linee, partendo dall’esterno, non deve trovarsi già lì spalle alla porta perchè è un giocatore che toccando tanto la palla perde il tempo della giocata. Sono anche contrario ad avere un sistema di gioco preciso, sono un allenatore che si adatta ai giocatori ma al di là questo ora tutti i rossoneri sono sotto il livello medio delle loro prestazioni, c’è quindi qualcosa che non va“.

Per “catturare” i giocatori serve dar loro certezze ma questo non è possibile, perché non si può dire ad un ragazzo: “così si vince”. Al contrario attraverso il rapporto e il contatto diretto bisogna dar loro sicurezze che possano far fare bella figura, perché prima di tutto un giocatore è individualista. Questo fa capire l’importanza del dialogo fin dal ritiro dove spesso si riesce ad instaurare un rapporto diretto. L’allenatore ora deve pensare a mettere in campo sì tutti i giocatori di maggior qualità ma anche quelli funzionali come i “miei” Guly, Helveg, Sala, ragazzi che davano equilibrio e facevano il lavoro sporco. Questo è l’equilibrio che bisogna trovare nel Milan di adesso. Al giocatore che deve fare questo lavoro sporco e di equilibrio direi: “hai l’occasione della vita, io ti do la maglia del Milan, sfruttala“.

Non so se i senatori di questo Milan hanno la personalità dei miei, non conosco il loro carattere però sottolineo un aspetto: la maglia del Milan pesa. Entrare con la maglia rossonera a San Siro è diverso, ho avuto nazionali che avevano già vinto in passato che ho dovuto spingere sulla schiena nel sottopassaggio per farli entrare in campo. L’allenatore deve cercare di costruire uno zoccolo duro con i più seri, determinati, con personalità e non è detto siano anche i più bravi. Io avevo Maldini, Costacurta e Albertini ed erano loro tre a dar equilibrio allo spogliatoio. Il lavoro sporco lo facevano loro, lontano dai miei occhi e non venivano certo a riferire cosa facevano con il gruppo. Ad esempio andavano a spiegare ai giovani cosa era il Milan e come ci si doveva comportare, ai nuovi dicevano cosa era consentito e cosa no. Billy Costacurta la prima sera prese Shevchenko che aveva ancora i bagagli chiusi in hotel e lo portò a cena con Albertini per fare ciòOra bisogna individuare quelle due-tre persone che facciano questo lavoro perché l’allenatore non riesce a stare dietro a tutto”.

I giocatori del Milan non devono pensare alla qualificazione alla Champions League. Non si deve parlare di questo perché si darebbero loro pesi e responsabilità che non possono reggere per ora. Bisogna far fare cose semplici con tranquillità e non dar loro alibi come il cambio allenatore o il giocare in un ruolo non abituale. Non bisogna gridare o responsabilizzare ma piuttosto sdrammatizzare, una pacca in un più sulle spalle, anche i tifosi spero che non contestino la squadra. Una chiave è rimettere i giocatori al loro posto, anche qualche faccia pulita in più come nel 1999 feci con Abbiati e Aliyu“.

Ora bisogna trovare equilibri perché la qualità c’è. Ad esempio, Suso: se critichiamo lo spagnolo… Suso è il giocatore di maggior qualità, bisogna far leva su di lui perché ha tante giocate, deve esser il primo punto fermo, forse è criticato dai tifosi perchè in passato l’hanno visto giocare meglio, non so, bisogna metter vicino a lui altri giocatori per aiutarlo come ad esempio un terzino che gli si sovrappone alle spalle“.

Leao non mi sembra un centravanti, gli piace ricevere palla sui piedi e davanti alla porta non mi ha dato l’idea del cecchino. Piatek invece ha altri limiti ma non certo la finalizzazione. Piatek i gol li ha fatti con una certa continuità. Leao ora deve recuperare, perché quando le cose non vanno bene tutti sono contagiati da questo strano virus“.

