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Milan-Fiorentina, conferenza Giampaolo: “L’obiettivo è fare la partita, Gigio è un fuoriclasse. Bisogna moltiplicare ciò che abbiamo fatto di buono a Torino”

Milan-Fiorentina, conferenza Giampaolo:  “L’obiettivo è fare la partita, Gigio è un fuoriclasse. Bisogna moltiplicare ciò che abbiamo fatto di buono a Torino”

MILAN-FIORENTINA, CONFERENZA GIAMPAOLO – Riparte il Milan di Marco Giampaolo in seguito alla bruciante sconfitta di Torino. Lo fa contro una Fiorentina reduce da un risultato positivo contro la Sampdoria e che sembra aver trovato una sua quadra. È quello che si aspettano anche i tifosi rossoneri dalla loro squadra, dopo aver visto un primo tempo incoraggiante e ben giocato all’Olimpico, prima della rimonta granata. Giampaolo segue la strada della continuità: “L’obiettivo, dal primo giorno, è fare la partita, avere il controllo, avere maggior possesso palla. A Torino per buona parte l’ho visto, il dettaglio ha fatto saltare il banco, come il fatto di non averla chiusa prima. C’è stato un momento in cui abbiamo perso la capacità di fare filtro, ma io, per buona parte della gara, mi sono divertito perché la squadra trovava certezze nel giocare. Alcuni dettagli ci hanno bloccato. Il risultato ci condiziona.” Alcune battute sulla produzione offensiva e sugli attaccanti: “Prima di Torino Piatek e gli attaccanti non hanno avuto molte occasioni per fare gol. Col Torino invece ne abbiamo avute diverse e siamo stati imprecisi. Abbiamo avuto produttività offensiva, mentre nelle precedenti 4 partite meno. Non tutte le 5 partite sono state uguali quindi non si può parlare di sterilità. Piatek ha fatto i suoi gol quindi non serve che veda i dvd di Quagliarella. Sono realtà diverse, ambizioni diverse. Ai miei attaccanti faccio vedere le loro immagini.

Non c’è un problema attaccanti. Piatek ritrova il suo habitat con Leao. Molto dipende anche dalle qualità e dalla sensibilità dei singoli giocatori. Noi dobbiamo portare più attaccanti possibili nella metacampo avversaria, ma quando trovi squadre tutte chiuse è più difficile. Io sono attento al collettivo più che alla singola coppia.”

SULLA SFIDA DI DOMANI

“Tutte le partite sono complicate, come dimostra la Serie A da anni. È la mentalità che fa la differenza, deve essere offensiva, così come deve esserci voglia di vincere negli atteggiamenti. Per quanto concerne la formazione, abbiamo valutato tutte le condizioni dei giocatori, domani deciderò, ma sarò attento alla condizione fisica. Abbiamo notato che i parametri sono positivi, la squadra ha recuperato. È stata fatta una comparazione con lo storico del club, e i giocatori hanno migliorato il loro precedente record.”

 SUL MODULO

“Tra il 4-3-3 e il 4-3-1-2 cambia poco. Non vince il modulo, sono le caratteristiche dei giocatori a determinarlo. Bisogna riuscire a coprire bene il campo, a Torino abbiamo lavorato bene specialmente nella fase difensiva; quando sono cambiati i riferimenti non siamo stati bravi a riorganizzarci. Giocando con il 4-3-3 dobbiamo essere bravi a portare un giocatore vicino a Piatek. La partita, però, è fatta di piccoli dettagli e dagli equilibri. L’importante è prendere una strada e portare avanti quella strada.”

SUI NUOVI ARRIVATI E SUL LORO CONTRIBUTO A TORINO

Hernandez è stato un mese e mezzo fuori. Il ragazzo ha spessore fisico, ma non era ancora pronto così come Bennacer e Leao. Non c’è nessun rammarico per non averli schierati prima. Gli altri giocatori non sono da meno. La produzione offensiva è stata buona, anche grazie alle loro caratteristiche. Theo spinge sempre anche quando non dovrebbe e va disciplinato. Rodriguez è più razionale. Ma devi garantire equilibri, abbiamo preso il primo gol su ripartenza e il secondo gol su una rimessa laterale. Il Milan ha un modo di difendere che non prescinde dall’aiuto collettivo. I nuovi devono ancora entrarci nei meccanismi, nuovi e vecchi. C’è da lavorare tanto. Le sintonie devono essere ancora sviluppate.”

SU MUSACCHIO E SULLA SUA PRESTAZIONE

“Nei due gol Musacchio non ha responsabilità, è stato ottimale, abbiamo, invece, sbagliato qualcosa prima. Quando abbiamo perso i riferimenti è scaturito il secondo gol, non ci sono state marcature preventive. I gol subiti sono figli di un lavoro preventivo non fatto bene e che ci hanno punito oltremisura.”

 SULLA FRAGILITÀ DEL MILAN

“Si può difendere migliorando il possesso palla, noi dobbiamo essere bravi a gestire meglio il possesso nei momenti di reazione dell’avversario con le nostre abilità tecniche. I giocatori guerriglieri ci tolgono la nostra capacità di tenere la palla.”

SU DONNARUMMA E SULLE SUE DICHIARAZIONI

“Ai calciatori non si può mentire, perché l’allenatore trasmette sia con le parole che con i sentimenti. E lui li ha recepiti molto bene. Gigio è un grande professionista. Anche in passato ha saputo reagire alle critiche nonostante l’età. È un fuoriclasse. Le critiche fanno parte del gioco.”

SULLA FIDUCIA DELLA SOCIETÀ

“La fiducia è dare importanza a un processo di lavoro, ho fatto anche io il dirigente, so cosa pensa il club. O l’allenatore ha credibilità, ha un’idea o l’allenatore naviga a vista e va a tentoni. Se il club si è espresso su questo, significa che ha fatto le sue valutazioni.”

SUL MALUMORE DEI TIFOSI

“Li capisco. Il Milan ha milioni di tifosi, ha storia, io ho il dovere di continuare a lavorare e mi limito al mio compito.”

SU PAQUETÀ E SU CALHANOGLU

“Paquetà sta bene, ieri si è allenato. Hakan è un giocatore forte, mi è piaciuto. Quello che il Milan ha fatto a Torino, deve riuscire a moltiplicarlo.“

Termina così la conferenza stampa pre-partita di Marco Giampaolo, nella speranza di poter vedere un Milan, contro la Fiorentina, che riesca a migliorare ciò che ha già costruito di buono nel precendente match.

