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Intervista esclusiva a Filippo Galli: “Milan buona la prima e bravi i nostri giovani”

Intervista esclusiva a Filippo Galli: “Milan buona la prima e bravi i nostri giovani”

Filippo Galli, intervenuto telefonicamente durante la trasmissione Lunch Press di venerdì 18 settembre, ha toccato diversi temi, a partire dalla partita contro lo Shamrock Rovers fino alle impressioni sulla rosa attuale, passando per l’analisi di alcuni giocatori della rosa 2020/2021

“La vittoria di ieri è quello che ci si aspettava, anche se non bisogna mai dare nulla per scontato. La vittoria è stata netta, nonostante si sia rischiato qualcosina: la squadra è talmente forte e preparata rispetto agli avversari che si può dire BUONA LA PRIMA”.

Si passa poi all’analisi della prestazione e della figura di Gianluigi Donnarumma, prima sottolineando la bontà del suo operato durante il match di Europa League, evidenziando come solitamente venga messo in croce ad ogni minimo errore, nonostante non sia possibile discuterlo alla luce delle presenze accumulate tra Milan e Nazionale.
Aggiunge inoltre: “Ieri ha dimostrato di essere presente, la partita si sarebbe potuta complicare ma Gigio ha fatto il suo, così come il resto della squadra”.
Analizzando poi la scelta di consegnare al numero 99 la fascia di capitano per le scorse partite, definisce questa come una “scelta interna che potrebbe servire a responsabilizzarlo, che se presa denota come il ragazzo possa indossarla”, augurandosi poi che il percorso di Donnarumma possa continuare a lungo.

Uno dei temi principali del post partita è inevitabilmente legato alla prestazione di Gabbia, centrale difensivo rossonero che Filippo ben conosce e su cui ammette che “qualche sbavatura ci sia stata nella partita di ieri sera” ma indicando come, citando Marcelo Bielsa, la squadra possa essere tanto più forte proporzionalmente alla capacità di sostenere l’anello più debole in campo.

Incalzato con una battuta su di un eventuale suo acquisto come centrale di difesa risponde ridendo: “Direi di no, farei danni”.

Tonali invece, indicato in questi giorni come manifesto del progetto attuale, nonché tifoso che ha realizzato il sogno di vestire la maglia dei propri sogni , suscita invece un quesito:  essere un grande supporter di questi colori fin da bambino, può essere un limite oppure un valore aggiunto?
“Non so se possa essere un pro oppure un contro, sicuramente indossare una maglia che ci si sente addosso, conoscere l’atmosfera di San Siro, comprendere cosa significhi essere tifoso può aiutare, anche se risulta però difficile dare un’interpretazione univoca di comportamento. Si tratta di un classe 2000 con esperienza, in grado di rappresentare un vero e proprio valore aggiunto in mezzo al campo, di ricoprire funzioni e ruoli diversi”.

Lo step successivo è inevitabilmente quello di analizzare, insieme ad un esperto e maestro di settore giovanile come Galli, due profili che hanno brillato nel pre-campionato:
Lorenzo Colombo: “è un 2002, quindi giovanissimo, dotato di fisico e buona tecnica, che però in passato ha spesso e volentieri usato fin troppo il suo sinistro, a discapito dell’altro piede, il che può essere considerato un punto a sfavore ma il ragazzo è dotato di grandi margini di crescita. È interessante, sa fare goal, vede la porta, sa difendere palla: occorre togliergli più pressioni possibili, ma già il fatto che venga ipotizzato possa fare il vice Ibra è una bella cosa, nonostante sia una valutazione da fare tra staff e società”.

Daniel Maldini: “può diventare un giocatore importante, anche importantissimo. Ha le qualità, ho sempre detto che si tratta di un grande talento, capace di vedere gioco e linee di passaggio che altri non vedono: il suo unico problema è sempre stato costituito dalla continuità. Contro il Monza ho visto un bellissimo goal per finalizzazione e costruzione dell’azione”.

Per completare il discorso sui giovani talenti, si è parlato dell’opportunità di scegliere fra mandare ragazzi a giocare in prestito altrove oppure tenerli in rosa al fine di farli crescere attraverso gli allenamenti con la prima squadra, con una soluzione che sottolinea debba essere presa di comune accordo fra calciatore, staff tecnico, famiglia e società, dal momento che ogni soggetto è sottoposto a valutazioni ed attitudini tali da necessitare di un ragionamento accurato e delicato per questo tipo di scelte.

Si chiude poi parlando delle coppe europee, con il sogno Europa League, per cui invita ad inseguire la speranza e la possibilità di arrivare in fondo ad una competizione che manca nel palmares milanista, e l’obiettivo di qualificarsi in Champions League, per cui si dice fiducioso di tornare a vedere le partite del martedì e del mercoledì nella massima competizione europea attraverso la rossa attuale, già competitiva a suo avviso.

