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Milan Primavera, Brescianini (Focus On): colui che gioca sempre e in ogni ruolo

Milan Primavera, Brescianini (Focus On): colui che gioca sempre e in ogni ruolo

MILAN PRIMAVERA, BRESCIANINI –  C’è un filo rosso(nero) che collega Gennaro Gattuso, Alessandro Lupi e Federico Giunti. E non è unicamente quello dell’essersi seduti tutti sulla panchina del Milan Primavera nel corso dell’ultima stagione.

Oltre alla panchina c’è di più ed è la scelta degli uomini, di uno in particolare, che ha giocato sempre ed in ogni ruolo, risultando sempre tra i migliori per applicazione e risultato sul campo: Marco Brescianini.

Per raccontare Brescianini, “Brescio” per tutti, sarebbe semplice e banale raccontare che viene da un paesino della bergamasca, Calcinate, che è nel Milan praticamente da una vita, che fa la mezz’ala, che è mancino e che negli anni ha aumentato il suo legame con il gol. Ma per tutto questo basta andare su Google o qualche sito di statistiche.

Voglio provare a raccontare il “mio” Marco Brescianini, quello che ho imparato a conoscere sui campi di Solbiate, di Varese e del Vismara negli ultimi due anni, quel ragazzo che ha iniziato la sua prima avventura in primavera tra i più piccoli del gruppo, ma prendendosi da subito un ruolo di primo piano.

Complice l’infortunio di Torrasi nel precampionato, Gattuso lo butta subito nella mischia in mezzo al campo a fare da scorta a capitan El Hilali, insieme a Tommaso Pobega (oggi a Pordenone), da mezz’ala sinistra, quello che teoricamente sarebbe il suo ruolo naturale.

Da lì, nell’arco di due stagioni, è passato a fare l’esterno d’attacco, l’interno di un centrocampo a due, il play basso in un centrocampo a tre, fino al difensore centrale nei sei disastrosi mesi di gestione Lupi della scorsa stagione. E in ogni occasione si è distinto, ha sempre risposto presente, ha sempre messo il bene della squadra davanti alla sua comfort zone.

Quando lo vedi in campo lo riconosci, dinoccolato, biondissimo e bianco quasi cadaverico, non particolarmente alto, ma così magro che vengono i dubbi sul suo poter stare in campo. Poi a fine partita ti rendi conto che è tra quelli che ha corso di più, è stato l’ultimo a mollare e spesso si è portato sulle spalle la squadra nei momenti più difficili. Capitano per la prima volta lo scorso anno nel derby, ha ripreso la fascia quando Torrasi è tornato sotto i ferri per le ultime dello scorso campionato.

Sarà il capitano di quella che al Milan voglio sia la stagione dell’immediata promozione e del ritorno ai livelli che competono al settore giovanile rossonero.

Polivalenza, corsa, spirito di sacrificio e personalità. Tanta personalità. E quella capacità di essere decisivo quando serve, quel feeling con la “sindrome del supereroe”, non nel senso negativo del termine, perché Marco non forza mai, in due anni non l’ho mai visto strafare. È un supereroe buono, nel momento del bisogno lui c’è. Cinematograficamente sceglie sempre il momento perfetto, come ha fatto per il suo primo gol in primavera: in uno scontro diretto, contro il Napoli, al 93′, con un mancino da fuori a fil di palo. E si è ripetuto con il Genoa, sempre al Vismara, per dare carica, contro un’altra avversaria diretta, per provare una difficilissima rincorsa alla salvezza.

Ha chiuso segnando nel derby, ovviamente con un tiro da fuori, su punizione, suonando la carica e svegliando i compagni dal torpore, non è bastato per vincere. Non sono bastati i suoi 3 gol per la salvezza rossonera e non basterà solo un grande Brescianini per risalire in Primavera 1, ma sarà lui a dare l’esempio e indicare la via, soprattutto nelle difficoltà.

Anche facendo una delle cose che gli viene meglio: armare il suo sinistro e colpire verso la porta avversaria.

Photo Credits: AcMilan.com

Matteo Vismara

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Milan, Refiloe Jane è la nuova numero 15 rossonera. Conosciamola meglio dentro e fuori dal campo

Milan, Refiloe Jane è la nuova numero 15 rossonera. Conosciamola meglio dentro e fuori dal campo

MILAN, REFILOE JANE – Nel corso di quest’estate abbiamo rincorso, seguito e anticipato le voci che portavano Refiloe Jane, ventisettenne centrocampista sudafricana, dritta dritta fino a Milano, per vestire la maglia rossonera per la stagione 2019/2020. Pochi giorni fa queste voci sono diventate una granitica certezza, e la rosa del Milan Femminile ha accolto per la prima volta una giocatrice sudafricana nella propria famiglia.

Refiloe Jane, detta “Fifinho”, classe ’92, ha recentemente compiuto 27 anni (il 4 agosto); non può vantare un fisico statuario grazie al suo 1.60 m di altezza, ma ciò non le impedisce di essere una vera e propria pedina inamovibile nel centrocampo di qualsiasi formazione competitiva. La sua esperienza la proietta inoltre molto in alto nelle gerarchie del calcio internazionale, grazie alla sua militanza pluriennale nella nazionale del Sudafrica, con la quale ha registrato lo scorso febbraio la sua centesima presenza. Refiloe è inoltre vicecapitano della sua nazionale, e in diverse occasioni, in assenza di Janine Van Wyk -titolare della fascia-, ha indossato con orgoglio la fascia di capitano.

