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Milan femminile, è di nuovo derby: domani in campo per la Coppa Italia

Milan femminile, è di nuovo derby: domani in campo per la Coppa Italia

Il calcio femminile smentisce i luoghi comuni, ormai è cosa conclamata, ma che la Serie A femminile faccia piazza pulita anche dei cliché geografici è un’assoluta novità. Lo scorso weekend la nebbia ha impedito il regolare svolgimento di Milan-Bari, ma non è stato il capoluogo milanese quello violentemente colpito, bensì la città pugliese da cui dovevano partire le giocatrici: nella giornata di venerdì 6 dicembre l’aeroporto di Bari è stato bloccato a causa della bassa visibilità dovuta alla nebbia, con arrivi dirottati e partenze sospese.

L’eccezionale evento si è ripercosso sulla Serie A femminile impedendo l’arrivo delle ragazze del Pink Bari a Milano, e la partita è stata ufficialmente rinviata a data da destinarsi.

Un vantaggio per il Milan femminile? Una penalizzazione? Difficile dare un giudizio, soprattutto alla luce del fatto che questa settimana sarà occupata dal turno infrasettimanale di Coppa Italia femminile: le squadre di Serie A scenderanno in campo negli ottavi di finale, in gara unica. Al Milan femminile è toccato forse il sorteggio peggiore, pescando per il secondo anno consecutivo l’Inter Women e mettendo dunque a calendario un altro derby da disputare in casa delle nerazzurre.

Le ragazze di mister Ganz, dopo dunque un weekend di riposo, affronteranno l’Inter domani, mercoledì 11 dicembre, alle 14.30, e la gara sarà disputata allo stadio Chinetti di Solbiate Arno.

Come dicevamo: positivo o negativo il weekend di stop? Probabilmente una vittoria contro la Pink Bari avrebbe aiutato le rossonere a rialzare la testa dopo la sconfitta rimediata a San Gimignano contro il Florentia, ma al contempo la rosa delle rossonere potrebbe aver tratto giovamento da un turno di stop, soprattutto in ottica recupero: torna disponibile Lady Andrade, e a Deborah Salvatori Rinaldi non potrà che aver giovato dell’ulteriore riposo, alle prese con una fastidiosa fascite plantare.

Il derby è pur sempre il derby, sia che si giochi davanti a 4000 persone la domenica pomeriggio sia che vada in scena in un freddo mercoledì pomeriggio di dicembre davanti ad un pubblico certamente limitato: fondamentale per le rossonere è la concentrazione e la voglia di rivalsa, che con buona probabilità ribolle da quel gol di Kelly al 94’ subito poco più di una settimana fa. Rabbia, fame e voglia devono essere le parole chiave di questa partita, che sancirà il percorso di Inter e Milan in Coppa Italia, sperando che al 90’ il risultato sul taccuino dell’arbitro possa avere le stesse sembianze di quel 3-1 del 13 ottobre.

Photo credits: acmillan.com

Lucia Pirola

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Bologna-Milan 2-3, the day after! Piatek, Bonaventura e la fase difensiva

BOLOGNA-MILAN – Pioli riparte con lo stesso undici di Parma, la squadra sembra rodata al punto giusto e infatti inizia molto bene. Piatek fa capire subito di essere in partita, un paio di buone sponde prima di guadagnarsi il rigore che sblocca la partita al 15°. Il Milan tiene alto il ritmo e raddoppia meritatamente con il solito T.Hernandez che sfrutta un grande assist di Suso. Sul finire del primo tempo però su calcio d’angolo il Bologna accorcia le distanze grazie ad un errore del disattento T.Hernandez che non copre l’inserimento di Denswil e per recuperare posizione provoca l’autorete. Il goal sul finire del primo tempo in altre partite avrebbe intimorito la squadra rossonera, ma la sicurezza ritrovata nelle ultime partite ha permesso alla squadra di Pioli di ripartire nei migliore dei modi anche nel secondo tempo, trovando subito il 3-1 con un gran goal di Bonaventura dal limite dell’area. Un’altro errore di Teo riapre il match a pochi minuti dalla fine, un fallo da rigore ingenuo che permette a Sansone di accorciare dal dischetto. La difesa rossonera nel finale non concede più nulla e il diavolo si aggiudica i tre punti.

PIATEK – Doveroso fermarsi a commentare la partita del pistolero. Fin dai primi palloni giocati ha lasciato intravedere il Piatek dello scorso anno, movimenti e scelte giuste, sponde e contromovimenti per andare in profondità.. è entrato in campo con la testa giusta e finalmente ha fatto la partita che tutti si aspettavano da lui da parecchio tempo. Da sottolineare anche gli ultimi 20 minuti, dove il polacco è riuscito spesso a tenere palla avanti, facendo salire la squadra e permettendo alla difesa di respirare.