Photo Credits: AcMilan.com

Federico Porta

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Stefano Del Corona (Dir.Fiorentinanews.com) a Radio Rossonera: “La nuova proprietà ha avuto un impatto ottimo. Attenzione all’ex Rebic”

Stefano Del Corona (Dir.Fiorentinanews.com) a Radio Rossonera: “La nuova proprietà ha avuto un impatto ottimo. Attenzione all’ex Rebic”

STEFANO DEL CORONA, MILAN-FIORENTINA A due giorni dalla gara tra Milan e Fiorentina, sfida valevole per la sesta giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Fiorentinanews.com, Stefano Del Corona, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domenica sera alle 20:45. Qui di seguito, l’intervista completa.

Cosa ne pensi della nuova proprietà della Fiorentina e quali pensi siano gli obiettivi stagionali?

“Per quanto riguarda la nuova proprietà della Fiorentina penso che l’impatto sia stato più che buono, direi ottimo, perché questa nuova proprietà è arrivata con idee piuttosto chiare sul da farsi, ha riportato entusiasmo in una piazza in cui si era venuto a creare un clima sinceramente irrespirabile; c’era stata infatti una grossa e totale divisione tra la vecchia proprietà e gran parte della tifoseria. Si sono presentati facendo tutto quello che i tifosi della Fiorentina richiedevano alla propria proprietà, cioè attenzione alla squadra, alla vita societaria, essere presenti a Firenze, essere presenti allo stadio, rispondere quando c’è da rispondere; tutte queste cose erano venute meno nel corso dell’ultima parte della gestione Della Valle. Per gli obiettivi stagionali è stato detto più e più volte che questa è una stagione di ricostruzione, anche se mi viene da pensare che guardando la rosa a disposizione di Montella, la Fiorentina non sia l’ultima arrivata. Se si creassero una serie di coincidenze favorevoli, posso dire che la Fiorentina potrebbe anche ambire ad entrare in zona Europa League. La formazione viola è partita un po’ in ritardo, dal punto di vista dei risultati non del gioco, ma c’è tutto il tempo per sistemarsi per recuperare e per lavorare”.

Cosa ne pensi della rosa a disposizione di mister Montella? A quanti gol potrebbe arrivare la coppia Ribery-Chiesa?

“La Fiorentina pur partendo sul mercato con ritardo rispetto a tutti, ricordando che la cessione della società è arrivata solamente a inizio giugno e questo ritardo l’ha pagato in termini di costruzione della squadra, ha però una rosa di buona levatura a disposizione di mister Montella, su tutti ovviamente Ribery e la permanenza di Chiesa. Ribery e Chiesa stanno costruendo una coppia che si intende molto bene, due giocatori con caratteristiche diverse, perché stiamo parlando di un ragazzo del 97’ e di un altro che ha 36 anni, ma stanno bene insieme, sanno dialogare e viaggiano ad una intelligenza calcistica che non è normale, ma è al di sopra del comune; nel particolare caso di Ribery stiamo parlando ancora di un fuoriclasse, perché quello è Ribery, quando ha la palla al piede è difficile che la perda, è difficile che faccia una giocata banale, è difficile che faccia una giocata che non abbia senso. Quando vediamo cose del genere capiamo ancora di più di essere davanti ad un fuoriclasse

Domenica Milan-Fiorentina: cosa temi di più della squadra rossonera e quale giocatore in particolare?

“In questi casi parto sempre dalla mia squadra, spero che la Fiorentina riesca a ripetere prestazioni come quella contro il Napoli e la Juventus e in parte contro la Sampdoria e questo sarebbe un punto di partenza per non temere nessun giocatore del Milan, ma non perché non ci sono giocatori di classe all’interno della squadra rossonera, ma il mio pensiero è che mi interessa maggiormente che la mia squadra riesca ad esprimersi molto bene indipendentemente dall’avversario, dal contesto, dallo stadio in cui si trova. Se dovessi dar retta alla tradizione che abbiamo vissuto più e più volte, la Fiorentina dovrebbe star attenta agli ex, in questo caso mi verrebbe da dire di fare attenzione a Rebic, perché la tradizione della Fiorentina in questo senso non è sicuramente buona, se c’è da rilanciare un giocatore la squadra viola è spesso riuscita nell’impresa di farlo, c’è una lista interminabile di precedenti storici”.

Andrea Propato

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Torino-Milan 2-1: Un’ora di luce e poi il buio alle prime difficoltà

Torino-Milan 2-1: Un’ora di luce e poi il buio alle prime difficoltà

TORINO-MILAN 2-1 – Scusate il ritardo, sono ancora in tempo?
Potrebbe essere questo il riassunto della prima ora di gioco di Torino-Milan, gara ben impostata, ben giocata e ben gestita fino al cambio di sistema di gioco torinista. Gara che ha visto finalmente sprazzi di buon gioco, li vedremo tra poco, ma che ha confermato i limiti di una squadra che fatica ancora ad esser qualitativa e che alle prime difficoltà si disunisce, si impaurisce e inizia a sommare errori su errori. 

Il Torino fotocopia l’Inter cercando una pressione ultraoffensiva creando le coppie come aveva fatto Conte: le due punte su i due centrali, Verdi-Bennacer, Rincon-Kessiè, Baselli-Calha e i due esterni De Silvestri e Aina pronti a far la bilancia (ad esempio con palla a Theo, De Silvestri attacca e Aina rincula sulla linea difensiva e viceversa). Ma se nel Derby non eravamo riusciti a trovare contromisure a ciò, ieri sera Giampaolo dimostra di averci pensato a monte e ha messo sul campo ben due mosse diverse

Nel primo caso si tengono basse le nostre mezzali attirando le loro, Bennacer si alza e lo si cerca per una palla veloce sull’esterno oppure si cerca una giocata profonda per Paitek e soprattutto Leao. Questa variante per l’uscita di palla verrà cancellata dall’uscita di Leao e sarà uno dei problemi del secondo tempo. Fin quando il portoghese è rimasto in campo le sue doti di velocità, fisicità e ricerca della profondità ci hanno permesso di allungare gli avversari e creare spazio in mezzo al campo.
Nel secondo caso la contromossa è ancor più interessante e riprende il suggerimento che mi ero permesso di esporre nell’analisi post Derby (link): far prendere a Suso la zona di nessuno in trequarti. Bennacer e Calha rimangono bassi attirando così la pressione di Verdi e Baselli, Kessiè si alza molto e tiene così basso Rincon e Suso ha così un grande spazio centrale per ricevere, girarsi e giocare a piacimento. Bene quindi in questa occasione il Milan e Mister Giampaolo.