Pioli sul piano tattico ha dimostrato in tante piazze di saper conoscere il suo mestiere, quello che mi sorprende è che invece solitamente i problemi li ha sempre avuti sul lungo periodo non ad inizio esperienza. Penso però sia solo questione di tempo. Ha la fortuna di avere Paolo Maldini, che ama sì il milan ma è molto razionale, freddo nell’analisi, è un gran vantaggio avere un dirigente così“.

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Milan Femminile, 1-1 contro la Fiorentina: una storia tra Viola

Milan Femminile, 1-1 contro la Fiorentina: una storia tra Viola

MILAN FEMMINILE – Sabato 2 novembre 2019, stadio Bozzi di Firenze: una trentaduenne fiorentina di nascita e una ventottenne fiorentina d’adozione decidono il big match tra Fiorentina Women e Milan Femminile, valida per la quinta giornata di campionato.

Già, il caso ha voluto che fossero proprio le due principali esponenti -per legami con il capoluogo toscano- delle rispettive squadre a mettere la firma sull’1-1 finale, che porta a Milan e Fiorentina un punto in più in classifica.
Alia Guagni, capitano delle viola, fiorentina di nascita, di cuore e di caparbietà -ricordiamo i rumors di sirene madrilene, arrivate quest’estate e rispedite al mittente- sigla il gol dell’1-0 raccogliendo un assist di Bonetti e dipingendo uno splendido pallonetto che si infila alle spalle di Korenciova e fa esplodere i fomentati tifosi viola sugli spalti, tra i quali spunta la famiglia Commisso. È il 33’ del primo tempo, ed è proprio la numero 3 con la fascia al braccio a portare avanti la propria squadra, trascinando di forza il risultato fino al 45’.

Nel corso dell’intervallo in tribuna non c’è pace: canti, cori, estasi a tinte viola coinvolgono buona parte dei tifosi presenti, escludendo solo la piccola ma chiassosa schiera di tifosi milanisti accorsi allo stadio. I cori per il Diavolo e per le rossonere (“Che bello è/quando esco di casa/per andare allo stadio/ a veder le ragazze”) animano la competizione tra tifoserie, ma davanti alla performance dedicata a “mamma Guagni” si tratta solo di stare a guardare e apprezzare in religioso silenzio.

Nel secondo tempo è la più fiorentina tra le milanesi a rispondere sul campo: Deborah Salvatori Rinaldi -4 anni di militanza nel Firenze, 2 nella Fiorentina Women, 1 nel Florentia- riporta in gara il Milan con un gol incomprensibile se non in termini di sana determinazione e talento sotto porta. Al termine di una azione concitata di batti e ribatti, la numero 22 rossonera si avventa su un pallone apparentemente destinato a rocambolare fuori, ma con un leggero e fortuito tocco, simile ad un impalpabile bacio di buon augurio, la palla finisce in porta. E mentre le viola si guardano sbigottite, invocando una qualche irregolarità, Rinaldi mostra a tutti gli astanti come “seguire il sole” -la sua esultanza ormai sdoganata- anche in una giornata umida e uggiosa di inizio novembre.

Il Milan femminile torna a casa con un punto -sul cui valore i tifosi tuttora si interrogano-, ma chi con quel “bacio al pallone di Firenze” ha stregato tutti è di nuovo lei, Deborah Salvatori Rinaldi, al terzo gol -pesantissimo- in cinque giornate. Proprio lei, che a casa a Milano non ci torna, si ferma a Coverciano: proprio ieri è arrivata la chiamata in nazionale, in occasione delle prossime due partite di qualificazione agli europei. Un inizio di campionato niente male.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

MILAN LAZIO – Mister Pioli cambia due uomini rispetto alla partita contro la Spal, Calabria prende il posto di Musacchio con Duarte al centro della difesa e Krunic prende il posto di uno spento Kessie. Il Milan parte bene, sfiora il goal con Paqueta, ma la Lazio davanti ha giocatori molto tecnici che riescono spesso a trovare la giocata che impensierisce la difesa rossonera. Immobile di testa porta in vantaggio la Lazio, ma Piatek con un tocco in area deviato poi da Bastos pareggia subito. Nella ripresa entrambe le squadre danno l’impressione di voler vincere la partita. Pioli ci prova togliendo Paquetà e inserendo Leao, ma proprio questo cambio toglie palleggio in mezzo al campo alla squadra rossonera e permette alla Lazio di impossessarsi piano piano del gioco . Il Milan lascia ampi spazi per le ripartenze, e da una di queste nasce il goal di Correa sfrutta nel migliore dei modi una gran palla di Luis Alberto. La Lazio torna a vincere a S. Siro dopo 30 anni.