È stato utile per lui scendere in campo senza la pressione di S.Siro, ora deve ritrovare la continuità che ha contraddistinto le sue prestazioni lo scorso anno. La cosa sicura è che la squadra rossonera avrebbe una marcia in più per la ricorsa europea se dovesse ritrovare il vero pistolero.

BONAVENTURA – Per Jack la quarta partita stagionale con la maglia da titolare.. 10 punti in 4 partite frutto delle vittorie con Genoa, Parma e Bologna (tutte il trasferta) e del pareggio con il Napoli. Sicuramente non è un caso.. troppo importate un giocatore come lui in mezzo al campo. Dopo la buona prestazione con il Napoli, si sperava che Bonaventura trovasse continuità in campo e nelle prestazioni e così è stato. Geometrie, scambi veloci, dribbling per creare superiorità numerica, giocate che mancavano a questo Milan e che ora finalmente ci sono e danno imprevedibilità alla manovra offensiva rossonera.

Mister Pioli dovrà essere bravo a dosare le energie di Jack nelle prossime partite, perché dopo un anno di stop sarà dura per lui giocarle tutte e soprattutto a questi ritmi, ma in questo momento risulta essere un giocatore fondamentale per questa squadra e risulterà difficile farne a meno.

LA FASE DIFENSIVA – La partita di ieri sera ha dato ottimi segnali anche dal punto di vista difensivo. Pochissime opportunità concesse al Bologna, soltanto due sbavature, entrambe di T. Hernandez (ma visto quello che sta facendo non gliene facciamo una colpa), hanno permesso al Bologna di trovare la rete. I due goal al passivo sono una punizione troppo severa per l’ottima prestazione della difesa rossonera. Conti sembra crescere sempre di più partita dopo partita. La coppia Romagnoli-Musacchio è ormai affiatata e Bennacer in mezzo al campo da una grande equilibrio con la sua fase difensiva e la sua ottima prestazione in impostazione.

Sicuramente si può, e si deve, migliorare ancora qualcosa. Mister Pioli sembra aver oliato bene i meccanismi e ora la squadra rossonera dovrà cominciare anche a curare i piccoli dettagli per poter ricominciare a tornare ai livelli di classifica e di rendimento che le competono.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Bologna-Milan, le parole dei protagonisti

Bologna-Milan, le parole dei protagonisti

BOLOGNA-MILAN 2-3, PIOLI: “VITTORIA MERITATA, MA PENSIAMO GIA’ AL SASSUOLO. CHE BELLO SALUTARE SINISA”

L’aria di casa ha portato fortuna, vittorie e sorrisi a Stefano Pioli, che dopo Parma sbanca anche Bologna, altra squadra allenata nel recente passato. Il tecnico rossonero, a fine gara, esordisce però su uno dei momenti più belli della serata, l’abbraccio con Sinisa Mihajlovic: “Ero commosso e felice di salutarlo, avrei voluto abbracciarlo ma mi ha detto che era meglio di no – ha detto Pioli -. E’ stata una bella emozione, molto toccante, sono contento di averlo ritrovato sul campo. Sapevo che con lui in panchina sarebbe stata più difficile”.

Nell’analizzare la gara, il mister ha spiegato: “Abbiamo fatto una bellissima partita, sia noi che il Bologna. La nostra maggior qualità è stata decisiva, ma questi tre punti non cambiano nulla. Oltre ai tre punti, ci portiamo a casa sensazioni positive e consapevolezza delle nostre qualità e del fatto che, giocando da squadra, possiamo fare prestazioni come questa. Non dovevamo soffrire così tanto e cercare di chiuderla prima, ma ho visto spirito di squadra e voglia di sacrificarsi assieme da parte della squadra, oltre alla qualità che non ci manca”.

Sollecitato sui singoli, Pioli ha elogiato Piatek – “E’ un punto di riferimento importante, ha tenuto tante palle e vinto molti duelli, esce da questa partita con più convinzione e fiducia” – ma non solo: “Bennacer e Bonaventura sono giocatori che sanno trovare spazi e smarcarsi, anche Chala, Suso e Kessie si sono mossi bene ed i due difensori centrali hanno fatto girare bene il pallone e creato superiorità numerica. Quanto a Theo Hernandez, ha tempi di gioco importanti in fase offensiva, grande fisicità ed un piede educato. Nelle prime partite l’avevo fatto partire troppo alto, invece da dietro riesce a spaccare le difese. Per sfruttarne al meglio le caratteristiche, dobbiamo cercare di alzare il baricentro ed avere il predominio del campo”.

Ed a chi gli chiede se il suo Milan può tornare a lottare per obiettivi prestigiosi, Pioli risponde senza giri di parole: “Il nostro unico obiettivo è la partita di domenica prossima con il Sassuolo. Sarà una sfida difficile, ho visto la partita con il Cagliari e giocano davvero un ottimo calcio”.

