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Milan Primavera, Tonin: un alpino a Milano

Milan Primavera, Tonin: un alpino a Milano

Riccardo si è perso, si è perso e non riesce a tornare. Riccardo segnava, segnava tantissime reti” e direi che mi fermo qui con la semicitazione di De Andrè, per rispetto del grandissimo Faber e di chi leggendo le prime parole ha avuto la pelle d’oca per come ho maltrattato una poesia, ancor prima che canzone.

Ma con quelle poche parole racchiudo il primo anno di primavera di “Tonio”, o “Toni” come lo chiama Giunti, perché non voglio considerare l’anno di Gattuso come un vero anno di primavera. Partito in ritiro con la squadra, 45′ in un derby terrificante alla seconda di campionato e due panchine consecutive con Bologna e Napoli, poi il ritorno in U17, con i compagni con cui aveva appena vinto il campionato U16, e di nuovo quel feeling con il gol che lo ha accompagnato lungo tutta la sua avventura con le giovanili rossonere. Perché Riccardo è grosso, sportivamente cattivo, non molla mai su ogni pallone, sempre pronto a prenderle e darle senza farsi nessun tipo di problema, davanti è l’uomo che serve sempre. Prima punta, da solo o in coppia, lui c’è.Tonin e il gol, un rapporto forte, costante, continuo in rossonero, fino alla stagione 2018/2019.


E’ il momento del salto vero, Gattuso non c’è più sulla panchina giovanile, c’è Lupi, l’allenatore con cui ha vinto il campionato U16, ci sono i suoi compagni di squadra di sempre, la rosa è giovanissima, forse troppo per la categoria e si inceppa subito. Si affaccia al mondo primavera e quella che sembrava una prima punta fisicamente possente all’improvviso lo sembra un po’ meno, l’incontro con difensori più esperti è complicato, la sua stagione, come quella del Milan è molto negativa, segna solo un gol, a Palermo, in un momento in cui i rossoneri sembrano riuscire a riprendere in mano il loro destino.


Ma è solo un lampo nel buio, per la primavera e per Riccardo. Ma ci sono quelle annate in cui va tutto male, in cui anche i gol più semplici sembrano impossibili, l’ha vissuta Dzeko qualche anno fa, figurarsi se non può viverla un ragazzo di 18 anni. La sensazione, però, è che Tonio viva sull’orlo dell’emotività, delle prime due giocate, se riescono sfodera una grande prestazione, se non riescono, e succede spesso ad inizio stagione, poi via via si spegne e scompare.

Ho vivida nella mente ancora la seconda giornata dello scorso campionato, stadio Ossola di Varese, arriva la Roma, la scalata è ovviamente impervia, ma Tonio parte benissimo, due ottime giocate sembra la giornata buona poi uno slalom in area concluso con un errore davanti alla porta. Sono passati 10 minuti scarsi, ne mancherebbero 80 per rifarsi, ma lentamente si spegne e si fa travolgere insieme a tutta la squadra in quella che sarà la prima delle sonore ripassate che si prenderà la primavera in quella stagione. A volte invece, come a Palermo, entra cattivo, con gli occhi della tigre che lo contraddistinguono, gli riescono le prime giocate e riesce a spaccare la partita. Sono queste partite, al fianco di Frank Tsadjout che iniziano a far intravedere come Riccardo sia molto più incisivo se può agire con un’altra punta che faccia il lavoro sporco con lui che può far esplodere la potenza delle sue gambe in velocità.

Nel mentre la stagione rossonera sta andando allo sfascio, salta Lupi e arriva Giunti, i due si annusano per un po’, Giunti inizia a studiare il ruolo giusto per il suo attaccante, ma complice l’infortunio di Tsadjout non riuscirà a mettere in campo la coppia e a fine stagione arriva la retrocessione. Sportivamente un disastro, ma non così negativo per tanti ragazzi che puntano alla maturità e uno di questi è proprio Tonio.
Con l’arrivo di Pecorino e Luan Capanni in molti, me compreso, pensavano che ad accomodarsi in panchina sarebbe stato proprio Tonin e invece fin dalle prime uscite il campo dice altro: davanti si gira, ci si alterna, ma Tonin non si tocca, non più da prima punta però, un ibrido tra seconda punta ed esterno di sinistra dove può far valere la sua forza fisica, la sua corsa inesauribile, la potenza dei suoi cavalli e il suo feeling con il gol, che sta tornando.