Il ruolo di Refiloe Jane in campo è principalmente quello di interna di centrocampo in una formazione a 4, o di vertice basso davanti alla difesa in un modulo come il 4-1-4-1 di Maurizio Ganz con il Milan Femminile. È stato proprio quello infatti il ruolo che ha ricoperto -egregiamente- sabato 7 settembre, debuttando con la nuova maglia sul campo di Sedriano, contro il Napoli, per l’ultima amichevole pre campionato delle rossonere.
Il ruolo di ago della bilancia e barriera davanti alla difesa sembra perfettamente cucito sulle sue caratteristiche: visione in fase di impostazione, gestione del pallone con velocità e intelligenza, recupero palla e riequilibrio in fase di transizione. I 45’ disputati sabato sono stati senza dubbio rivelatori di quanto sia importante una giocatrice del suo calibro in un ruolo delicato come quello del mediano basso, apportando sicurezza nel reparto grazie alle giocate semplici ma efficaci.

La grandezza di Refiloe Jane ha però anche un’altra unità di misura: l’amore incondizionato, il supporto e l’orgoglio palesati in occasione dell’ufficialità dell’arrivo al Milan sono evidenti segnali di quanto il talento di Jane sia riconosciuto e la sua stima sia profondamente radicata nei suoi fan. Dal Sudafrica si leva un coro che recita “Shine, girl!”, ovvero “brilla, stella!”, spesso reiterato nei commenti estasiati sui social. Fifinho è pronta a portare alta la bandiera del Sudafrica e, chissà, magari anche quella del Milan.

Photo Credits: AcMilan.Com

Lucia Pirola

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Mercato Milan, analisi dei bilanci e dei frutti dell’autunno

Mercato Milan, analisi dei bilanci e dei frutti dell’autunno

MERCATO MILAN – Tempo, sciagurato, di pausa per le nazionali. Proviamo quindi a fare una riflessione, quanto più possibile completa, sul mercato del Milan appena concluso. Nessuna pretesa di precisione scientifica sotto il profilo tecnico, tattico o economico ma solo la speranza di una visione di insieme sull’operato della coppia Maldini – Boban.

Le dismissioni – Partiamo dalle prime scelte fatte dalla Dirigenza, quelle relative ai “non rinnovi” di alcuni giocatori. Continua l’opera di svincolo della rosa rossonera dai legami con il passato. Non sono stati rinnovati i contratti e i prestiti di Montolivo, Jose Mauri, Bertolacci, Abate, Zapata e Bakayoko. Parliamo ovviamente della prima squadra e non di altre operazioni minori. Giova ricordare che i primi quattro sono, almeno al momento in cui scriviamo, ancora svincolati mentre Zapata ha trovato posto al Genoa (faccina pensierosa). Viene da pensare che o è bassa la qualità (anche in relazione all’età avanzata di alcuni) oppure è alto il prezzo. Baka aveva un contratto fuori dalla nostra portata per un panchinaro ed i suoi rapporti con l’ambiente erano minati, giusto salutarci. Risolto consensualmente il contratto di Strinic del quale si conoscono i problemi di salute. Peccato, era un uomo di Giampaolo e, fosse stato in perfetta efficienza, avremmo avuto un giocatore pronto fin da subito. Al ragazzo i migliori auguri per il suo futuro da calciatore.

Se lo scopo era effettivamente quello di ringiovanire la rosa, liberare importante spazio salariale e cancellare le tracce di un passato controverso il voto non può che essere alto.

Le mancate cessioni – Inutile negare che certa parte della stampa e della tifoseria non voglia affatto bene all’attuale proprietà del Milan. A mercato ancora chiuso ed in prossimità della chiusura dell’esercizio in corso in parecchi avevano vaticinato cessioni importanti per sanare il bilancio. Non solo non è capitato prima del trenta giugno ma i pezzi pregiati sono rimasti fino alla fine del mercato. In molti tra i tifosi rossoneri hanno chiesto a gran voce le cessioni di Donnarumma e Suso per poter operare sul mercato ma la Società ha risposto picche. Espressamente, per bocca di Paolo Maldini, riguardo a Gigio, nei fatti per Suso. Magari per lo spagnolo non c’è mercato ma per il giovane portiere è difficile ipotizzare la mancanza di uno o più acquirenti. Bene? Male? Lo scopriremo solo vivendo come cantava il grande Lucio Battisti; ma di certo siamo di fronte ad un messaggio chiaro: li volete, li pagate la cifra che diciamo noi. Anche da qui bisogna passare per tornare grandi.

Acquisto europeo – Il primo, e forse più importante, è stato l’accordo con la UEFA. Abbiamo perso una competizione europea ma ci siamo seduti al tavolo con un organismo che ti può rendere la vita impossibile e abbiamo proposto un accordo duro ma favorevole in prospettiva. Siamo fuori dalle coppe (e in molti sostengono che non sia affatto un male nella situazione attuale) e ci siamo impegnati ad essere virtuosi nei prossimi mercati ma abbiamo cancellato uno degli anni economicamente orribili che le gestioni precedenti ci hanno lasciato in eredità. Dettaglio non da poco. Da qui in avanti ci sarà tantissimo lavoro da fare ma la sfida per la Dirigenza (tutta) è davvero stimolante: riportare il Milan tra le squadre moderne e efficienti del calcio mondiale. Niente a che fare con “il Milan deve camminare da solo” di berlusconiana memoria, concetto vago e mai rispettato. Dobbiamo tornare a fatturare tantissimo (marketing e merchandising, nuovi sponsor, player trading intelligente) a gestire meglio i nostri soldi senza dare stipendi insensati a calciatori di livello modesto.