A fine gara ha parlato anche Krystof Piatek, tra i migliori in casa rossonera. “Non contano le prestazioni dei singoli, ma la vittoria ed il gruppo – ha detto il Pistolero polacco -. Non so se torniamo in corsa per l’Europa, siamo concentrati sulla prossima partita che è il nostro unico obiettivo in questo momento. Finalmente sto meglio, la mia prima parte di stagione è stata molto complicata soprattutto dal punto di vista fisico”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Pagelle Bologna-Milan 2-3: Emilia Rossonera, stagione riaperta?

Pagelle Bologna-Milan 2-3: Emilia Rossonera, stagione riaperta?

PAGELLE,BOLOGNA,MILAN – Dopo la vittoria di Parma, l’Emilia Romagna si conferma terra fortunata per i rossoneri. Piątek torna al goal, Theo e Jack si confermano i migliori. Peccato per le due reti regalate al Bologna e le tante occasione sprecate nei minuti finali. Dopo aver trovato le prestazioni, adesso iniziano ad arrivare anche i risultati e la classifica non è più un tabù.

PAGELLE

Donnarumma 6: Non precisissimo in avvio di partita quando viene chiamato ad impostare ma gli avversari non lo puniscono come a Genova con la Samp nella passata stagione. Salva su Poli ad inizio ripresa, di più non può sulle due reti avversarie. #PocoDaFare

Conti 6: Confermato a destra dopo l’ottima prova al Tardini con il Parma. È in fiducia e si vede quando mette il turbo sulla fascia. Sansone è però un difficile cliente da arginare. #CONTInuare

Musacchio 6-: Duello tutto argentino tra lui e Palacio. Non commette grossi errori ma da l’impressione di essere più in difficoltà del solito. #TurnoDiRiposo

Romagnoli 6: Si presenta al Dall’Ara con un vistoso bendaggio post-incidente stradale in settimana. Come Musacchio, sembra soffrire gli attacchi bolognesi. Petto in fuori nei minuti di recupero. #Pirata

Theo Hernández 6,5: Si fa trovare pronto sotto porta per la quarta volta in questo campionato. Fiuto del gol da vero attaccante, altro che terzino. Infatti sbaglia porta e rimette il Bologna in partita. Ci riprova tamponando ingenuamente Orsolini in aerea di rigore. Va vicino alla doppietta nel finale quando ha ancora benzina nel serbatoio. #TurboTheo

Bennacer 6,5: Accetta la sfida con i più ruvidi centrocampisti bolognesi e ne fa le spese venendo subito ammonito. Si riprende con la solita precisione e caparbietà. A rischio espulsione per tutta la partita, Pioli saggiamente lo sostituisce. #CarISMAEL

Kessié 6: Tanta corsa nel primo tempo, peccato non vederlo sempre così voglioso e motivato. Gli si può perdonare qualche passaggio di prima meno preciso se lascia i polmoni sul campo. #KesSI

Bonaventura 7: Rinnovategli il contratto al più presto. Da qualche settimana, stabilmente tra i migliori. Altro grande gol, altro grande tiro da fuori. Questa volta più precisione che potenza. #JackDiCuori

Suso 6,5: Contro l’allenatore che meno ha creduto in lui in carriera, si riscatta servendo un cioccolatino a Theo per il raddoppio rossonero nel primo tempo. In crescita, cala però nel finale come Çalha quando c’è da difendere il risultato. #Vamos

Çalhanoğlu 6+: Ha il merito di recuperare la palla che porta al rigore di Piątek. Precisione e tecnica al servizio della squadra. Paga un pò di stanchezza nel finale quando il Bologna lancia l’arrembaggio. #Geometra

Piątek 6,5: Entra subito in partita procurandosi e realizzando il rigore che sblocca la partita. Vince il duello tutto polacco con Skorupski, spiazzandolo dal dischetto. Prende tante botte ma non molla. #KrzysztofÈRisorto

Biglia SV: Si rivede Lucas negli ultimi 20 minuti di partita per evitare brutte sorprese da Bennacer.

Paquetá SV: Con un Bonaventura così rischia di diventarne l’alternativa. 

Castillejo SV: Entra con la solita foga ma pecca di egoismo quando non serve Suso per il quarto gol che avrebbe chiuso definitivamente la partita.

Pioli 6,5: Conferma l’undici vittorioso di Parma, per provare a dare continuità non solo alle prestazioni ma anche ai risultati. Ci riesce. Insiste su Piątek e fa bene. Adesso il Milan è una squadra. #AvantiCosì

Tommaso Dimiddio

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Bologna-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Bologna-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Bologna-Milan – Dopo la vittoria con il Parma il Milan va a caccia di conferme. Andiamo a scoprire meglio il prossimo avversario della banda di Pioli.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente del Milan in casa Bologna è datato 18 dicembre 2018 e terminò a reti inviolate. 

