NEWS

447 Articles

Posted by Redazione Rossonera on

Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN LECCE – In attesa della ripartenza della Serie A andiamo a scoprire meglio i nostri prossimi avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Lecce risale all’undici marzo 2012, e terminò 2 a 0 per i rossoneri con gol di Nocerino e Ibrahimovic.

Precedenti famosi

Forse il precedente più clamoroso fu quello del 1997/1998, quando il Milan di Capello, Costacurta, Savicevic, Albertini, Donadoni, Boban e Weah venne sconfitto 2 a 1 dai pugliesi allenati allora da Cesare Prandelli.

Ultime gare del Lecce

Il Lecce attualmente ha tre punti in meno del Milan frutto di cinque sconfitte intervallate però da due vittorie di peso, a Torino contro il Toro e a Ferrara contro la Spal.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva alla gara dopo il cambio di allenatore e la stentata e per nulla convincente vittoria esterna sul Genoa, che seguiva le dolorose sconfitte con Inter, Torino e Fiorentina.

Occhio a…

Marco Mancosu, che ha già segnato 4 gol dall’inizio del campionato.

Curiosità sugli avversari

Il Lecce è stato fondato il 15 marzo del 1908 e inizialmente si chiamava Sporting Club Lecce perché inglobava diverse discipline sportive. Nel 1927 il club decise di lasciar perdere gli altri sport in cui era impegnato, atletica e ciclismo, e di concentrarsi solo sul calcio cambiando il nome in Unione Sportiva Lecce. Un anno dopo ci sarà anche il cambio di divisa: da quella originale a striscia bianconere, a quella attuale giallorossa.

Allenatore avversario

Fabio Liverani non ha nessun precedente né con il Milan né con Stefano Pioli.

Figlio un italiano e una somala, è un noto tifoso della Roma, tanto che nel 2001 scese in piazza con i tifosi per festeggiare lo scudetto, cosa che qualcuno non gli perdonò quando poco tempo dopo venne tesserato dalla Lazio.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Fabrizio Pasqua. Il fischietto della sezione di Tivoli ha diretto 5 volte il Milan con quattro vittorie dei rossoneri e una sola, ma scottante, sconfitta: quella con l’Udinese alla prima giornata di questo campionato. Nessun precedente incontro, invece, con il Lecce. A coadiuvare Pasqua ci saranno gli assistenti Santoro e Colarossi, il quarto uomo Serra, il Var Pairetto e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Tra gli ex che con molta probabilità saranno della partita da segnalare Gianluca Lapadula, al Milan nel 2016/2017 e trasferitosi quest’estate al Lecce e Gabriel, ingaggiato come portiere dal Milan dal 2016 al 2018 con in mezzo un prestito al Cagliari e da quest’estate tesserato con il Lecce.

Tra gli ex che non saranno della partita ricordiamo invece il difensore Mesbah, al Lecce dal 2009 al 2012 e al Milan l’anno successivo e Fabrizio Miccoli, che fece parte delle giovanili del Milan dal 1992 al 1994 ma non arrivò mai in prima squadra mentre con il Lecce giocò dal 2013 al 2015.

Giulia Galliano Sacchetto

Posted by Redazione Rossonera on

Mauri (prep. atletico Napoli) a Radio Rossonera: “Il più sorprendente allenato? Pepe del Real! A Napoli il ds si confronta con noi per le scelte di mercato”

Mauri (prep. atletico Napoli) a Radio Rossonera: “Il più sorprendente allenato? Pepe del Real! A Napoli il ds si confronta con noi per le scelte di mercato”

MAURI (prep. atletico Napoli) A RADIO ROSSONERA – I dati atletici nel calcio di oggi sono sempre più importanti, per la resa fisica della squadra e per migliorare la preparazione. Ne abbiamo parlato con il preparatore atletico del Napoli Francesco Mauri, all’interno della trasmissione Radiografie, condotta da Alessandro Molinaro. Prima parte di un percorso molto più ampio che Radio Rossonera ha deciso di percorrere con approfondimenti con esperti del settore.

Quanto sono importanti i km percorsi ad alta e altissimi intensità nel calcio di oggi?

“Dipende molto dal tipo di partita perché i fattori tattici influenzano tanto i dati di volume. Per esempio una partita dominata può ingannare perché se gli avversari hanno un possesso palla inferiore, saranno superiori per dati di volume, quindi per km totali e spesso anche per dati di qualità, cioè dati di alta e altissima intensità. Dunque, la squadra che ha avuto un predominio territoriale tenderà ad essere inferiore nei dati atletici. Invece, l’analisi di questi dati è molto importante quando una partita è equilibrata o aperta, cosa che succede spesso al Napoli in Europa, perché quasi tutti i gesti determinanti di una partita avvengono ad alta intensità, infatti rivestono un ruolo ben più importante dei km totali percorsi. Nell’analisi di una partita sono significativi per capire in che modo si è sviluppata l’alta intensità e con quali calciatori.”

Oggi si usa molto anche l’indice di efficienza fisica, secondo cui il Napoli risulta superiore agli avversari soprattutto verso la fine della gara. Come valutate questo e quanto può incidere?

“Questo parametro sta rivoluzionando l’analisi dei dati perché è il primo esperimento certificato che mette in relazione dati tecnico-tattici con dati fisico-atletici, quindi può essere molto importante. Mettendo in relazione i dati atletici con quello che succede con la palla, quest’indice fornisce un’analisi di ciò che è successo in campo: la squadra nel complesso può correre meno dell’avversario, ma vincere tutti i duelli ed essere quindi più efficiente. In questo senso abbiamo avuto grosse soddisfazione dall’analisi dei nostri dati della scorsa stagione, perché la maggior parte delle squadre ha una flessione fisica verso il 60esimo minuto di gioco, il Napoli invece no, infatti, l’anno scorso ha vinto tante partite segnando nella fase finale. Ad onor del vero bisogna sottolineare come questo dipenda molto dalle caratteristiche dei singoli giocatori, sicuramente adottiamo una metodologia che riteniamo essere buona, ma bisogna notare come i nostri siano giocatori che “fanno fatica a svuotarsi” come si dice in gergo: se dovessimo andare ai supplementari, i nostri calciatori, avendo grandi capacità aerobiche e non avendo invece picchi di esplosività, potrebbero essere più performanti degli avversari, questo è ciò che accade anche nel secondo tempo delle partite.”