Acquisto tecnico – Altro acquisto importante e logicamente precedente il mercato è stato quello dell’allenatore. Salutato con una stretta di mano Gennaro Gattuso, cha ha contribuito alla salute del bilancio della sua squadra del cuore rinunciando agli anni di contratto che gli erano rimasti, è arrivato Marco Giampaolo. Uno degli allenatori giovani più preparati in circolazione, uno bravo con i giovani, uno di quelli che le proprie squadre le ha sempre fatto giocare bene. Certo potevamo mettere sotto contratto uno dei big europei però poi avremmo dovuto spiegare i dieci milioni di stipendio da girare ai Conte, Guardiola o Pochettino di turno. Per quel che ne so io si comincia camminando e poi si impara a correre. A bocce ferme l’allenatore ideale per una rosa che ha raggiunto il quinto posto lo scorso anno (ad un solo punto dal terzo, ndr) ma che non ha mai convinto per l’organizzazione di gioco offensivo. L’allenatore ideale per valorizzare quei giocatori che hanno convinto poco fino ad ora (Chala, Suso, Rodriguez, Kessie ecc.) e che possono essere in futuro capisaldi di un grande Milan oppure preziosa merce di scambio. Ma anche l’allenatore ideale per crescere i giocatori giovani che nel calcio milionario di oggi sono necessari per completare rose dai costi fantasmagorici.

Acquisti “piccoli” – A proposito di giovani la Dirigenza rossonera ha messo ampiamente mano alla rosa della Primavera di Giunti rovinosamente retrocesso lo scorso anno. Moncada e Massara hanno messo sotto contratto sei giocatori nuovi: Lenny Borges terzino destro dall’Amburgo, Riad Tahar difensore centrale dal Lione, Luan Capanni punta centrale della Lazio, Gabriele Galardi terzino destro dalla Vigor Perconti, Simone Potop difensore centrale dal Torino e la punta centrale Emanuele Pecorino dal Catania già andato in gol di recente.

Stesso discorso si può fare per la squadra femminile che ha cambiato sia l’allenatore (mettendo sotto contratto Maurizio “segna semper lù” Ganz al quale facciamo i nostri migliori auguri e diverse nuove giocatrici che dovrebbero compensare le dolorose partenze di Sabatino, Moreno, Giuliano e Alborghetti. Da segnalare, ma lasciamo l’approfondimento a Lucia Pirola, gli arrivi di Lady Andrade e Refiloe Jane. Il Milan, stante l’impossibilità di puntare alle big del calcio europeo, ha puntato a confermare il maggior numero di giocatrici possibile e su figure di spessore internazionale anche se non di primo piano. Obiettivo: fare meglio del terzo posto dello scorso anno e, mi permetto di aggiungere, vincere il derby.

Acquisti. E cessioni – Primavera, Milan femminile, prima squadra. Che non si potesse puntare alla stella è parso chiaro fin da inizio mercato quando una lunga intervista alla Gazzetta di Ivan Gazidis aveva escluso il colpo “riempi-stadio”. E così è stato nonostante la seducente immagine del pallone d’oro Luka Modric con la maglietta a righe rossonere.

Portieri: contrariamente alle previsioni e a quelle che sembrano essere le esigenze di bilancio il Milan conserva il proprio costosissimo reparto portieri. Gigio, suo fratello e Pepe Reina forniscono molte garanzie (anche sotto il profilo dell’esperienza e dei rapporti nello spogliatoio) ma incidono tantissimo sui nostri conti. Plizzari, sia egli il nostro futuro oppure una bella pedina di scambio, è invece andato a ri-farsi le ossa a Livorno. Se non vogliamo dare un voto, una bella faccina che ride ci sta

Difensori: nel reparto arretrato abbiamo messo la freccia a sinistra con il turbolento (ma velocissimo) terzino sinistro, seppur di riserva, del Real Madrid Theo Hernandez (uno di quelli che è pippa solo quando lo prendiamo noi…), aggiunto un difensore di rotazione come Leo Duarte e, sempre per la questione giovani, inserito in rosa il rientro dal prestito di Matteo Gabbia. Hanno salutato: Abate, Zapata, Strinic a titolo gratuito e Laxalt in prestito oneroso al Torino. Considerando che non abbiamo notizie certe del rientro di Caldara siamo costretti a sperare che Duarte sia rapidamente pronto per il nostro campionato. Resta comunque la base della coppia centrale Romagnoli Musacchio che è una delle migliori del campionato. Dovevamo aggiungere un terzino veloce e lo abbiamo fatto, dovevamo liberarci di un po’ di zavorra e lo abbiamo fatto. Pollice alto; di poco ma in sù.

Centrocampisti: il preparto con il maggior bisogno di maquillage. Salutati, senza rimpianti, Bakayoko, Bertolacci, Mauri e Montolivo sono arrivati Rade Krunic ed Ismail Bennacer mentre si sono aggiunti alle rotazioni del reparto il rientrante Bonaventura e Calhanoglu che il mister sembra vedere anche come perno basso del triangolo in mezzo al campo. Sarà pur vero che i due ex empolesi sono retrocessi (ma anche Franco Baresi è andato in Serie B in carriera…) ma nel complesso il reparto (Kessie, Bennacer, Paquetà, Krunic, Biglia, Chala, Bonaventura) è più giovane, costa meno ed ha un tasso tecnico superiore rispetto a quello dello scorso anno. Se poi Kessie e Paquetà giocassero al loro livello… Altro pollice in sù.

Attaccanti: in chiusura di mercato è arrivato Ante Rebic, un bell’attaccante esterno di fisico e di gran carattere che si aggiunge al giovane Rafael Leao, grande promessa del campionato francese. Ci hanno salutato Andrè Silva e Patrick Cutrone che lo scorso anno in due hanno fatto una manciata di gol. Restano con noi Samu Castillejo, Borini, Piatek e “croce e delizia” Suso. Tra titolari (Piatek e Suso) e giocatori di rotazione (Casti, Borini, Leao e Rebic) il reparto sembra essere completo ma è sicuramente quello dove il mister deve lavorare di più e fare vedere maggiormente la sua mano. Il pollice non va né sù né giù, abbiamo pochi elementi per giudicare. Una cosa la possiamo fare, pregare che il pistolero polacco torni a fare centro.