Non siamo più ai numeri, importantissimi di qualche anno fa, ma in 9 partite di campionato sono arrivati 2 gol, tante occasioni create, tanti tiri tentati e non andati a segno, ma sempre pericolosi. Tonio non è una Ferrari, non ti lascia lì nei primi 5 metri, ma è una Jeep, un 4×4 che ti trascina anche se ti attacchi alla sua maglia. E finalmente ha ritrovato fiducia nei suoi mezzi e nelle sue capacità, anche se la palla si rifiuta di entrare. Il super gol contro il Venezia è stata una liberazione, festeggiata con un gesto, la mano portata alla fronte, che in questa situazione sociopolitica europea (questione Turchia) avrebbe potuto creare qualche polemica, ma giusto che non sia successo.


Quella mano portata alla testa come saluto alpino non so da dove arrivi, non so in onore di chi sia, prima o poi glielo chiederò. Intanto guardo sul suo Instagram e scopro che è nato ad Brogliano, in Veneto come lascia intuire il suo cognome, una cittadina in mezzo alle colline e alle montagne, probabile che sia un richiamo alla sua terra e alle sue origini.
Riccardo Tonin, un alpino a Milano, che, da quel titolo di migliore in campo che mi sono permesso di dargli contro il Venezia, ha ripreso la sua corsa, il suo percorso di crescita, mangiandosi i sentieri e le salite senza arretrare di un centimetro come un vero alpino
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Photo credits: acmilan.com

Matteo Vismara

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Parma – Milan 0-1, the day after! Tra la partita di Conti, le occasioni e la classifica

PARMA – MILAN 0-1 – La squadra rossonera scende in campo con due novità rispetto alla partita con il Napoli, Suso si riprende la sua mattonella e Calhanoglu sostituisce Paquetá. Parte bene il Milan, buone geometrie, recupero di palla veloce e tutti sul pezzo. Il copione della partita è chiaro, Milan con baricentro alto e che tenta di sbloccare la partita e il Parma che gioca in contropiede per sfruttare le sue armi migliori, ma la difesa rossonera lascia pochi spazi per le ripartenze della squadra di D’Aversa. Nella ripresa il copione non cambia, anche se il Milan non sembra avere la stessa intensità mostrata nel primo tempo. A pochi secondi dalla fine arriva il goal di T. Hernandez che si conferma il miglior acquisto di questa stagione e probabilmente anche degli ultimi anni.

CONTI – Finalmente il ragazzo vede la luce in fondo al tunnel. La continuità d’impiego nelle ultime partite gli ha permesso di ritrovare una condizione fisica accettabile e di conseguenza le sue prestazioni stanno crescendo a vista d’occhio. Ieri probabilmente la sua miglior partita post infortunio, per intensità, concentrazione e senso della posizione.

Ritrovare il vero Conti sarebbe un’ulteriore spinta per la squadra che piano piano sta trovando la sua identità in campo. Risulta ancora poco propositivo in fase offensiva, ma partita dopo partita riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra la fase difensiva e quella offensiva.

LE OCCASIONI – I dati della gazzetta dicono 8 tiri nello specchio della porta, e 10 fuori. La netta supremazia territoriale di ieri (baricentro molto alto 56,5 metri, possesso palla 66,4%) non si è trasformata in una sonora vittoria per la poca precisione in fase offensiva che sta ormai caratterizzando la stagione della squadra rossonera. Piatek continua il suo periodo no, e a questo punto c’è da chiedersi se sia giusto continuare ad insistere in questa direzione o provare a cambiare qualcosa. I centrocampisti e gli esterni, visto il poco movimento in fase offensiva, provano spesso il tiro dalla media-lunga distanza, e spesso non portano preoccupazione alla difesa avversaria.

Sembra ormai chiaro che la poca precisione, e idee, in fase offensiva siano il problema principale. Mister Pioli ha lavorato molto per ridare equilibrio ed entusiasmo ad una squadra ormai spenta, ora serve una svolta anche in fase realizzativa.

CLASSIFICA – Dopo la partita con la Roma, proprio in queste pagine, avevamo indicato che il calendario avrebbe potuto affondare il Milan ancora più in basso in classifica, e così è stato. Sembrano però esserci ampie possibilità di risalita se le prestazioni continueranno ad essere convincenti come nelle ultime partite contro Juventus, Napoli e Parma.