IL TREQUARTISTA NON C’È MA SI VEDE. Spesso ho sentito la frase: “il gioco di Giampaolo non si vede, dov’è? Mi sembra di vedere il Milan dell’anno scorso”. Eppure contro il Torino finalmente qualcosa del modo di giocare del mister si è visto.
Esempio.
Domanda: chi prende lo spazio in trequarti se giocando 1-4-3-3 il trequartista non c’è?
Risposta: la mezzala di qualità, ovvero Hakan Calhanoglu.
Vi porto due esempi che coinvolgono Calha, autore a dispetto di ciò che si dice di una buona gara ieri a Torino. Nel primo caso manteniamo tanti uomini in zona palla (ben 5, metà squadra!), sfruttiamo la superiorità creata per consolidare il possesso e grazie al movimento in avanti di Bennacer (attacca lo spazio appena Suso si libera della pressione: alleluia, abbiamo un mediano che pensa offensivo!) passiamo per il centro del campo e liberiamo spazio in trequarti per Calha che prenderà un buon tiro dal limite senza opposizione: bravi tutti qui, azione di gioco ben sviluppata!

Un paio di minuti dopo la più classica delle azioni di Giampaolo: l’attacco dello spazio in mezzo alle punte.
Ancora protagonista il nostro falso trequartista, Hakan Calhanoglu, qui al limite della perfezione per l’attacco dello spazio nei tempi e modi giusti. Ancora una costruzione a destra con Suso bravo a ribaltare il lato e a trovare Theo. Leao fa un ottimo movimento incontro e ad allargarsi e Calha compie il perfetto movimento contrario ad attaccare il tanto spazio creato: saremmo in porta. Azione ottimamente congeniata quindi, che però ha un difetto: l’errore tecnico di Theo nel controllo della palla fa perdere ben due tempi di gioco, De Silvestri ha il tempo di chiudere la linea di passaggio (questo è il momento dello stamp) e l’azione svanisce. Quando si dice che la qualità a volte non ci supporta…

SCIUPONI IN SALSA POLACCA
La ripresa riparte nello stesso modo, Milan bravo a chiudere in avanti (per 60 minuti bravi a restare alti e aggressivi), Toro in difficoltà e ben tre occasioni nate da recuperi palla e veloci riproposizioni offensive:

1. Veloce recupero della palla nato dal pressing coordinato di Suso e Kessiè, Suso attira il difensore e scarica molto bene a Piatek che ha tempo e spazio per attaccare l’area. Il polacco però porta troppo palla, perde un tempo di gioco e ci fa schiacciare contro la linea difensiva del Toro. Se invece la palla fosse stata giocata correttamente al rimorchio (Calha) sfruttando lo spazio creato da Leao avremmo avuto un tiro facile in posizione molto vantaggiosa.

2. Kris, Kris, Kris… Qui evito l’analisi. Bravi a recuperare palla con Romagnoli, sfruttiamo un erroraccio di Lyanco in pressione e ci presentiamo in area avversaria con uno scarico facile per Piatek che con lo specchio completamente spalancato non prende la porta… errore del singolo ma buona giocata di squadra

 

3. Altro giro, altro regalo: recupero veloce del possesso, Bennacer libero di attaccare, la linea avversaria è scoperta e scappa fino al limite dell’area di rigore. Nonostante la superiorità numerica del 4vs3 non riusciamo nemmeno a concludere in porta scegliendo Bonaventura, l’ultimo a sinistra e sbagliando la misura del passaggio.

 

 

DOPO UN’ORA LA LUCE SI SPEGNE AL PRIMO SPAVENTO
Bravo Mazzarri o noi troppo impauriti? Con l’ingresso di Ansaldi (e poco dopo di Berenguer) il Toro passa 1-4-4-2 e cerca di mettersi in parità numerica sugli esterni: De Silvestri e Ansaldi a destra, Aina e Berenguer a sinistra. Da questo momento in poi le nostre uscite sull’esterno saranno molto difficoltose; Bonaventura, entrato nel frattempo al posto di Leao, fatica a rimanere offensivo e aggressivo sul loro esterno basso. Proprio da questi problemi nascono i due gol del Toro: sul primo, al netto del fallo su Calha a Var spento, siamo molto pigri nelle corse all’indietro, la palla finisce a Belotti che ha modo di poter puntare Musacchio in 1vs1 e l’argentino non riesce a gestire bene il duello, sbagliando sia il lato dove indirizzare la punta e sia gli appoggi difensivi. MAI voltarsi e perdere il contatto visivo con palla e avversario. Proprio quel secondo di non-marcatura sarà fatale, consentendo a Belotti di calciare con la linea di tiro libera. Male in questo caso anche Donnarumma che come si nota da un replay retroporta compie due piccoli balzi a sinistra che gli fanno sbilanciare il peso e non gli consentono di spingere forte a destra tanto che la mano si piega al contatto con il pallone.

Sul secondo gol del Toro (primo stamp) invece influiscono le nostre difficoltà in chiusura: mancata aggressività su Ansaldi che cambia troppo facilmente il lato con un lungo passaggio su Aina, Kessiè è stretto per aiutare su Rincon e non arriva in tempo per chiudere lo stesso Ola Aina che ha la linea di passaggio libera per andare subito da Belotti.
Calabria nel mentre è scivolato in chiusura su Berenguer e Musacchio, non molto aggressivo sulla punta avversaria, viene attaccato ancora in campo aperto da Belotti che ha tempo e spazio che girarsi e puntare l’argentino (secondo stamp). Nello stesso momento Zaza legge bene lo spazio che si è creato tra i due centrali e si butta nel mezzo partendo due metri indietro rispetto a Romagnoli (disattento qui) non appena Belotti attacca Musacchio in 1vs1. Ultimi due-tre errori nell’azione del gol (terzo stamp): Romagnoli, che si è accorto tardi del taglio di Zaza ed è partito in ritardo, perde i due metri di vantaggio e si ritrova con due metri di svantaggio (1) al momento del tiro di Zaza (che avrebbe spazio e modo di far gol già in questa occasione). Calabria si perde il taglio di Berenguer alle sue spalle e anche lui è in ritardo in area di rigore (3). Infine Bennacer, probabilemente sulle gambe, fatica a tornare e a dar protezione sulla seconda palla che Belotti può tentare di calciare ben due volte senza opposizione: la prima verrà sbucciata la seconda ahinoi è la rovescita del 2-1 (2). La partita tatticamente finisce qui, il Milan proverà con l’ingresso di Rebic a bloccare gli esterni avversari e avrà un paio di grandi occasioni intorno al 90esimo ma gli errori dei singoli, Kessiè-Piatek saranno pesanti e consentiranno a Mazzarri di prendere i 3 punti. Detto ciò, il Milan finalmente fa vedere qualcosa di buono in campo, costruisce, va in vantaggio, spreca ma appena trova difficoltà si sfalda. Una strada, semplice e più chiara del recente passato, è però stata tracciata e val la pena di seguirla ancora. Urge far risultato ora e guadagnare quel tempo che Giampaolo ha detto di voler avere per proseguire la crescita della squadra.

