Pioli da “normalizzatore” a “is on fire”: il Milan si gode il suo trascinatore

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Era il 9 ottobre del 2019 quando Stefano Pioli venne nominato nuovo tecnico del Milan, in sostituzione di Marco Giampaolo. Il tifoso del Milan non prese bene la scelta di Maldini, Boban e società, tantoché esplose l’hashtag #PioliOut, che si diffuse come una macchia d’olio da entrare addirittura nelle tendenze mondiali di Twitter.

La tifoseria del Diavolo aveva finito la pazienza – aggiungo, “comprensibile”. Dieci allenatori diversi dalla stagione 2013/14 in poi, con risultati non ottimali e una rosa non sempre competitiva. Troppa la delusione per l’ennesima stagione partita con propositi importanti sotto la guida di Marco Giampaolo, poi non rispecchiati. Lo stesso allenatore fu esonerato l’8 ottobre 2019, nonostante una vittoria sofferta in casa del Genoa il weekend precedente.

Il giorno seguente sembrava imminente l’arrivo di Luciano Spalletti, ma saltò tutto quando la trattativa sembrava ormai conclusa. Fu proprio in quel preciso momento che il destino si schierò dalla parte del Diavolo. Un po’ come il famoso titolo sul giornale il giorno seguente la vittoria della Champions League del 2003 contro la Juventus: “Diavoli in Paradiso”. Forse vi sembrerò un po’ esagerato, ma per il tifoso del Milan dal post primo lockdown ad oggi il periodo vissuto con mister Pioli è stato un vero e proprio paradiso.

Tra la gente rossonera è tornato l’entusiasmo, la passione, la voglia matta di tifare Milan. Non parlo d’amore, perché la storia del Milan ci insegna che il tifoso ha sempre dimostrato un amore folle per i colori rossoneri.

E’ stata proprio questa la prima vera impresa di Pioli: l’entusiasmo ritrovato, che mancava da troppo tempo. E la nomea di “normalizzatore” scomparsa in primavera.

Poi tanta serenità, l’altra perla dell’allenatore. A Milanello un’aria così non si respirava da anni, oggi sembra un’orchestra perfetta. D’altronde proprio lo stesso Pioli non ha esitato ad esprimere il suo pensiero: “Il Milan è una famiglia”. Parole al miele, che non possono passare inosservate. Ogni squadra ha bisogno delle sue fondamenta, alla base dei grattacieli c’è sempre il gruppo, la famiglia.

Ultimo capolavoro, ma non meno importante, sono i risultati sul campo. Alla fine sono sempre quelli che contano. L’anno scorso la qualificazione in Champions League, che mancava da troppi anni. Quest’anno il sogno scudetto. Ma il Milan è li’ e ci spera per davvero. Pioli è stato bravo a cambiare, non spesso, ma nel modo giusto. Ha capito che i suoi ragazzi non avevano un problema legato alla pressione o alla mancanza di abitudine alle alte vette, ma bisognava trovare alternative sul campo. Detto, fatto.

Ad oggi il Milan è in testa al campionato a 8 giornate dalla fine e in semifinale di Coppa Italia, nonostante i pronostici ad inizio stagione vedevano un Milan addirittura non pronto per la corsa alla qualificazione in Champions League.

Ma il Milan c’ha Pioli, il normalizzatore diventato “is on fire”.

 

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