La zona europa ora dista 8 punti, mentre la zona Champions è a 11 punti. Calendario alla mano, da qui al derby di ritorno del 9 Febbraio, la squadra rossonera ha la possibilità di rilanciarsi in classifica inanellando una serie di risultati utili consecutivi. Prima del derby, e dopo il mercato di Gennaio, potremmo capire se il Milan avrà ancora qualcosa da chiedere a questo campionato.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

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Parma-Milan, le parole dei protagonisti

Parma-Milan, le parole dei protagonisti

PARMA-MILAN, PIOLI: “VITTORIA MERITATISSIMA, MA CHE NON RISOLVE TUTTI I NOSTRI PROBLEMI. DOBBIAMO ARRIVARE A NATALE CON UNA CLASSIFICA MIGLIORE”

Stefano Pioli parlava dei progressi della sua squadra già da diverse settimane, anche se i risultati non arrivavano. Oggi che finalmente può godersi anche i tre punti, il tecnico emiliano tiene i piedi per terra

“Venivamo da ottime prestazioni, la squadra sapeva dell’importanza di questa partita che, come avevo detto alla vigilia, valeva più di tre punti – ha spiegato a fine gara il tecnico rossonero -. Abbiamo vinto in maniera meritata, giocando un’ottima gara di qualità e precisione, tirando in porta più di 25 volte. Ma la classifica rimane appesa negli spogliatoi e noi rimaniamo realisti: non è con questa vittoria che si risolvono i nostri problemi. Il Milan non può essere in quella posizione di classifica, dobbiamo arrivare a Natale in una situazione migliore. Con la vittoria di oggi non abbiamo fatto niente, ma ho sensazioni positive da tre settimane, vedo un gruppo che si aiuta e con voglia di migliorare. Adesso dobbiamo solo pensare a domenica, ci aspetta un’altra sfida importantissima, contro il Bologna”. 

Intanto, a preoccupare in casa rossonera sono i pochi gol fatti e l’astinenza di Piatek: “Continuo a dire che a Krystof manca il gol; non può essere sorridente ed è giusto che sia così – ha aggiunto mister Piatek -. Noi dobbiamo aiutarlo e lui si deve far aiutare. Leao è entrato bene, non riempie l’area come Kris ma abbiamo i centrocampisti che la riempiono quando c’è lui. Quando vedo giocatori che si allenano bene, determinati e concentrati, non chiudo mai la porta a nessuno. Vedo giocatori motivati ma è normale che chi sta fuori sia men contento, ma oggi chi è entrato ha fatto bene”.

E quando gli chiedono se sotto l’albero di Natale si aspetta un regalo svedese di nome Ibrahimovic, Pioli glissa: “Pensiamo alle prossime partite, con la società c’è un confronto, vedremo cosa succederà. Pensiamo a noi, senza perdere umiltà e consapevolezza del nostro momento”. 

Si gode l’inedito ruolo di bomber milanista, invece, Theo Hernandez: “Sono molto contento del mio terzo gol con questa maglia – ha detto il terzino francese -. Abbiamo fatto una grande partita, dobbiamo continuare così, ci attendono altre gare molto difficili. Sono felice di essere al Milan, ringrazio il mister per aver creduto in me ed i tifosi che mi supportano”. Quando gli mostrano una foto di quest’estate a colloquio con Maldini ad Ibiza prima del trasferimento in rossonero, Theo spiega: “E’ stata una conversazione speciale, non posso raccontarvi ciò che ci siamo detti ma Maldini mi ha convinto a venire al Milan. Non era facile lasciare un grande club come il Real Madrid, ma lì non giocavo. Quando Maldini mi ha chiesto di venire qui, non ci ho pensato due volte”.   

Photo credits: acmilan.com

Enrico Aiello

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Pagelle Parma-Milan 0-1: Theo gratias!

Pagelle Parma-Milan 0-1: Theo gratias!

Pagelle Parma-Milan. La partita col Napoli ha dato un po’ di sollievo, ma anche la dimensione della stagione del Milan: mediocre. La partita col Parma segnava l’inizio di un treno di partite cruciali. Fondamentale trovare il filotto di vittorie, se si vuole sperare nell’Europa. Last call per il passeggero Pioli, che nella sua città cercava la prima vittoria in trasferta.

Il primo tempo vede il Milan spingere per i primi dieci minuti. Poi encefalogramma piatto per entrambe le squadre. Il secondo tempo si apre con ritmi bassissimi, che il Milan spezza con qualche forcing, ma serve, finalmente, un po’ di fortuna per sbloccarla. A questa squadra manca determinazione, voglia di vincere. A questa squadra manca una vera punta, un vero leader. A questa squadra manca Ibrahimovic. Non sarà certo la soluzione a tutti i mali, soprattutto vista l’età, ma dev’essere un punto di partenza, soprattutto fuori dal campo.

