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Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

GENOA-MILAN – Con l’avvicinarsi della prossima, decisiva, sfida di campionato andiamo a scoprire meglio i nostri avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo incontro tra le due squadre risale al 21 gennaio scorso e terminò 2 a 0 per il Milan con reti di Borini e Suso.

Precedenti famosi

Tra i precedenti storici ricordiamo Genoa Milan del 5 maggio 1901, finita 3 a 0 per i rossoneri che si aggiudicarono così il primo scudetto della loro storia.

Ultime gare Genoa

Il Genoa arriva alla sfida con un punto in meno del Milan e reduce dal 4 a 0 contro la Lazio e dallo 0 a 0 interno con il Bologna.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva alla sfida dopo il disastroso 3 a 1 interno contro la Fiorentina e la sconfitta 2 a 1 a Torino.

Occhio a…

Cristian Zapata, ex non rimpianto dai milanisti, ma che farà di tutto per rovinare la serata al diavolo.

Curiosità sugli avversari

Nato nel 1893, il Genoa è il più antico club ancora in attività. Non a caso fa parte del Club of Pioneers, un’associazione che raggruppa i club più antichi del mondo.

Intorno alla società del grifone c’è una leggenda che racconta di una maledizione lanciata, agli inizi del ‘900, da una contadina che si era vista espropriare del suo terreno per la costruzione dello stadio Ferraris. Secondo il racconto la donna maledì il club affermando che non avrebbe vinto nulla per i successivi cent’anni. Profezia che, fortunatamente per il Genoa, non si avverò.

Nel 2011 il Genoa è stato inserito nell'”International Bureau of Cultural Capitals” (una sorta di patrimonio sportivo storico dell’umanità, in linea con quello dell’Unesco).

Allenatore avversario

Aurelio Andreazzoli ha incontrato due volte il Milan, ottenendo due pareggi, mentre contro Giampaolo vanta un solo precedente, conclusosi con una vittoria.

Il tecnico si è diplomato a Coverciano nel 1998 con una tesi sulla difesa a zona.

Storico arbitro con le due squadre

L’arbitro della sfida sarà Maurizio Mariani. Il fischietto di Aprilia ha diretto sia il diavolo che il Grifone 7 volte: per i rossoneri bilancio tutto sommato buono con tre vittorie, due sconfitte e il clamoroso pareggio per 2 a 2 del 2017 con il Benevento. Meno fortunati i rossoblù che con Mariani contano una sola vittoria, due pareggi e ben quattro sconfitte.

A coadiuvare Mariani ci saranno gli assistenti Paganessi e Cecconi, il quarto uomo la Penna , il var Mazzoleni e l’assistente var Preti.

Ex e doppi ex

Sono circa un trentina i giocatori che si sono mossi sull’asse Milano Genova. Tra questi ricordiamo: Alberto Paloschi (al Milan dal 2002 al 2008 e al Genoa dal Gennaio al Giugno 2011), Alexander Merkel (al Milan dal 2008 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al gennaio 2013), Christian Panucci (al Genoa dal 1991 al 1993 e poi al Milan dal 1993 al 1996), Kakhaber Kaladze (al Milan dal 2000 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al 2012) , passando dai più recenti Niang (al Milan dal 2012 al 2018 con in mezzo vari prestiti tra cui uno al Genoa nel 2015 e attualmente tesserato con il Rennes) e Bertolacci (rientrato quest0estate dal prestito ai rossoblù e ora svincolato), fino ad arrivare ad un ex che con molte probabilità sarà della partita ovvero Suso, che ha trascorso sei mesi a Genova nel 2016 prima di rientrare alla base.

Giulia Galliano Sacchetto

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Crisi Milan, in questi giorni tristi, i ricordi e le speranze di un innamorato

Crisi Milan, in questi giorni tristi, i ricordi e le speranze di un innamorato

CRISI MILAN – In questi giorni tristi – Nei giorni scorsi in molti, compreso il sottoscritto, hanno scritto, twittato o citato questa frase: “Tifosi rossoneri, tifosi milanisti, teniamoci per mano in questi giorni tristi”. È l’inizio dell’inno delle BRIGATE ROSSONERE che in molti della mia generazione hanno cantato centinaia di volte allo stadio. Eravamo ragazzi e quella “marcetta” segnava l’inizio delle ostilità nei confronti della curva avversaria. Da lì in avanti pochi scherzi, si doveva cantare e battere le mani più forte di quelli di fronte. Ed io, piccolo milite del tifo rossonero, urlavo come un pazzo. Poi partiva “Leoni armati stiam marciando” e…

Vabbè, altri tempi.

Ero molto più giovane e poco mi interessava di cosa cantavo. Mi bastava farlo insieme ai miei fratelli.

In molti di quelli che hanno scritto “teniamoci per mano in questi giorni tristi” non sanno, o fanno finta di non sapere che quel coro continua in maniera molto ultras snodandosi tra morti e feriti fatti a Marassi o al Comunale. Roba che se la fischietti oggi in metropolitana ti danno il daspo. Ma ero giovane e mi interessava poco se non l’aveva scritta il Mahatma per la marcia del sale o gli stessi autori di Symbolum 77. Era la mia marcetta ed ero molto più interessato al significante piuttosto che al significato. Per me, per noi, era un richiamo alla nostra passione, il modo per caricarci prima della sfida.

Eravamo più giovani.

Come ero più giovane, molto più giovane, quel pomeriggio del 1982. Un ragazzino che frigge seduto al ristorante dove si festeggia la cresima della sorella e pensa al suo Milan che gioca a Cesena e si gioca la salvezza. Mamma, impietosita, mi dà il permesso e vado con Germano alla sua Giulia amaranto. Accendiamo l’autoradio e ascoltiamo “tutto il calcio minuto per minuto” che snocciola cambi di risultato. Poi Castellini regala la palla e la salvezza al Genoa ed il mio Milan torna in serie B mentre io piango e Germano mi spiega che torneremo.

Ero giovane e innamorato.

Oggi, a distanza di tanti anni, resto un innamorato. Ma, forse a causa del mio lavoro, non sono più innamorato solo del Milan. Amo i suoi tifosi che da due anni mi insegnano ogni giorno cosa significa essere rossoneri. Amo i miei amici dei club lontani da Milano che vengono a vedere anche il derby femminile perché il Milan è tutto quello che riempie quella casacca a strisce rossonere; amo i miei amici di magliarossonera.it che tengono un sito meraviglioso che contiene tutte le risposte a qualsiasi domanda sul Milan; amo i miei amici di Milannight e sui social che frustano società allenatore e giocatori (a proposito, mamma mia che post Axel!!!!) perché soffrono per la loro squadra.

Li abbraccerei tutti quanti e direi loro che tutto andrà bene. Ma non posso, non conosco il futuro. Posso solo dire loro che abbraccio quel ragazzino che piange accanto alla Giulia amaranto e gli racconto di una furia mora con le treccine che riceve un passaggio di Evani in piena area di rigore e abbatte il portiere dell’Inter; gli racconto di un ragazzo biondo venuto dal freddo che guarda l’arbitro impaziente di tirare il rigore più dolce; gli racconto di Paolo, di Gianni e del Franz il piccolo grande uomo che ha portato quel pezzo di stoffa bianca sul braccio destro in serie B ed in finale di Coppa Intercontinentale.

Gli racconto del Milan e di noi suoi tifosi che “le abbiam prese ma non siamo vinti”.

In fin dei conti basta solo tenersi per mano in questi giorni tristi.

Pierangelo Rigattieri

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