Simone Cristao

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Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-FIORENTINA – In attesa della partita di domenica sera andiamo conoscere meglio la squadra avversaria.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Fiorentina risale al 22 dicembre 2018 con la Fiorentina che sbancò il Meazza con un gol di Federico Chiesa.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria, c’è sicuramente quello del 1996 che sancì la vittoria del quindicesimo scudetto rossonero. Finì 3-1 con i gol di Savićević, Baggio e Simone in rimonta alla rete di Rui Costa: i toscani avevano lasciato a riposo Batistuta per preservarlo in vista della finale di Coppa Italia vinta poi in gare di andata e ritorno contro l’Atalanta.

Ultime gare Fiorentina

La Viola arriva allo scontro confortata dalla prima vittoria, ottenuta contro la Sampdoria che segue i due ottimi pareggi con Atalanta e Juventus.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo le due sconfitte di fila con l’Inter in casa e con il Toro nel turno infrasettimanel. I rossoneri sono obbligati a vincere o perlomeno a fornire una prestazione convincente.

Occhio a…

Federico Chiesa e Franck Ribery, i due novelli gemelli del gol daranno filo da torcere alla difesa rossonera.

Allenatore avversario

Vincenzo Montella, ha allenato il Milan nel 2016/2017 chiudendo al sesto posto in classifica. Da avversario ha affrontato il Milan 13 volte, vincendo tre volte, pareggiando 4 volte e perdendo 6 volte. Contro Giampaolo ha vinto 2 volte, perso altrettanto e pareggiato una volta.

Nel 200 Montella è stato testimonial del videogioco Fifa, apparendo in copertina con la maglia della nazionale e nel 2002 è comparso con Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara nel film di Vincenzo Salemme “Volesse il cielo!”. I tre calciatori napoletani sono presenti nella scena della partita di calcio tra detenuti e poliziotti.

Curiosità sugli avversari

Il colore viola caratteristico della divisa della squadra viene spesso erroneamente associato anche a Firenze, i cui colori invece sono il bianco e il rosso. Colori che vennero utilizzati dalla squadra agli inizi, poi nel 1929 in un’amichevole contro la Roma i toscani indossarono per la prima volta la maglia viola. Tradizione vuole che questa scelta sarebbe il risultato di un lavaggio errato delle maglie bianco rosse in un fiume. In realtà il viola era stato scelto direttamente dall’allora patron Luigi Ridolfi, in seguito ad un’amichevole con una squadra ungherese.

Storico arbitro con e due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Piero Giacomelli, che ha diretto il Milan 14 volte, con il diavolo che ha vinto 9 volte, pareggiato 3 e perso 2. L’episodio forse più dubbio è un rosso non dato a de Sciglio nel 2015 in uno 0 a 0 con l’Atalanta. Meno fortunato il bilancio dei viola con il fischietto triestino che li ha diretti 15 volte, con il bilancio dei toscani in perfetto equilibrio: 5 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Con i viola si ricorda l’espulsione dell’allora allenatore Paulo Sousa in uno 0 a 0 del 2016 contro il Genoa.

A coadiuvare Giacomelli ci saranno gli assistenti Preti e Longo, il quarto uomo Abbattista, il var Maresca e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Oltre al già citato Vincenzo Montella sull’asse Milano Firenze si sono mossi molti giocatori. Da quelli storici come Pierino Prati, al Milan dal 1967 al 1973 e poi alla Fiorentina nel 1977/78, Roberto Baggio, alla Fiorentina dal 1985 al 1990 e poi in rossonero dal 1995 al 1997, Manuel Rui Costa, alla Fiorentina dal 1994 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2006 e Daniele Massaro, alla Fiorentina dal 1981 al 1986 e poi al Milan dal 1986 al 1988 e ancora dal 1989 al 1995, all’attuale allenatore del Milan femminile Maurizio Ganz, al Milan dal gennaio 1998 al 1999 e poi alla Fiorentina nel 2001/2002 fino al compianto Stefano Borgonovo, alla Fiorentina in due periodi differenti: nella stagione 1988/89 e poi dal 1990 al 1992. Al Milan nel campionato 1989/1990 e deceduto nel 2013 a causa della Sla. Tra i trasferimenti meno felici ricordiamo Riccardo Montolivo, alla Fiorentina dal 2005 al 2012 anno in cui passa al Milan dove non riuscirà mai ad imporsi su alti livelli. E infine non dimentichiamo Ante Rebic, ex viola che potrebbe scendere in campo domenica.

Giulia Galliano Sacchetto

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Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

TORINO-MILAN 2-1 – Il Milan parte con un 4-3-3, e parte nel migliore dei modi. Tante palle goal nei primi 25 minuti, Piatek sblocca la partita su rigore, e Leao sfiora il raddoppio. Altro Milan rispetto al derby. Nella ripresa però bastano due contromosse di Mazzarri e il Milan si spegne. Lentamente, ma inesorabilmente, la squadra rossonera inizia il declino che porta prima al pareggio di Belotti, con un tiro da fuori dove Donnarumma ha qualche colpa, poi lo stesso attaccante azzurro realizza il goal vittoria per il Torino.

Nel momento in cui al Milan sono mancate le poche certezze che aveva, il Torino ha preso campo e ha portato a casa la vittoria.

LA PARTITA DI BENNACER – Inizia benissimo, dinamico, veloce nelle idee di pensiero, rapide verticalizzazioni e infatti il Milan gira. Poi qualche palla persa insidiosa di troppo, un po’ di stanchezza, ma soprattutto lo scarso movimento/smarcamento dei compagni nel secondo tempo, fanno calare anche la sua prestazione. Per giocare al massimo e sfruttare il suo piede ha bisogno di compagni che si muovano cercando di creare gli spazi necessari per ricevere la palla.

