Ismael Bennacer, the story so far: il talento algerino alla conquista del Milan (Parte 2)

Ismael Bennacer, the story so far: il talento algerino alla conquista del Milan (Parte 2)

Dove eravamo rimasti lunedì scorso? Ah si, Ismael fa il suo esordio con la prima squadra dell’Arsenal in Coppa di Lega inglese, la partita va malissimo, i Gunners sono eliminati e lui torna nella “sua” squadra U21.

(leggi la prima parte del focus dedicato a Bennacer cliccano qui)

Ecco di certo non un buon inizio tra i grandi della Premier ma soltanto 7 giorni dopo quella debacle Bennacer è il titolare dei giovani inglesi contro i pari età del Bayern Monaco in Youth League. E fa anche gol! Recupera palla ai 25 metri, si libera del giocatore a cui ha appena scippato la sfera e scaglia un sinistro potente sotto l’incrocio appena fuori dall’area di rigore

Lo stiamo conoscendo Ismael, quello che non lo abbatte lo fortifica, sembra sempre ricavare energie ed insegnamenti dalle cadute personali e di squadra. Tanto che dopo un settembre-ottobre da comprimario si prende la scena della squadra Under21 e ne diventa titolare inamovibile. Chiuderà l’anno senza altre apparizioni tra i grandi ma con la fascia da capitano della squadra Under23, che dalla stagione successiva, la 2016/17, sarà stabilmente sul suo braccio sinistro.

Proprio questa doveva essere la stagione del lancio definitivo tra i grandi e invece… Ismael parte forte, è il capitano della Under23 che gioca in Premier League 2, il campionato delle squadre riserve/giovanili dei Club di Premier. È sempre nei titolari, alternandosi tra la trequarti e il centrocampo dove sempre più spesso viene arretrato rispetto al passato, ma non ha una singola occasione per mettersi in mostra con la Prima Squadra e sente che la sua crescita è in parte strozzata da quella situazione, tanto che nel gennaio 2017 valuta l’idea di andare a giocare in prestito.

Ha molte offerte da club di Ligue2, a lui non dispiacerebbe tornare nel proprio Paese e così firma per 6 mesi con il ToursFC, in quel momento ultimo in classifica e dato per quasi retrocesso. Una scelta all’apparenza inspiegabile che lo stesso Bennacer motiverà così alla fine del prestito: “Sapevo che sarebbe stato difficile, ma sapevo dove stavo andando quando ho firmato per il Tours. Ho osservato la squadra, analizzato lo stile di gioco, valutato i pro e i contro e ho accettato la sfida dopo un colloquio con allenatore e direttore sportivo. Dal momento in cui tutti mi volevano non c’era motivo di avere paura. Andando all’Arsenal ho avuto diritto ad un vero allenamento. Ho fatto progressi a tutti i livelli: tecnico, tattico, fisico e caratteriale. Sono diventato più “duro”. Non mi pento della mia scelta. Ma dopo 6 mesi nella squadra riserve avevo perso un po’ di fiducia in me stesso, sentivo il bisogno di misurarmi con un calcio diverso”.

I sei mesi al ToursFC vanno bene, molto bene. Diventa titolare dopo sole due gare e non lascia più il campo contribuendo in maniera decisiva alla insperata salvezza della squadra impreziosendo il tutto con un bellissimo gol su punizione contro il Sochaux.

Sono sei mesi importantissimi nella carriera di Ismael, costantemente sotto le luci dei riflettori e sui taccuini degli osservatori, tanto che alla fine del prestito non torna subito a Londra ma a tre giorni dall’inizio della competizione, da diciannovenne, viene convocato a sorpresa dalla Nazionale algerina per la Coppa d’Africa 2017 al posto dell’infortunato Taider. A sorpresa Bennacer si trova catapultato in Gabon, Paese ospitante delle gare: non giocherà nemmeno un minuto nella coppa ma avrà la possibilità di allenarsi con giocatori del calibro di Riyad Mahrez e Yacine Brahimi e di partecipare al suo primo torneo internazionale: “È stato fantastico anche se non ho giocato, ho acquisito esperienza allenandomi e guardando i miei compagni di squadra giocare. Nella prossima Coppa d’Africa sarò pronto”. E due anni dopo lo sarà davvero…

