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Milan, Suso: l’uomo della discordia. Focus atletico

Milan, Suso: l’uomo della discordia. Focus atletico

MILAN, SUSO – Nel corso di una stagione sportiva, i temi di dibattito e di confronto tra tifosi, sono tanti e riguardano i più disparati argomenti. È il bello del calcio: confrontarsi, nel rispetto delle opinioni altrui, sapendo che nessuno ha la verità in tasca. Non potrebbe essere altrimenti, in uno sport tanto semplice quanto eclettico come il calcio.

La stagione 2018-2019 volge al termine. Ufficialmente si chiude il 30 giugno, ma si sa, all’indomani dell’ultimo match di campionato, mente ed occhi di tutti sono già proiettati al futuro. Ecco quindi che il calciomercato diventa il protagonista indiscusso, tra desideri di colpi ad effetto in entrata e discussioni su chi, tra i calciatori presenti in rosa, dev’essere il punto di partenza per costruire la squadra per l’anno successivo.

C’è un calciatore che più di tutti divide il popolo del Milan: ha il numero 8 sulle spalle e la sua seconda casa, quest’anno, è stata la fascia destra del campo di San Siro. Specialità: rientrare sul mancino e cercare la sua “mattonella” per calciare in porta o per trovare la testa di un compagno al centro dell’area di rigore.

Oggi, la maggior parte dei tifosi rossoneri sembra schierata: Suso non può far parte del Milan del futuro.
Qualcuno adduce come motivo il calcio di Giampaolo: il nuovo allenatore, infatti, negli ultimi anni ha sempre schierato le sue squadre con il modulo 4-3-1-2, poco spazio, dunque, per un “esterno naturale” come lo spagnolo. Le virgolette sono d’obbligo, qualche anno fa, infatti, si faceva il discorso opposto, considerando Suso un “trequartista naturale”, inadatto al ruolo di esterno d’attacco. Forse la chiave è nel mezzo: può interpretare entrambi i ruoli, tantissimo dipende dai compiti che gli vengono affidati e quindi da chi siede in panchina. Altri invece, considerano Suso il più sacrificabile sul mercato: una cessione che può generare plusvalenza, con tutte le conseguenze del caso. Dall’altro lato del fiume rossonero, invece, c’è chi difende a spada tratta il numero 8 del Milan, ricordando, numeri alla mano, le innumerevoli partite risolte dal suo mancino.

Punti di vista. È bene però tornare all’incipit dell’articolo: non esiste una verità assoluta. È innegabile che, in questi ultimi anni, Suso abbia rivestito un ruolo importante nel Milan. È allo stesso tempo lapalissiano come, in alcuni momenti della stagione, la sua posizione in campo abbia rappresentato più un peso che una risorsa per il gioco dei rossoneri.

Analizzando le prestazioni atletiche fornite dallo spagnolo nel corso di questa stagione, si ha la netta sensazione che, anche nei momenti di buio, il suo problema non sia mai stato di natura fisica. A cavallo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, Suso ha sofferto di un affaticamento muscolare nella zona adduttoria della coscia, che lo ha costretto a saltare la sfida di Supercoppa Italiana a Gedda contro la Juventus. In meno di due settimane, ha pienamente recuperato dall’infortunio, che non ha influenzato in alcun modo il resto del campionato.

Per provare ad approfondire le performance del numero 8, è bene chiarire un aspetto: da un calciatore come Suso non ci si aspettano certo tanti chilometri percorsi. Ci si aspetta invece che, in percentuale, i chilometri percorsi ad alta intensità siano una buona fetta dei percorsi in totale. Per il ruolo che riveste e per la sua natura, è un calciatore che dovrebbe fare la differenza nel cambio di passo, sia senza palla che, soprattutto, quando si trova ad affrontare un avversario con il pallone tra i piedi. Fatta questa premessa, sviscerando i dati atletici delle prestazioni di Suso emerge che, in media, i chilometri percorsi ad alta intensità, sono circa il 6% dei km totali.

Nel grafico alcune prestazioni atletiche di Suso: in arancione il totale di km percorsi, in blu la frazione di km percorsi ad alta intensità

Ancora una volta: sono dati che vanno analizzati e contestualizzati, approfonditi ed integrati con altri elementi. In questa sede possiamo limitarci a dire che, nei momenti difficili della sua stagione, il problema di Suso non è stato di natura atletica. Aver corso tanto come chilometri totali, aver “rincorso” e ripiegato tanto in fase difensiva, può aver influenzato la sua lucidità e le sue giocate nella metà campo avversaria? Possibile. La testa, più del fisico, può aver condizionato le sue prestazioni nei momenti difficili? Possibile anche questo.

In conclusione, che sull’argomento Suso ci si trovi da una sponda o dall’altra del fiume, resta la certezza che l’acqua che scorre è rossonera ed unisce i tifosi. È bene ricordarlo in ogni discussione, in ogni parere discordante. Al centro c’è e ci sarà sempre il Milan. Per ciò che riguarda Suso, non ci resta che aspettare. Le prossime settimane ci diranno tanto. Concludiamo però, stavolta si, con la speranza di avere una certezza: se Giampaolo dovesse decidere di puntare sul numero 8, qualunque sia il ruolo che deciderà di fargli interpretare, avrà il pieno sostegno di tutti i tifosi rossoneri. Ci sarà tempo per le valutazioni più disparate e, se necessario, le critiche.

Alessandro Molinaro

Foto: AcMilan.Com

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