Due nuovi allenatori su tre, un accordo con l’Uefa, una ventina di acquisti, altrettante uscite e tutte le tante operazioni minori che, di solito, popolano il mercato delle squadre di calcio. Un’estate molto movimentata per una dirigenza in buona parte nuova.

Alla stagione 2019/2020 spetta il giudizio definitivo, a voi spetta un primo giudizio a pochi giorni dalla fine del mercato. Sbizzarritevi.

Pierangelo Rigattieri

Photo Credits: ACMilan.com 

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Milan e Nazionali, Milanello si svuota, Giampaolo rimasto con pochi giocatori, tra cui il rientrante Theo Hernandez. E Piatek spara dalla Polonia

Milan e Nazionali, Milanello si svuota, Giampaolo rimasto con pochi giocatori, tra cui il rientrante Theo Hernandez. E Piatek spara dalla Polonia

MILAN NAZIONALI – Se è vero che, come ha dichiarato recentemente Piatek, per adattarsi al gioco di Giampaolo ci vuole tempo, è altrettanto vero che molti giocatori del Milan non potranno sfruttare a pieno le due settimane di sosta della Serie A perché impegnati in giro per il mondo con le rispettive nazionali. Il mister rossonero si è così ritrovato con solo una manciata di giocatori a disposizione perché, tra chi è già sceso in campo e chi ancora no, sono ben 15 i rossoneri convocati dai rispettivi ct, considerando anche le nazionali under19 e under21.

Dagli italiani Donnarumma e Romagnoli, usciti vittoriosi contro l’Armenia e che l’8 settembre attendono la Finlandia, a Paquetá e Bennacer, che si trasferiranno in altri continenti per le amichevoli delle loro nazionali. Il Brasile affronterà la Colombia a Miami il 7 settembre e 4 giorni dopo a Los Angeles se la vedrà con il Perù, mentre l’Algeria sfiderà il Benin a Binda il 9 settembre.

Saranno amichevoli anche le partite dei giovani rossoneri Maldini, che con l’under19 sfiderà Olanda (il 6 settembre a Fiorenzuola D’Arda) e Svizzera (il 9 settembre a Colorno), e Mionic, soprannominato il “nuovo Boban”, reduce da uno 0 a 0 della sua Croazia under19 con la Russia e che si prepara ad incontrare Francia (il 7 settembre Ivanic-Grad) e Slovenia (il 9 settembre a Krapina). Qualificazioni per l’europeo di categoria, invece, per Gabbia, che con l’under21 affronterà, il 10 settembre a Castel di Sangro, il Lussemburgo , e Leao, reduce dal 4 a 0 del suo Portogallo under21 contro Gibilterra, che affronterà, a Minsk sempre il 10 settembre, la Bielorussia.

Per quanto riguarda le nazionali maggiori sono scesi in campo da titolari sia il bosniaco Krunic che ha spazzato via il Liechtenstein per 5 a 0 è che l’8 settembre a Erevan sfiderà l’Armenia, sia lo svizzero Riccardo Rodriguez, fermato sull’ 1 a 1 dalla Repubblica d’Irlanda e che si prepara a sfidare, sempre l’8 settembre, Gibilterra a Sion. È rimasto invece in panchina Suso, con la Spagna che l’ha comunque spuntata per 2 a 1 contro la Romania e che, sempre l’8 settembre, se la vedrà, a Gijón, con le non irresistibili Far Øer. Tra chi deve ancora scendere in campo ricordiamo Çalhanoglu, che il 7 settembre a Istanbul sfiderà Andorra e il 10 a Chisinau la Moldavia, e l’ultimo acquisto del mercato estivo Ante Rebić impegnato in due sfide non complicate con Slovacchia (il 6 settembre a Trnava) e Azerbaigian (il 9 settembre a Baku).

Ma forse il rossonero che più potrebbe trarre beneficio dalle uscite con la nazionali è il già citato Piatek, che giocherà il 6 settembre a Lubiana contro la Slovenia  e tre giorni dopo se la vedrà a Varsavia con l’Austria, apparso non in forma nelle prime partite con il Milan e apparentemente perseguitato dalla maledizione della maglia numero 9. E che con l’ultima intervista ha sparato un colpo destinato a fare molto rumore. La speranza è che possa spararne altri alla ripresa del campionato contro la bestia nera Hellas Verona. Partita in un cui forse potremmo rivedere, almeno in panchina Theo Hernandez, uno dei pochi giocatori rimasti a Milanello a lavorare sui dettami di Giampaolo.

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan Femminile, il punto a -11 dall’inizio del campionato tra amichevoli e nuovi arrivi

Milan Femminile, il punto a -11 dall’inizio del campionato tra amichevoli e nuovi arrivi

MILAN FEMMINILE – Mancano 11 giorni all’avvio della Serie A femminile 2019/2020, e al Centro Sportivo Vismara fervono i preparativi per la nuova stagione del Milan Femminile.

La squadra lavora ogni giorno sotto l’egida di mister Ganz per farsi trovare nella miglior condizione possibile atletica e mentale all’avvio del campionato, testando i vari step di preparazione con amichevoli a cadenza settimanale: dopo gli impegni internazionali di Women’s Cup, il Milan Femminile ha affrontato il Cittadella e il Como, lasciando come ultimo avversario il Napoli. Le rossonere incontreranno la squadra partenopea il prossimo sabato 7 settembre, appena una settimana prima dell’esordio in campionato.

