EMERGENZA INFORTUNI MILAN: L’ANALISI DI RADIO ROSSONERA

DiRedazione

Dic 16, 2021
analisi infortuni milan radio rossonera

EMERGENZA INFORTUNI MILAN

Nelle ultime due stagioni la società AC Milan ha registrato un netto miglioramento in tutte le sue componenti. Sotto gli occhi di tutti c’è, innanzitutto, il campo, quei risultati sportivi che passando per alcuni iniziali abbagli (Giampaolo e la suggestione Rangnick) hanno spinto la squadra verso quelle posizioni in classifica che nelle stagioni precedenti erano soltanto lontani miraggi.

Con la stabilità dirigenziale e tecnica raggiunta, il Milan è tornato alla competitività di un tempo, per ora almeno in Italia, con grande merito di società e proprietà. Ma le buone notizie per Il Milan non finiscono certo qui. È opportuno considerare anche il netto miglioramento qualitativo del parco giocatori, dei conti del societari e, finalmente, di quella “luce in fondo al tunnel” per la questione Nuovo San Siro, un progetto che inizia a muovere passi concreti.
In questo ottimo quadro di crescita c’è un aspetto che però sta influenzando negli ultimi tre gironi l’andamento sportivo della squadra. Un aspetto che abbiamo ritenuto valesse la pena approfondire e non liquidare con le solite frasi di circostanza “colpa della sfortuna” o “hanno tutti questi problemi”.

L’analisi che segue sull’emergenza infortuni al Milan, ed emergenza è proprio il termine corretto visti i numeri che verranno proposti, vuol esser una mera constatazione dello stato dell’arte al 13 dicembre 2021.
L’intento non è quello di provare a trovare soluzioni o di puntare il dito verso colpe e colpevoli, ma di fare chiarezza su un problema che sta condizionando significativamente il rendimento della squadra e che non sembra, ancora, trovare soluzione. Non “caccia alle streghe”, quindi, ma sprone a migliorare l’unico aspetto che va in controtendenza rispetto agli ottimi risultati registrati negli altri ambiti della gestione del club.
Il periodo di analisi preso in considerazione va dal settembre 2020, con l’inizio delle competizioni ufficiali per il preliminare di Europa League, fino a Udinese-Milan del 11 dicembre 2021.
Lo studio comprende l’indagine delle prestazioni atletiche e una comparazione con le altre squadre che hanno occupato i primi 5 posti della classifica insieme al Milan negli ultimi 3 gironi: Inter, Atalanta, Napoli e Juventus.
Per i dati raccolti e presi in esame le due fonti utilizzate sono i report di Lega Serie A per le prestazioni atletiche e il sito transfertmarkt.it per la questione infortuni.
Buona lettura.

Partiamo con l’analisi conteggiando il monte delle gare saltate dai giocatori delle 5 big del campionato italiano dal settembre 2020.
La somma comprende tutte le partite che i singoli calciatori NON hanno giocato per infortunio (di qualunque natura), Covid o malattia.

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Già da questi primi dati si nota la significativa differenza tra il Milan e le altre squadre del campionato, con oltre 100 gare saltate dai giocatori rossoneri in più rispetto alla seconda di questa classifica, ovvero il Napoli.
A maggior ragione balza agli occhi ancor di più la differenza con la rivale dell’ultimo periodo storico: l’Inter di Conte prima e Inzaghi ora.

Entriamo ora più nello specifico spacchettando i dati totali e suddividendoli per varie tipologie di infortunio.
Iniziamo a togliere dalla somma le gare saltate per Covid o malattia.

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Se nel percepito dei tifosi il Milan pare esser la squadra più martoriata da Covid e malattia, in realtà i dati dimostrano che la rosa che ne ha pagato il prezzo più alto è il Napoli con ben 55 gare saltate. Le 3 big storiche della Serie A invece si equivalgono, con Inter, Milan e Juve in pratica sullo stesso livello, un gradino più sotto l’Atalanta che negli ultimi 3 gironi ha pagato dazio solo per 11 gare.
Dalla somma totale ora estrapoliamo il dato degli infortuni NON muscolari, ovvero tutti gli infortuni traumatici, infiammazioni, problemi a tendini, legamenti e ossei.