La classifica in campionato rende difficili le speranze europee. L’unica motivazione, l’unica speranza per riscatto ed Europa può chiamarsi Coppa Italia. Diventerà la nostra Champions League. E questo dice tutto, ma proprio tutto, sul momento rossonero

Pagelle:

Donnarumma 6,5: Salva su Gervinho, che però era in fuorigioco. Per il resto, spettatore non pagante. #Sìgio

Conti 7: Salva in due occasioni, soprattutto su Cornelius. Partita attenta in fase difensiva e buona in fase propositiva. In ottica futura, questo Andrea Conti può essere fondamentale. #cONti

Musacchio 7: Suona la carica, in difesa è duro il giusto e non concede nulla. Si porta spesso in avanti ed è più pericoloso di Piatek. #Nopasaran

Romagnoli 6,5: Guida la difesa in un’ottima prestazione dietro. Salva in un’occasione quasi sulla linea. #Ricomiciodaqui

Theo Hernandez 7: Su azione ha segnato più lui di Piatek. Da inizio stagione sempre uno dei migliori per voglia e qualità. #Theogratias

Kessie 5: Ritrova il posto, ma non cambia atteggiamento. Spesso in ritardo o molle, palla al piede commette degli errori degni della Gialappa’s. #Krusic

Bennacer 6,5: Palla al piede si dimostra uno dei pochissimi in grado di dare qualità in impostazione. Valeri grazia mezzo Parma e grazia pure lui del secondo giallo. Su questo, serve più attenzione. #Benecer

Calhanoglu 6: Buon primo tempo, cala nel secondo. Ma è uno dei pochi a provarci con qualità. Ed in questo Milan è già molto. #Moveon

Bonaventura 6: Lotta con grinta, porta su l’attacco da solo. Ancora un po’ di brillantezza da recuperare, ma questo Jack sarà fondamentale. #CuorediJack

Piatek 4,5: Sbaglia tutto o quasi. Si aggira tra l’errore e l’impalpabilità. L’anno scorso prendeva la porta da ogni luogo, quest’anno non la trova nemmeno da pochi metri. Non è il peggiore solo perché Valeri sbaglia due fischi su tre. #Incomprensibile

Suso 5,5: Viene da chiedersi se lo vedremo mai ricevere il pallone non spalle alla porta. Prova ancora la giocata della domenica, ma sempre da solo. E la sbaglia. O torna a deciderle da solo o deve cambiare. Per essere individualisti, bisogna essere campioni. #Suno

Leao 5: Entra al posto di Piatek ed è un fantasma al pari del polacco. L’eventuale arrivo di Ibra sarà determinante anche per lui. #Cosìno

Krunic 6: Dà sicuramente più sostanza e qualità rispetto a Kessie. Il titolare dev’essere lui. #Grrunic

Pioli 6: La squadra crea, ma non è quasi mai pericolosa. Serve cinismo e probabilmente una punta. In difesa, però, non rischia mai. #Stefasì

Federico Rosa

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Parma-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Parma-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

PARMA-MILAN – Sfida importante per il Milan che non può più permettersi di sbagliare. Nell’attesa andiamo conoscere meglio il nostro prossimo avversario.

Ultimo precedente

L’ultima partita del Milan in casa del Parma risale al 20 aprile scorso e terminò 1 a 1 con gol di Castillejo e pareggio di Alves a tre minuti dal fischio finale. 

Precedenti famosi

Una delle vittorie in terra emiliana ricordata con piacere dai rossoneri è sicuramente quella della stagione 2014/2015 con la partita che terminò 5 a 4 per il Milan con i gol di Bonaventura, Honda e De Jong e la doppietta di Menez. 

Ultime gare del Parma

Il Parma arriva allo scontro reduce dal pareggio esterno con il Bologna che ha seguito la vittoria casalinga con la Roma. 

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo il pareggio interno con il Napoli, che ha seguito l’immeritata sconfitta in casa Juve, e con il disperato bisogno di fare punti e muovere la classifica.

Occhio a…

Dejan Kulusevski, giocatore in uno strepitoso stato di forma che ha già segnato tre reti fin qui e fornito ben cinque assist.

Curiosità sugli avversari

Il Parma è la quarta squadra italiani ad aver più trofei in Europa dopo Milan, Juve e Inter. Nel 2015 quando la società fallì e venne rilevata la nuova proprietà indisse un sondaggio dei tifosi per scegliere il nuovo stemma societario. L’emblema che venne scelto rappresentava uno scudo bianco con croce nera, bordato di giallo e azzurro, con in capo una fascia recante il nome del club e l’anno di fondazione iscritto nel vertice inferiore. Questo stemma durò soltanto un anno e già nel 2016 venne ripreso e riadattato il vecchio emblema dello scudetto con croce e strisce verticali gialloblù.

Allenatore avversario

Roberto D’Aversa ha incrociato il Milan due volte da allenatore ottenendo un pareggio e una sconfitta. Nessun scontro invece tra il tecnico emiliano e Stefano Pioli.