Emanuele Frigerio

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Le pagelle di Shamrock Rovers-Milan 0-2, torna la premiata coppia Ibra-Calha!

Le pagelle di Shamrock Rovers-Milan 0-2, torna la premiata coppia Ibra-Calha!

Pagelle Shamrock Rovers-Milan 0-2 – Esordio ufficiale del Milan 20/21 firmato Stefano Pioli. L’undici titolare non vede nuovi acquisti e conferma il 4-2-3-1 che aveva infiammato la fine della scorsa stagione. Il Milan parte forte, ma la prima occasione è per gli irlandesi con Greene al 12’, respinta da un fresco Gigio Donnarumma. I rossoneri passano al 23’ con il rinnovato Ibrahimovic, su un assist di esterno-punta di Hakan Calhanoglu. Nel secondo tempo, il turco raddoppia su assist di Saelemaekers, che fissa lo 0-2 finale. Minimo sindacale per il Milan, ma contro il Bodo/Glimt potrebbe non bastare. E niente. Per dirla alla Caressa, “spiega molte cose”.

Pagelle

Donnarumma 6,5: Nel primo tempo, para più lui del suo collega. Dice di no a Greene tre volte. C’è da sperare che Raiola stesse guardando Mura-Aarhus. #Rinnovadai

Calabria 6: È il primo della stagione a fare arrabbiare Ibra. Ma questo è il rischio più grosso che corre nei 90 minuti, completando una buona prova. Gattuso l’ha provato mediano, nel pre-stagione segnava quanto Messi e questa sera ci va vicino. Fossi, che so, Giampaolo, una ventina di milioni li offrirei ad occhi chiusi. Lo consigliava pure Messi. #Jolly

Kjaer 6: Attento, preciso. Classic Kjaer. #Imperturbabile

Gabbia 5: Un primo tempo in grande difficoltà su Greene, che fa ciò che vuole. Nel secondo tempo, cresce. Ma non è abbastanza. #Rinviatoagiudizio

Theo Hernandez 6,5: A tratti si rivede il Theo della scorsa stagione. Tutti i rossoneri vengono menati. Lui viene particolarmente menato. A riprova che è temuto quasi come Ibrahimovic. #TrenoHernandez

Bennacer 6: In fase di impostazione si abbassa tra i due centrali. Qualche errore di troppo per il Bennacer a cui siamo abituati, ma nulla di clamoroso. È pur sempre agosto. Cioè, settembre. #Rodaggio

Kessie 6: Si perde Byrne qualche volta di troppo. Che poi, probabilmente pure una volta sarebbe stata troppo. Per il resto, tanta sostanza in campo. Ma con Tonali che bussa alle spalle, potrebbe non essere sufficiente. #Kranck

Castillejo 6: Cerca il gol su una gran palla di Ibra. Non trova il gol. Speriamo lo trovi, il gol. Perché è importante, fare gol, se giochi in attacco. Questo pare lo dica Pirlo, nella sua rivoluzione del calcio moderno. #Castiepuri

Calhanoglu 7: Ricomincia come aveva finito, con un assist e un gol. Verrebbe quasi da pensare che bastasse metterlo trequartista, invece che terzino sinistro. #Tupensa

Saelemaekers 6: Fa tutto bene, a parte quando deve segnare. E come dice Pirlo, segnare è importante. Ma pare dica anche che fare assist sia fondamentale. E il suo per il raddoppio è perfetto. Il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi #Saele

Ibrahimovic 6,5: Come Calhanoglu, anche Z. ricomincia come aveva finito, ossia segnando. Due giorni fa, pare fosse infortunato. Alla prima stagione, fa 90 minuti e segna. A 39 anni. #BenjaminButton

Krunic 6: Herausragende leistung, zukünftiger Champion. Letteralmente “prestazione eccezionale, futuro campione”, almeno secondo Google traduttore. Così, nel caso ci leggessero a Friburgo. #Venghino

Tonali SV: La cosa migliore l’ha già fatta scegliendo la parte giusta di Milano. #Tiamo

Brahim Diaz SV: Pare sia in prestito, speriamo se lo dimentichi. #AnamenaepurePioli

Federico Rosa

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Nel fango di Athlone la prima (e finora unica) trasferta irlandese del Milan

Nel fango di Athlone la prima (e finora unica) trasferta irlandese del Milan

Oggi il Milan comincerà la sua nuova avventura europea e lo farà nel secondo turno di qualificazione dell’Europa League, un momento della competizione che regala molti avversari deboli, qualche trappola, ma soprattutto sfide affascinanti non tanto per il blasone delle squadre affrontate, ma per il sapore antico che possiedono, di quel calcio che ancora non era dominato dai soldi dei diritti televisivi.

Per i rossoneri la partita secca (modifica alla formula dovuta all’emergenza sanitaria) si giocherà in Irlanda, una terra non molto frequentata in passato dal Diavolo, forse per l’influenza di San Patrizio.