Le due amichevoli contro Como e Cittadella hanno portato grandi successi (2-0 e 6-1) nonostante le defezioni: diverse infatti le giocatrici titolari che non sono state presenti in occasione delle due gare a causa degli impegni con le rispettive nazionali, tra amichevoli di lusso e qualificazioni agli Europei del 2020.

In previsione della prossima partita contro il Napoli, terminati gli impegni con le nazionali, la rosa delle rossonere potrà operare a pieno regime, disponendo di un nuova occasione per affinare le dinamiche e i movimenti in campo in preparazione della prima di campionato contro la AS Roma Femminile.

Tante le punte di diamante che i tifosi non vedono l’ora di poter osservare in campo in maglia rossonera, a partire dalla già nota Valentina Giacinti -da quest’anno con indosso la numero 9 e la fascia di capitano- fino alla tanto attesa Lady Andrade, finalmente approdata al Milan Femminile dopo mesi di incertezze burocratiche. Dovrebbe essere ormai certo anche l’arrivo del nuovo acquisto rossonero Refiloe Jane, centrocampista di origine sudafricana, prelevata dal club del Canberra United in Australia. L’arrivo di Refiloe andrebbe certamente ad arricchire una rosa già ampiamente ristrutturata in tutti i reparti, avendo visto sostituire le partenze illustri di Thaisa Moreno, Giugliano, Sabatino e Alborghetti con ulteriori rinforzi difensivi.

Ora non resta che attendere i giorni che ci separano dall’avvio del campionato, osservando gli sviluppi dell’ultimo test match contro il Napoli fissato per sabato 7 settembre, ore 18.00, a Sedriano.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Milan, Rebic colpo dell’ultimo giorno. Così P. Nicolodi a Rossonera: “Giocatore tecnico, può giocare in più ruoli. Può essere straordinario se in giornata buona”

Milan, Rebic colpo dell’ultimo giorno. Così P. Nicolodi a Rossonera: “Giocatore tecnico, può giocare in più ruoli. Può essere straordinario se in giornata buona”

MILAN, REBIC – Si attende solo l’ufficialità ma Ante Rebic sarà un nuovo giocatore del Milan. Proveniente dall’Eintracht Francoforte, il nazionale croato diventerà una delle pedine dello scacchiere tattico offensivo di Mister Giampaolo. Per conoscere meglio le sue caratteristiche tecnico-tattiche, la redazione di Radio Rossonera ha contattato Pietro Nicolodi: giornalista di Sky Sport nonché grande esperto di Bundesliga.

Ante Rebic torna in Italia dopo l’esperienza tedesca: se lo aspettava? E soprattutto cosa si porterà dietro tecnicamente e tatticamente dalla Bundesliga?

Non sapevo se sarebbe andato in Italia o meno, ma era abbastanza certo che non sarebbe rimasto a Francoforte. Aveva fatto una buona stagione nel 2018, ma è soprattutto in quella scorsa che ha fatto benissimo, infatti dopo il mondiale ha preso tanta consapevolezza. Ovviamente ci ha messo un po’ perché aveva giocato tanto quindi era stanco e aveva finito tardi, però quando è entrato in squadra con Jovic e Haller ha fatto un’annata sensazionale.
L’inizio di quest’anno invece è stato un autentico disastro, è stato sostituito in Europa League a Strasburgo dopo un tempo perché non si stava impegnando, messo fuori squadra la partita dopo , espulso contro lo Strasburgo al ritorno, insomma ho capito che non c’era molto con la testa quindi normale se ne andasse“.

Nel Milan di Giampaolo visto fino ad ora, quale può essere la sua posizione migliore?

Non ho mai visto il Milan di Giampaolo, ma se il Milan cerca un trequartista o una seconda punta credo vada benissimo“.

Quali sono i suoi pregi? E dove invece può far fatica?

È un giocatore molto tecnico, sa giocare a calcio, da del tu alla palla in più può giocare in vari ruoli, dall’attaccante puro, non so se ha fatto anche il trequartista insieme ad altre due punte, a volte poi giocava anche punta perché non sempre le schierava tutte e tre insieme. Ha formato con Jovic e Haller un terzetto di grandissimo spessore, erano molto divertenti da veder giocare infatti credo sia stato uno dei miglior Eintracht dal punto di vista del gioco da quando seguo la Bundesliga“.

La sua testa e “cattiveria” calcistica: punti di forza o da migliorare?

È sempre stato una testa calda da parecchi cartellini, però anche in campo da il 100% quindi i cartellini sono sì un po’ per protesta ma anche perché va in pressing, corre, si sacrifica, ha voglia, poi è un brontolone è vero, vuole sempre avere ragione lui. Chiaro che forse è stato un limite per la sua carriera avere una testa così, ma forse anche un pregio“.

Se dovesse descrivere questo giocatore con un segno particolare…

La cosa che mi viene in mente è che può essere un giocatore spaventoso e straordinario se è in giornata buona, in giornata cattiva è un disastro, è come essere in campo in 10. Già dal primo pallone si capisce che giornata sarà per Rebic“.

Le prime parole a Radio Rossonera di Ante Rebic al suo arrivo in hotel:

 

Beatrice Sarti

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MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – Arriva in ritardo, ma per la prima volta sorridente, in mixed zone, mister Giampaolo.