Storico arbitro con le due squadre 

A dirigere la sfida sarà lo stesso arbitro dell’ultimo Parma Milan, ovvero Paolo Valeri. Il fischietto romano ha diretto il Milan 26 volte, con i rossoneri che hanno ottenuto 15 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte. Tra Serie a e Serie B sono invece 15 gli incroci tra Valeri e il Parma con i gialloblù che hanno vinto 6 volte, pareggiato 7 volte e perso 2 volte. Ad affiancare Valeri ci saranno gli assistenti Liberti e Bresmes, il quarto uomo Illuzzi, il Var Chiffi e l’assistente Var Ceccon. 

Ex e doppi ex

Tra gli ex di questa partita vanno annoverati innanzitutto i tecnici. D’Aversa vestì rossonero nella stagione 1994/1995 anche se non giocò mai, Stefano Pioli cominciò la sua carriera di calciatore nelle giovanili del Parma aggregandosi in prima squadra dal 1982 al 1984. 

Un ex che sarà invece in campo è Juraj Kucka al Milan dal 2015 al 2017 e da quest’estate tesserato con il Parma. 

Tra gli ex che invece domenica non ci saranno ricordiamo Antonio Cassano, al Milan dal 2011 al 2012 e al Parma dal 2013 al 2015, Antonio Nocerino, al Milan dal 2011 al 2014  e al Parma dal gennaio al giugno 2015, Alberto Giardino, al Parma dal 2002 al 2005 anno in cui passa al Milan dove rimane fino al 2008 e Hernan Crespo al Parma dal 1996 al 2000 e al Milan dal 2004 al 2005. 

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan Femminile, Valentina Giacinti e il nuovo ruolo: meno gol, più squadra

Milan Femminile, Valentina Giacinti e il nuovo ruolo: meno gol, più squadra

Che per le prime punte del Milan non sia un gran periodo di splendore si è ormai capito, anche semplicemente osservando i numeri totalizzati dai numeri 9 rossoneri della prima squadra maschile e femminile.

Valentina Giacinti ha totalizzato 2 gol in 7 partite, media anomala per le abitudini del venticinquenne capitano rossonero, abituato a cavalcare la classifica marcatori guardando tutti dall’alto fin dalle prime battute di campionato. Le due reti di Giacinti sono arrivate nella prima grande vittoria contro la Roma, siglando lo 0-3 definitivo per il Milan Femminile, e nella prima partita casalinga contro l’Orobica, alla seconda di campionato.

Ma non fermiamoci soltanto ai numeri, perché Valentina è molto di più dei gol che realizza, e questa è una prima chiave di lettura del momento che sta passando la numero 9 -senza voler considerare il ruolo storicamente scaramantico della maglia da lei indossata.

Volendo dare elementi di lettura, più che spiegazioni univoche e dunque irrealistiche nel mondo del calcio, ci possiamo soffermare su alcuni movimenti in campo tipici del gioco proposto dal Milan Femminile in questa prima parte di campionato sotto la guida tecnica di mister Ganz.

Rispetto alla disposizione tattica vista in campo lo scorso anno, il ruolo di Giacinti nel rettangolo di gioco è interpretabile come più votato alla manovra, e meno di semplice finalizzazione: a supporto di questo si può constatare il minor numero di chiare occasioni da gol passate dai suoi piedi, mentre sono molti di più i palloni da lei gestiti in fase offensiva, più calata nel ruolo di fulcro di gioco in avanti più che di semplice macchina da gol.

Valentina Giacinti scende inoltre spesso sulla linea della trequarti per ricevere palla, anche sui lanci lunghi dalla difesa come quelli spesso sperimentati da Hovland, e manovra il gioco spalle alla porta, aprendo eventualmente gli spazi sugli esterni, facendo cavalcare Bergamaschi fino al fondo per poi rimettere in mezzo palloni velenosi per gli inserimenti delle compagne.

Un altro aspetto fondamentale nel ruolo in campo di Giacinti è l’apporto offensivo in fase di pressing, che la porta a macinare una gran quantità di chilometri utili più alla squadra sul piano tattico, mettendo in difficoltà l’avversario in fase di costruzione, che sul piano individuale dell’attaccante, che ancora non ha potuto giovare di clamorosi errori nelle difese che tenta di intralciare.