A questo proposito, per ciò che riguarda l’individualizzazione dei lavori atletici, i calciatori considerati “sprinter” svolgono lavori differenti dal resto del gruppo?

“Bisogna distinguere ciò che viene fatto sul campo e ciò che è di contorno. Tendenzialmente sul campo facciamo tutto con la palla, anche l’obiettivo fisico si raggiunge attraverso la palla, modificando gli spazi, le regole e il numero di uomini coinvolti. Tutto ciò che invece viene fatto a contorno dell’allenamento, cioè prima e dopo della seduta vera e propria, viene individualizzato a seconda delle caratteristiche dei giocatori, è fondamentale che gli sprinter e più in generale tutti i calciatori che hanno caratteristiche marcate di altro tipo, con dei deficit, lavorino per provare a colmare eventuali deficit, quindi lavoro preventivo e con l’obiettivo di migliorare le loro qualità. Sul campo, lavorando sempre con il pallone, spesso qualcuno ritiene che possa essere impossibile individualizzare, ma in realtà anche questa fase è individualizzata perché proponiamo esercizi con la palla in cui ognuno si allena secondo le proprie caratteristiche e simulando situazioni simili a quelle che possono crearsi durante le partite.”

Nelle scelte di mercato lo staff atletico ha voce in capitolo? Analizzate i dati atletici di un potenziale nuovo acquisto?

“Non sempre, ma può capitare. A Napoli per la prima volta abbiamo collaborato con un Direttore Sportivo e più in generale con una dirigenza che ascolta molto lo staff tecnico, anche in sede di mercato. Sicuramente conoscendo i calciatori che già abbiamo da un punto di vista atletico, possiamo spiegare quali, a nostro parere, siano i deficit e le qualità dello squadra, come è accaduto nell’ultima sessione di mercato.”

Parliamo della sempre controversa preparazione estiva: quanto è fantasiosa l’idea del prepararsi con l’obiettivo ideale di essere in forma in un certo periodo (per esempio arrivare in forma a marzo quando c’è il clou della Champions)?

“Secondo me è un’idea fantasiosa. Sicuramente cambiano i rapporti tra volume ed intensità tra la preparazione estiva e il microciclo che si svolge abitualmente durante l’anno, ma cambia soprattutto perché il calciatore dopo settimane di inattività arriva decondizionato e va rieducato all’attività gradualmente, quindi ci si concentra più su esercizi di volume che non su esercizi di alta intensità. Se non fosse per questo, dal primo giorno di ritiro si potrebbe adottare la stessa metodologia che si adotta durante tutta la stagione. Quindi, pensare che una settimana di lavoro svolta nel mese di luglio possa determinare il risultato di un partita che si gioca a maggio è assurdo e non ha basi scientifiche o fisiologiche.”

Nella tua carriera come preparatore c’è stato un giocatore che ti ha colpito particolarmente per i suoi dati atletici?

“Sì, sarebbe banale citare uno tra Cristiano Ronaldo, Bale o Sergio Ramos, calciatori che ho allenato al Real Madrid. Mi viene in mente, invece, Pepe, il centrale portoghese, perché aveva una forza elastica impressionante.”

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, Maldera: “Pioli è l’uomo giusto. Felice per l’Ucraina e per Sheva”

Milan, Maldera: “Pioli è l’uomo giusto. Felice per l’Ucraina e per Sheva”

MILAN MALDERA – C’è tanto Milan nell’Ucraina che lunedì ha battuto il Portogallo di Cristiano Ronaldo 2 a 1, qualificandosi per gli europei 2020 e portando a otto i punti di vantaggio sui lusitani: Andriy Shevchenko Ct, Mauro Tassotti vice e Andrea Maldera match analyst. Quest’ultimo ieri è stato ospite al talk di Radio Rossonera, raccontando le sue emozioni per la qualificazione con un occhio sempre rivolto verso Milano e il Milan.

Cosa vi siete detti con Sheva e Tassotti dopo la vittoria con il Portogallo?

Ci siamo abbracciati, è stata una soddisfazione grandissima… qualificarsi con due giornate d’anticipo in un giorno con Portogallo e Serbia era qualcosa di impensabile. Per Sheva che è ancora molto giovane è stato un passo importante, quando i risultati arrivano attraverso la crescita corale e il lavoro condiviso è sempre qualcosa di emozionante.

Con Sheva e Tassotti parlata mai di Milan?

Sì, è normale, il Milan fa parte delle nostre vite. Ma ne parliamo da spettatori, sperando che il Diavolo riesca a risollevarsi. Nutro grande fiducia nella società perchè al suo interno ci sono persone che amano il Milan e sicuramente stanno soffrendo per questa brutta situazione. Poi si sa che le cose nel calcio possono cambiare molto velocemente, ricordo il Milan del 2012 con Allegri in panchina: partì malissimo ma fine stagione si qualificò per la Champions. La situazione di oggi è inspiegabile però nel calcio spesso accadono cose che non hanno una spiegazione.

Infatti tutti i match analyst parlavamo molto bene di Giampaolo… che cosa non ha funzionato secondo te?