GIAMPAOLO

Ho l’abitudine di farmi la doccia dopo la partita” scherza il tecnico abruzzese, subito interpellato sulla scelta di schiarare Andrè Silva al posto di Piatek dal primo minuto. “Per ogni partita mi riservo la possibilità di scegliere. Oggi ho scelto Silva, ma anche Bennacer e Kessie. Il Milan dispone di tanti calciatori forti e per ogni partita ho la possibilità di scegliere. Hanno caratteristiche diverse, ho reputato più consono Silva per le sue caratteristiche che ritenevo più adatte all’avversario di oggi; mi serviva un attaccante che legasse il gioco e non scappasse. Ma è una scelta di questa partita, ho grande fiducia in Piatek; può capitare di star fuori, magari l’ho visto più appesantito e meno brillante oppure ho visto Silva in miglior condizione. Non a caso dispongo di 23 calciatori. Andrè ha fatto bene, non so se andrà via, i calciatori sono professionisti e finchè li ho a disposizione li utilizzo; anche Kris è entrato bene senza patire l’esclusione. Per la prossima non so. Se possono giocare insieme? Può anche capitare in qualche partita”.
Una vittoria di misura, quella col Brescia, in cui Giampaolo ha intravisto cose positive. “Stasera a tratti abbiamo fatto buone cose ma in alcuni momenti ci siamo sfilacciati ed abbiamo perso il controllo della partita, anche se non abbiamo rischiato quasi niente. Ho visto cose positive, non voglio ripetermi ma c’è bisogno di lavorare assieme. C’è la volontà dei calciatori di fare le cose per bene e per me è la cosa più importante. C’è tanto da migliorare ma dobbiamo avere il tempo di lavorare assieme. La squadra ci prova, è attaccata al lavoro, sono fiducioso”.
Ancora sui singoli e sulle scelte iniziali: “Stasera rispetto ad Udine ho solo invertito Suso con Castillejo. Suso aveva i compiti dell’attaccante ed è andato in quella zolla che più gli piace. Calha si esprime meglio da mezzala ma domenica ad Udine non avevo il play e Bennacer aveva pochi allenamenti nelle gambe. Non mi piace snaturare le caratteristiche dei giocatori, voglio sempre farli giocare nei loro ruoli. Paquetá per me può essere una grandissima mezz’ala, deve essere meno brasiliano e più concreto, deve fare meno giochi ad effetto. Ha la tecnica per fare la mezzala ordinata come piace a me. Alla fine l’ho dirottato sulla trequarti perché avevamo bisogno di tenere palla e di più forza, può ricapitare ma in linea di massima come trequartista preferisco un attaccante, col fiuto dell’attaccante”.
Ed a chi gli chiede di quanto tempo abbia bisogno per vedere finalmente il “suo” Milan, Giampaolo risponde: “Ne ho bisogno, questa settimana allenerò solo 7 giocatori. È come se stessimo guidando per la prima volta la macchina, non facciamo ancora le cose in automatico e ci pensiamo. Quando le faremo in automatico andrà meglio. La squadra è seria e mi segue, lavora bene. La strada è lunga ma ho fiducia. Stasera c’era un pubblico meraviglioso, sogno di poterlo mettere nelle condizioni di spingerci fino all’ultimo attraverso un calcio propositivo, che guardi in avanti e non indietro. Ho chiesto pazienza, speriamo ne abbiano”.
Inevitabile, infine, la chiosa sul mercato: “Correa non convocato? Non lo so, di mercato parlate col club. Non posso dire niente, parlate con Maldini, Boban o Massara. Non manco mai di rispetto ai miei calciatori, alleno chi ho a disposizione, il resto non è compito mio perché non dispongo io del denaro del club”.

MALDINI

Parole sibilline che fanno il paio con quelle di Maldini nel prepartita: “Il mercato è particolare, ci sono esigenze sportive e societarie, noi ci troviamo nel mezzo e faremo il possibile per farle conciliare. Correa? Vedremo, manca ancora un giorno e mezzo alla chiusura”.

BENNACER

Bada al sodo, a fine gara, Ismael Bennacer, al suo esordio stagionale dal 1’. “La cosa più importante era vincere ma sappiamo che possiamo fare molto meglio. Dopo Udine, abbiamo lavorato e sfruttato le indicazioni dell’allenatore. A questa squadra piace giocare il pallone, il mio ruolo è delicato e devo imparare ancora tanto. Dobbiamo essere più cattivi, il risultato poteva essere più ampio. Dobbiamo lavorare di più in allenamento e migliorarci. Arriviamo alla sosta più sereni, ora ci concentriamo sulle nazionali, poi penseremo alla prossima partita”.

CORINI

Ha l’amaro in bocca per il risultato ma è soddisfatto della prestazione dei suoi, il tecnico del Brescia Eugenio Corini: “Faccio i complimenti ai miei ragazzi per la partita di personalità, abbiamo sempre provato a giocare palla a terra. Il loro gol arriva sugli sviluppi di un fallo laterale con Martella che aveva appena segnalato l’infortunio. Nel secondo tempo ci abbiamo provato ed a parte gli ultimi minuti, in cui il Milan ha sfiorato il raddoppio, c’è sempre stata la sensazione che potessimo pareggiare. Il nostro percorso sarà difficile e tortuoso, ma abbiamo approcciato bene questo inizio di campionato e partite come quella di oggi o di Cagliari ci aiutano a capire che possiamo farcela. Anche quando si perde, bisogna uscire dal campo consapevoli di aver fatto tanto. L’unico rammarico di stasera è quello di non portare a casa punti, ma sono contento della prestazione dei ragazzi”.

 

Enrico Aiello

Photo credits: acmilan.com

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Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

PIERPAOLO BISOLI A RADIO ROSSONERA – L’ex centrocampista di Cagliari e Brescia, Pierpaolo Bisoli, padre di Dimitri, giovane incursore delle rondinelle, ha parlato quest’oggi ai microfoni di Radio Rossonera alla vigilia della sfida di domani tra Milan e Brescia.