L’unico precedente con un club irlandese risale alla stagione 1975/76, quando, dopo aver eliminato l’Everton nei Trentaduesimi di finale grazie a un rigore dello sciagurato Egidio nella partita di ritorno di Milano, il sorteggio regala ai ragazzi del duo Trapattoni-Rocco i nerazzurri d’Irlanda dell’Athlone Town.

Il Milan ha appena esonerato il mister con il colbacco, Giagnoni, e nelle prime tre giornate di campionato ha raccolto solo due pareggi e una vittoria, segnando la miseria di due reti. La trasferta ad Athlone sembra essere il classico balsamo rigenerante per una squadra che deve ritrovare sé stessa e magari qualche goal. Gli avversari non sono neppure una squadra di professionisti, anche se in panchina siede Amby Fogarty, un passato in Inghilterra tra Sunderland e Hartlepool, e la stessa stampa irlandese prevede delle insidie per i rossoneri sul pessimo campo del Saint Mel’s Park.

Le immagini dell’arrivo della squadra allo stadio sembrano quelle di un calcio di provincia: i giocatori del Milan scendono dal pullman per ritrovarsi in un terreno fangoso, una premonizione delle difficoltà che avrebbero incontrato nel corso del match. Il Milan si aspetta sicuramente una partita fisica, ma il clima più che britannico, pare da subito argentino, ricordando la celebre battaglia di Buenos Aires di qualche anno prima.

Volano calcioni per novanta minuti, il Milan bada a difendere la propria porta e a salvare le gambe piuttosto che a cercare il goal del vantaggio. Ci vanno, invece, molto vicini gli irlandesi intorno alla mezzora quando Scala con una sbracciata, forse il fallo meno cattivo dell’intera partita, causa un calcio di rigore. John Minnock ha un’occasione storica, ma sparacchia debolmente alla destra di Albertosi che para agevolmente. Nella ripresa la ditta Trap/Paron toglie Calloni, che ha fatto in tempo a ricevere una testata nello stomaco dal portiere avversario O’Brian, e inserisce Tato Sabadini per blindare il risultato e giocarsi la qualificazione nella partita di ritorno, confidando in una situazione ambientale diversa. A Milano, infatti, emergono i reali valori delle due squadre, anche se i rossoneri devono aspettare il sessantesimo per passare in vantaggio con Vincenzi e poi chiudere la qualificazione con una doppietta di Benetti.

45 anni dopo, dunque, il Milan torna in Irlanda e questa volta il pareggio non basterà. Contro lo Shamrock Rovers, un avversario sicuramente molto più debole tecnicamente, ma anche più avanti nella preparazione e galvanizzato dalla serie positiva che lo ha portato in testa al suo campionato, gli uomini di Pioli dovranno scendere in campo consapevoli della propria superiorità, ma con la giusta attenzione. Come se non bastasse il rossonero non è molto gradito agli Hoops di Dublino: i Bohemians, storici avversari per la supremazia cittadina e spesso anche nazionale, vestono proprio i nostri stessi colori sociali.

Anche una piccola sfida come questa, dunque, nasconde molte suggestioni dovute non solo al possibile impiego di Ibra o all’esordio ufficiale di Diaz, ma anche a quella partita lontana nel tempo, quando il Diavolo rischiò di rimanere impantanato nel fango di Athlone: uno scherzo di San Patrizio!

Joel Da Canal

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Messaggio in ESCLUSIVA ai microfoni di Radio Rossonera di Ivan Gazidis ai tifosi del Milan

Messaggio in ESCLUSIVA ai microfoni di Radio Rossonera di Ivan Gazidis ai tifosi del Milan

L’Ad del Milan Ivan Gazidis ha voluto lanciare in esclusiva ai microfoni di Radio Rossonera un messaggio diretto a tutti i tifosi e supporters milanisti.

 

Cari Milanisti,

Sono lieto di avere l’opportunità di parlare con voi in linea diretta, soprattutto in un periodo in cui non possiamo condividere le nostre emozioni insieme allo stadio.

Innanzitutto, vorrei ringraziarvi ancora una volta a nome dei giocatori, di Stefano Pioli e di tutta la società per la vostra incredibile passione e il vostro sostegno.  Anche con le tribune vuote, la vostra presenza si fa sentire, e spinge la squadra a lottare e a sacrificarsi per i nostri colori.

Abbiamo una visione chiara per riportare al successo il Milan. Lo faremo giocando un calcio moderno e accattivante, ponendo al tempo stesso solide basi finanziarie a lungo termine.  Abbiamo fatto dei progressi, come hanno dimostrato le ultime partite, ma credo sia solo l’inizio : la sfida che abbiamo di fronte è impegnativa, ci sarà il bisogno di unità e ci vorrà del tempo.  Chiederemo anche un po’ della vostra pazienza e della vostra fiducia, che ci dovremo guadagnare, e che non diamo per scontate.  Sono molto fiducioso che siamo sulla strada giusta e lo sono anche in Pioli: ci siamo assicurati l’uomo giusto per portare avanti il nostro progetto sul campo.