Dall’esterno è sempre difficile dirlo però a sensazione mi sembra non tanto un problema tattico (perchè fino a pochi mesi prima Giampaolo faceva giocare bene la squadra e mi rifiuto di pensare che sia diventato di colpo un brocco), quanto più un problema di approccio.Forse Giampaolo non è riuscito a far apprendere appieno alla squadra il suo metodo di lavoro o la squadra non l’ha mai compreso. In questo senso ha fallito, però non dimentichiamoci che anche i grandi aleatori falliscono, basti pensare all’ultima esperienza di Mourinho. In generale credo che nel nostro lavoro ci debba essere molto coinvolgimento, non bastano solo i valori tecnico tattici e gli schemi, la squadra deve avere un’anima e deve trasmettere e sentire delle emozioni… forse è questo che Giampaolo non è riuscito a dare.

Pioli ci riuscirà invece?

Stefano è una persona intelligente, credo che fra tutti i nomi che circolavano sia la scelta giusta. Ha esperienze su panchina importanti (Lazio, Inter) e quindi sa gestire le pressioni e le situazioni di tensione che si creano nei grandi club. In più poi penso che tutto il mondo mondo Milan vorrà tirare fuori l’orgoglio e fare meglio.

A proposito di fare meglio… un singolo giocatore del Milan da cui ti aspetti di più?

Suso, perché non deve accontentarsi di quello che fa, che è già importante, ma deve ambire a fare di più, a far segnare i compagni… e ha le qualità per farlo.

E poi mi aspetto tanto anche d Bonaventura, che sono convinto potrà essere un ottimo elemento per Pioli perché è un giocatore intelligente che Giampaolo ha avuto la sfortuna di poter utilizzare poco per via dell’infortunio.

Vedremo mai Sheva, Tassotti e Maldera alla guida del Milan?

Sicuramente per noi milanisti allenare il Milan è un sogno però siamo professionisti e un professionista deve anche sapere accettare altre opportunità e viverle con la stessa passione.

Giulia Galliano Sacchetto

Photo credits: AcMilan.com 

Posted by Redazione Rossonera on

Milan Femminile, Ganz “Vittoria emozionante, ma dobbiamo migliorare. Auguro a Pioli tutto il bene del mondo”

Milan Femminile, Ganz “Vittoria emozionante, ma dobbiamo migliorare. Auguro a Pioli tutto il bene del mondo”

MILAN FEMMINILE – Se il Milan maschile per ora non brilla ci pensa quello femminile a far tornare il sorriso ai tifosi rossoneri. Domenica, allo stadio Breda di Sesto San Giovanni, nel primo, storico, derby milanese al femminile il Milan ha trionfato sull’Inter per 3 a 1 (doppietta di Conc e e rete di Rinaldi a rimontare il momentaneo 1 a 1 nerazzurro di Marinelli). Abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva a Radio Rossonera, all’interno della trasmissione Il Diavolo Veste Rosa condotta da Lucia Pirola, il mister rossonero Maurizio Ganz

Che cosa le è piaciuto del derby?

La preparazione che è stata molto buona. Sapevamo di incontrare una squadra tosta che arriva dalla serie B e quindi ha le motivazioni a mille. Ma noi sapevamo cosa potevamo dare, mi sono piaciute la voglia e la determinazione che le ragazze ci hanno messo e il vedere il gruppo sempre unito, anche quando l’Inter ha pareggiato.

Come avete preparato la partita? Cosa ha visto eseguito bene e cosa no?

Entrambe le squadre sono entrate in campo molto tese e noi non abbiamo giocato benissimo. O perlomeno non bene come abbiamo fatto a Roma o, per larghi tratti, contro l’Orobica. Però siamo entrate in campo con la voglia di vincere, la stessa che dobbiamo avere sempre. Poi chiaro bisogna ancora migliorare nella gestione della palla e nel tenere sempre l’intensità alta durante tutti i novanta minuti.

Il fattore Rinaldi dalla panchina sembra funzionare alla grande…

Ci sta facendo fare il salto di qualità, ha molta voglia e cattiveria. Credo che la vedremo presto in campo dal primo minuto.

Che cosa ha detto alla squadra nell’intervallo (con il risultato 1 a 0 per il Milan)?

Sono entrato negli spogliatoi arrabbiato perché non stavamo giocando bene. Avevamo troppa fretta e troppa tensione… continuavamo a fare lanci lunghi che erano una facile preda per le avversarie. Ho chiesto di giocare di più palla a terra e le ragazze mi hanno seguito alla perfezione.

Si sarebbe aspettato un compleanno così?

Vivere un derby da allenatore è quasi più emozionante che viverlo da giocatore. Ringrazierò tutta la vita queste ragazze per le emozioni che mi hanno regalato.

Fa un in bocca al lupo al suo collega Stefano Pioli che sta muovendo i primi passi sulla panchina del Milan maschile?

Stefano è stato mio allenatore a Modena nel 2005/2006, gli faccio un grande in bocca al lupo ma sono sicuro che farà bene, è molto preparato e pignolo. Gli auguro tutto il bene del mondo.

Photo Credits: AcMilan.com 

Posted by Redazione Rossonera on

Milan e Nazionali, il punto sui rossoneri in giro per il mondo

Milan e Nazionali, il punto sui rossoneri in giro per il mondo

MILAN NAZIONALI – Sicuramente a Stefano Pioli il tempo della sosta nazionali servirà per fare meglio il punto della situazione. Ma, come spesso accade in queste pause, non avrà tutti a disposizione. Sono ben 12, infatti, i rossoneri che hanno salutato Milanello per rispondere alle chiamate dei rispettivi ct.

Partiamo dai baby Gabbia, alla seconda presenza con l’under21, e Leao confermato nella lista dell’under 21 portoghese. Entrambi sono impegnati in partite di qualificazione per l’europeo di categoria del 2021. Il giovane difensore non ha giocato nel primo impegno del 10 ottobre terminato 0 a 0 contro l’Irlanda. Probabile un suo impiego nella gara di oggi contro l’Armenia. Ha giocato, invece, Rafael Leao ma il suo Portogallo è uscito sconfitto 4 a 2 dalla partita con l’Olanda dell’11 ottobre.