Photo Credits: AcMilan.Com

Lucia Pirola

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Milan-Napoli 1-1, the day after! Tra telefonini, il ritorno di Bonaventura e la fase offensiva

MILAN-NAPOLI 1-1 – La squadra rossonera si presenta in campo con alcune novità rispetto alla partita con la Juventus. Musacchio torna al centro della difesa, Biglia e Bonaventura sostituiscono gli squalificati Calhanoglu e Bennacer, mentre Rebic a sorpresa si ritrova titolare al posto di Suso. La partenza per il Milan è delle migliori, buone geometrie, squadra concentrata in campo, ma come al solito la fase offensiva, o meglio gli ultimi 15 metri, lasciano a desiderare. Alla prima disattenzione difensiva la squadra rossonera subisce il goal, come succede ormai dall’inizio del campionato. Insigne si libera facilmente di Biglia al limite dell’area e lascia partire un sinistro che si stampa sulla traversa, sulla ribattuta Lozano si avventa sul pallone sorprendendo la difesa del Milan. Il pareggio arriva subito grazie al ritrovato Jack che con un gran bolide dal limite dell’area scaraventa in rete la rabbia per il calvario dell’ultimo anno. Nella ripresa entrambe le squadre danno la sensazione di volersi accontentare del pareggio e la partita piano piano si spegne.

TELEFONINI – Le riprese negli spogliatoi andate in onda prima del fischio d’inizio hanno portato alla luce quello che da tempo si sapeva. Giocatori non attaccati alla maglia che pensano solo a loro stessi fino a pochi minuti prima dell’inizio della partita. Rebic, Biglia e Kessie ripresi con il cellulare in mano, segno che i tempi sono cambiati, segno che in questo Milan i giocatori veri si contano sulle dita di una mano. Ibrahimovic se fosse stato negli spogliatoi avrebbe appeso i tre giocatori ai loro armadietti e sarebbe entrato in campo sputando l’anima.

Al Milan in questo momento servono giocatori che diano esempio di serietà ed attaccamento alla maglia, servono giocatori che dimostrino cosa significhi indossare la maglia del Milan.

BONAVENTURA – Finalmente Jack torna in campo dal primo minuto e si riprende la scena. I primi minuti mostrano subito un Bonaventura in palla, accelerazioni, dribbling, cambi di direzione.. entra subito in partita e fino a quando la condizione regge è al centro del gioco. Realizza di prepotenza sfogando tutta la sua rabbia il goal che regala il pareggio al Milan.

Il rientro di Bonaventura a pieno regime sarà fondamentale per questo Milan, troppo importanti le sue giocate in mezzo al campo, troppo importante la sua propensione al goal. Deve solo riuscire a trovare un po’ di continuità di prestazioni e potremo finalmente tornare a rivedere il Jack che tutti conosciamo.

LA FASE OFFENSIVA – Tante volte in questi mesi, su queste pagine, abbiamo parlato grosso problema della squadra in fase di realizzazione. Troppo poche 12 reti in 13 partite, peggio della squadra rossonera solo Brescia, Sampdoria, Spal, Udinese e Verona. Piatek, malgrado le recenti dichiarazioni, è sempre più l’ombra di se stesso. Leao e Rebic fanno più da comparsa che altro.

La fase offensiva sembra funzionare fino agli ultimi 15 metri, dove poi si infrange spesso e volentieri contro la difesa avversaria. Serve sicuramente un intervento sul mercato, forse il solo Ibrahimovic non basterà a cambiare questa tendenza, ma sicuramente potrà essere un buon inizio…

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Napoli, le parole dei protagonisti

MILAN-NAPOLI, PIOLI: “ANCHE OGGI ALLA PARI, CI E’ MANCATO IL SECONDO GOL. ADESSO MIGLIORIAMO LA CLASSIFICA”Si presenta ai microfoni, nel post gara di Milan-Napoli, soddisfatto del risultato, consapevole dei miglioramenti di cui la squadra necessita ma soprattutto quasi sollevato di aver messo alle spalle il ciclo terribile con Roma, Lazio, Juve e Napoli: Stefano Pioli era convinto che anche contro i partenopei la sua squadra avrebbe fatto la prestazione, anche se forse si sarebbe aspettato più convinzione sottoporta. “Ero sicuro che la squadra offrisse una buona prestazione perchè nelle ultime due settimane abbiamo lavorato molto bene – ha detto il tecnico emiliano -. Affrontavamo un avversario molto forte ed in condizioni oggettivamente complicate anche per le numerose assenze. E’ un peccato perché potevamo vincerla, ci è mancato il secondo gol”. Pioli ha poi analizzato il momento della squadra e tracciato una sorta di bilancio di questi suoi primi 45 giorni sulla panchina rossonera. “Il momento psicologico della squadra non può essere dei migliori ed è giusto che sia così perché la classifica è quella che è; ho voluto attaccarla nello spogliatoio proprio perché fossimo realisti e consapevoli – ha proseguito il mister -. La testa è pesante ma la squadra sta reagendo bene, dobbiamo ancora migliorare. Concludiamo tanto ma non sempre prendiamo la porta. Da parte dei ragazzi ho trovato molta disponibilità sin dal mio arrivo, per fare un lavoro completo serve tempo ma capisco che non ce n’è. Sono 45 giorni che lavoriamo assieme, con due soste di mezzo che ci hanno sicuramente rallentato. Se avessi cominciato dall’inizio, mi troverei a metà agosto ed in tal caso sarei contento. Il calendario certamente non ci ha aiutato, abbiamo affrontato le migliori 5 del campionato e, tranne nel secondo tempo di Roma, ce la siamo sempre giocata. Ho portato princìpi diversi da quelli che conoscevano ad inizio campionato, l’atteggiamento dei ragazzi è quello giusto, stiamo cominciando a giocare da squadra. Ma siamo il Milan e dobbiamo migliorare prestazioni e risultati”. In chiusura, Pioli ha parlato anche dei singoli ed in particolare del peggiore e del migliore in campo, rispettivamente Piatek e Bonaventura: “Krystof ha lavorato tanto per la squadra, ha anche avuto le sue occasioni. L’importante è continuare a creare palle gol, sappiamo che gli attaccanti vivono di periodi. Sta lavorando bene ma deve fare uno sforzo in più, abbiamo bisogno delle sue qualità. Sia lui che noi abbiamo bisogno dei suoi gol. Jack è giocatore vero, molto intelligente, ho bisogno di gente come lui, che sa quando bisogna rallentare e quando aggredire. Mi auguro che la sua condizione fisica gli consenta di giocare con continuità”. E quando gli chiedono di Ibrahimovic, Pioli si limita a sorridere ed augurare buona serata…

