Milan, Franck Kessiè: la legge di “Krenk”. Focus atletico

Milan, Franck Kessiè: la legge di “Krenk”. Focus atletico

MILAN, FRANCK KESSIÈ – Costa d’Avorio, distretto di Goh-Djiboua, dipartimento di Gagnoa: Ouragahio. Una città di 36.364 anime, che il 19 dicembre 1996 vedeva la nascita di Franck Yannick Kessiè. Sì, non sono passati nemmeno 23 anni. Solo 22 anni e mezzo.

Eppure, Franck è già alla fine della sua seconda stagione in maglia rossonera, la terza in Serie A. È un dato notevole. Ma è forse ancor più significativo il fatto che, nelle 38 partite di campionato di quest’anno, Kessiè si è accomodato in panchina solo una volta. Era la 29esima giornata, infelice trasferta di Genova contro la Sampdoria, e, vuoi per il ritorno tardivo dalle partite con la Costa d’Avorio, vuoi per la querelle del derby con Lucas Biglia, è stata l’unica volta in cui mister Gattuso ha deciso, per sua scelta, di rinunciare alla sostanza di Franck in mezzo al campo.

3022’ sui 3420’ totali. Questo il dato, impressionante, dei minuti giocati dal numero 79 in questa Serie A. Quattro le partite, in totale, in cui il Milan ha dovuto rinunciare a lui. Solo 4 i punti raccolti sui 12 disponibili.

Addentrarsi nei dati atletici di Franck Kessiè, è qualcosa che fa brillare gli occhi dei preparatori atletici. Ancora una volta è importante ribadirlo: non sono i chilometri totali percorsi a rendere straordinario il rendimento di questo calciatore. Quelli – ed è bene ribadirlo una volta per tutte – hanno un valore decisamente limitato nel mondo del calcio di oggi. Ciò che invece fa la differenza, all’interno dei 90 minuti e nel corso di un’intera stagione, sono i chilometri percorsi ad alta intensità.

Ci sono alcuni calciatori, come Messi o Salah, o ancora Federico Chiesa, per restare nella nostra Serie A, che percorrono pochi chilometri in totale rispetto ai compagni di squadra. Tuttavia, nella casella dei km percorsi ad alta intensità, sono stabilmente tra i primi della classe. E nessuno mai, ad un calciatore come Lionel Messi, chiederà di correre di più. Inutile spiegare il perché.

Di Kessiè si dice spesso che con i piedi non sia “educato”, eppure sfido chiunque a trovare un centrocampista più preciso, nei passaggi e nei tiri in porta, che percorra i suoi stessi km ad alta intensità nell’arco di una stagione. In giro per l’Europa si contano sulle dita di una mano e sono capitanati da un ragazzo del 1991 che porta la maglia del Manchester City con il numero 17 sulle spalle: Kevin De Bruyne.

Ma torniamo al nostro numero 79: nelle 32 partite in cui ha disputato tutti i 90’, Franck è stato sempre tra i primi 3 rossoneri per km percorsi ad alta intensità. È incredibile, ma è solo il primo tra i dati pazzeschi della sua stagione. Nella metà delle 32 partite, è stato il calciatore del Milan a percorre più km ad alta intensità. Innumerevoli le volte in cui è stato anche il migliore del match, in quanto a dati atletici.


Ciò che rende ancor più significativi questi dati, è il fatto che, spesso, siano conseguenza di secondi tempi nettamente migliori dei primi. Questo significa che, quando le energie degli altri 21 in campo iniziano ad andare sul rosso, Franck scopre di avere un serbatoio di riserva dal quale attingere. Ed ecco che lo si vede ripiegare in fase difensiva, portar palla e ribaltare il fronte quando le squadre sono ormai spaccate, difendere palla come un centravanti di provincia, quando ce n’è bisogno.

Il Milan, si sa, nel corso della sua storia ultracentenaria, ha avuto centrocampisti invidiati da tutto il mondo. Gente capace di dare del tu al pallone come pochi altri. Calciatori tecnici in grado di disegnare calcio. Oggi, il calcio è in rapida evoluzione e sono poche le squadre che possono permettersi di non avere giocatori “di quantità”.

Io, oggi, in questo Milan, farei davvero fatica a fare a meno di un calciatore come Frank Kessiè in mezzo al campo.
E chissà che, vista la sua giovane età e gli enormi margini di miglioramento che ha, tra qualche anno non potremo ritrovarci in rosa un calciatore in grado di abbinare qualità alla quantità. Si tratterebbe di un unicum in Europa, una pietra preziosa grezza resa gioiello: la chiameremo Krenk.

Photo Credits: AcMilan.com

Alessandro Molinaro


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