Venendo a casa nostra, vittoria sofferta ma importante per i due azzurri Donnarumma e Romagnoli, usciti vittoriosi 2 a 0 contro la Grecia e che domani attendo il Liechtenstein.

Sempre domani con la Grecia se la vedrà invece la Bosnia di Krunic, che ha strapazzato la Finlandia 4 a 1 nella partita di sabato 12, con il rossonero subentrato al 76esimo a Pjanic.

Nel mirino da tempo della contestazione del pubblico milanista Calhanoglu e Rodriguez non hanno brillato nemmeno lontani da San Siro. Il turco ha giocato 90 minuti nella tiratissima partita contro l’Albania vinta 1 a 0 dai suoi con un gol allo scadere e se la vedrà stasera con la Francia. Lo svizzero è stato sostituito a tre minuti dalla fine della gara persa per 1 a 0 contro la Danimarca. Avrà la possibilità di rifarsi domani con l’Irlanda.

Chi invece ha terminato i suoi impegni è Piatek che però non sembra trarre beneficio nemmeno dalla nazionale. Il polacco del Milan è infatti entrato al 60esimo minuto della sfida del 10 ottobre con la Lettonia vinta 3 a 0 con una tripletta di Lewandoski, e a due minuti dalla fine nella gara di ieri con la Macedonia vinta 2 a 0 dai polacchi, non incidendo particolarmente.

Sono sulla strada verso Milanello anche Ante Rebic, titolare nel 3 a 0 all’Ungheria e subentrato al 64’ a Bruno Petkovic nel pareggio 1 a 1 contro il Galles, Franck Kessie, che ha giocato tutti i 90 minuti nell’amichevole vinta per 3 a 1 dalla sua Costa d’Avorio contro il Congo, e Lucas Paquetà che ha giocato però solo gli ultimi minuti della gara contro la Nigeria terminata 1 a 1 (stesso risultato ottenuto dal suo Brasile con il Senegal, entrambe le gare erano amichevoli).

L’ultimo a mettersi a disposizione di Pioli sarà Bennacer, impegnato con l’Algeria in due amichevoli, il 15 con la Colombia e il 18 con il Marocco.

Giulia Galliano Sacchetto

Photo Credits: AcMilan.com 

Posted by Redazione Rossonera on

Inter-Milan femminile: le cinque cose da sapere per questo Derby

Inter-Milan femminile: le cinque cose da sapere per questo Derby

INTER-MILAN FEMMINILE – Mancano ormai meno di due giorni al derby femminile di Milano: domenica pomeriggio, alle ore 15, Inter Women e Milan Femminile si sfideranno per la terza giornata di campionato. Di ritorno dalla sosta nazionali ritorna in scena la Serie A femminile con il big match di settimana riservato proprio al derby di Milano. Tanti gli aspetti interessanti legati al match, alcuni di questi imprescindibili per comprendere appieno l’importanza di questa partita: ecco 5 aspetti da conoscere sul derby femminile:

Il primo bis:
Stiamo per assistere al primo derby femminile di Serie A, il primo incontro ufficiale di campionato tra le squadre femminili di Milan e Inter, la stracittadina per eccellenza. Una prima volta importante, che si contende la dicitura di “primo derby femminile” con il debutto del Milan Femminile in coppa Italia dello scorso anno, quando per gli ottavi di finale incontrò proprio l’Inter femminile, ancora in serie B. La partita dello scorso 9 dicembre terminò 5-3 per il Milan Femminile, con una gara rocambolesca ma conclusasi con il sorriso, e il passaggio del turno ad eliminazione diretta, per le rossonere.

Derby vagabondo:
L’incidenza non casuale del big match di Serie A femminile con la pausa nazionale del campionato maschile regala una ghiotta occasione per portare un grande pubblico allo stadio, e proprio per questo era stata avanzata la possibilità di disputare il derby femminile a San Siro. L’occasione non si è tuttavia concretizzata, per questioni legate al mantenimento e rifinitura del manto erboso: le due squadre si affronteranno dunque dall’altro capo di Milano, a Sesto San Giovanni, nello stadio Ernesto Breda. Un po’ di delusione senza dubbio avrà preso piede negli spogliatoi di Inter e Milan femminile, dopo una sorta di rotta illusione durata poco più di un mese, ma non è tutto perso: ci saranno certamente altre occasioni di aprire San Siro al calcio femminile, presto o tardi. Sperando che, un giorno, il derby femminile non sia più vagabondo.

L’incontro con l’ex:

Il Milan femminile ha appena un anno di vita e anche la storia dell’Inter Women, nella sua parte strettamente legata ad FC Internazionale, non può vantare più di un anno di vita, ma il primo (bis) derby femminile vedrà già il fatidico incontro con una ex. Si tratta di Lisa Alborghetti, centrocampista arruolata in rossonero lo scorso anno, titolare inamovibile nel Milan di Carolina Morace e protagonista in più di una occasione nel corso della stagione -ah, quel gol contro il Sassuolo! Alborghetti ha sposato quest’anno il progetto Inter Women, oltrepassando il confine del naviglio, approdando alla corte delle nerazzurre di Attilio Sorbi. Fisicità e buona tecnica sono le corde migliori della ex rossonera, e la sua personalità a centrocampo è certamente un aspetto non secondario. Ma le sue ex compagne conoscono bene Lisa Alborghetti, nei suoi punti forti e nei suoi punti deboli: sapranno contenere i primi e sfruttare i secondi?