PIATEK – A differenza di altre partite sembra entrare di più nel vivo del gioco, soprattutto nel primo tempo. Prova qualche sponda interessante per i compagni e prova un paio di volte il tiro. Mette lo zampino sul goal del pareggio, ma nella ripresa sparisce insieme alla maggior parte dei suoi compagni.

Ancora troppo poco questo Piatek, spesso pasticcia con il pallone e perde tempi decisivi per giocate importanti. Il polacco non riesce ad uscire da suo momento negativo, i tifosi rossoneri sperano in un rapido cambio di tendenza.

IL CENTROCAMPO – La sorpresa nella formazione iniziale è l’inserimento nell’undici titolare di Krunic. L’ex giocatore dell’Empoli ha dato più dinamismo al centrocampo e più soluzioni in fase offensiva, almeno fino a quando la condizione ha retto è stato uno dei più positivi della partita. La prova di Bennacer è stata a due facce, un primo tempo abbastanza negativo con alcune palle insidiose perse e un secondo tempo molto più positivo a lottare in mezzo al campo e a far girare la squadra.

Sembra che a questo Milan manchi ancora qualcosa in mezzo al campo, manca quell’esperienza che sicuramente nella partita di ieri sera avrebbe portato un maggiore equilibrio in mezzo al campo. Manca personalità nella zona centrale del campo ed Elliot a Gennaio dovrà cercare di intervenire anche qui, regalando a Pioli quel giocatore di esperienza e tecnica in mezzo al campo che alla squadra rossonera manca da parecchio tempo.

IL CAMBIOLa partita cambia al minuto 53, fuori Paquetà, dentro Leao. Mister Pioli cerca di trovare il cambio vincente, ma invece trova l’esatto opposto. Leao, forse sconsolato per la seconda panchina consecutiva, non riesce a dare quella scossa che gli chiedeva Pioli, anzi, spesso risulta fuori dal gioco, si fa vedere troppo poco e quando ha la palla nei piedi risulta poco incisivo. Con l’uscita di Paquetà il Milan perde qualità nel palleggio in mezzo al campo e lascia spesso il pallino del gioco in mano alla squadra biancoceleste.

Nel provare a vincere la partita Pioli la perde. Bisogna però riconoscere del coraggio in questa sostituzione, probabilmente la posizione così deficitaria in classifica ha fatto propendere per questa scelta così offensiva, il Milan come non mai ha bisogno di punti per risollevarsi, la scorsa sera è andata male, speriamo che la prossima volta un cambio così “azzardato” porti i suoi frutti.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

 

 

 

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Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

MILAN-LAZIO, PIOLI: “CHE ERRORI SUI GOL, MA VEDO UNA SQUADRA IN CRESCITA”

Rammaricato per il risultato ma soddisfatto per la prestazione dei suoi ragazzi. Stefano Pioli vede una squadra in crescita, al termine della sconfitta con la Lazio, ma i risultati continuano a latitare.

“Non mi sento in un labirinto, vedo una squadra in crescita – ha detto il tecnico rossonero -. Oggi un risultato positivo sarebbe stato importantissimo ma c’è stata la prestazione. Abbiamo cercato di ribattere colpo su colpo contro una squadra forte, prendendoci rischi ma facendoli anche correre alla Lazio. La strada è quella giusta, dobbiamo solo pensare ad alzare ancora il nostro livello di prestazioni”.