Precedenti famosi

Da ricordare è il Bologna Milan della stagione 2013/2014 con i rossoneri che passano subito in vantaggio con Poli, vengono ripresi e superati dal Bologna, si riavvicinano all’89esimo con Robinho e la pareggiano nel primo minuto di recupero con un gol di Abate. 

Ultime gare del Bologna

Il Bologna è reduce dall’inaspettata vittoria sul campo del Napoli che ha seguito il pareggio esterno contro il Parma. 

Ultime gare del Milan

Il Milan è reduce da una sofferta ma meritata vittoria sul campo del Parma che ha seguito il pareggio interno contro il Napoli.

Occhio a…

Nicola Sansone, reduce dal gol vittoria contro il Napoli ha incrociato sette volte il Milan segnando quattro reti e fornendo due assist.

Curiosità sugli avversari

Nell’aprile 2018 il Bologna ha fondato la prima scuola calcio per ragazzi disabili. Questa squadra speciale si allena in palestre apposite e talvolta disputa le sue partite ai lati del campo dello stadio Dall’Ara prima delle gare interne dei rossoblù. 

Allenatore avversario

Il bilancio di Sinisa Mihajlovic contro il Milan non è incoraggiante, 12 incroci,  5 pareggi, 7 sconfitte e nessuna vittoria. Va meglio negli scontri con Stefano Pioli, con 3 vittorie, altrettante sconfitte e 2 pareggi. 

Storico arbitro con le due squadre

A dirigere la sfida sarà Daniele Chiffi. Il fischietto di Padova non ha mai diretto il Milan mentre sono tre i precedenti, tra serie Serie A, Serie B e Coppa Italia, con il Bologna, con due pareggi e una sconfitta per i rossoblù. A coadiuvare Chiffi ci saranno gli assistenti Bindoni e Manganelli, il quarto uomo Piccinini, il Var Guida e l’assistente var Di Vuolo.

Ex e doppi ex

Tra gli ex di questa partita ci sono innanzitutto i due allenatori. Stefano Pioli ha allenato il Bologna dal 2011 al 2014 mentre Sinisa Mihajlovic ha guidato i rossoneri nella stagione 2015/2016.

Un ex che invece molto probabilmente sarà in campo è Andrea Poli, al Milan dal 2013 al 2017 anno in cui è passato al Bologna dove milita tutt’ora. Sarà invece molto probabilmente in panchina Mattia Destro, al Milan nella stagione 2014/2015 al termine della quale passa al Bologna dove è rimasto. In panchina ma sulla sponda rossonera ci sarà invece Fabio Borini, cresciuto nelle giovanili del Bologna e tesserato per il Milan dal 2017. 

Tra gli ex che invece non ci saranno ricordiamo Roberto Donadoni, al Milan dal 1986 al 1996 e dal 1997 al 1999, ha allenato il Bologna dal 2015 al 2018 perdendo 5 volte contro il Milan e vincendo solo una volta. 

Giulia Galliano Sacchetto

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Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

GIOVANNI AUDIFFREDI A RADIO ROSSONERA – Si continua a parlare del possibile ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic e, a tal proposito, le recenti dichiarazioni del nazionale svedese a GQ Italia sembrano accreditare questa teoria. Per cercare di capirne di più, la redazione di Radio Rossonera ha deciso di chiedere ulteriori spiegazioni proprio al direttore della nota testata, Giovanni Audiffredi. Qui di seguito l’intervista completa:

Come interpreti le parole che vi ha detto Zlatan Ibrahimovic?

Io sarei molto fiducioso sul suo ritorno al Milan. Nel tempo ha detto che non sarebbe mai andato via dal Milan e da Milano e che anche la sua famiglia si è sempre trovata bene, ora dice di voler tornare a giocare in Italia per una squadra che deve ritornare a vincere seguendo quella che è stata la sua storia, a voi che squadra vi viene in mente? Il Milan ovviamente. Il Bologna lo escludo, l’Inter non mi sembra probabile. Inoltre, basta dire che è vecchio perché l’ho visto incredibilmente in forma. Negli ultimi 2 anni si è mantenuto in una forma pazzesca e lo ha dimostrato facendo più di 50 goal. Secondo me sta molto bene e al Milan darebbe un bel contributo”.

A quando risale l’intervista?

L’intervista non è assolutamente vecchia. Inizialmente abbiamo fatto lo shooting a Los Angeles e quando fai quel tipo di servizio ti tieni sempre delle finestre temporali aperte per utilizzare il materiale. Poi il testo lo abbiamo aggiornato sotto data ricontattandolo e portando a casa pensieri molto positivi e indizi sul suo possibile ritorno al Milan e sul fatto che vuole tornare a giocare in Italia”.