Fattore Rinaldi:
Tra i tanti pensieri che affollano la mente di Maurizio Ganz ci sarà certamente il modo in cui far fronte all’infortunio di Federica Rizza, terzino destro di fiducia in queste due partite per la retroguardia del Milan Femminile. Diverse le opportunità per ridisegnare la squadra, sostituendo la giocatrice con più possibili pedine, da Vitale a Mendes o Bergamaschi. Ma il fattore Rinaldi è in agguato: la numero 22 rossonera è stata la principale mossa vincente nelle scorse partite, inserita nel corso del secondo tempo e dilagante con la sua velocità e imprevedibilità, perfetta per cambiare le sorti della partita e voltarla, finora, a vantaggio delle rossonere. Sarà questa l’occasione per Deborah Salvatori Rinaldi di partire titolare, all’interno di un Milan Femminile ridisegnato in assenza di Rizza? O il suo valore come cambio a partita in corso è troppo grande per essere sacrificato proprio nel derby? Nelle mani di Ganz sta la risposta, ancora per poco meno di due giorni.

Il “mondo dei grandi”:
Il derby è una di quelle partite che non necessita di tante presentazioni: citare la stracittadina milanese implica evocare significati ormai assodati nel senso comune, che rimandano alle grande giornate di calcio famose in tutto il mondo. Il derby femminile si trova così ad un varco importantissimo, il primo di tanti, che proietta il calcio femminile Italiano in uno scenario molto più grande alla dimensione a cui siamo abituati. La qualità di questa partita sarà eloquente in fatto di sviluppo: ci affacciamo al “mondo dei grandi”, quello dei derby che muovono una città intera, quello de “Il Derby di Milano” con migliaia di persone allo stadio, quello delle coreografie pre partita e dei risultati che svoltano una stagione intera. Il cammino per arrivarci è ancora molto lungo, ma bisogna essere preparati perché il domani non ci colga di sorpresa.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

Posted by Redazione Rossonera on

Conferenza Pioli, il nuovo tecnico del Milan si presenta: “Intensità e spregiudicatezza, giocatori diano tutto”

Conferenza Pioli, il nuovo tecnico del Milan si presenta: “Intensità e spregiudicatezza, giocatori diano tutto”

CONFERENZA PIOLI – È cominciata sotto un cielo grigio come l’umore attuale dei milanisti l’avventura rossonera di Stefano Pioli. Alle 13 a casa Milan il tecnico si è presentato ad una piazza che pare, in larga parte, scontenta del suo ingaggio. Al suo fianco tutto il (contestatissimo dai tifosi) stato maggiore del Milan: Massara, Gazidis, Boban e Maldini.

A prendere la parola per primo è stato proprio colui che in questi mesi si è visto di meno, l’ad Ivan Gazidis. Dopo i saluti in italiano è passato all’inglese perché non ancora in grado di parlare in italiano con la precisione che vorrebbe. Dopo i ringraziamenti a Giampaolo, definito un “bravo mister a cui auguro una grande carriera” Gazidis dice la sua sulle tensioni che serpeggiano nella tifoseria: “Capisco la frustrazione, ma noi amiamo questo club, lo abbiamo salvato dalla bancarotta e vogliamo riportarlo su un sentiero positivo. Sarà un percorso non facile ma dobbiamo essere pazienti. Non posso dire che non faremo più errori ma posso garantire che li correggeremo in maniera onesta. La nostra volontà è chiara anche dall’investimento che stiamo facendo sul nuovo stadio. La squadra è stata migliorata con gli acquisti estivi che vedremo presto in campo. E per valorizzarli abbiamo puntato su un tecnico esperto che può migliorare le prestazioni. Sono sicuro che il Milan si risolleverà, sono circondato da colleghi che sanno come fare per far tornare grande il Milan”.

Prima delle domande dei giornalisti prende la parola anche Boban: “Il cambio di allenatore è una sconfitta per tutti” dice il CFO “ ma crediamo che cambiare sia stata la scelta giusta, così come  quest’estate pensavamo che Giampaolo fosse la scelta giusta”.

Stefano Pioli ci tiene subito a mettere in chiaro le sue tre parole chiave: “Idee, intensità e spregiudicatezza”. “Sono sicuro che partiamo da un buon livello” dice il neo tecnico “abbiamo giocatori che se messi nelle giuste condizioni possono fare la differenza. Io sono molto esigente, pretendo che tutti siano sempre sul pezzo. Cerco di adattarmi ai giocatori e di metterli nelle condizioni di fare bene perché sono convinto che se un calciatore si trova bene in campo poi dà il massimo sempre”. Sui singoli giocatori Pioli non si sbilancia: “Leao ha grandi potenzialità, ma è difficile dire ora se sarà un punto fermo. Suso ha grande qualità, dobbiamo far sì che riesca a fare tanti uno contro uno”. E a chi gli chiede il suo slogan risponde netto: “Vincere”.

Ma forse le domande più attese erano quelle sul caos societario, sul fallimento del progetto Giampaolo, sul caso Spalletti e sulla contestazione dei tifosi.

Sul fallimento del progetto Giampaolo è Massara a rispondere, dopo un paio di secondi di silenzio imbarazzato: “Ci siamo interrogati su ciò che non ha funzionato, abbiamo visto che ci sono dei margini di miglioramento e abbiamo ritenuto che mister Pioli potrà svilupparli al meglio”.

È sempre Boban a fornire uno dei pochi spunti interessanti in una conferenza alquanta scontata. Interpellato su una frase detta di recente, “Noi (io e Maldini) vorremmo vincere subito ma loro (Elliott) hanno idee diverse”, Zvone spiega: “Come sempre ciò che si dice viene ingigantito. Ciò che intendo è che quando fai il calciatore per tutta la vita poi rimani competitivo dentro e quindi è ovvio che se vai a dirigere una società vuoi che quella società sia competitiva e vinca. Anche Elliott vuole questo ma ha tempi diversi… come è normale che sia”.