Analizzando la gara, Pioli prova a trovare una spiegazione sui gol subiti: “In entrambi i gol della Lazio siamo in superiorità numerica ma non leggiamo bene la situazione. Dobbiamo interpretare meglio le situazioni ed essere più veloci. A 10′ dalla fine una squadra che sta facendo quella prestazione non deve prendere quel gol. E’ vero che Theo Hernandez va sfruttato di più in fase di spinta ma bisogna essere anche bravi a coprire la sua posizione. Oggi nel secondo tempo eravamo a 3, Calabria era il terzo difensore e Rebic a centrocampo. Ma non è una questione di numeri. E’ grave il modo in cui prendiamo il secondo gol, ci è costato la partita. Ce la siamo giocata alla pari con una squadra molto forte, che deve arrivare tra le prime 4 se non vuole incorrere in una grande delusione”.

Molto deludente, invece, l’apporto dei calciatori subentrati, a cominciare da Rafael Leao. “Ma non voglio puntare il dito contro nessuno – ha spiegato Pioli -. Certo, da Leao mi aspettavo di più, doveva darci profondità, strappi ed uno contro uno. Deve far meglio, oggi il suo ingresso non è stato all’altezza delle sue potenzialità. Questa squadra non avrà grandissimi campioni ma ci sono ottimi giocatori, di gran qualità. Siamo una squadra giovane ma di giovani maturi che devono capire come si interpreta ed approccia una partita: e questo vale sia per i titolari che per chi entra in campo a partita in corsa”.

Ed a chi gli chiede se i problemi del Milan siano più tecnici o di testa dei calciatori, Pioli replica. “Si parla tanto della testa dei giocatori ma oggi la squadra ha battagliato per 90′, non si è arresa, ha giocato e lottato pur commettendo errori. Dobbiamo essere più precisi, a volte sbagliamo alcune scelte. Dobbiamo crescere ma non vedo una squadra impaurita. L’unico momento in cui forse ho visto una squadra impaurita è stato quando sono arrivato, ma adesso vedo giocatori convinti. Ieri ho parlato di squadra che ci crede, stasera abbiamo lottato contro una squadra molto forte. I ragazzi sono usciti dal campo ed avevano la testa bassa per la sconfitta ma erano convinti del proprio percorso di crescita”.

INZAGHI

Si gode il successo della Lazio dopo 29 anni di digiuno a San Siro in campionato, invece, il Simone Inzaghi.

“Volevamo sfatare questo tabù, avevo detto alla squadra che si poteva fare, anche perché qui avevamo vinto lo scorso anno in Coppa Italia. Abbiamo vinto meritatamente, il Milan ha fatto una buona gara ma noi abbiamo fatto di tutto per vincere, pur subendo un gol fortuito – ha esordito il tecnico biancoceleste -. I cambi ci hanno aiutato, nonostante li abbiamo fatti per alcuni problemini fisici. Quando comandiamo la partita, 9 volte su 10 la vinciamo. Vogliamo costruire, spesso riusciamo a farlo altre volte meno. Oggi non era facile, il Milan alzava Bennacer su Leiva e non era facile. Nel primo tempo potevamo far meglio, sapevamo che il Milan sarebbe calato nella ripresa avendo giocato giovedì”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Pagelle Milan-Lazio 1-2: Amaro e delusione

Pagelle Milan-Lazio 1-2: Amaro e delusione

Pagelle Milan-Lazio 1-2 – Dopo la prima vittoria della stagione Pioli, il Milan era chiamato a dare continuità più nei risultati che nelle prestazioni, visto il pochissimo gioco messo in mostra contro la SPAL. Pioli ritrova la Lazio, che aveva portato in Champions, ed è chiamato ad un’insperata vittoria per poter tenere acceso un lumicino per portarci il Milan, in Champions.

Il primo tempo rossonero è più che buono. Abolito il possesso di palla sterile, il Milan è veloce come non mai in stagione. Al 20’ arriva il vantaggio Lazio con Immobile, che gira benissimo di testa. Tre minuti dopo, il pareggio rossonero con l’autogol di Bastos. C’è stata una reazione ed è forse il segnale che più si voleva vedere. Il secondo tempo, il Milan gioca bene e rischia poco, ma subisce il 2-1 in contropiede da Correa. Sconfitta immeritata, che lascia però qualche buona impressione per il futuro. Manca, però, il carattere, sempre di più.