Noi tutti, dirigenti, proprietari, staff e giocatori, siamo dei custodi dei valori di questo grande club, che però appartiene a voi, i tifosi del Milan. Il mio impegno nei vostri confronti sarà quello di lavorare instancabilmente, di mettere il bene del club al di sopra di tutto e di puntare a costruire un Milan di cui tutti possiamo essere orgogliosi.

Forza Milan, sempre. 

Ivan

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Intervista di Radio Rossonera a Ivan Gazidis: “Stiamo imboccando la strada giusta. L’Europa non può fare a meno del Milan.”

Intervista di Radio Rossonera a Ivan Gazidis: “Stiamo imboccando la strada giusta. L’Europa non può fare a meno del Milan.”

L’intervista di Radio Rossonera a Ivan Gazidis ad del Milan, dopo le ultime decisioni di proseguire con Pioli e rinnovare. Si parla di Maldini, di Mercato, di Pioli, obiettivi e tanto altro.

Siamo l’unico sito Milan ad aver avuto l’occasione di intervistare l’Amministratore Delegato del Milan Ivan Gazidis. Lo scriviamo con un pizzico di orgoglio, è una bella soddisfazione per una Radio nata 3 anni fa e che pian piano si è costruita il suo spazio e la sua credibilità e si è posta l’obiettivo di raccontare il Milan ai suoi supporter. Avendo poche domande a disposizione abbiamo cercato di concentrare gli argomenti e di avere le risposte che potessero maggiormente interessare i tifosi del Milan. L’ Ad è stato molto disponibile nel rispondere e soprattutto ha voluto di sua spontanea volontà aggiungere – in un momento delicato sotto tanti punti di vista – un messaggio in esclusiva via Radio Rossonera a tutti i tifosi del Milan.

 

Cosa ha portato la società a scegliere laconferma di Pioli? È “bastato” il buon periodo della squadra post covid, il fatto che le squadra sia con lui o ci sono anche altre considerazioni e con lui sarà confermata anche la direzione tecnica e sportiva?

Stefano ha capito la nostra visione di calcio e abbiamo potuto constatare che ha le capacità e la professionalità di portarla avanti. Stefano ha dimostrato anche di saper gestire bene le difficoltà del lockdown e , in un clima di grande incertezza e caratterizzato da molti rumours , ha reagito facendo bene, mettendo il club davanti a tutto, persino a se stesso. Per quanto riguarda la domanda sulla conferma della direzione tecnica sportiva, Paolo Maldini ha un contratto con il Milan per altri due anni, sarei molto felice di poter continuare a lavorare con lui.

L’anno scorso come obiettivo sportivo si era parlato di migliorare il piazzamento, per l’anno prossimo quali sono gli obiettivi che il club si proporrà di raggiungere?

Tutti quanti stiamo lavorando in un’unica direzione: riportare il Milan ai livelli che gli competono, l’Europa non puo’ fare a meno del Milan. Il nostro obbiettivo è di avere i nostri tifosi orgogliosi di un Milan vincente e che sappia divertire.

Che tipo di calciomercato devono aspettarsi adesso i tifosi? Tra chi resta (ibra? Donnarumma?), chi puó partire e soprattutto chi arriverà. Resta il discorso “futuri” top player giovani e qualcuno di esperienza?

Vogliamo che i nostri tifosi siano orgogliosi del nostro lavoro. Il nostro obiettivo è condurre un mercato di successo , anche perché possiamo contare su una proprietà solida che ci supporterà a fronte di investimenti intelligenti , in linea con quelli fatti la scorsa estate, per esempio.  Abbiamo bisogno del giusto mix di giovani di talento e di giocatori esperti.  Empatia, coinvolgimento e fidelizzazione sono fondamentali per rendere ancora più stretto il rapporto con i nostri tifosi che fin quando sono potuti venire allo stadio non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto, e che non mi stancherò di ringraziare per la loro passione e fedeltà.

A che punto è in percentuale il progetto Milan che ha in testa? Tra partnership, sponsor, stadio, ffp e sviluppo sportivo?

Non lo esprimerei in percentuale, ma siamo sulla buona strada. Stiamo uscendo da un periodo molto particolare che ha segnato le nostre vite, ma vedo che c’è grande entusiamo e voglia di ripartire. Lo stadio è un asset fondamentale per il nostro progetto,  giocheremo nel migliore stadio del mondo e questo ci garantirà di raggiungere importanti obiettivi commerciali. E tutto questo servirà a supportare la cosa più importante: la nostra squadra di calcio. Sul fronte sportivo, stiamo vedendo i primi segnali che stiamo imboccando la strada giusta.