È stato contattato da dirigenti del Milan?

No, non è che mi ha chiamato Boban! Mi hanno chiamato degli amici da casa Milan e la deduzione che faccio io è che quando mi viene chiesta qualcosa magari è perché qualcuno ha qualcosa da dirmi oppure è molto interessato a capire. Se ho ricevuto telefonate anche da amici di altri club? No”.

Che impressione ti ha fatto Zlatan Ibrahimovic?

Lo definirei un guascone. Fa parte di quella tipologia di uomini che non le manda a dire e che a volte fa la voce grossa ma secondo me lui è un buono: persona corretta e professionista serissimo. Ibrahimovic è consapevole di essere un fuoriclasse con un ego importante ma d’altronde è normale sia così, ha vinto ovunque”.

Considerato il personaggio, ti aspetti qualche colpo di scena sul suo futuro calcistico?

No, ho capito che Zlatan vuole tornare a giocare in Italia. Essendo lui un uomo di cuore magari ha pensato di voler andare a giocare per il suo amico Mihajlovic che sta sicuramente vivendo un momento particolare ma allora perché dirci che sarebbe andato in una squadra con un certo tipo di storia. Senza nulla togliere a Bologna o magari Napoli, quando si parla di storia del calcio italiano fondamentalmente si parla o di Milan o di Juventus o di Inter”.

Puoi regalarci qualche anticipazione relativa all’intervista completa?

Tenderei ad escludere la Juventus per una piccola punturina relativa a Cristiano Ronaldo. Quando gli abbiamo chiesto quale fosse il suo giocatore preferito la sua risposta è stata Ronaldo…il brasiliano. Ronaldo perché ci ha raccontato di come da ragazzino lo guardasse per mosse, scatti e finte che di fatto ha inventato”.

Ibrahimovic può davvero essere la soluzione ai problemi del Milan?

Difficile rispondere. Credo che nel calcio la forza di un gruppo sia altrettanto risolutiva come un grande campione. L’Inter ha una bella squadra ma stiamo vedendo come Conte sia un elemento incredibile. Il Milan è una squadra giovane piena di talento e consiglio ai tifosi di non buttarsi giù. Piatek è un campioncino, se non segna per 10 partite consecutive non deve essere un problema. Ibrahimovic per questo Milan può essere la certezza offensiva di chi segna non appena inquadra la porta. Davvero, mi è sembrato un ragazzino, ha un fisico pazzesco per avere 38 anni. In altre squadre magari farebbe panchina e di certo è ad un punto della sua carriera dove può far quello che vuole d’altronde ha già fama e denaro a sufficienza”.

Ci confermi che anche la moglie verrebbe volentieri a Milano?

La moglie di Zlatan è simpaticissima, molto intelligente ed è sempre stata innamorata di Milano”.

Infine, giusto per giocare. Quale percentuale daresti al ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic?

70%

Ascolta l’intervista completa a questo link https://www.spreaker.com/user/radiorossonera/04-12-2019-radio-rossonera-talk-in-coll-

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Milan femminile: una sconfitta che brucia e un passato che sorride

Milan femminile: una sconfitta che brucia e un passato che sorride

Manca appena un minuto alla fine di una partita tosta e impenetrabile, questo Florentia-Milan proprio non s’ha da fare per il Milan femminile: un 1-1 che sta stretto per le tante occasioni sprecate, per le difficoltà che hanno iniziato a venire a galla in questi 90 minuti. Quando ecco che prende vita il contropiede del Florentia, il Milan è scoperto, e neanche il tempo di sussurrare “no dai…” che Kelly perfeziona e infiocchetta l’ultima azione della partita trafiggendo Korenciova, e siglando il 2-1 definitivo che affossa le rossonere. Cala il sipario sullo stadio Santa Lucia di San Gimignano, il Florentia festeggia meritatamente i 3 punti conquistati.

Una partita difficile per il Milan femminile, gestita non nel migliore dei modi, con troppe occasioni da gol che ancora giacciono tristemente sul fondo -o sulla traversa-. Una di quelle partite in cui l’evidente impasse a pochi minuti dalla fine può essere risolta solo da un colpo di genio a cui niente e nessuno può mettersi di traverso.
Ci sarebbe voluto, insomma, un gol come quello di Thaisa Moreno, siglato contro la Juventus poco più di un anno fa. Sì, proprio quel gol che ieri, in occasione del Gran Gala del Calcio AIC, ha vinto il premio come Goal dell’anno 2018/2019, superando in fatto di voti la concorrenza delle prodezze di Girelli, Cernoia, Mauro, Giacinti e tante altre. La serata è stata certamente dolce per le ragazze del Milan femminile, tra passato e presente: nella top 11 di giocatrici premiate figurano infatti due rossonere, l’attuale capitano Valentina Giacinti -tra i migliori attaccanti insieme ad Ilaria Mauro e Barbara Bonansea- e l’ex Manuela Giugliano -premiata come migliore centrocampista insieme ad Aurora Galli e Valentina Cernoia-.