L’algerino ha tutte le carte in regola per prendersi in mano il centrocampo del Milan, ora gli serve solo continuità.

LA FASE OFFENSIVA –  La squadra rossonera ha avuto tante occasioni, soprattutto nei primi 25 minuti, ma non è riuscita a chiudere il match e il Torino ne ha approfittato. Buoni i movimenti nel primo tempo, buone idee, e trame di gioco. Anche nel secondo tempo il Milan ha avuto occasioni, forse anche più nitide di quelle del primo tempo, ma sono derivate più da giocate dei singoli che da un gioco collettivo.

Si iniziano a vedere le prime idee, ma siamo ancora molto lontani da quello che i tifosi e la società si aspettano.

LA CLASSIFICA – Paradossalmente la squadra rossonera a fine primo tempo si trova al 4° posto alla pari di Napoli e Cagliari. A fine gara invece si ritrova al 10° posto. Uno degli inizi peggiori nella storia del Milan.

Dobbiamo vedere il bicchiere mezzo pieno (classifica ancora corta e il 4° posto è a soli 3 punti) o mezzo vuoto (visto il calendario potevano essere 6 punti in più)?

Cristian Claretti

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Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

PAGELLE TORINO-MILAN 2-1 – Dopo la sconfitta nel derby, dal Milan ci si attendeva una risposta che è arrivata, parzialmente, ma per solo un tempo

Dopo un derby perso, rialzarsi è difficile quanto necessario. Torino e Milan arrivavano entrambe da una sconfitta. Arrabbiate entrambi, con un Mazzarri furioso nella conferenza di mercoledì. La vittoria rossonera a Torino manca dal 2012, sette anni, troppi se ti chiami Milan. Giampaolo sceglie di cambiare. Fuori Biglia e Rodriguez, due dei peggiori nel derby, dentro i due acquisti estivi Bennacer e Theo Hernandez e tifosi accontentati. Il primo tempo il Milan sforna la miglior performance di inizio stagione. Buon ritmo, la squadra gira e i singoli sembrano in fiducia. Poi arriva il secondo tempo e parte il blackout. Il Torino sembra più determinato fin da subito, Piatek sbaglia lo 0-2, Guida non fischia un dubbio contatto su Calhanoglu e il Torino pareggia sul ribaltamento dell’azione. Successivamente il Milan si spegne e il Torino raddoppia. Inutile il forcing finale. Poirot diceva che tre indizi fanno una prova. Le partite in cui il Milan non segna su azione sono 4 su 5. Situazione preoccupante, a cui si aggiunge il crollo delle certezze difensive. Qualche passo avanti, altri indietro. Fondamentale, però, confermare la fiducia a Giampaolo, come detto da Paolo Maldini nel pre-partita.

Donnarumma 5,5: Forse la peggior prestazione da inizio stagione. Un’uscita scellerata a fine primo e non perfetto sul pareggio di Belotti. A volte, però, sembra che in molti si dimentichino che Gianluigi Donnarumma sia nato nel 1999. È a livelli altissimi da almeno due anni e sta ancora crescendo. Sembra anche il più emotivamente coinvolto, oltre che l’unico campione. Dev’essere il futuro di questa squadra. Gradito il rinnovo con fascia omaggio. #Soragazzi

Calabria 5: Riprende la fascia dopo la prestazione di Conti nel derby. Soffre e non poco Ola Aina, che lo salta a più riprese. Male anche nei raddoppi, poco aiuto ai centrali. In fase di spinta, alterna buoni cross e sovrapposizioni a giocate poco lucide. #Siripresenti

Musacchio 5,5: Anche per lui, come per Gigio, forse la peggior prova di inizio campionato. Belotti è un cliente molto difficile e lui ha difficoltà a tenerlo, soprattutto quando abbassa la testa. Poco aiutato da Calabria. Si prega di rivedere quello delle scorse partite #Ritornoalfuturo

Romagnoli 6: Per gran parte della partita, tiene da solo in piedi la difesa. Svetta sui palloni alti e anticipa bene il duo Belotti-Zaza. Poi lo strapotere del capitano granata travolge anche lui. Luci e ombre, rispecchia la squadra. #Migliorabile

Theo Hernandez 6,5: Debutto dall’inizio in campionato. Ottimo primo tempo, buoni uno-due con Leao e sicuro in fase difensiva. Giampaolo si arrabbia per qualche palla indietro di troppo, ma rispetto a Rodriguez rischia molto meno. Anche nel secondo tempo, la sua fascia è quella su cui si rischia meno. #Lucenelbuio

Kessie 5,5: commette errori banali e sulla sua valutazione pesa tantissimo il gol inspiegabilmente sbagliato nel finale. Peccato, nel complesso uno dei migliori e costanti tra le fila rossonere nell’arco dei 90′ #Profondorosso

Bennacer 6: Prende il posto di Biglia dopo la brutta prestazione nel derby dell’argentino. Ammonito quasi subito, Mazzarri gli regala una marcatura a uomo asfissiante. Prova e proporsi e quando ha il pallone lo smista bene. Molta sicurezza, forse troppa. #Crediamoci

Calhanoglu 5,5: Quando la squadra gira, gira anche lui. Quando la squadra si spegne, è il primo ad andare in difficoltà. Rispetto agli altri, almeno ci prova, però spesso gli va male. Serve più velocità di gioco. Perde la palla dell’1-1, ma il fallo su di lui appare netto. #Arbitro!

Suso 5: Altra prova poco comprensibile. Perde tanti, troppi palloni e spesso rallenta la manovra. Rispetto al passato non gli riesce nessuna delle sue giocate. O Giampaolo cambia sistema, o Jesus deve cambiare radicalmente se stesso. #Change

Piatek 6-: Il rigore è perfetto. Il resto della partita è tanto lavoro e tanto fisico contro una difesa che non gli lascia mezzo metro. Errore e sfortuna sul possibile 2-0, che si mangia ad inizio ripresa. 6 di fiducia, rispetto alle scorse partite c’è più coinvolgimento, ora aspettiamo il cinismo #Teprego

Leao 6,5: Altra prova convincente dopo il derby. Si guadagna il rigore, si allarga, si propone, mette palloni in mezzo. Non fa la prima punta, ma lo fa benissimo. Probabilmente la nota lieta delle ultime due partite. #Leaone

Bonaventura 5,5: Entra e dopo poco il Milan subisce il pareggio, non per colpa sua. Mancava da undici mesi e il suo ritorno è un’ottima notizia. Ancora poco lucido e un po’ fuori dal gioco, ma era preventibabile. Potrà essere fondamentale per il futuro con la sua duttilità e tecnica #Welcomeback

Rebic SV.