Vorrei infine cogliere questa opportunità per salutare e ringraziare tutti i tifosi rossoneri, per la loro vicinanza e fedeltà. Siete davvero tifosi unici, che rendono il Milan una cosa unica al mondo, anche per la forte appartenenza che ci accomuna, un valore ancora più importante in questo periodo così drammatico.

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Milan Femminile e calciomercato: perché può essere l’anno del salto

Milan Femminile e calciomercato: perché può essere l’anno del salto

La prossima stagione del Milan femminile potrebbe non essere come le due passate. La prossima stagione del Milan femminile può, vuole e deve avere tutte le carte in regola per affrontare il salto di qualità tanto atteso, lo step rimasto nel potenziale della squadra ma inespresso nelle due stagioni precedenti. E i motivi per cui il Milan femminile sembra alle porte di un’annata al galoppo si possono trovare proprio in queste due settimane di calciomercato.

Prima di tutto, le già a lungo discusse ingenti uscite, con un totale di dodici addii totali, di cui 10 già annunciati: Zigic, Hovland, Zanzi, Heroum, Manieri, Lady Andrade, Mendes, Carissimi, Thorvalsdottir e Begic hanno già espresso sui social i loro sentimenti e i ringraziamenti nel lasciare Milano, e le prossime indiziate sarebbero Bellucci e Capelli. Torna il discorso già affrontato: puntare in alto significa valutare la rosa a disposizione in ottica europea, e agire di conseguenza significa fare sì che il livello qualitativo di titolari e riserve sia il più omogeneo possibile e conforme all’idea di gioco già immaginata. Su questa base ci sarà poi lo step dello sguardo al futuro, già in qualche modo intrapreso grazie alla conferma delle giovani rossonere (Tamborini, Longo, Coda) da quest’anno fiancheggiate dalle due giocatrici promosse in prima squadra dall’Under 17: se è vero che le attuali e prossime generazioni di calciatrici, cresciute con metodi e strutture inimmaginabili per le compagne più grandi, dipingono un futuro felice per il calcio femminile italiano, sulle spalle di Maria Vittoria Nano e Carolina Morleo sono riposte fiducia ed aspettative per il Milan di domani.

Messi da parte gli addii, sulle giocatrici confermate si punta ora a creare una squadra di qualità in campo e di valore fuori dal terreno di gioco. Questi due giorni hanno infatti visto i social di AC Milan riempirsi di annunci di arrivi nella squadra femminile: Selena Babb, Caroline Rask, Christy Grimshaw, Giorgia Spinelli, Laura Agard e Natasha Dowie le giocatrici ufficialmente in maglia rossonera ed aggregate alla squadra già in fase di allenamento. La prossima indiziata di mercato è invece Julia Simic, classe ’89 di origina tedesca, centrocampista offensiva (#10) del West Ham e giocatrice dall’esperienza e dalle caratteristiche da top player nel campionato italiano.

Di queste giocatrici colpiscono le nazionalità, pressoché di tutta Europa, le squadre da cui provengono e i ruoli da loro occupati: su sei giocatrici annunciate ben tre hanno lasciato un team di cui erano capitani, aspetto eloquente sul fronte della personalità e della mentalità delle atlete portate in rossonero. Quando Natasha Dowie ha salutato il Melbourne Victory da capocannoniere, da capitano e da scarpa d’oro del campionato, la sua pagina Instagram si è riempita di fan carichi di belle parole e auguri di buona fortuna per il suo futuro – dettaglio che paradossalmente parla più del passato che del futuro; Caroline Rask ha salutato il suo Fortuna Hjorring da capitano, dopo aver assaporato il clima Champions League proprio con la squadra danese, qualificata ininterrottamente in UWCL dal 2009. Alla nostra connazionale Giorgia Spinelli è stata assegnata la fascia al braccio dopo pochissimo tempo dal suo arrivo allo Stade de Reims, in seconda divisione francese: è proprio sotto la sua guida che la squadra ha ottenuto la promozione in Division 1. Selena Babb, proveniente dallo Sporting Huelva, ha a sua volta nel suo curriculum l’esperienza europea (con l’Apollon ladies) nonostante abbia solo 24 anni, da unire ad una evidente mentalità da calciatrice professionista.

Nella situazione ibrida in cui vira attualmente il calcio femminile, tra un futuro di blasone e professionismo e i fantasmi di un recente passato poco brillante, un progetto efficace può realmente portare una squadra su palcoscenici importanti nel giro di breve tempo. Inoltre, un disegno lungimirante e soprattutto ambizioso è l’unico modo per non sparire dai radar quando sarà il momento del nostro campionato di fare lo step qualitativo che attualmente sogniamo. Con una squadra forte in campo e forte in spogliatoio, dove per “forza” si intende la professionalità delle atlete, la mentalità vincente e al contempo positiva, il Milan potrebbe davvero riuscire dunque a mettere in pratica lo scatto finale che i tifosi aspettano e che le giocatrici cercano fin dai primi giorni di allenamento. O fin da quando indossano per la prima volta la maglia rossonera.