Alla ex numero 10 del Milan, oggi centrocampista della Roma, è stato anche riconosciuto il premio più ambito della serata, ovvero quello di miglior giocatrice AIC della stagione 2018/2019. Manuela Giugliano ha accolto il premio con grande emozione ma con ancora più grande merito, contando i tanti tifosi che ha fatto innamorare nella scorsa stagione, quelli che farà avvicinare al calcio femminile finché avrà età ed energia per calcare i campi, e tutti gli spettatori al di fuori dell’Italia che ha lasciato semplicemente incantati ai Mondiali femminili di Francia nell’estate appena passata.

Insomma, il Milan femminile oggi si cura le ferite della prima sconfitta stagionale, ma non manca la consapevolezza delle proprie capacità, sia nei singoli -nonostante la miglior giocatrice della scorsa stagione non vesta più la maglia rossonera- sia nella squadra, che ancora è ben lontana dal darsi per vinta. Gli obiettivi stagionali sono ancora perfettamente alla portata, e se la vittoria del campionato può sembrare più lontana di quanto non lo fosse prima dello scontro con il Florentia vorrà dire che servirà ancora più voglia, energia e sana ambizione per affrontare i futuri impegni che si profilano nelle prossime settimane. Sempre a testa alta.

Lucia Pirola

Photo credits: acmillan.com

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Milan Primavera, Tonin: un alpino a Milano

Milan Primavera, Tonin: un alpino a Milano

Riccardo si è perso, si è perso e non riesce a tornare. Riccardo segnava, segnava tantissime reti” e direi che mi fermo qui con la semicitazione di De Andrè, per rispetto del grandissimo Faber e di chi leggendo le prime parole ha avuto la pelle d’oca per come ho maltrattato una poesia, ancor prima che canzone.

Ma con quelle poche parole racchiudo il primo anno di primavera di “Tonio”, o “Toni” come lo chiama Giunti, perché non voglio considerare l’anno di Gattuso come un vero anno di primavera. Partito in ritiro con la squadra, 45′ in un derby terrificante alla seconda di campionato e due panchine consecutive con Bologna e Napoli, poi il ritorno in U17, con i compagni con cui aveva appena vinto il campionato U16, e di nuovo quel feeling con il gol che lo ha accompagnato lungo tutta la sua avventura con le giovanili rossonere. Perché Riccardo è grosso, sportivamente cattivo, non molla mai su ogni pallone, sempre pronto a prenderle e darle senza farsi nessun tipo di problema, davanti è l’uomo che serve sempre. Prima punta, da solo o in coppia, lui c’è.Tonin e il gol, un rapporto forte, costante, continuo in rossonero, fino alla stagione 2018/2019.


E’ il momento del salto vero, Gattuso non c’è più sulla panchina giovanile, c’è Lupi, l’allenatore con cui ha vinto il campionato U16, ci sono i suoi compagni di squadra di sempre, la rosa è giovanissima, forse troppo per la categoria e si inceppa subito. Si affaccia al mondo primavera e quella che sembrava una prima punta fisicamente possente all’improvviso lo sembra un po’ meno, l’incontro con difensori più esperti è complicato, la sua stagione, come quella del Milan è molto negativa, segna solo un gol, a Palermo, in un momento in cui i rossoneri sembrano riuscire a riprendere in mano il loro destino.


Ma è solo un lampo nel buio, per la primavera e per Riccardo. Ma ci sono quelle annate in cui va tutto male, in cui anche i gol più semplici sembrano impossibili, l’ha vissuta Dzeko qualche anno fa, figurarsi se non può viverla un ragazzo di 18 anni. La sensazione, però, è che Tonio viva sull’orlo dell’emotività, delle prime due giocate, se riescono sfodera una grande prestazione, se non riescono, e succede spesso ad inizio stagione, poi via via si spegne e scompare.

Ho vivida nella mente ancora la seconda giornata dello scorso campionato, stadio Ossola di Varese, arriva la Roma, la scalata è ovviamente impervia, ma Tonio parte benissimo, due ottime giocate sembra la giornata buona poi uno slalom in area concluso con un errore davanti alla porta. Sono passati 10 minuti scarsi, ne mancherebbero 80 per rifarsi, ma lentamente si spegne e si fa travolgere insieme a tutta la squadra in quella che sarà la prima delle sonore ripassate che si prenderà la primavera in quella stagione. A volte invece, come a Palermo, entra cattivo, con gli occhi della tigre che lo contraddistinguono, gli riescono le prime giocate e riesce a spaccare la partita. Sono queste partite, al fianco di Frank Tsadjout che iniziano a far intravedere come Riccardo sia molto più incisivo se può agire con un’altra punta che faccia il lavoro sporco con lui che può far esplodere la potenza delle sue gambe in velocità.