Sull’ormai ex tecnico Giampaolo Maldini chiarisce “L’ho difeso dopo Firenze perché era giusto farlo e l’ho fatto fino a che abbiamo deciso di cambiarlo. Forse per noi sarebbe stato più facile andare avanti ancora un altro po’ ma abbiamo deciso di cambiare ora perché sappiamo che possiamo ancora dire la nostra”.

A chiudere la presentazione è ancora Gazidis che assicura: “Prometto di parlare con voi più spesso, abbiamo un team che siamo convinti valga la pena di supportare e abbiamo una vision precisa per il futuro”. A fine conferenza stampa su Milano piove… ma come si dice ai matrimoni: sposa bagnata sposa fortunata…

Photo credits: AcMilan.com 

Giulia Galliano Sacchetto 

Posted by Redazione Rossonera on

Genoa-Milan 1-2! The day after, tra la partita di Bonaventura e Reina, e la posizione di Giampaolo

Genoa-Milan 1-2! The day after, tra la partita di Bonaventura e Reina, e la posizione di Giampaolo

GENOA-MILAN 1-2, DAY AFTER – Una partita dai tanti volti quella della scorsa sera. Subito sorprese nella formazione rossonera con Bonaventura in campo, Leao (il migliore dell’ultimo periodo) in panchina. Altra partita, solita monotonia milanista. Squadra lenta e prevedibile, possesso palla fine a se stesso, e tiri in porta con il conta goccie. Shöne porta in vantaggio, meritatamente,  il Genoa con la complicità di Reina su un calcio di punizione.

La ripresa inizia subito con due sorprese in formazione, fuori il turco e Piatek, dentro Paqueta e Leao. E la partita cambia per il Milan. Leao si muove su tutto io fronte d’attacco, Paquetà inventa. Proprio da una giocata di Paquetà nasce il pareggio del Milan con T.Hernandez, che frutta una dormita della difesa genoana. Subito dopo, sempre il brasiliano, di tacco libera Bonaventura che serve Leao che si conquista il calcio di rigore trasformato da Kessie.

Brividi nel finale, tanto per non farci mancare niente, rigore generosissimo per il Genoa.. ma Reina si riscatta e regala i tre punti alla squadra rossonera.

BONAVENTURA – Dopo praticamente un anno torna titolare. Ancora leggermente indietro di condizione, ma le sue giocate in campo si vedono e si sentono. Ottime verticalizzazioni, cerca ,e spesso ci riesce, il dribbling per creare superiorità numerica. Si sentiva la mancanza di uno come Jack. Per il Milan il suo recupero è fondamentale, soprattutto visto il pessimo inizio di stagione della squadra rossonera.

Ora è necessario dare continuità al suo impiego, dagli minuti nelle gambe, e fare di Bonaventura il perno su cui costruire la rimonta insieme a Leao.

REINA – Dopo le sue dichiarazioni in settimana, complice il forfait di Donnarumma, si ritrova titolare in una gara complicatissima. Ci mette del suo a renderla sempre più complicata. Le prime respinte, non proprio perfette, lasciavano intravedere che non fosse in una grande giornata. Ma la sua esperienza gli ha permesso di stare calmo, lasciarsi alle spalle gli errori, e volare al 93* parando il rigore di Schöne e regalare la vittoria al Milan.

Il suo carisma, la sua esperienza e la sua dedizione, devono essere d’insegnamento ai tanti giovani giocatori della squadra rossonera. Da lui c’è tanto da imparare.

GIAMPAOLO – La posizione del tecnico è in bilico. La sua storia con il Milan sembra ormai giunta ai titoli di coda. Tante le sue colpe. Tante anche le colpe della società e dei giocatori, ma questa è un’altra storia. Il tecnico non ha saputo reggere la pressione del grande club, non è riuscito a trasmettere ai giocatori la sua idea calcistica, o forse, più semplicemente, non aveva i giocatori adatti al suo credo.

Fra poche ore, o minuti, si saprà la decisione della società. Se non si vuole perdere l’intera stagione il momento delle scelte è arrivato. Il candidato numero uno sembra Spalletti, forse l’unico libero sul mercato in grado di sistemare la squadra e permettere ai giocatori di esprimersi al meglio nel minor tempo possibile. Ideale soluzione dato che la squadra rossonera di tempo non ne ha più se vuole cercare di ridare un senso a questa stagione.

Photo Credits: AcMilan.com

CRISTIAN CLARETTI

Posted by Redazione Rossonera on

Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

GENOA-MILAN 1-2 – Parlare di un Giampaolo sereno, a fine gara, sarebbe un eufemismo. Ma i timidi sorrisi che ogni tanto mostra davanti alle telecamere hanno il sapore della panchina in salvo per il tecnico rossonero. “E’ una vittoria che serve per rispondere alle sentenze – dice scherzando il mister -. Avevo chiesto ai ragazzi di fare la partita della vita dal punto di vista temperamentale, del carattere. Non mi interessava il fioretto e la qualità, ma che non sanguinassimo davanti agli squali. Avevo detto che si poteva perdere il confronto tecnico, ma non la dignità. Nel primo tempo siamo andati sott’acqua, ma nella ripresa siamo stati bravi a reagire. C’era tanta pressione, siamo la squadra più giovane del campionato e non è facile gestire certe situazioni. Maldini in settimana mi ha confessato che anche lui, quando le cose andavano male, faceva fatica a giocare a San Siro. Oggi la squadra non ha mollato nulla, sono soddisfatto; abbiamo lottato e sofferto insieme, con quello spirito di sacrificio che avevo chiesto in settimana”.