A fine torneo torna a Londra con in programma un colloquio con Arsene Wenger per programmare il proprio futuro. Ha soltanto un anno di contratto e gli occhi di molti addetti ai lavori addosso. Tra chi ha osservato da vicino questi ultimi mesi di Ismael ci sono Andrea Buti e Pietro Accardi, direttore generale e direttore sportivo dell’Empoli che devono sostituire i partenti Dioussè ed El Kaddouri. Per molte settimane la società toscana, forte della posizione contrattuale di Bennacer e della volontà stessa dell’algerino di giocare il più possibile, prova a strappare il ragazzo ai Gunners fino a quando a metà agosto finalmente la spunta. Ismael si trasferisce all’Empoli per 1 milione di euro ma l’Arsenal cerca comunque di non perdere qualsiasi tipo di controllo sul cartellino del giocatore riservandosi la possibilità di riprendersi il ragazzo pareggiando una futura offerta all’Empoli e ottenendo anche il 30% sulla prossima rivendita.

In Toscana saranno due anni semplicemente perfetti per Ismael: la prima stagione vince il campionato di SerieB, titolare sia con Vivarini che con Andreazzoli, è talmente fondamentale che da dicembre salta soltanto circa 180 minuti e gioca ormai stabilmente sulla linea di meta campo e non più in trequarti. Nel gennaio 2018 viene eletto anche Rivelazione dell’anno durante la premiazione del Pallone d’Oro algerino (che aveva come premiatore un certo Paolo Maldini…).
A raccontarci i suoi primi mesi toscani ci pensa il suo capitano d’allora, Manuel Pasqual: “Isma è un ragazzo molto timido, tutto campo e casa (e quando è a casa passa molto tempo alla Playstation con gli amici). Quando è arrivato ho visto subito che era molto promettente, con grandi qualità calcistiche. Ha trovato in me un compagno con cui parlare in inglese perché all’inizio ha fatto fatica con l’italiano. Anche avere un paio di compagni francofoni lo ha aiutato. Ben presto si è integrato e abbiamo iniziato a scherzare con lui sul suo abbigliamento stravagante”.
Nella stagione successiva fa il suo esordio in SerieA: l’annata per l’Empoli è altalenante, Ismael è titolare sia con Andreazzoli che con Iachini, risultando tra i migliori del suo ruolo nell’intero torneo. È ancora Pasqual a raccontarci pregi e difetti in campo di Bennacer: “Appena è arrivato andava a pressare ovunque, quasi senza ragionare, spesso si faceva portare fuori posizione. Il recupero palla è una delle sue qualità migliori, anche se piccolo e leggero è una molla, non si ferma mai, viene dal calcio inglese e si vede. Ha buone qualità nel far girare la palla anche se ha grandi margini di miglioramento nell’infilare la palla tra le linee o nel trovare i compagni in profondità”

Le statistiche finali della sua prima stagione in A sembrano confermare in pieno le parole dell’ex capitano dell’Empoli:
Alta percentuale di passaggi riusciti sopra i 10 metri (86%), ottima anche quella di passaggi riusciti sulla trequarti avversaria (75%), 5 assist-gol, 1 passaggio-chiave ogni 10. Ottima la media di palloni recuperati (11 ogni 90 minuti, nella top five del torneo) e la percentuale di dribbling riusciti (80,5%).
I margini di miglioramento di cui parla Pasqual si vedono tutti nel rapporto filtranti/passaggi semplici (1 ogni 10) e nella percentuale migliorabile di precisione dei passaggi/lanci oltre i 25-30 metri (62,3%).

La stagione per l’Empoli si chiude nel peggiore dei modi, retrocessione nella seria cadetta all’ultima giornata a causa della sfortunata sconfitta a S.Siro contro l’Inter. Allo stesso Bennacer viene imputata parte della colpa per il secondo gol dell’Inter, quello di Nainggolan. Ma la primavera del 2019 non sarà soltanto piena di amarezze. Anzi. Da qualche tempo Isma è finito sotto gli occhi di Maldini, da meno di un anno dirigente del Milan. Lo osserva, lo studia e lo promuove ancor prima dell’exploit finale di Bennacer: la Coppa d’Africa 2019.
Ismael è il titolare del centrocampo dei Fennecs (le Volpi del deserto, soprannome dei giocatori della Nazionale algerina) e a fine torneo porta a casa la coppa (con 3 assist a referto) e il premio come miglior giocatore del torneo. Durante quelle settimane in molti bussano alla porta dell’Empoli: Napoli, Lione e Milan su tutti. Ismael non vuole distrazioni in quel momento, lascia che ad occuparsi di tutto sia il suo procuratore poi al momento della decisione finale accetta l’offerta dei rossoneri, i più decisi nel volerlo portare in squadra. L’Arsenal fa sapere di non voler pareggiare l’offerta di 16 milioni di euro (più 1 di bonus) e quindi eccolo il nuovo regista del Milan, contratto di 5 anni e arrivato con un look quantomeno rivedibile (lo stesso Bennacer ha confessato che il suo procuratore dopo aver visto le foto del completo indossato alle visite mediche gli disse con un sorriso che era contento che il contratto era già stato firmato…).