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Anche in questo caso il Milan comanda purtroppo la classifica. A farla da padrone sono gomito, caviglia e anca di Ante Rebić, ginocchio e tendine d’achille di Ibra, il legamento collaterale di Gabbia, la tendinopatia rotula bilaterale di Plizzari e il polso di Maignan. Un dato, ahinoi, destinato a salire per il grave infortunio al ginocchio di Kjaer ma che è tipico purtroppo di questo sport e un pizzico, questo si, dovuto a una buona dose di casualità. Diciamo che la sfortuna in questo caso ci ha visto bene, bersagliando una rosa già colpita da moltissimi infortuni muscolari come vediamo nel prossimo grafico

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E qui veniamo alle vere note dolenti, che spazzano via il luogo comune: “tutti hanno infortuni muscolari, si gioca troppo” e molti altri.
Il Milan svetta a quota 187, staccando anche la martoriata Juventus che si porta dietro qualche giocatore dall’infortunio muscolare “cronico” e il Napoli che nell’idea generale ha un numero di problemi simile al nostro.
Fa però impressione il notevole disavanzo che i rossoneri hanno accumulato con Atalanta e Inter. Con i nerazzurri milanesi, rivali principali dal settembre 2020, la differenza è sostanziale, ma diventa abissale se si analizzano i nomi dei giocatori coinvolti.
Per i rossoneri nella top 10 ci sono giocatori del calibro di Bennacer (22 gare saltate), Ibra (19) Kjaer (14), Calabria (12), Romagnoli (12), Leao (12) e Rebic (8), per l’Inter tra i primi 10 ci sono solo le 10 gare di Sensi, le 5 di De Vrij e le 4 di Lukaku.
Ma non è tutto: 22 infortuni muscolari per l’Inter e 41 per il Milan, 14 giocatori coinvolti per i nerazzurri (non unici, un giocatore può aver avuto più infortuni muscolari di diverso tipo) e 33 per il Milan.
Dati comparabili con quelli dell’Atalanta che ha due grandi infortunati – Gosens (21) e Toloi (14) – più il problema ai flessori di Pessina (8). Per il resto, quasi ordinaria amministrazione. 
Lo stesso Napoli evidenzia una situazione accettabile, con un numero limitato di giocatori di prima fascia coinvolti: spiccano i ripetuti micro infortuni di Insigne, fermo ben 5 volte ma con “sole” 9 gare saltate e le 11 di Koulibaly. Gli azzurri infatti pagano pegno più per infortuni traumatici, come zigomo e spalla di Osimhen (23), i legamenti di Ghoulam (21), caviglia e spalla di Mertens (19).
 Storia a parte per la Juve che fa i conti con una rosa che annovera giocatori dal facile infortunio muscolare come Chiellini (24), Ramsey (21) e Dybala (9) a cui si aggiungono le 14 gare di Chiesa e le 16 di Demiral.

Analizziamo quindi le varie tipologie di infortuni muscolari dei rossoneri per chiarire se esiste un filo rosso che li lega.

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E il filo rosso pare proprio esserci con i muscoli flessori della coscia che risultano esser più della metà dei nostri problemi.
 Un 52% a cui va aggiunto l’altro dato preponderante, il 21% del polpaccio. Una somma che fa 73%, valore molto vicino al poter sintetizzare che i nostri problemi muscolari riguardano per 3/4 del totale quelle due parti specifiche.
Chiesto un parere su questo al Dott. Marco Marano, ortopedico e traumatologo, specializzato nella gestione e nel trattamento degli atleti, possiamo concludere che i numeri sono sì significativi e sintomo di un problema ma che le par,ti coinvolte sono proprio quelle tipiche del nostro sport (il calcio). Per le cause e la loro risoluzione ovviamente non si ha una ricetta magica ma si tende ad escludere che siano figlie di una cattiva preparazione atletica, vista anche la mole di conoscenze (e la loro condivisione tra gli stessi professionisti del settore) raggiunta all’alba del 2021.
Un problema aperto, reale e concreto che però sfugge ancora ad una soluzione.

In calce all’analisi troverete le cinque tabelle, una per squadra, con gli infortuni in dettaglio, giocatore per giocatore, così che ognuno possa trarre le proprie conclusioni.

Nel mentre proseguiamo.

Abbiamo quindi provato a capire se questi ripetuti problemi muscolari fossero figli delle nostre prestazioni atletiche e del tipo di calcio che ha adottato il Milan da settembre 2020 ad oggi, un altro dei luoghi comuni degli ultimi mesi “il nostro è un calcio di scatti e di strappi”.
 Vediamo se è così grazie ai dati contenuti nei report di Lega Serie A, pubblici e di facile consultazione sul sito della Lega stessa (legaseriea.it)

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Abbiamo raccolto le velocità medie di ogni singola gara giocata dalle 5 big prese in oggetto e fatta la media. I dati rappresentati nel grafico sono quindi le medie delle medie, si perdoni il gioco di parole.
 Come vediamo Inter e Atalanta hanno una velocità media superiore alle altre. Chiude la classifica proprio il Milan. Poiché questo dato spiega poco la diversità del tipo di corsa adottato in partita (e se quindi il Milan sia una squadra più di “scatti e strappi”), abbiamo analizzato i chilometri percorsi in ogni singola gara spacchettandoli in 3 macro aree: JOG (corsa lenta), RUN (corsa sostenuta), SPRINT (corsa in scatto).
 Questi i risultati delle medie finali, squadra per squadra.