Giampaolo 5,5: 5,5 è il voto medio della squadra e se lo becca anche lui. Buon primo tempo, probabilmente il migliore di inizio stagione. Imperdonabile, però, che il Milan si spenga ad inizio ripresa e crolli dopo il gol. La difesa torna a subire gol e l’attacco continua a non segnare, ma il problema sembra anche mentale oltre che tattico #Keepcalm

Reina 9: È vero, non si protesta. E chi scrive queste pagelle è ex-arbitro. Ma questa grinta, questa rabbia, questo attaccamento è fondamentale per ripartire #AntonioContedenoantri

Federico Rosa

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Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

TORINO-MILAN 2-1 – GIAMPAOLO: “DOVEVAMO CHIUDERLA PRIMA”. MAZZARRI: “CHE REAZIONE QUESTO TORO”.

È un Marco Giampaolo parecchio deluso quello che si presenta ai microfoni a fine partita. Non tanto per la prestazione dei suoi, che anzi è piaciuta al tecnico rossonero, quanto per la mancanza di cinismo e la scarsa capacità di controllo del risultato.

“È stata una partita in controllo ma non abbiamo avuto il cinismo per chiuderla – ha detto Giampaolo -. Non avevamo rischiato nulla fino al gol del pari, poi in 4 minuti è cambiato tutto. Dovevamo chiuderla e vincerla. È stata la nostra miglior partita finora, con qualche errore, ma a larghi tratti la squadra mi è piaciuta; la sconfitta non va bene e non ci sta”.

Sui problemi del Milan il mister chiarisce: “Mi spiace per i ragazzi e per i tifosi soprattutto perché la squadra lavora bene, mi segue e fa le cose per bene. Non è una squadra che recita uno spartito individuale, dovremmo avere il conforto del risultato per continuare a predicare il nostro verbo. Con questa sconfitta abbiamo rallentato crescita ed. autostima”.

Quanto si cambi, Giampaolo spiega: “Ho inserito Jack per Leao perché volevo tener viva la squadra davanti e non abbassarla. Volevo qualità con Bonaventura, che infatti ha messo una gran palla per Kessie alla fine. Leao è uno scattista, non ha resistenza nel lungo e non ha nelle corde un lavoro di contrapposizione. L’ho visto stanco, Jack mi garantiva qualità. Bennacer invece era ammonito, volevo un attaccante in più. Avevo chiesto alla squadra di controllare la partita e non sporcarla mai, perché il Toro ha gran fisicità. La chiave della partita era giocare a calcio con qualità. Dobbiamo migliorare nella precisione dei passaggi, spesso forziamo ma abbiamo qualità. Suso? Stasera mi è piaciuto, ha lavorato tanto, è stato collaborativo”.

E sul presunto fallo su Chalanoglu in occasione del pari del Toro, il tecnico abruzzese conclude: “Si poteva fischiare, ma sono episodi. È il controllo della partita che fa la differenza. Stasera abbiamo avuto buoni numeri a differenza delle altre volte ma ci é mancata la stoccata finale”.

MAZZARRI

Umore opposto in casa granata, dove festeggia Walter Mazzarri.
“Nel primo tempo siamo stati annichiliti, ci capita spesso in casa per via delle tante aspettative. Eravamo lenti e macchinosi come con il Lecce. Abbiamo saputo soffrire e non prendere il secondo gol. Ho dovuto cambiare modulo, abbiamo aggredito il Milan ed è stata la scelta giusta. Nella ripresa i ragazzi sono entrati in campo con un altro atteggiamento, eravamo un’altra squadra ed abbiamo meritato la vittoria. Alla fine eravamo distrutti, dovevamo chiuderla e stavamo per buttar via due punti incredibilmente. La classifica? Non si guarda mai – ha concluso Mazzarri – Il campionato è come il Giro d’Italia, un percorso a tappe. Alla fine si tireranno le somme”.

BELOTTI

Al settimo cielo il man oggi the match di giornata, Andrea Belotti.

“Non siamo partiti bene, gli abbiamo lasciato il pallino del gioco – ha detto il Gallo -. Nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia e ci siamo sfogati. Rodeva il culo perdere, non volevamo farlo per la terza volta di fila ed in casa. Grazie ai tifosi per il sostegno, l’abbiamo ribaltata tutto insieme anche col loro aiuto.
Il primo gol è stata un’iniziativa personale su gran lancio di Rincon. Quella è stata la scossa.
La rovesciata è stato invece un gesto istintivo”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Torino-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Torino-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

TORINO-MILAN – In attesa della partita andiamo a scoprire meglio gli avversari del Milan nel turno infrasettimanale.

Ultimo precedente

L’ultimo scontro tra Milan e Torino risale al 28 aprile 2019 e ha visto i granata trionfare per 2 a 0 con gol di Belotti su rigore e Berenguer.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria ricordiamo quello del 4 novembre 2001, con il Torino che si impose 1 a 0 grazie al gol di Cristiano Lucarelli e soprattutto all’errore dal dischetto di Pippo Inzaghi. Errore che condannò il tecnico rossonero Fatih Terim all’esonero. Al suo posto arriverà Carlo Ancelotti.

Ultime gare Torino

Il Torino arriva allo scontro reduce da due ko di fila: contro la Sampdoria per 1 a 0 e in casa contro il Lecce per 2 a 1. Non dimentichiamo però la vittoria per 3 a 2 sul campo dell’Atalanta e il 2 a 1 interno sul Sassuolo al debutto.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro reduce dal ko interno per 2 a 0 nel derby con l’Inter e dalla soffertissime vittorie contro Hellas Verona e Brescia, seguite al ko nella prima giornata con l’Udinese.

Occhio a…

Andrea Belotti, a lungo desiderio di mercato dei rossoneri a cui ha già segnato tre volte.

Curiosità sugli avversari

In origine il Torino non giocava in maglia granata ma con una divisa a righe verticali nere e giallo oro, la stessa del “vecchio” Football Club Torinese, con cui, poco prima, un gruppo di dissidenti juventini capeggiati da Alfredo Dick si era accordato per dar vita alla nuova realtà sportiva della città della Mole.

Sul cambio di divisa circolano tante teorie, una delle più accreditate è quella che attribuisce tale decisione ad un dirigente del Torino di origine svizzera, che avrebbe optato per la medesima tinta che caratterizzava la divisa del Servette, una squadra del suo Paese.

