Condò: “Milan, a Empoli aria nuova! Ambiente sano e una conferma da Pioli”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il commento di Condò alla vittoria del Milan a Empoli: Pioli dà una conferma i giovani salgono e l’ambiente è “sano”

Con lo 0-3 di Empoli, il Milan apre con il piede giusto il suo 2024 di Serie A: è la terza vittoria consecutiva tra campionato e Coppa Italia per i ragazzi di Pioli, e per le prime pagine dei quotidiani sportivi italiani stiamo tornando a vedere il “Vero Milan”. Con le sconfitte di Napoli e Fiorentina e i pareggi di Napoli, Roma, Atalanta e Bologna, i rossoneri guadagnano punti importanti in ottica Champions League, blindando al momento un terzo posto che li vede a +6 sulla quarta. In un editoriale sulle colonne di Repubblica, Paolo Condò ha parlato di Empoli-Milan e delle altre partite della 19esima e ultima giornata del girone d’andata di Serie A.

La vittoria del Milan a Empoli e “un ambiente sano”

Con il tracollo del Napoli, i primi tre posti in Serie A sono rimasti “alle tre grandi storiche del Nord”: Paolo Condò ha commentato la vittoria del Milan a Empoli tra il lavoro di Stefano Pioli, le facce nuove provenienti dai settori giovanili e un ambiente che sembra essere ritornato sano.

“Nei codici del calcio l’esonero di un allenatore individua il colpevole e azzera le altrui responsabilità. Non a caso si dice che un tecnico viene “cacciato”, termine perentorio che agli errori aggiunge l’ignominia: poveri giocatori (e dirigenti), era tutta colpa sua: ora le cose andranno meglio. A quel punto però dev’essere chiaro agli “innocenti” che il bonus è esaurito. Un secondo esonero dimostrerebbe che la colpa è loro, e quello che sta succedendo al Napoli fila a tutta forza in questa direzione. […] Le riflessioni sulla zona Champions, innescate dal crac del Napoli, danno per scontato che i primi tre posti non sfuggiranno alle tre grandi storiche del Nord: un’ovvietà datata per quanto riguarda Inter e Juventus, una crescente realtà per il Milan, che in questo torneo così refrattario alla continuità sembra respirare un’aria nuova rispetto a soltanto un paio di settimane fa”.

“Stefano Pioli ha confermato una volta di più di saper lavorare sotto pressione, non una banalità in quest’ambiente, e naturalmente fa piacere che la ripartenza rossonera sia ricca di facce nuove provenienti dalle giovanili, una bella coincidenza nei giorni dell’addio al decreto crescita. Per chi considera il calcio una storia di persone prima che di tattiche, la fotografia di un ambiente sano è tutta nella corsa parallela di Pulisic e Traoré verso il terzo gol, quando è chiaro che l’esperto americano non vede l’ora di lanciare il baby ivoriano al primo gol in Serie A e godere della sua felicità bambina”.

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“Non si può sbagliare così”

Paolo Condò chiude, ovviamente, con la sfida tra Inter e Juventus in vetta, sfida che si arricchisce ogni giorno con un episodio arbitrale dubbio diverso:

“Abbiamo lasciato in fondo il titolo d’inverno perché l’Inter se l’era già preso sabato, anche grazie a un’astensione del VAR sulla sbracciata di Bastoni a Duda che è stata un chiaro errore. Allegri ha ragione quando sostiene che il giudizio al video sia soggettivo come quello dell’arbitro in campo, ma nel discorso esistono le sfumature: se al secondo viene concesso un margine perché fischia “in diretta”, quello del primo è molto più stretto perché ha la facoltà di rivedere l’azione quante volte vuole. Non può sbagliare così. Sia l’Inter che la Juve hanno vinto nei minuti di recupero contro rivali che, pur stazionando in fondo alla classifica, hanno giocato partite eccellenti. Nell’Inter il rientro di Lautaro è stato strepitoso, la comparsata di Arnautovic, ehm, fantozziana. Nella Juventus spunta o rispunta un ragazzo decisivo ogni settimana: è stata la volta di Iling-Junior (e vi raccomandiamo Huijsen a Roma). Una simile produzione è promessa di futuro. Futuro a maggio, mica nel 2030”.

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