Per descriverlo prendiamo ancora in prestito le parole di Gilles Grimandi, il suo scopritore da ragazzo: “ha una tecnica di base di altissimo livello, un piede sinistro eccezionale mentre il destro va ancora migliorato e molto, a volte il non usare il piede debole gli fa perdere un tempo di gioco. Ha sempre avuto il sogno di fare il calciatore di alto livello, è determinato, specie nel recupero della palla anche se deve iniziare a pensare di più in campo per poter correre meno ed esser più lucido sia in fase propositiva che in quella realizzata e soprattutto per limitare il numero di falli e ammonizioni. Sul breve ha un ottimo spunto fisico, anche se piccolo non perde i contrasti di forza per via del suo baricentro: spalle e fianchi sono molto robusti. Sul lungo invece tende a perdere il confronto, la sua accelerazione “nervosa” viene battuta spesso dalle ampie falcate, per questo deve anche ragionare di più per non farsi portare fuori posizione ed esser costretto a lunghe rincorse”.

L’inizio con la maglia del Milan non è proprio felicissimo, spesso non è tra i titolari di Giampaolo e questo primo periodo culmina con la partita interna contro la Fiorentina: causa ingenuamente due rigori e salta le due gare successive per scelta tecnica. Con l’arrivo in panchina di Stefano Pioli la stagione di Ismael ingrana definitivamente. È sempre schierato titolare, sia come vertice basso davanti alla difesa, sia in coppia con Kessiè nella seconda parte di campionato dove innalza ancor di più il livello della sue prestazioni. È grazie a Bennacer che il Milan spesso riesce a rimanere più corto, sono le sue corse lunghe a legare i reparti e a dare più equilibrio, corse che spesso però gli costano qualche cartellino giallo di troppo al netto dell’eccessiva fiscalità arbitrale nei suoi confronti. Nelle ultime 10 gare trova anche maggior confidenza con il possesso palla, è più presente nella manovra, i compagni lo cercano anche in situazioni scomode spalle al campo e lui azzarda uscite palla al piede in dribbling sotto pressione. Insomma la crescita è costante e nonostante i suoi soli 22 anni non teme il peso di S.Siro che invece ha schiacciato e schiaccia molti suoi coetanei.

Come per l’anno precedente le statistiche di questi 2/3 di stagione in maglia Milan confermano pregi e difetti di Ismael: il numero dei filtranti così come quello dei passaggi chiave sono scesi sotto l’1 ogni 10 passaggi (ricordate le parole di Pasqual di poche righe prima?), si è mantenuta alta la percentuale dei passaggi riusciti sopra i 10 metri (86%), si è innalzato il numero di dribbling riusciti a gara (terzo in classifica generale dietro Boga e Castrovilli) ed è sempre tra i migliori del campionato per km percorsi in sprint ad alta intensità. Ottimo recuperatore di palloni, è stata privilegiata questa sua caratteristica a discapito della fase offensiva dove è ancora fermo a 0 per assist e gol: se gli verrà tolta qualche incombenza difensiva e atletica di troppo possiamo esser sicuri che tornerà a sfornare assist per i compagni, a timbrare il cartellino dei marcatori e a correre meno e meglio riducendo il numero di gialli.

Con ogni probabilità il Milan ha trovato finalmente almeno uno dei due centrocampisti di livello necessari per costruire una squadra molto competitiva. Ismael lo abbiamo conosciuto: cade, si rialza e non si ferma mai. Se al suo fianco avrà l’aiuto di un altro centrocampista di pari livello anche il Milan somiglierà in tutto e per tutto al suo regista algerino: è caduto, si è rialzato e non si fermerà più.

Simone Cristao


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