L’ultima sconfitta casalinga con la Lazio era datata 1989, firmata da un autogol di Paolo Maldini. Ora la Champions sembra impossibile. Gravissime lacune difensive e di personalità. E al prossimo turno c’è la Juve…

 

Pagelle

Donnarumma 6: Incolpevole sui gol. Qualche uscita sbagliata, ma rimedia. Rimane indubbiamente il punto fermo della squadra. #GigiOne

Calabria 5: Ritrova la fascia, dopo l’esperimento Duarte. In fase difensiva sembra ancora un po’ insicuro, meglio le sovrapposizioni. Ma ancora tanti, troppi errori. I fischi, però, non aiutano, anzi… #Daivide

Duarte 5: Torna al centro dal primo minuto. Malissimo sul gol di Immobile, che gli stacca in faccia. Male anche nel secondo tempo, viene puntato e soffre tantissimo, rischiando il secondo giallo. #Dualipa

Romagnoli 6: Meglio delle uscite precedenti, molto bene su Correa a fine primo tempo. In area, da manuale il non uso delle braccia. E, viste altre squadre, è già molto. La svolta mentale del Milan deve passare dal suo capitano. #Laziognoli

Theo 6: Meno treno del solito, ma è comunque una delle certezze di questo Milan. Benissimo le sovrapposizioni e la spinta, da rivedere le coperture difensive. Corre molto, forse troppo. #Almenotu

Krunic 6,5: Rileva probabilmente il peggiore di inizio stagione, soprattutto per l’atteggiamento. Bene gli inserimenti ed i movimenti senza palla. Molto più nel gioco di Kessie. #Titolareprego

Bennacer 6,5: Inizia a far intravedere qualcosa. Bene nel seguire le azioni, ma ancora un po’ troppa timidezza. Serve anche ridurre un po’ i tocchi pre-giocata, ma è presente nel gioco. Ha bisogno di continuare a giocare per acquisire fiducia ed automatismi. #Ni

Paquetà 6: Ok, la qualità ce l’hai, ma un po’ di concretezza sottoporta non guasterebbe. Molto bene quando smista a centrocampo, meno quando basterebbe la bordata per segnare, oggi come contro la SPAL. #Puntazzadai

Castillejo 7: Qualità, corsa e profondità. I 32 minuti che gioca sono tra i migliori da quando è al Milan. Si fa male nel suo miglior momento #Annamobene

Piatek 5: Mette lo zampino sul pareggio, ma forse nemmeno lui sa come. Bene nella partecipazione al gioco, male palla al piede, troppo macchinoso. Deve tornare il king dell’area di rigore dell’anno scorso. #Krysztzofincroce

Calhanoglu 6,5: È in un momento di grazia. Nel primo tempo gli riesce tutto, fa quello che vuole, compresi vari cambi di gioco Milano-Roma. Deve solo tenere di testa. #Calhasiglu

Rebic 5: Vero mistero del mercato estivo, entra al 32’ per l’infortunio di Castillejo e ha subito una buona occasione, che spara a lato di testa. Tatticamente benino, ma deve trovare la cattiveria e la corsa palla al piede che lo contraddistinguono. È un giocatore di livello, ha tutta la qualità e personalità per essere titolare nel Milan. #Fantasmadellopera

Leao 5: Poco, pochissimo da quando entra. Male anche nell’atteggiamento, zero palloni cercati. Enorme passo indietro. #Cosìno

Bonaventura SV

Pioli 5,5: La squadra gira meglio che a Roma, qualche buona impressione c’è. Ma ancora troppi errori e pochissima rabbia dopo il 2-1. Troppo fragili mentalmente, quasi rassegnati. Serve più #inc*zzatura

Federico Rosa

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Milan-Spal 1-0, the day after! Il modulo, la fase offensiva e la partita di Suso

