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Posted by Redazione Rossonera on

Milan Femminile: quattro cose che abbiamo imparato dopo quattro partite

Milan Femminile: quattro cose che abbiamo imparato dopo quattro partite

MILAN FEMMINILE – Sono solo quattro le partite di Serie A femminile disputate ad oggi, 22 ottobre, eppure il campionato è già partito da oltre un mese, tempo sufficiente -nonostante le pause- per iniziare a testare le caratteristiche del Milan Femminile di mister Ganz, finora saldamente ancorato alla vetta della classifica.

Roma-Milan è stata la prima grande sfida posta sul cammino delle rossonere, e già in quella occasione le ragazze hanno dimostrato un coraggio e una determinazione sufficienti per travolgere qualsiasi avversario gli si ponesse davanti: dopo le giallorosse è stata la volta dell’Orobica e successivamente dell’Inter, per poi chiudere con una netta vittoria casalinga contro il Tavagnacco, affacciandosi così alla quinta giornata di campionato con ben 12 gol fatti e solo 2 subiti.

Riassumiamo dunque in quattro punti ciò che abbiamo finora appurato a proposito di questo Milan, al termine delle prime quattro partite di Serie A Femminile:

1 Le rocce e le frecce

La difesa del Milan femminile è una creatura giovane. Questa definizione non ha a che fare con l’età delle titolari, che anzi si attesta sui 28 anni precisi, ma interessa invece la natura dell’intesa, della sintonia, dell’esperienza. In queste prime quattro partite uno solo è stato il cambio, necessario oltretutto: mister Ganz si è affidato in tutte le gare alla coppia Fusetti-Hovland come centrali, mantenendo Linda Cimini Tucceri responsabile della fascia sinistra. Sulla destra l’ottimo avvio di Federica Rizza è stato però naufragato dal brutto infortunio subito, circostanza che ha portato alla ribalta Francesca Vitale, impiegata come terzino destro nelle ultime due gare e costretta a mettere in campo tutta la sua grinta e fisicità per ricoprire al meglio il ruolo delicato, soprattutto durante il derby. Questa difesa sta crescendo molto rapidamente, trova spesso la soluzione migliore in caso di interventi repentini, riesce a fornire sostegno alla squadra e cerca, partita dopo partita, di affinare i movimenti tra le giocatrici stesse. Prova di questa parabola ascendente è proprio l’ultima partita, Milan-Tavagnacco: prestazione imperiale da parte di Tucceri e Fusetti, robusta e precisa da parte di Hovland e Vitale. Il compito è solo uno: mantenere la rotta.

2 L’effetto Rinaldi: la vendetta

Il Milan femminile ha un’arma non indifferente, che si chiama Deborah Salvatori Rinaldi. E possiamo parlare di lei come “arma in più” perché il suo valore è stato essenziale ai fini della gara in ben 3 occasioni su 4: la sua entrata in campo ad inizio secondo tempo ha cambiato le sorti della partita contro la Roma, ripetendo poi l’impresa contro Orobica e nel derby contro l’Inter, regalandosi anche la gioia della rete in più di una occasione. Si è così meritata la chance di giocare titolare nell’ultimo match al Brianteo contro il Tavagnacco, ma la sua prestazione non è stata convincente tanto quanto le precedenti: il suo apporto spumeggiante risulta nettamente più decisivo a partita in corso invece che da titolare. Si tratta di un’indicazione importante per mister Ganz, che ha giustamente scelto di provare una formazione di partenza diversa dal solito: questo non significa certo che il ruolo da titolare non le si addica in via definitiva, ma probabilmente l’esperimento di sabato al Brianteo riporterà la numero 22 rossonera al ruolo di arma letale da sfoderare nel corso del secondo tempo.

3 Goniometri, compassi e stilografiche

Il reparto centrale del Milan Femminile è stato quello che maggiormente ha subito cambiamenti dall’annata precedente, sia per interpreti sia per connotati dal punto di vista del gioco: da Alborghetti-Giugliano-Thaisa Moreno il Milan è passato al trio Heroum-Jane-Conc, con la finlandese precedentemente impiegata come terzino. Il centrocampo rossonero ha finora regalato ottime giocate, precise fasi di interdizione, ripartenze veloci e gol. L’affinità calcistica tra le giocatrici è evidente, e ciò significa perfetto equilibrio tra le fasi di gioco: Jane è stata forse la più grande sorpresa di questo Milan, portando esperienza, tecnica e intelligenza calcistica sopra la media, mentre anche la neo arrivata Conc ha fatto breccia nel tifo rossonero grazie anche ai suoi tre gol, pesanti come macigni, mentre la posizione di Nora Heroum si è notevolmente risollevata dopo l’annata poco felice della scorsa stagione.

4 Rispondere a tono

Sono solo due i gol subiti dal Milan Femminile in questo avvio di stagione, di cui solo uno giunto in un big match: la prima rete subita risale a Milan-Orobica, complice una leggerezza difensiva e il rivedibile intervento di Korenciova, mentre la seconda è sopraggiunta nel derby, grazie al colpo da maestra di Gloria Marinelli, con un destro pennellato all’incrocio dei pali. Ciò che accomuna entrambe le situazioni è la reazione della gara, che per tanti aspetti richiama la determinazione delle rossonere nella prima parte della scorsa stagione: per gli avversari non c’è mai stato tempo per esultare e guadagnare coraggio, perché in entrambi i casi le ragazze di mister Ganz hanno ribaltato immediatamente la situazione, segnando il gol del vantaggio appena un minuto dopo. Un modo efficace di rispondere a tono ad una possibile situazione negativa, trasformandola in occasione per riaprire e chiudere la gara in proprio favore.

Bonus track

Abbiamo imparato anche che, forse, la squadra non è più scarsa dell’anno scorso. E che la tanto citata “aria di smobilitazione” probabilmente era in realtà un mero giudizio affrettato.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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