Empoli-Milan, come si batte la squadra di Andreazzoli

Empoli-Milan

Empoli-Milan – Reduce dalla brutta sconfitta interna con il Napoli, il Milan ha la possibilità di cercare un pronto riscatto contro l’Empoli nell’ultimo turno prima di Natale.

La trasferta toscana si presenta però ostica dato che gli uomini allenati da Aurelio Andreazzoli rappresentano ad oggi una delle maggiori soprese del torneo.

La storia recente degli azzurri è legata all’utilizzo del 4-3-1-2 come sistema base. Con questo modulo hanno fatto fortuna al Castellani molti dei predecessori di Andreazzoli, a cominciare da Maurizio Sarri per arrivare poi a Marco Giampaolo e Davide Dionisi, senza dimenticare lo stesso Andreazzoli durante la sua precedente esperienza col club empolese.

Rispetto all’ultima versione proposta (quella che Dionisi ha conquistato l’anno scorso la promozione) in questa stagione l’Empoli ha un approccio meno votato al possesso (47.6%) ma più orientato alla ricerca della verticalità.

In questo senso, la compagine toscana si trova nella seconda metà delle graduatorie relative al tempo medio per azione offensiva (8.14sec.) e, per numero di passaggi per sequenza d’attacco (2.95) e al penultimo posto (insieme alla Samp) per azioni da dieci o più passaggi (82).

L’azione parte da dietro, nel tentativo di superare la prima linea di pressione avversaria ma, una volta riusciti in questo intento, gli azzurri cercano di risalire velocemente il campo attivando le catene laterali con movimenti che coinvolgono anche il trequartista, che può essere un giocatore più impattante fisicamente e di inserimento (Henderson) o un più tradizionale no.10 (Bajrami).

Un altro pattern empolese, utilizzato fin dai tempi di Sarri, è quello che vede una delle due punte allargarsi a prendere ampiezza in zona laterale, da solo o in associazione con terzino o mezzala di parte.

Quest’ultima può dunque aprirsi per dare una opzione di passaggio ma anche per aprire linee più dirette verso i riferimenti centrali più avanzati.

Dal punto di vista difensivo sono una squadra che cerca una conquista alta del pallone (11.2 di PPDA) ma che, data la disposizione base in fase difensiva, si espone ai cambi di gioco.

La squadra di Andreazzoli riesce comunque a fare una buona densità centrale e questo potrebbe ostacolare l’occupazione della loro zona di rifinitura.

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photocredits: FC Empoli

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