Tante le domande sui singoli, da Piatek agli ingressi decisivi di Paquetà e Leao. Così Giampaolo: “Dire che chi è entrato ha cambiato la partita è ingeneroso verso gli 11 titolari. Piatek e Leao hanno caratteristiche diverse ma io sono attaccato ad entrambi, il Milan ha bisogno di entrambi. Non butto via nessuno, il mio compito è di tenerli sempre vivi. Questa partita dovevano giocarla i giocatori di responsabilità, quando siamo andati sott’acqua ho voluto inserire quelli più liberi; ho tanti giocatori di talento ma che devono migliorare nel saper giocare le partite. Paquetà è un ottimo giocatore, come tanti. E’ entrato bene, ci ha dato vigore, ma non condanno Hakan, preferisco parlare di collettivo. Bonaventura? Oggi avevamo bisogno di personalità, di saper gestire le difficoltà della partita. Ci occorreva Jack, mi è piaciuto molto, ha sensibilità, sa trattare la palla. Per noi è difficile giocare con tre attaccanti puri, lui ci ha dato equilibrio. Anche lo scorso anno non si giocava mai con tre attaccanti puri ma con Suso, Piatek ed un centrocampista, cioè Chalanoglu o Jack”.

Giampaolo ha poi raccontato le emozioni del rigore calciato nel recupero da Schone. “Per fortuna riesco ad essere lucido e freddo durante le partite. Ho anche dubbi che ci fosse il rigore ma Reina ha talmente tanta personalità che è in grado di recuperare dagli errori commessi; ho davvero tanta avuto fiducia in lui”.

E sul futuro, il mister conclude: “Oggi bisognava raschiare il fondo del barile, questa vittoria mi ha permesso di guadagnare del tempo. Adesso perderò alcuni giocatori per le nazionali ma nel complesso mi aspetto che questa squadra riesca a giocar meglio nel collettivo, con un po’ più di leggerezza. Lavorerò perché i ragazzi si avvicinino sempre più alle mie idee, alla mia visione; ci vuole pazienza ed un pizzico di fortuna. Nel frattempo, sento di poter dire che conosco sempre meglio questa squadra, i particolari e le sfaccettature tecniche e psicologiche dei miei uomini”.

ANDREAZZOLI

Non nasconde amarezza, a fine gara, il tecnico genoano Aurelio Andreazzoli. “A fine primo tempo ho fatto i complimenti ai ragazzi, abbiamo fatto la gara che mi aspettavo. Nella ripresa, in un paio di minuti abbiamo buttato tutto all’aria, commettendo delle ingenuità che in serie A non si possono vedere ed il Milan è stato bravo ad approfittarne. Dopo, siamo tornati a fare le cose per bene, come le avevo chieste in settimana. C’è rammarico, è fastidioso perdere una partita del genere ma il calcio è fatto di episodi”. Gli episodi cui si riferisce Andreazzoli non sono affatto quelli arbitrali che, anzi, l’ex tecnico empolese non contesta: “Il rosso a Biraschi? Non ho protestato, ho solo parlato con gli arbitri. Le decisioni sono loro e le accetto. Hanno rivisto l’azione ed avranno certezza di quello che hanno fatto. Il regolamento  è chiaro, c’era il fallo di mani come c’era il rigore per noi. Quando parlo di episodi non mi riferisco alle decisioni arbitrali ma agli errori che abbiamo commesso o a Reina che dopo un errore si è riscattato”. Chiosa finale sulle condizioni di Criscito: “Sta molto male, è un infortunio serio, muscolare” ha concluso Andreazzoli.

BONAVENTURA

Il suo ritorno in campo dal 1’ è coinciso con il ritorno alla vittoria del Milan; Jack Bonaventura è soddisfatto del risultato ma consapevole ci sia ancora tanto da migliorare. “E’ una vittoria importante perché venivamo da un brutto periodo, ma sappiamo tutti che possiamo e dobbiamo far meglio – ha detto il centrocampista rossonero -.  Fragilità mentale? E’ normale, siamo una squadra con tanti giovani, non è facile giocare con la pressione addosso ma ci dobbiamo abituare e tirare fuori il meglio da noi stessi. E’ stata dura star fuori, non vedevo l’ora di giocare, mi mancava il campo ed ho lavorato tanto; adesso sto bene, il ginocchio va molto meglio ed io potrò crescere giocando di più”. Ed a chi lo vede leader di questo Milan, Jack risponde: “E’ giusto che chi ha più esperienza ogni tanto si faccia sentire ma qui siamo tutti responsabili della situazione. Dobbiamo ancora migliorare tanto e lavoreremo per questo. Dopo questa vittoria, la sosta ci consentirà di lavorare di più. Avremo molti giocatori impegnati con le nazionali, ma chi rimarrà a Milanello si impegnerà per far rendere al meglio la squadra”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

Posted by Redazione Rossonera on

Pagelle Genoa-Milan 1-2: Giampaolo si salva (per ora)

Pagelle Genoa-Milan 1-2: Giampaolo si salva (per ora)

PAGELLE GENOA-MILAN 1-2 – Tra la contestazione da parte della Curva Sud e l’indisposizione di Donnarumma, la serata non promette niente di buono per i tifosi rossoneri. Il primo tempo è infatti lo specchio dell’inizio di stagione 2019/2020. Poco gioco, poca corsa, poca voglia. Poi i cambi e la svolta. La spensieratezza, la freschezza, la tecnica di Paquetà e Leão salvano la panchina a Giampaolo che se la vede veramente brutta nell’intervallo. L’espulsione di Biraschi sembra aiutare e non poco la formazione rossonera a difendere il vantaggio fino a quando Calabria cade nell’ennesima ingenuità e ristabilisce la parità numerica. Dopo la papera del primo tempo, Reina rimedia la sua prestazione parando il rigore di Schöne. Questa rosa ha un evidente problema mentale ormai da anni, servono leader d’esperienza in campo e forse un vero condottiero in panchina. Solo il tempo dirà se questi tre punti siano il più classico dei brodini per un malato destinato al peggio o se aiuteranno questo gruppo e, soprattutto, Giampaolo a svoltare definitivamente.