Il Brescia è una squadra compatta, con una grande voglia di rimanere in serie A dopo i sacrifici dello scorso anno – ha spiegato Bisoli -. Giocano un calcio molto propositivo, dovranno essere al 100% per fare punti, ma è una squadra con le qualità giuste per restare nella massima categoria. In panchina, poi, hanno Corini, l’allenatore che mi incuriosisce di più: ha grandi idee e può fare molto bene. Sono incuriosito dall’arrivo di Balotelli, che domani non ci sarà ed ha qualità fuori norma per il calcio italiano. La sua è una scelta che lo renderà responsabile, se si metterà a disposizione del gruppo saprà togliersi grandi soddisfazioni anche personali”.

Parole al miele anche per l’allenatore del Milan. “Giampaolo è un ottimo allenatore, non si deve far condizionare da una sconfitta all’esordio. Non penso andrà a stravolgere il suo lavoro ed il suo credo calcistico per un incidente di percorso. Certo, è una sensazione strana vedere un Milan ripartire dopo i grandi successi dell’era Berlusconi, ma i tempi sono cambiati, le disponibilità economiche sono diverse e sono ripartiti da zero; Gattuso ha fatto bene lo scorso anno sfiorando di un soffio la Champions League, ma con Giampaolo sono sulla strada giusta”.

Emozione e curiosità per il debutto a San Siro del figlio Dimitri. “Vedere mio figlio a San Siro sarà una delle soddisfazioni più grandi per un padre – ha spiegato Bisoli -. Non l’ho mai aiutato permfargli far strada, ha fatto tanta gavetta in tutte le categorie, ci è arrivato con voglia e determinazione e già domenica col Cagliari ha dimostrato di poter fare ottime cose in serie A. Ogni estate, cinque giorni dopo la fine della stagione vuole che ci alleniamo assieme ed io lo faccio letteralmente “morire”. L’altro mio figlio invece ha subito brutti infortuni alle ginocchia ed ora si è convinto ad entrare a far parte del mio staff non appena troverò una nuova panchina”.

Immagine articolo tratta da: foggiacalciomania.com

Enrico Aiello

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Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

FABRIZIO ZANOLINI, MILAN-BRESCIA – Alla vigilia di Milan-Brescia, sfida valevole per la seconda giornata di Serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di BresciaInGol.com, Fabrizio Zanolini, per affrontare alcune tematiche relative proprio al match che si giocherà alle ore 18 di domani a San Siro. Qui di seguito, l’intervista completa.

Come sta vivendo questo ritorno in Serie A il pubblico bresciano? L’obiettivo e le speranze per questa stagione sono per una salvezza tranquilla o magari qualcosina in più visto l’ottimo esordio in casa del Cagliari?

È un ritorno che il pubblico bresciano sta veramente vivendo molto bene: la massima serie mancava dalla stagione 2010/11 e dunque erano 8 anni che il Brescia non riassaporava la Serie A. Una promozione vissuta con grande attesa perché, tralasciando i problemi degli ultimi 3 anni, il Brescia è sempre stato una candidata autorevole per raggiungerla. Brescia che tra l’altro, dopo l’opera di ammodernamento del Rigamonti, sta lavorando anche sul centro sportivo che dovrebbe essere terminato entro la fine dell’anno. Una Serie A conquistata con merito nella scorsa stagione grazie al bel gioco creato da Corini che tra l’altro è un bresciano. L’obiettivo per questa stagione credo sia una salvezza realisticamente possibile ma la Serie A non è la Serie B: è un campionato difficilissimo. Cellino è ambizioso, non escludo che magari, dovesse andar bene quest’anno, per la prossima stagione possa fare qualche pensierino verso qualcosa di più. Inoltre, l’entusiasmo attorno alla squadra è sicuramente aumentato con l’acquisto di Mario Balotelli: ho visto 1500 persone pronte ad accoglierlo al campo di allenamento. Considerate che gli ultimi 70 metri prima di arrivare al centro sportivo, Balotelli era costretto a percorrerli in macchina visti i tanti tifosi presenti. Io un entusiasmo così non lo ricordavo dai tempi di Baggio“.

Mario Balotelli: un grandissimo aiuto per questo Brescia o un accentratore che magari rischia di far venire meno il gioco di squadra?

Difficile al momento avere tutte le risposte. Balotelli si porta appresso una squalifica di 4 giornate e tornerà in campo in occasione di Brescia-Juventus alla quinta giornata. Da un lato è un peccato non poterlo schierare prima di quella partita ma dall’altro forse è un bene perché fisicamente è arrivato tirato a lucido ma è chiaro che gli manca ancora qualcosa nella preparazione atletica ed aerobica. Per quel che si vede durante gli allenamenti, non diventerà un problema bensì sarà una risorsa preziosissima: per una squadra che deve salvarsi è importante avere a disposizione un giocatore che sa benissimo come buttar dentro i palloni. Balotelli è un bresciano e durante la conferenza di presentazione l’ho visto veramente convinto di questa scelta, anzi ha lasciato intendere di non aver mai avuto così tanta consapevolezza nella propria scelta come in questo caso“.

Domani Milan-Brescia: che partita si aspetta? A cosa e a chi deve stare attento il Milan e viceversa?

