Emanuelson: “Il sorriso di Leao mi ricorda un mio ex compagno al Milan”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex terzino olandese del Milan Urby Emanuelson ha recentemente parlato del suo passato in Italia, soffermandosi in particolare sull’esperienza vissuta da campione d’Italia con i rossoneri, su Ibrahimovic e Rafa Leao. Queste le sue parole:

In Italia è passato da Milan, Roma, Atalanta e Verona. Le manca il nostro Paese?

“Molto. Lì ho ancora tanti amici. La pandemia mi ha impedito di viaggiare, ma ho vissuto in città splendide, che ricordo con affetto. Spero di tornarci presto”.

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Cosa ne pensa del Milan?

“Leao mi fa impazzire, mi ricorda Robinho. Quando un calciatore scende in campo in quel modo, con il sorriso stampato sul volto e tanta voglia di divertirsi, questo sport diventa magico. Finché sarà felice, Rafa sarà sempre in grado di cambiare le partite. Prima che arrivasse, al Milan non lo conoscevo. Maldini ha fatto un colpaccio. Lo stesso discorso vale per Tonali: sbaglio o sa fare tutto, sia in attacco che in difesa?”.

L’exploit dei giovani del Milan, magari, è frutto anche dei consigli del suo ex compagno Ibrahimovic.

“Zlatan è il numero uno. Quando ero un ragazzino, mi mandavano ad allenarmi con la prima squadra dell’Ajax. Ibra era già fortissimo, ma ogni tanto faceva qualche cavolata. Con gli anni, è diventato sempre più esperto: si è messo a disposizione del gruppo e i risultati si vedono”.

Anche lei è stato rimproverato da Ibra?

“Assolutamente sì! Io ero amico di Boateng e De Jong, mentre Zlatan, Van Bommel e Seedorf erano come dei fratelli maggiori. Una volta, in allenamento, Zlatan mi passò la palla e io, anziché calciare, provai a dribblare il portiere. Poco dopo, ecco una ramanzina per me e Robinho: ci disse che in Italia i difensori sono forti e ogni occasione da gol deve essere sfruttata al meglio. Così era in partita e così doveva essere in allenamento. Non l’ho mai dimenticato”.

Chi vede favorito per la sfida di domenica?

“Il Milan, anche perché gioca a San Siro. La Roma ha calciatori importanti e tifosi strepitosi, però, a differenza della squadra di Pioli, è un po’ discontinua…”.

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Emanuelson

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