Ma c’è anche chi sostiene che la decisione fu politica: il nero ed il giallo oro avrebbero infastidito più di qualcuno, poiché evocatori della dinastia degli Asburgo, nemica di quella Saubada, e quindi si decise di sostituirli con il colore della cravatta indossata dai soldati della Brigata Savoia, che 200 anni prima circa, aveva partecipato, contribuendo enormemente alla causa, alla battaglia per la liberazione di Torino dall’assedio franco-spagnolo. Cravatta che era, appunto rosso granata.

Allenatore avversario

Walter Mazzarri, famoso per le scuse strampalate inventate per giustificare le sconfitte, dal compleanno di Cavani alla pioggia, ha perso 10 delle 23 sfide giocate in serie A contro il Milan, ma solo una nelle ultime  otto. Contro Giampaolo Mazzarri vanta un palmares molto positivo, con 6 vittorie, 5 pareggi e nessuna sconfitta.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà il campano Marco Guida. Il fischietto di Torre Annunziata ha diretto il Milan 25 volte, con i rossoneri che hanno vinto 10 volte, pareggiato 8 volte e perso 7 volte. 17 sono invece gli incroci tra Guida e il Torino con i granata che hanno ottenuto 7 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. Curiosamente l’ultimo precedente di Guida con le due squadre risale a Torino Milan dello scorso 29 aprile, vinta 2 a 0 dai granata. Gara in cui Guida non concesse un rigore al Toro per un intervento su Belotti e soprattutto non espulse il già ammonito Suso dopo un fallo tattico. Episodio che mandò su tutte le furie Mazzarri che, poco dopo, venne allontanato dal campo.

A coadiuvare Guida saranno gli assistenti Carbone e Peretti , il quarto uomo Valeri, il Var Orsato e l’assistente Var Del Giovane.

Ex e doppi ex

Facendo una panoramica degli ex protagonisti di questa sfida ne viene fuori quasi una squadra assemblata in un 4 2 4 di venturiana memoria.

In porta senza dubbio Christian Abbiati, al Milan dal 1998 al 2005 e dal 2008 al 2016 e al Torino nel 2006-2007 è ora dirigente sportivo.

Sulla linea difensiva troviamo poi come terzino destra Matteo Darmian, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato in prima squadra dal 2006 al 2009 per poi passare al Torino nel 2011. Attualmente è tesserato con il Parma.

La coppia centrale è formata da Giuseppe Pancaro, al Toro dal 1989 al 1991 e dal 2006 al 2007 e al Milan dal 2003 al 2005 e ora tecnico della Pistoiese, e Roberto Rosato, cresciuto nelle giovanili del Toro e aggregato alla prima squadra dal 1960 al 1966 anno in cui passò al Milan dove rimase fino al 1973, è scomparso nel 2010.

Chiude la linea a 4 il compianto Cesare Maldini, al Milan dal 1954 al 1966,a non in cui si trasferì al Toro dove un anno dopo concluse la carriera da calciatore.

Ad occupare le due posizioni di centrocampo sono invece: Diego Fuser, al Toro dal 1986 al 1989, ano in cui passò al Milan dove però rimase una sola stagione, e Antonio Nocerino, al Milan dal 2011 al 2014 e al Torino dal 2014 al 2015, oggi svincolato.

Infine, i quattro in attacco: Simone Verdi, cresciuto nelle giovanili del Milan, esordì in serie A nel 2011 quando era in comproprietà con il Toro, dove milita attualmente in prestito dal Napoli.

Poi Aldo Serena, al Toro dal 1984 al 1985 e al Milan più volte dal 1982 al 1983 e dal 1991 al 1993, ora commentatore sportivo.

E ancora Gianluigi Lentini al Toro dal 1979 al 1987, passò, tra le proteste dei tifosi granata, al Milan nel 1992 e vi rimase per quattro anni, oggi si dedica all’apicoltura.

Chiude la formazione Alessio Cerci, al Toro dal 2012 al 2014 e al Milan dal 2015 al 2016, oggi attaccante della Salernitana.

Giulia Galliano Sacchetto

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Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

GIANLUCA SARTORI A RADIO ROSSONERA – A un giorno dalla gara tra Torino-Milan, sfida valevole per la quinta giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Toronews.net, Gianluca Sartori, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domani sera alle 21. Qui di seguito, l’intervista completa.

Un buon inizio di campionato, in seguito una piccola crisi con due sconfitte. Come giudichi l’inizio di stagione del Torino e quali pensi siano gli obiettivi stagionali?

“Considerando il calendario, il Torino avrebbe dovuto avere qualche punto in più perché tutto sembrava andare bene, dopo la vittoria in casa dell’Atalanta a Parma si era generato grande entusiasmo nell’ambiente, invece poi sono arrivati questi due passi falsi inaspettati nell’arco di una settimana contro Lecce e Sampdoria. Poi si sa, gli ambienti calcistici sono volubili per definizione, quelli del Torino forse in particolare, si passa dalle stelle alle stalle nell’arco di poco. Adesso c’è un po’ di scoramento, ma la squadra ha tutte le capacità per riprendersi e ci sono tutti i presupposti per farlo. Sicuramente Mazzarri deve trovare le contromosse giuste per dare uno scossone e raddrizzare un po’ la barca”.

Come giudichi la rosa a disposizione di Mazzarri? Si poteva far di più sul mercato? Quali i punti di forza e di debolezza?

La rosa a disposizione la giudico bene, a mio parere è una rosa completa, forse ci poteva stare un’alternativa in più a centrocampo, ma comunque Berenguer e Ansaldi si possono adattare; credo che la rosa sia completa e dia tutte le garanzie del caso considerando anche Nkoulou pienamente arruolato come mi aspetto torni ad essere entro breve tempo. Sul mercato forse si poteva agire prima, credo che sarebbe stato meglio per tutti, Laxalt e Verdi sono arrivati nell’ultima settimana di mercato, Verdi addirittura all’ultimo secondo; evidentemente le condizioni del mercato erano quelle lì, ma sicuramente sulle tempistiche qualcosa da migliorare ci poteva essere, anche perché hai affrontato il play-off col Wolverhampton senza acquisti e questo un po’ ha attirato delle critiche. Il mercato comunque non è mai facile da leggere, io credo che comunque i rinforzi siano arrivati ed è meglio averli tardi che mai. Tra i punti di forza, fino a due settimane fa, c’era la difesa, adesso non lo è più, è chiaro che le cose sono cambiate rispetto al panorama che c’era ad inizio settembre. Credo comunque che la rosa sia completa da tutti i punti di vista, ci sono alternative da tutte le parti, credo che per la dimensione del Torino vere debolezze non ce ne sono. Semmai a centrocampo si è dato fiducia a chi c’era già in rosa e magari un’alternativa in più ci poteva stare”.