Nel mentre la stagione rossonera sta andando allo sfascio, salta Lupi e arriva Giunti, i due si annusano per un po’, Giunti inizia a studiare il ruolo giusto per il suo attaccante, ma complice l’infortunio di Tsadjout non riuscirà a mettere in campo la coppia e a fine stagione arriva la retrocessione. Sportivamente un disastro, ma non così negativo per tanti ragazzi che puntano alla maturità e uno di questi è proprio Tonio.
Con l’arrivo di Pecorino e Luan Capanni in molti, me compreso, pensavano che ad accomodarsi in panchina sarebbe stato proprio Tonin e invece fin dalle prime uscite il campo dice altro: davanti si gira, ci si alterna, ma Tonin non si tocca, non più da prima punta però, un ibrido tra seconda punta ed esterno di sinistra dove può far valere la sua forza fisica, la sua corsa inesauribile, la potenza dei suoi cavalli e il suo feeling con il gol, che sta tornando.


Non siamo più ai numeri, importantissimi di qualche anno fa, ma in 9 partite di campionato sono arrivati 2 gol, tante occasioni create, tanti tiri tentati e non andati a segno, ma sempre pericolosi. Tonio non è una Ferrari, non ti lascia lì nei primi 5 metri, ma è una Jeep, un 4×4 che ti trascina anche se ti attacchi alla sua maglia. E finalmente ha ritrovato fiducia nei suoi mezzi e nelle sue capacità, anche se la palla si rifiuta di entrare. Il super gol contro il Venezia è stata una liberazione, festeggiata con un gesto, la mano portata alla fronte, che in questa situazione sociopolitica europea (questione Turchia) avrebbe potuto creare qualche polemica, ma giusto che non sia successo.


Quella mano portata alla testa come saluto alpino non so da dove arrivi, non so in onore di chi sia, prima o poi glielo chiederò. Intanto guardo sul suo Instagram e scopro che è nato ad Brogliano, in Veneto come lascia intuire il suo cognome, una cittadina in mezzo alle colline e alle montagne, probabile che sia un richiamo alla sua terra e alle sue origini.
Riccardo Tonin, un alpino a Milano, che, da quel titolo di migliore in campo che mi sono permesso di dargli contro il Venezia, ha ripreso la sua corsa, il suo percorso di crescita, mangiandosi i sentieri e le salite senza arretrare di un centimetro come un vero alpino
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Photo credits: acmilan.com

Matteo Vismara

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Parma – Milan 0-1, the day after! Tra la partita di Conti, le occasioni e la classifica

PARMA – MILAN 0-1 – La squadra rossonera scende in campo con due novità rispetto alla partita con il Napoli, Suso si riprende la sua mattonella e Calhanoglu sostituisce Paquetá. Parte bene il Milan, buone geometrie, recupero di palla veloce e tutti sul pezzo. Il copione della partita è chiaro, Milan con baricentro alto e che tenta di sbloccare la partita e il Parma che gioca in contropiede per sfruttare le sue armi migliori, ma la difesa rossonera lascia pochi spazi per le ripartenze della squadra di D’Aversa. Nella ripresa il copione non cambia, anche se il Milan non sembra avere la stessa intensità mostrata nel primo tempo. A pochi secondi dalla fine arriva il goal di T. Hernandez che si conferma il miglior acquisto di questa stagione e probabilmente anche degli ultimi anni.

CONTI – Finalmente il ragazzo vede la luce in fondo al tunnel. La continuità d’impiego nelle ultime partite gli ha permesso di ritrovare una condizione fisica accettabile e di conseguenza le sue prestazioni stanno crescendo a vista d’occhio. Ieri probabilmente la sua miglior partita post infortunio, per intensità, concentrazione e senso della posizione.

Ritrovare il vero Conti sarebbe un’ulteriore spinta per la squadra che piano piano sta trovando la sua identità in campo. Risulta ancora poco propositivo in fase offensiva, ma partita dopo partita riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra la fase difensiva e quella offensiva.