Enrico Aiello

Photo credits: Acmilan.com

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Pagelle Milan-Napoli 1-1: I rossoneri durano un tempo. Bonaventura evita l’ennesima sconfitta.

Pagelle Milan-Napoli 1-1: I rossoneri durano un tempo. Bonaventura evita l’ennesima sconfitta.

PAGELLE,MILAN,NAPOLI – Contro un Napoli in difficoltà, i rossoneri non vanno oltre il pareggio a San Siro. La prestazione, soprattutto nel primo tempo, non è da buttare ma con questa classifica ogni pareggio equivale ad una sconfitta. Un Bonaventura così può sicuramente aiutare, arrivano invece i primi veri fischi di San Siro per Piątek. Perché duriamo solo un tempo? Problema fisico, di testa o di qualità della rosa?

PAGELLE

Donnarumma 6,5: Non può nulla sulla rete che porta in vantaggio gli ospiti. L’ennesimo miracolo su Lozano avrebbe messo a tacere ogni paragone con Meret. Chiude la porta su Insigne nel finale di primo tempo. #Certezza

Conti 6: Pioli gli da fiducia dopo la buona prova all’Allianz Stadium contro la Juventus. Ci mette un po’ a prendere le misure del campo scivoloso di San Siro. Qualche lancio lungo a vuoto ma non soffre più i suoi avversari come in passato. #SenzaInfamiaSenzaLode

Musacchio 6: Si rivede il numero 22 rossonero dopo l’infortunio, chiamato a sostituire Duarte anche lui non al meglio. Si merita gli applausi di San Siro quando ferma la corsa di Lozano in scivolata. #PallaPiena

Romagnoli 6: In fiducia grazie alla rete contro l’Armenia in maglia azzurra, ci riprova di testa senza successo 20 minuti. Più o meno attento per tutta la partita. #Fiducia

Theo Hernández 6: Tiene in gioco Lozano quando il Napoli si trova fortunatamente in vantaggio dopo il tiro sulla traversa di Insigne. Ha il merito di rifarsi immediatamente entrando nell’azione che porta al pareggio di Jack. #OK

Biglia 5: Senza la squalifica di Bennacer, avrebbe probabilmente iniziato la partita dalla panchina. Infatti si fa saltare facile da Insigne nella conclusione che propizia il vantaggio napoletano. Con il passare dei minuti perde sempre più lucidità e palloni pericolosi.  #SiPuòFareDiPiù

Krunić 6+: Pronti via e una sua conclusione dal limite dell’area quasi capitalizza il pressing rossonero in avvio di match. Insieme a Theo, apparecchia la conclusione vincente di Bonaventura. Bene così. #Proiettile

Paquetá 6- : Avvio frizzante del brasiliano dopo le critiche di Rivaldo per aver indossato la maglia numero 10 della seleção. Non si può più permettere certi azzardi da mezzala, avanza la sua posizione quando Rebić alza bandiera bianca. “Deve essere meno Brasiliano…” #Confusionario

Bonaventura 7: Si rivede il miglior Jack dopo l’operazione e la lunga assenza. Spunti, testa alta e presenza attiva nella manovra. Trova il pareggio con una saetta sotto l’incrocio che si merita tutta la sua esultanza rabbiosa. Da qualche anno, una delle poche luci rossonere. #WelcomeJack