Domani Torino-Milan: chi temi di più della squadra rossonera e a chi dovrebbe prestare maggiore attenzione la squadra di Giampaolo?

Del Milan temo in generale la voglia di riscatto, il Milan non può permettersi la mediocrità, mi aspetto una squadra che scenda in campo per vincere, non c’è tanto un giocatore da temere per il Torino, quanto piuttosto la voglia di reazione che il Milan deve avere dopo la sconfitta netta nel derby. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare maggiore attenzione a Simone Verdi, perché il Torino punterà tanto su di lui per oliare quel raccordo tra centrocampo e attacco che è stato fin qui un po’ il punto critico della gestione Mazzarri, cioè la poca qualità negli ultimi trenta metri. Verdi è stato preso per sopperire a questa lacuna e credo giocherà titolare per la prima volta; credo sia il giocatore da tenere d’occhio con più attenzione, oltre ovviamente a Belotti che, tolta la partita con la Sampdoria in cui ha deluso anche lui, ha avuto un ottimo rendimento nella fine dell’estate, ha fatto nove gol tra Torino e nazionale”.

Andrea Propato

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Torino-Milan, conferenza Giampaolo: “Avversario scorbutico, ma noi dobbiamo fare la nostra partita”

Torino-Milan, conferenza Giampaolo: “Avversario scorbutico, ma noi dobbiamo fare la nostra partita”

TORINO-MILAN, CONFERENZA GIAMPAOLO – Non è un partita da dentro o fuori questo primo turno infrasettimanale della stagione, ma qualcosa di simile per Mister Giampaolo, chiamato da dirigenza e tifosi a dare finalmente un’identità di gioco al suo Milan e a riscattare un derby deludente sotto ogni punto di vista; tutto questo sullo scomodo terreno di gioco di un Torino anch’esso in difficoltà.

Poca voglia di scherzare e nessuna domanda sui ciclisti che bazzicano Milanello nella conferenza di presentazione del match di Torino. Dalle parole di Marco Giampaolo traspare soprattutto la volontà di reagire, la fiducia nel lavoro fatto sul campo di allenamento e la convinzione di avere “una squadra sempre più fidelizzata, che lavora bene”.

Il derby alle spalle

Giampaolo è consapevole della delusione di tutto l’ambiente rossonero: “posso immaginare la percezione dei tifosi, la delusione dopo il derby, ma la squadra ha messo da parte questa delusione. Non bisogna lasciarsi sconfiggere dalle delusioni e ripartire e non deve essere una cosa forzata, ma sentita. Del derby salvo tante piccole cose, invisibili anche per voi, ci siamo persi dei dettagli e quelli dobbiamo migliorare, ma non è tutto da buttare”. Alla classica domanda sull’obiettivo quarto posto, che dopo la prestazione di sabato viene messo già in discussione l’allenatore risponde: “Domanda che significa poco per me. Devi lavorare per fare meglio, non fissare un obiettivo, devi lavorare per essere forte. Dove arriveremo dipenderà da cosa riusciremo a fare. Ho fiducia nella squadra e nel suo miglioramento. La domanda corretta è: cosa fai per raggiungere quel tipo di obiettivo?

Dirigenza e prospettive future

L’avvio incerto pone già interrogativi sulla permanenza del tecnico abruzzese e sul rapporto con la dirigenza: “I dirigenti sono presenti quotidianamente e ci scambiamo pareri, ma niente di particolare. Se mi sento a rischio? Non penso mai a queste cose, non mi interessa. Penso solo a fare bene il mio lavoro”. In questo caso Giampaolo chiama in causa un alleato di eccezione: “Una delle prime cose che ho detto è che il tempo sarà mio alleato e nemico. Lavoro per prendermi quel tempo e so che con il tempo migliorerò; naturalmente devo essere supportato dai risultati, perché il Milan è un club con un grande blasone e milioni di tifosi. Devo lavorare per avere tempo, non per saltare step. Vado avanti coerentemente il mio modo di essere”.

L’avversario

Sulla squadra di Mazzarri: “Il Torino è una squadra ostica, forte fisicamente, con buone individualità. Partita scorbutica, ma noi dobbiamo fare la nostra partita”.

Il problema del goal

L’attacco sembra essere uno dei problemi di queste prime giornate: “La mia ambizione è giocare nella metà campo avversaria con tanti giocatori, tirare in porta è la conseguenza”. Giampaolo è consapevole che sono molte le cose da migliorare: “Dobbiamo migliorare il palleggio, abbassare la percentuale di errore nei passaggi, legare il gioco, essere vicino alla palla. Dobbiamo fare tante cose meglio. Le caratteristiche dei giocatori possono determinare il tipo di calcio. Bisogna lavorare per fare rendere i giocatori al meglio. Devo avere la capacità di mettere insieme le caratteristiche di tutti i giocatori che compongono il reparto offensivo”. A questo proposito il tecnico si focalizza su alcuni singoli. Piątek: “Non è un caso, dobbiamo lavorareper metterlo in condizione”. Suso: “Dopo quindici minuti nel derby è tornato a sinistra, sulla sua mattonella. Abbiamo giocato con tre attaccanti puri. A me non dispiace Suso trequartista, ma dobbiamo mettere tutti nelle condizioni per fare bene. La sintesi tra le caratteristiche di tutti gli attaccanti farà la differenza”. Bonaventura: “Sta molto meglio cresce giorno e per giorno e domani potrebbe ritagliarsi uno spazio. Lui può giocare dappertutto, ma deve essere lucido nello stretto”.

La rosa e il turnover

Parlando dei possibili cambi aggiunge: “Faccio scelte in funzione della partita e non del turnover”, e sul possibile impiego di Hernandez e Bennacer non si sbottona. Alla domanda sul mercato e sulla rosa in generale, infine, risponde: “Il mercato è chiuso, non si ragiona con il senno di poi. Non ci sono giocatori targati Giampaolo, Maldini o Boban, sono tutti giocatori del Milan. Queste differenziazioni aprono solo il varco a insinuazioni. Io li giudico in campo e a  oggi sono tutti allineati, fanno le cose per bene, non ho nulla da rimprovere. Le responsabilità sono mie”.

Photo Credits: AcMilan.com

Joel Da Canal

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