 

Foto credits: ACMilan.com

Lucia Pirola

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#MercoledìMeteora: Lucas Ocampos, l’oggetto misterioso che ci consegna 24 milioni

#MercoledìMeteora: Lucas Ocampos, l’oggetto misterioso che ci consegna 24 milioni

Acerbo. Nascosto. Impalpabile.

La storia d’amore tra Lucas Ocampos e il calcio nasce in Argentina, al River Plate. È la Francia però il paese che, fino a poco tempo fa, ha regalato più gioie a livello calcistico al talento argentino. Gioca tre stagioni al Monaco, mettendo in mostra ottime doti fisiche e tecniche, prima di passare al Marsiglia. La prima avventura in Costa Azzurra non gli porta troppo bene e, dopo un solo anno, finisce in prestito prima al Genoa e poi al Milan.

La parentesi rossonera di Ocampos è tutt’altro che felice. 12 presenze, 0 reti e più apparizioni in Piazza Duomo con la fidanzata che nell’area avversaria. Sembra che abbia vissuto una sorta di involuzione rispetto ai tempi del principato, e il passaggio da tre squadre diverse in poco più di un anno sicuramente non lo ha aiutato.

Nel 2017 torna come un figliol prodigo al Marsiglia, dove sembra ritrovarsi in termini di continuità e sostanza. Dopo due stagioni relativamente positive decide nuovamente di cambiare aria, optando per il Siviglia.

È forse qui che Ocampos regala la soddisfazione più grande a tanti tifosi rossoneri. Gioca una stagione da assoluto protagonista, segnando 14 gol in 31 presenze (stagione ancora in corso, n.d.r.) e trascinando il Siviglia alla qualificazione in Champions League, facendo scattare l’obbligo di riscatto per la cessione di Suso, per la cifra complessiva di 24 milioni di euro. Nella partita vinta per 1-0 contro l’Eibar si è perfino improvvisato portiere nei minuti finali, salvando il risultato (dopo aver segnato quando era ancora in campo) e regalando 3 punti pesantissimi alla sua squadra.

Si è trasformato, è cresciuto, migliorato. È un grande peccato che sia diventato un giocatore interessante solo lontano da San Siro. Nonostante ciò, è comunque riuscito a regalare una soddisfazione al Milan, o perlomeno alle sue casse.

Photo Credits: acmilan.com

Enrico Boiani

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Calciomercato Milan femminile: il recap dei profili in entrata

Calciomercato Milan femminile: il recap dei profili in entrata

È il 6 luglio, la stagione 2020/2021 è iniziata ufficialmente da appena sei giorni, così come il “calciomercato” femminile, che ha ufficialmente aperto i battenti. Tanti i movimenti di mercato profilati per il Milan femminile in questa sessione, con il chiaro obiettivo di migliorare la rosa alzando il livello qualitativo, sostituendo le diverse uscite con profili internazionali e di esperienza.

Di seguito il recap dei nomi più caldi in entrata per le rossonere, già prossime al raduno di inizio stagione, previsto per fine settimana.

Tra i portieri del Milan femminile abbiamo già assistito all’addio di Francesca Zanzi, che ha ricoperto il ruolo di terzo portiere in questi due anni. Prevista la permanenza di Korenciova, alla terza stagione in rossonero, e il rinnovo imminente di Piazza. Pronta a vestire la maglia rossonera sembra essere l’olandese Selena Babb: classe ’95, ex Apollon Ladies – con cui ha disputato anche la Champions – e svincolata dallo Sporting Huelva, che ha comunicato la separazione a fine stagione. Segni particolari: 1,75 di altezza ed una struttura fisica non trascurabile.

Nel reparto difensivo i nomi caldi sembrano essere quelli di Laura Agard e Giorgia Spinelli, che dovrebbero andare a rimpolpare la retroguardia del Milan Femminile insieme a Fusetti, Vitale, Tucceri e Rizza. Le due giocatrici sembrano legate da un filo che inizia in Francia e finisce in Italia: Agard è francese di origine, e in Francia ha disputato la gran parte della sua carriera prima dell’arrivo alla Fiorentina, mentre Spinelli, italiana e bergamasca, abbandona il suo Stade de Reims, in cui ha militato nelle ultime tre stagioni indossando la fascia di capitano fin dal primo anno. I due profili dunque, entrambi di difensore centrale, andrebbero a riempire degli slot lasciati vuoti dai vari addii di Manieri, Mendes e con buona probabilità anche di Hovland, portando in rossonero un buon bagaglio tecnico ma anche tanta esperienza europea.