Rebić 5: Dentro a sorpresa dopo i problemi intestinali di Suso nel riscaldamento pre-partita. In sofferenza fisica anche lui, si becca i mugugni di San Siro per un paio di appoggi pigri ed imprecisi. Si mangia il gol del sorpasso, la palla di Krunić avrebbe meritato di più. Pioli lo manda a farsi la doccia nell’intervallo. #Sveglia

Piątek 5,5: Reattivo e voglioso come non lo si vedeva da tempo. Sbaglia meno appoggi e aiuta di più i suoi compagni, è già qualcosa di questi tempi. Manca ancora una volta il gol sul e questo incide sulla sua prestazione. I tifosi hanno ancora negli occhi il pistolero dello scorso Milan-Napoli di Coppa Italia ed infatti lo fischiano. #NostalgiaCanaglia

Kessié 6: Deve entrare all’inizio della ripresa dopo l’esclusione comportamentale pre-sosta. L’atteggiamento è sicuramente diverso e si vede. Ci prova e lotta questa volta. #Meglio

Calabria 6: Sostituisce Biglia e si mette a centrocampo come nello sfortunato esperimento di Gattuso contro la Fiorentina di Pioli. Va meglio questa volta. Davide ci mette corsa e intraprendenza che aiutano la squadra nei minuti finali della partita. #Coraggio

Rafael Leão SV: I colpi di tacco non servono a niente quando c’è da evitare l’ennesima sconfitta stagionale.

Pioli 6: Ritorno a San Siro dopo la buona prova in casa della Juventus e la sosta delle nazionali. Costretto a fare a meno di Çalhanoğlu e Bennacer per squalifica, si affida a Bonaventura esterno d’attacco, confermando Krunić e Conti dal primo minuto. Ormai, che la squadra giochi meglio è un dato di fatto. Nel calcio però vince chi segna di più e subisce di meno. Serve una striscia di vittorie per svoltare, il calendario può aiutare. #PuntoACapo

Tommaso Dimiddio

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Milan-Napoli, conferenza Pioli: “Incontriamo squadra forte, ma siamo pronti”

Milan-Napoli, conferenza Pioli: “Incontriamo squadra forte, ma siamo pronti”

MILAN-NAPOLI – Nonostante l’inizio di stagione non proprio esaltante Stefano Pioli è ottimista. 

“La squadra sta reagendo bene” ha spiegato il tecnico in conferenza stampa e a chi gli chiedeva conto dell’atteggiamento dei giocatori, definito dallo stesso tecnico preoccupante perché non era diverso dopo una sconfitta, una vittoria o un pari, Pioli ha risposto “Le mie parole in quel senso erano riferite ai miei primi giorni qui, quando ancora non conoscevo bene l’ambiente. Ma ora stanno migliorando molto sotto questo punto di vista”.

Contro il Napoli sarà difficile anche perché Pioli non ci sta a passare per favorito vista la situazione ambientale che si è creata a Napoli. “Non posso giudicare la situazione attuale del Napoli, ma indipendentemente da questo incontreremo una squadra motivata e determinata allenata da un tecnico esperto e con giocatori di qualità. Noi non dovremo essere da meno” ha precisato Pioli. 

Che non ama le soste per le nazionali ma riconosce però che quando sono positive fanno bene ai giocatori.Come Piatek e Calhanoglu le cui dichiarazione in questi giorni hanno fatto discutere ”Non credo che con le loro dichiarazioni volessero far intendere che non stanno bene qui. La dimostrazione però la dovranno dare sul campo” spiega il tecnico. A chi gli chiede di Kessié, escluso contro la Juve risponde “Non chiudo la porta in faccia a nessuno, più giocatori ho ha disposizione meglio è”. 

Quello che è certo è che con il Napoli non ci sarà Caldara: “Oggi si allenerà con la Primavera e domani giocherà con loro. Ha bisogno di mettere minuti nella testa e nelle gambe per colmare quel piccolo gap rimasto tra lui e il resto della rosa del Milan” ha spiegato Pioli. 

Si vocifera che il Milan per gennaio cerchi un difensore ma di mercato Pioli riferisce non parlare. Eppure è inevitabile fare il nome di Ibrahimovic: “Ibrahimovic è un campione sia sul campo sia per professionalità. Ma io adesso devo pensare al campo, siamo solo a novembre. E siamo di fronte ad una partita che il Milan non può permettersi di perdere se vuole evitare di finire in una situazione spiacevole. 

Giulia Galliano Sacchetto

Photo Credits: AcMilan.com

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