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È proprio il Milan la squadra che mediamente percorre più chilometri in campo in corsa lenta, seguita da Atalanta, Juve, Napoli e Inter. Come vedremo più tardi, i rossoneri saranno in effetti la squadra che più marcatamente ha un delta significativo tra corsa lenta e sprint, fermate e ripartenze, più scatti e meno corsa continua a buon ritmo.

Vediamo infatti il dato della corsa sostenuta

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In questa classifica è il Milan il fanalino di coda, con una spiccata differenza rispetto all’Inter, ma anche rispetto a Juve e Atalanta. Una tipologia di corsa quindi che pare non esser ricercata dai rossoneri durante le loro prestazioni sul campo.

Chiudiamo con lo sprint, i famigerati chilometri percorsi in scatto.

 

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Il Milan qui balza al secondo posto di poco sopra a Napoli e Atalanta ma significativamente dietro ai cugini.
Un calcio quello del Milan che comprende in proporzione quindi più chilometri percorsi in corsa lenta e sprint a discapito della corsa sostenuta.
 Può esser questa la causa dei tanti infortuni? Difficile rispondere soprattutto se si comparano con i dati dell’Atalanta del tutto simili a quelli dei rossoneri ma con un numero di lesioni muscolari molto molto inferiore. 
Oltretutto sarebbe di difficile comprensione il sacrificio, sull’altare di una migliore prestazione fisica, dell’integrità muscolare dei propri calciatori, con il magro risultato di avere un atletismo non marcatamente migliore rispetto alle rivali e tuttavia un numero di incidenti muscolari di gran lunga maggiore.

Di seguito riportiamo le tabelle singole, squadra per squadra e gara per gara, dove si può cogliere qualche spunto di riflessione:

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Il Milan, con ogni probabilità per scelta, non corre mai più chilometri degli avversari, ma questo dato non influenza le sue prestazioni sportive, al pari della velocità media. Verrebbe quasi da concludere che non affida le proprie fortune in maniera significativa alla parte atletica, come invece vedremo per altre squadre

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L’Inter è la squadra che meglio esce da questa analisi: percorre sempre o quasi più chilometri degli avversari (l’unico neo è nella sconfitta contro la Lazio, con i giocatori sudamericani rientrati a Milano a ridosso della partita), ha una velocità media sempre superiore all’altra squadra e spessissimo quando ciò non accade non vince. In generale si può dire che l’Inter batte l’avversario oltre che tecnicamente anche con la forza dei propri muscoli, che la fanno correre di più, più veloce, con più chilometri in scatto e in tutto ciò senza infortuni muscolari

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L’Atalanta è il solito diesel? Si può dire di si, con la differenza che quest’anno pare aver messo la quarta e la quinta marcia atletica prima degli anni precedenti. Difficilmente corre più o meglio dell’avversario, ma, rispetto alle altre big, è quella con i dati sempre tra le prime posizioni in ogni tipologia di corsa (jog, run, sprint). Una sorta di moto perpetuo a ottimo ritmo durante la gara con qualche picco che spesso la porta a vincere le gare

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Il Napoli sembra la squadra che maggiormente è legata alle proprie prestazioni fisiche. Dopo la partenza lenta classica di inizio stagione, gli azzurri hanno inanellato risultati e prove atletiche di livello, una dopo l’altra, con i dati che vanno a braccetto. Con il calo delle prestazioni fisiche si è notato anche lo scarso rendimento in classifica e l’inizio di una piccola emergenza infortuni che ne ha minato il percorso. Almeno per il momento il Napoli sembra che debba star bene atleticamente per vincere.

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La Juventus non ha degli ottimi dati, tutt’altro, ma rispetto al Milan, visti gli scarsi risultati sul campo, sembra dipendere molto dal suo atletismo e non riesce ad ovviare con tattica e tecnica. Il dato che fa più riflettere è la bassa media di chilometri percorsi in sprint, segno di una squadra dal ritmo costante ma un pizzico compassato.
Ci siamo chiesti allora quanto gli infortuni del Milan pesino nella possibilità di poter schierare la miglior formazione possibile, i titolari insomma, e controbattere ad armi pari con le rivali dirette cioè Inter, Atalanta e Napoli.