Milan-Spal 1-0, the day after! Il modulo, la fase offensiva e la partita di Suso

MILAN SPAL – La squadra rossonera scende in campo con alcuni cambi rispetto alla partita di Roma, Pioli mette a sedere in panchina Conti, Biglia, Leao e Suso per dare spazio a Duarte, Bennacer, Piatek e Castillejo. Interpreti diversi, ma non cambia molto. Il Milan risulta spento, con un gioco praticamente nullo. Uno dei pochi a ravvivare il primo tempo è l’esterno spagnolo che cerca di dare fastidio alla Spal con inserimenti alle spalle della difesa. Da uno di questi inserimenti nasce l’azione più pericolosa del primo tempo, con Castillejo che colpisce la traversa da pochi passi. Nel secondo tempo mister Pioli cerca di cambiare qualcosa inserendo Calabria per dare più spinta sulla fascia destra, e riporta la difesa a 4. La manovra del Milan risulta sempre sterile e le azioni pericolose si possono contare sulle dita di una mano. Suso entra in campo al 57′ e 6 minuti dopo realizza il goal su punizione che decide il match.

Poco, troppo poco, questo Milan per dare fiducia e morale ai tifosi rossoneri. Le sfide con Lazio, Juventus e Napoli diranno cosa ne sarà di questo Milan, sicuramente serve molto di più rispetto alle ultime uscite per riuscire a portare a casa qualche punto e muovere la classifica.

 

IL MODULO – La cosa chiara a tutti è che la squadra rossonera dopo 10 giornate non ha ancora trovato la sua identità tecnico-tattica. Mister Pioli sta cercando di trovare in tutti i modi un modulo che possa dare solidità alla squadra e allo stesso tempo soluzioni offensive interessanti, ma la strada è lunga e tortuosa. Ieri nel primo tempo la squadra si è disposta con una difesa a tre, T. Hernandez e Castillejo larghi sulle fasce, tre centrocampisti e Calhanoglu vicino a Piatek, modulo che si avvicinava molto ad un 3511. Nella ripresa, e con l’ingresso di Suso, si è tornati al solito 433 e la squadra, anche se a piccole dosi, è sembrata più equilibrata e incisiva.

Dopo quasi un terzo del campionato, la squadra rossonera risulta ancora senza idee e con poche sicurezze. Pochi i punti fermi della squadra su cui impostare il modulo e la manovra, servirà tanto lavoro nelle prossime settimane per trovare una soluzione.

 

LA FASE OFFENSIVA – Con soli 10 goal fatti in 10 giornate il Milan ha uno dei peggiori attacchi del campionato. Se consideriamo che 4 di questi goal sono arrivati su calcio di rigore o punizione, il dato è ancora più preoccupante. Uno dei problemi principali risulta essere Piatek, un grande finalizzatore dentro l’area, ma fuori risulta avere limiti tecnici che non gli consentono di giocare per la squadra e spesso risulta troppo facile da marcare e da intercettare per i difensori avversari.

La squadra rossonera fatica a creare occasioni da goal, spesso le partite vengono decise da giocate individuali, e su questo piano il polacco ne risente, poche palle giocabili in queste partite dentro l’area, poche occasioni per lui per andare a rete. Sorge un dilemma a questo punto, continuare ad insistere con Piatek unica punta o provare a dare delle varianti al modulo inserendo Leao come spalla del polacco?

 

LA PARTITA DI SUSO – Fischiato da tutto lo stadio al momento delle formazioni, entra in campo e sembra che la panchina gli abbia fatto bene. Subito nel vivo del gioco, a differenza di altre volte non sparisce dal campo, si fa vedere, dialoga con i compagni, cerca meno l’azione personale e più la giocata per la squadra. Entra con la cattiveria giusta che gli è mancata nelle ultime partite e recupera anche un paio di palloni nel finale. Fa pace con i tifosi con la punizione che decide la partita, anche se qualcuno al suo goal si è rifiutato di esultare.

La scelta di Pioli di farlo accomodare in panchina probabilmente è stata la scelta giusta, nessuno in questa squadra è intoccabile, soprattutto dopo la serie di pessime prestazioni dell’ultimo periodo, una scossa che è servita a Suso e che deve essere da lezione per l’intera squadra.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

 

 

 

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