Passando a centrocampo, alla permanenza di Kulis – contratto biennale – si dovrebbero aggiungere presto i rinnovi di Jane, Conc e Mauri, ma anche in questo caso ci sarà bisogno di diversi rinforzi per sopperire alle uscite di Heroum, Zigic, Capelli e Bellucci, per quanto solo la finlandese abbia ricoperto un ruolo da titolare in questi due anni.
Nel reparto centrale i profili sondati portano i nomi di Christy Grimshaw e Caroline Rask, giocatrici con caratteristiche differenti ma con una certa continuità con i nomi sopra citati in fatto di personalità ed esperienza di spessore. Caroline Rask, classe ’94, è una centrocampista di origine Danese che prima del suo già dichiarato addio ha vissuto ogni step della sua carriera negli ultimi dieci anni nel Fortuna Hjorring – squadra di prestigio in Danimarca e al contempo habitué della Champions League femminile – indossandone la fascia di capitano. La sua visione di gioco andrebbe ad aiutare i meccanismi di costruzione a centrocampo, unendo a questo un buon bagaglio tecnico individuale. Il profilo della ventiquattrenne scozzese Christy Grimshaw è invece quello di una centrocampista meno tecnica e più dinamica, più incline ad avventarsi negli spazi e dunque impiegabile più avanzata, aprendole anche la visuale della porta. Anche Grimshaw, come Rask, ha già messo fine alla sua esperienza con il Metz, dove ha militato dopo la lunga esperienza negli USA.

Infine, il reparto attaccanti sembra per ora il più intonso in fatto di uscite, con Lady Andrade per ora unico nome prossimo a lasciare Milano, dopo l’addio di Begic e la sfumata possibilità di riportare Thorvalsdottir in rossonero. La rosa del Milan Femminile già in questi anni ha dimostrato di saper unire giocatrici navigate a giovani emergenti, e tutt’ora sembrerebbero andare verso la permanenza sia Giacinti, Bergamaschi e Rinaldi sia Longo e Tamborini, mentre Coda ha già annunciato il suo addio a Napoli, ma probabilmente potrebbe affrontare un altro anno di prestito.
A questa situazione potrebbero aggiungersi due profili, la trentaduenne Natasha Dowie e la trentenne svedese Jenny Hjohlman: quest’ultima, già nota in Serie A femminile, ha già ufficialmente abbandonato l’Empoli, squadra dove ha militato nell’ultima stagione dopo l’esperienza al Florentia. Il profilo invece meno conosciuto è quello di Natasha Dowie: classe ’88, inglese di nascita, vero e proprio bomber della massima serie australiana, dove ha giocato con il Melbourne City ricoprendone il ruolo di #9, capocannoniere e capitano. Nella W-League ha segnato 34 gol in 57 partite, diventando ufficialmente la all time leading scorer della sua squadra e vincendo la scarpa d’oro del campionato, ma non è tutto: Dowie è anche in possesso della qualifica FA UEFA B in coaching football, che la rendono una giocatrice davvero totale sotto ogni punto di vista, non solo di campo.

È lecito prevedere che alcune giocatrici siano già prossime all’arrivo in Italia, dati i tempi di ripresa degli allenamenti e di preparazione alla nuova stagione, pronta a partire il 22 agosto.

Stay tuned.

 

Foto credits: acmilan.com

Lucia Pirola

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#MercoledìMeteora: Andrea Bertolacci, 20 milioni di perchè

#MercoledìMeteora: Andrea Bertolacci, 20 milioni di perchè

Uno spreco di denaro. Uno spreco di energie.

Nel corso di tutti i capitoli di questa rubrica abbiamo parlato di tanti giocatori che hanno lasciato poche tracce nella storia del Milan o che, seppur abbiano fatto bene, hanno passato poco tempo con la casacca rossonera. Su alcuni di loro ci sono pareri discordanti: chi ricorda positivamente alcuni giocatori incostanti, chi invece vorrebbe dimenticare alcuni nomi non troppo negativi.

Credo che il protagonista di oggi metta d’accordo tutti i tifosi rossoneri. Andrea Bertolacci è di gran lunga uno degli acquisti più criticati degli ultimi anni. A influire così tanto negativamente sul sentimento comune che hanno tutti i milanisti su Bertolacci non sono tanto le prestazioni in sé, ma il prezzo pagato per acquisirle. 20 milioni di euro che hanno fruttato poco o nulla.

E pensare che negli anni precedenti al Milan Bertolacci non si era comportato affatto male. Era cresciuto nelle giovanili della Roma e aveva fatto le ossa al Lecce, disputando un paio di stagioni di tutto rispetto. Si conferma successivamente al Genoa, che decide dopo tre stagioni di riscattarlo per 8 milioni con l’intenzione di rivenderlo per fare plusvalenza. Così accade. Nel 2015 Andrea Bertolacci firma per il Milan, alla cifra di 20 milioni di euro.