La tabella successiva mostra i minutaggi di questa stagione dei giocatori delle 5 big.

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Qualche analisi balza subito all’occhio: i primi 11 più impiegati (in verde) dell’Inter sono proprio quelli della formazione tipo di Simone Inzaghi, con un primo scalino al 12° posto (Di Marco) e un secondo scalino dopo i primi 3 cambi principali. Insomma, l’Inter gioca quasi sempre con la stessa formazione e, nonostante ciò, è la squadra che meglio performa fisicamente e dal punto di vista degli infortuni.

Titolarissimi anche per il Napoli di Spalletti e, in parte, anche per Gasperini che ha dovuto fare i conti solo con le assenze di Gosens, Muriel e Toloi e ha adottato un turnover più marcato più per scelta che per necessità.
Per entrambe le formazioni si riconoscono titolari e primi cambi e già intorno al 15°-16° posto il calo di minuti è molto marcato.
 Più omogenea la Juve che ha fatto i conti con più infortuni e maggior rotazione ma che ha comunque i titolari nei primi 11 posti.
Ora il Milan. Delle big è l’unica che non ha tutti i titolari nei primi 11 posti (manca drammaticamente una punta e c’è un difensore centrale di troppo), vede due big con Rebic e Giroud alle posizioni 17 e 18 e il giocatore di qualità scelto sul mercato per aiutare la trequarti (Messias) solo al 21° posto. Stupisce poi più di tutto la grande spalmatura di minuti, figlia non tanto di turnover ma della necessità legata ai tanti infortunati.
Insomma, il Milan lotta e riesce ad esser al livello degli altri per la sua rosa profonda di ottimo livello ma non combatte ad armi pari. Resta il rammarico e il retropensiero di quanto di meglio si potrebbe fare se si riuscisse ad esser nelle condizioni di Inter e Atalanta almeno per un girone…

Chiudiamo con il dettaglio delle assenze per ogni gara ufficiale giocata dal settembre 2020 per rispondere in parte ad un altro luogo comune: l’anno scorso era peggio, quest’anno si sta migliorando.

Sbagliato.

ASSENZE GARE UFFICIALI STAGIONE 2020/21

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verde= VITTORIA giallo= PAREGGIO rosso= SCONFITTA

 

ASSENZE GARE UFFICIALI STAGIONE 2021/22 (fino alla 17° giornata di Serie A)

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verde= VITTORIA giallo= PAREGGIO rosso= SCONFITTA

 

Cosa possiamo dedurre?

Il Milan molto spesso DURANTE i periodi di crisi infortuni riesce a sfangarla, grazie anche all’assenza di problemi nelle gare precedenti che consente di affrontare l’emergenza stessa con un buon livello atletico. E spesso il Milan vince le gare che corrispondono ad elevati numeri di assenze.
 I problemi arrivano sempre dopo, qualche gara successiva al picco di infortuni: i pochi giocatori che affrontano le gare finiscono per essere stanchi e logori, andando incontro a cattivi risultati dopo 3-4 gare dal picco. Una questione che poi si incancrenisce ulteriormente quando i picchi diventano ciclici come capitato nel gennaio-marzo scorso o quest’anno, da metà settembre in poi. In quel caso il Milan va incontro a quelle miniserie negative che l’anno scorso l’hanno escluso dalla lotta per lo scudetto prima, e hanno rischiato di compromettere la Champions poi.
In conclusione, l’analisi appena presentata, ripetiamo, non vuole esser un j’accuse pubblico né una caccia al colpevole.
 Nessuno di noi ha la soluzione del problema infortuni tra le mani e quindi non si permette di additare nessuno come responsabile di ciò.
Quello che abbiamo notato però dalla semplice lettura e trasposizione in grafici di dati pubblici è che la questione infortuni al Milan è vera, reale e impattante, degna di esser affrontata con ogni serietà perché rischia di compromettere quello che ancor più grande potrebbe fare questa rosa. 
È quasi una sorta di sprone a risolvere uno degli ultimi problemi rimasti per intraprendere a velocità sostenuta il ritorno tra i grandi e i vincenti.

TABELLA INFORTUNI MILAN

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TABELLA INFORTUNI INTER

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TABELLA INFORTUNI NAPOLI

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TABELLA INFORTUNI ATALANTA

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TABELLA INFORTUNI JUVENTUS

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Simone Cristao & Beatrice Sarti

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