LE OCCASIONI – I dati della gazzetta dicono 8 tiri nello specchio della porta, e 10 fuori. La netta supremazia territoriale di ieri (baricentro molto alto 56,5 metri, possesso palla 66,4%) non si è trasformata in una sonora vittoria per la poca precisione in fase offensiva che sta ormai caratterizzando la stagione della squadra rossonera. Piatek continua il suo periodo no, e a questo punto c’è da chiedersi se sia giusto continuare ad insistere in questa direzione o provare a cambiare qualcosa. I centrocampisti e gli esterni, visto il poco movimento in fase offensiva, provano spesso il tiro dalla media-lunga distanza, e spesso non portano preoccupazione alla difesa avversaria.

Sembra ormai chiaro che la poca precisione, e idee, in fase offensiva siano il problema principale. Mister Pioli ha lavorato molto per ridare equilibrio ed entusiasmo ad una squadra ormai spenta, ora serve una svolta anche in fase realizzativa.

CLASSIFICA – Dopo la partita con la Roma, proprio in queste pagine, avevamo indicato che il calendario avrebbe potuto affondare il Milan ancora più in basso in classifica, e così è stato. Sembrano però esserci ampie possibilità di risalita se le prestazioni continueranno ad essere convincenti come nelle ultime partite contro Juventus, Napoli e Parma.

La zona europa ora dista 8 punti, mentre la zona Champions è a 11 punti. Calendario alla mano, da qui al derby di ritorno del 9 Febbraio, la squadra rossonera ha la possibilità di rilanciarsi in classifica inanellando una serie di risultati utili consecutivi. Prima del derby, e dopo il mercato di Gennaio, potremmo capire se il Milan avrà ancora qualcosa da chiedere a questo campionato.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

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Parma-Milan, le parole dei protagonisti

Parma-Milan, le parole dei protagonisti

PARMA-MILAN, PIOLI: “VITTORIA MERITATISSIMA, MA CHE NON RISOLVE TUTTI I NOSTRI PROBLEMI. DOBBIAMO ARRIVARE A NATALE CON UNA CLASSIFICA MIGLIORE”

Stefano Pioli parlava dei progressi della sua squadra già da diverse settimane, anche se i risultati non arrivavano. Oggi che finalmente può godersi anche i tre punti, il tecnico emiliano tiene i piedi per terra

“Venivamo da ottime prestazioni, la squadra sapeva dell’importanza di questa partita che, come avevo detto alla vigilia, valeva più di tre punti – ha spiegato a fine gara il tecnico rossonero -. Abbiamo vinto in maniera meritata, giocando un’ottima gara di qualità e precisione, tirando in porta più di 25 volte. Ma la classifica rimane appesa negli spogliatoi e noi rimaniamo realisti: non è con questa vittoria che si risolvono i nostri problemi. Il Milan non può essere in quella posizione di classifica, dobbiamo arrivare a Natale in una situazione migliore. Con la vittoria di oggi non abbiamo fatto niente, ma ho sensazioni positive da tre settimane, vedo un gruppo che si aiuta e con voglia di migliorare. Adesso dobbiamo solo pensare a domenica, ci aspetta un’altra sfida importantissima, contro il Bologna”. 

Intanto, a preoccupare in casa rossonera sono i pochi gol fatti e l’astinenza di Piatek: “Continuo a dire che a Krystof manca il gol; non può essere sorridente ed è giusto che sia così – ha aggiunto mister Piatek -. Noi dobbiamo aiutarlo e lui si deve far aiutare. Leao è entrato bene, non riempie l’area come Kris ma abbiamo i centrocampisti che la riempiono quando c’è lui. Quando vedo giocatori che si allenano bene, determinati e concentrati, non chiudo mai la porta a nessuno. Vedo giocatori motivati ma è normale che chi sta fuori sia men contento, ma oggi chi è entrato ha fatto bene”.

E quando gli chiedono se sotto l’albero di Natale si aspetta un regalo svedese di nome Ibrahimovic, Pioli glissa: “Pensiamo alle prossime partite, con la società c’è un confronto, vedremo cosa succederà. Pensiamo a noi, senza perdere umiltà e consapevolezza del nostro momento”. 

Si gode l’inedito ruolo di bomber milanista, invece, Theo Hernandez: “Sono molto contento del mio terzo gol con questa maglia – ha detto il terzino francese -. Abbiamo fatto una grande partita, dobbiamo continuare così, ci attendono altre gare molto difficili. Sono felice di essere al Milan, ringrazio il mister per aver creduto in me ed i tifosi che mi supportano”. Quando gli mostrano una foto di quest’estate a colloquio con Maldini ad Ibiza prima del trasferimento in rossonero, Theo spiega: “E’ stata una conversazione speciale, non posso raccontarvi ciò che ci siamo detti ma Maldini mi ha convinto a venire al Milan. Non era facile lasciare un grande club come il Real Madrid, ma lì non giocavo. Quando Maldini mi ha chiesto di venire qui, non ci ho pensato due volte”.   

Photo credits: acmilan.com

Enrico Aiello

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