Da qui in poi il centrocampista romano ha un crollo impressionante. Vive due annate a livello bassissimo. La squadra attorno a lui non è certo l’Arsenal degli invicibili ma le sue prestazioni sono scialbe, spesso fastidiose e irritanti agli occhi dei tifosi. Oltre a tutto ciò è attanagliato dagli infortuni, che compromettono in parte la sua condizione fisica. Dopo un anno di prestito a Genoa (senza brillare) torna al Milan, dove non disputa nemmeno una singola partita prima di andare in scadenza di contratto. Ora è “in forza” alla Sampdoria, anche qui con risultati piuttosto scarsi.

L’esborso economico, la scarsa condizione fisica, le prestazioni esasperanti per i tifosi. Un mix micidiale per rimanere nella memoria (negativa) della storia del Milan. L’ennesima meteora passata dalla Milano rossonera, una delle poche (forse) a mettere d’accordo l’opinione di tutti i tifosi.

Photo Credits: acmilan.com

Enrico Boiani

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Una nuova pagina per il calcio femminile: tutte le decisioni da FIGC ai Mondiali 2023

Una nuova pagina per il calcio femminile: tutte le decisioni da FIGC ai Mondiali 2023

Le giornate che danno l’impressione di cambiare tutto, o almeno di mettere un punto fermo nella storia del calcio femminile non sono di certo molte. Oggi però, giovedì 25 giugno 2020, è senza dubbio una di quelle giornate.

Il Consiglio Federale FIGC ha messo un punto sulla stagione appena conclusa in Itala, fornendo finalmente una risposta univoca alle tante domande ancora aperte tra titoli da assegnare, promozioni, retrocessioni e, rullo di tamburi, professionismo.

Al tempo stesso anche il calcio femminile worldwide ha scritto una pagina di storia indelebile, o per meglio dire ha iniziato ad apparecchiare tutto per un nuovo capitolo: la FIFA ha assegnato i prossimi mondiali femminili del 2023.

Procediamo con ordine, a partire dal contesto italiano.

  • Lo scudetto della stagione 2019/2020 è stato ufficialmente assegnato all Juventus Women: le bianconere sono campionesse d’Italia per il terzo anno consecutivo
  • Rimane intatta la decisione di assegnare il secondo posto per la UEFA Women’s Champions League alla Fiorentina Women’s, che accederà alle competizioni internazionali insieme alla Juventus Women.
  • Retrocesse dalla Serie A alla Serie B Tavagnacco ed Orobica, promosse Napoli e San Marino.
  • La prossima stagione di Serie A inizierà il 22 agosto, la Serie B il 13 settembre.
  • La Coppa Italia si allarga a 26 partecipanti
  • La Supercoppa si giocherà tra 4 squadre, le prime classificate del 2019/20: Juventus, Fiorentina, Milan e Roma.
  • Infine, il professionismo sembra più vicino: sarà avviato un progetto graduale con obiettivo professionismo a partire dalla stagione 2022/2023!

Questo sarà dunque il volto della prossima stagione calcistica: inizio anticipato rispetto alle stagioni precedenti, per permettere lo svolgimento delle rimanenti partite di qualificazione agli Europei Femminili; la Serie A resta a 12 squadre, accantonando l’ipotesi di aumentare a 14; Supercoppa con formula a 4 anche per sopperire alla mancata chiusura della Coppa Italia 2019/20, con una prossima edizione allargata. E poi il professionismo.

Già il professionismo, quel processo – o punto di arrivo – che dovrebbe colmare il gap che ancora a quanto sembra svilisce le Azzurre e il calcio italiano agli occhi di un mondo che corre ad un’altra velocità. Prevedere il professionismo a partire dal 2022/2023 vuol dire attendere ancora oltre un anno, ma vuol dire anche avere a disposizione il tempo necessario per non farsi trovare impreparati davanti ad un passo fondamentale, evitando così che uno dei disegni più lungimiranti possa trasformarsi in un passo a ritroso.

Punto, a capo. Pagina nuova. Il percorso oggi iniziato dalla Serie A femminile sembra collegato alle sorti del calcio femminile mondiale, che proprio in questa giornata ha aperto un nuovo capitolo della sua storia grazie all’assegnazione dei prossimi mondiali femminili del 2023.

Saranno Australia e Nuova Zelanda ad ospitare la Womens World Cup tra tre anni: con una maggioranza di 22 voti contro i 13 a favore della Colombia, le Matildas potranno assistere ad una nuova consacrazione del loro calcio, aprendo insieme ai neighbors della Nuova Zelanda le porte di casa alle nazionali di tutto il mondo.

Il commento a quest’ultima notizia sta tutto nell’immagine postata da Ali Raily, capitana della nazionale Neozelandese, che sui suoi social ha postato questa foto. E sul fatto che “non dimenticherò mai questo momento” non abbiamo alcun dubbio.

 

 

 

Foto credits: https://www.fifa.com/womensworldcup

Lucia Pirola

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