Reina 6: Chiamato a sostituire Donnarumma colpito da una crisi di vomito nel riscaldamento pre-partita, salva subito il risultato vincendo il duello con Lerager. Schöne è uno specialista ma è clamoroso l’errore sulla punizione che regala il vantaggio ai padroni di casa. Non sembra toccare Kouamè, neanche dopo mille replay. Si guadagna la sufficienza e si prende la sua personale vendetta quando ipnotizza l’ex Ajax dal dischetto. #Sale&Pepe

Calabria 5: Buona gamba nel primo tempo. Soffre però come il resto della retroguardia rossonera l’ampiezza e la velocità degli attacchi genoani. Si becca già la seconda espulsione della stagione, sinonimo di ingenuità ed inesperienza. Qualche passo indietro rispetto ad i netti miglioramenti dello scorso campionato. #ProfondoRosso

Duarte 6: Esordio da titolare con la maglia del Milan per il difensore brasiliano a causa della squalifica di Musacchio. Rischia di combinarla grossa dopo soli due minuti quando si perde Pinamonti nell’area piccola. Più attento e meno impacciato con il passare dei minuti. #Timido

Romagnoli 6: Soffre nel primo tempo la velocità di Kouamé. Si perde Romero che sfiora il raddoppio nel finale del primo tempo. Meno sicuro e più impreciso senza Musacchio al suo fianco, ha però il doppio compito di rendere meno complicato l’esordio di Duarte. La sua prestazione, come quella dei suoi compagni, cresce grazie al risultato. #Impreciso

Theo Hernández 6,5: Si perde Lerager che, per sua fortuna, non è abbastanza lucido a punire una retroguardia rossonera piuttosto allegra nelle battute iniziali del match. Dimostra sempre tanto coraggio e buona tecnica quando si affaccia in avanti. La stessa azione finita sul primo palo nel derby, questa volta regala il pareggio rossonero e la sua prima gioia italiana. #FrecciaRossoNera

Biglia 6: Primo tempo in affanno anche per il numero 20 rossonero. La sua esperienza si fa però sentire nel finale quando c’è da lottare e tenere stretto il risultato. Si dimostra uno dei pochi leader di questo gruppo, l’attaccamento alla maglia non manca mai. Guardare l’esultanza rabbiosa dopo il pareggio e il fischio finale per credere. #Garra

Kessié 6: Tanto spazio per lui e Calabria sulla fascia destra nel primo tempo. Non può però permettersi certe disattenzioni quando viene pressato ai ridossi dell’area rossonera. Inserendosi sempre a testa bassa pecca di egoismo e le sue conclusioni finiscono sempre sull’esterno della rete. Ha il merito di realizzare il rigore che cambia risultato e il destino di Giampaolo sulla panchina rossonera. #Ghiaccio

Çalhanoglu 5: Dopo i disastri della settimana scorsa, i Genoani sanno di poterlo pressare e spingerlo all’errore. Una mezzala deve fare entrambi le fase con coraggio, il numero 10 del Milan non può essere pigro e timoroso. Giampaolo rinuncia al turco tra il primo ed il secondo tempo. alhaNO

Suso 5,5: Come contro la Fiorentina, è il primo a impegnare il portiere avversario con una punizione dal limite. Qualche passo in avanti ma non merita la sufficienza questa sera. Troppo prevedibile e statico, visto anche lo spazio che si ritrova davanti nella seconda metà di gara. #Desaparecido

Bonaventura 6: A sorpresa ritorna in campo dall’inizio dopo quasi un anno di assenza. Paradossalmente sembra essere l’unico a dimostrare impegno e voglia di creare qualcosa. Fondamentale il suo ritorno per uscire da questo momento di crisi, dove la sua esperienza, la sua leadership e la sua serietà sono necessarie. #WelcomeJack

Piątek 5: Spesso isolato, Zapata non gli rende la vita facile. Ha disperatamente bisogno della profondità per rendere al meglio. Avrebbe sicuramente sognato e meritato un ritorno diverso nello stadio che lo ha fatto diventare grande. Le colpe sono sicuramente anche sue ma non è un caso che, prima o poi, tutti i numeri 9 del Milan hanno faticato negli ultimi anni. #SOS

Rafael Leão 6,5: Come Paquetá con Çalhanoğlu, lui entra e sembra fare tutto un altro lavoro rispetto al numero 9 polacco. Si guadagna il calcio di rigore poi trasformato da Kessiè grazie alla solita intraprendenza e spensieratezza. Lasciar partire, a malincuore, Patrick Cutrone per investire sul portoghese sembra rivelarsi la migliore mossa di mercato del duo Boban-Maldini. #Incontenibile

Paquetá 6,5: Sostituisce Çalhanoğlu nell’intervallo per cercare di fare tutto quello che non era riuscito al turco. Cambia la partita con la solita classe ed i soliti numeri da vero brasiliano. Ha la furbizia di cogliere la difesa avversaria impreparata nell’azione che porta al pareggio. Sfiora il goal del vantaggio subito dopo con una bella girata. Snaturarlo come con Piątek non porta a nulla. #Devastante

Conti SV: Entra al posto di Bonaventura dopo l’espulsione di Calabria per difendere il risultato nei minuti finali.

Giampaolo 6: La scelta di non indossare la divisa ufficiale di rappresentanza per poco non si rivela un pericoloso flash-forward. Ritorna ufficialmente al 4-3-3 di gattusiana memoria con Bonaventura esterno d’attacco. Lascia però in panchina una delle pochissime note positive di questo inizio stagione (Leão) e sconfessa definitivamente il suo credo tattico. L’ampiezza del Genoa mette a nudo tutte le difficoltà tattiche e fisiche dei rossoneri. Marassi si conferma però portafortuna per il Mister che grazie ai cambi ed al rigore parato da Reina salva il suo futuro alla guida del Milan. Ci sarà tanto da lavorare nella sosta. #NuovoInizio

Tommaso Dimiddio

en_USEnglish
it_ITItalian en_USEnglish