Spero possa essere una partita aperta anche se il Milan è più forte, i risultati della prima giornata non cambiano certo i valori in campo domani. Il Brescia è una squadra abituata a giocare a viso aperto e credo sia giusto così perché anche chiudendosi il rischio di prendere gol c’è sempre. I rossoneri dovranno stare attenti alla personalità dei giocatori di un Brescia che tra l’altro, nella prima giornata era privo di giocatori importanti e con 9/13 al debutto assoluto nella massima serie. Oltre alla personalità ed all’entusiasmo poi ci sono le qualità di singoli giocatori come Bisoli, Tonali, Torregrossa e Donnarumma giusto per fare qualche nome. Il Brescia invece dovrà stare attento alle giocate di chi la Serie A la conosce bene, lo stesso Corini ha parlato di Suso, Piatek e Calhanoglu come giocatori capaci di riuscire a trovare la giocata in ogni momento. In fondo, se pensiamo ad Inter-Lecce, il Lecce ha disputato una buona partita nel complesso, poi è stata punita dalle giocate dei vari Brozovic, Sensi e Candreva. In generale il Brescia deve stare attento a tutto il Milan e anche a non farsi tremare le gambe perché la cornice di San Siro desta sempre una certa impressione“.

Donato Boccadifuoco

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Milan-Brescia, conferenza Giampaolo: “Ci vuole tempo ma non cambio la mia filosofia di gioco”

Milan-Brescia, conferenza Giampaolo: “Ci vuole tempo ma non cambio la mia filosofia di gioco”

MILAN-BRESCIA, CONFERENZA GIAMPAOLO – Tempo e pazienza. Sono le due parole che mister Giampaolo ripete come un mantra nella conferenza stampa della vigilia di Milan-Brescia. Tempo, quello di cui c’è bisogno per migliorare le “conoscenze collettive”, che Giampaolo predilige ad ogni tipo di modulo o individualità. E pazienza, quella che il tecnico abruzzese chiede ai tifosi prima di vedere il “suo” vero Milan.

Ad Udine mi aspettavo quel tipo di partita ed un’avversaria che giocasse in ripartenza. Ma noi non possiamo avere quel tipo di atteggiamento tattico, dobbiamo giocare nella metà campo avversaria e saper leggere meglio le situazioni. È questo che ci è mancato, non per mancanza di volontà dei ragazzi ma per mancanza di conoscenze”.  Conoscenze che possono essere acquisite solo col tempo.

Quando sono arrivato ho detto che c’è bisogno di tempo, il che significa lavorare per migliorare le conoscenze collettive. Questa squadra lavora bene e la sento fortemente fidelizzata, deve sistemare qualcosa nell’insieme delle conoscenze e per questo ci vuole tempo. Nei concetti non si cambia nulla, si va avanti col lavoro cominciato 50 giorni fa. Le mie parole post Udine non sono un segnale di debolezza, forse sono state strumentalizzate. Posso spostare un giocatore da una parte all’altra del campo ma i principi rimangono e rimane la mia filosofia. Contro le grandi in estate abbiamo fatto meglio perché c’era più contrapposizione aperta, mentre siamo andati in difficoltà quando le avversarie ci hanno aspettato. Non si arretra di un millimetro nel principio di gioco che voglio dare a questa squadra. Non dimentichiamo che sono partito in ritiro con otto primavera, magari loro si muovono meglio di altri perché hanno lavorato di più su quel tipo di idee. Se un calciatore arriva domani, non può giocare subito nel mio Milan. Deve mettersi in coda e capire tante cose. Io non penso alle individualità ma ad un collettivo”.

MERCATO

Inevitabile, dunque, la contrarietà alla chiusura del mercato a settembre. “Lo contesto proprio dal punto di vista tecnico. Pezzella ha giocato con l’Udinese contro di noi domenica scorsa e domenica prossima giocherà con la maglia del Parma contro l’Udinese”.  Ed a proposito di mercato, Giampaolo aggiunge: “I miei dirigenti sanno cosa fare e se c’è qualcosa da fare, vedono gli allenamenti e fanno le loro valutazioni. Io alleno e sono contento del lavoro dei ragazzi. Ci sono tante dinamiche di cui tener conto, non le conosco e non è mia competenza. Io devo solo pensare ad allenare, non posso pensare a trattative, procuratori, mogli o fidanzate. Se siamo completi in attacco? Gli attaccanti lavorano bene e sono bravi, io devo tirar fuori il massimo da quello che ho in rosa”.

IL BRESCIA
Brescia significa anche un passato non molto rimpianto per il tecnico rossonero, che spiega: “Sono passati sei anni, ricordo poco, non ho gran memoria. È una buona squadra, ci sono molte somiglianze con la mia Samp. Sanno annullare il gap di esperienza col lavoro collettivo, a Cagliari mi sono piaciuti molto. Tutte le partite sono dure, è positivo che ci saranno 60mila persone: chiedo umilmente alla tifoseria di avere la giusta pazienza. Il Milan deve avere come atteggiamento mentale quello di saper imporre il suo gioco”.

LA FORMAZIONE
A chi gli chiede di un possibile impiego di Bonaventura dal 1’ Giampaolo risponde categorico: “è indietro sul piano fisico, deve aver pazienza ed aspettare. Suso a destra o da trequartista? Vedremo domani”. E su Piatek, spiega: “se giochiamo nella metà campo avversaria c’è meno spazio e Piatek deve venire incontro. Se invece abbiamo più spazio, può andare in profondità. Non è questione di ruolo ma di conoscenze. Chala trequartista? Per me il trequartista è un attaccante con duttilità, spirito e sacrifico. Ma è prima di tutto un giocatore di qualità, ecco perché Suso può giocare li. Non penso ad un trequartista che sia centrocampista, salvo non serva più forza in alcune partite.  Se ci mancano centimetri? Il gol su corner è un errore di posizionamento, lo abbiamo rivisto. Non tutte le squadre hanno calciatori da 1,90 che a me, in ogni caso, piacciono meno; tendenzialmente, più sono alti e meno sanno giocare a pallone. I convocati di domani sono tutti disponibili per giocare, anche se c’è qualche spiffero di mercato. È un problema che non mi pongo e non si deve porre neanche il calciatore, ne va della sua professionalità”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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