Nulla è per sempre, il Milan è un’eccezione

0 cuori rossoneri

C’è quell’amico, il solito amico coi capelli lunghi sulle spalle, quello che assomiglia ai personaggi secondari dei film americani con il nome Ian forse Yan, insomma il solito amico a cui piace sentenziare frasi tipo “Io la sera vedo sempre Carpenter.” Perché tra l’altro è quel genere di amico espertone di musica o di film o di serie e via.

Comunque, se ci pensate è tremendo. Come sarebbe a dire “lo vedo sempre“?

Che poi è un po’ come la storia che vai dal macellaio di fiducia che ti guarda la carne e dopo, tutto certo, ti suggerisce: “Sì sì, vai tranquillo. Io quelle le mangio sempre.” Oppure dell’imprenditore che dice ai suoi cari: “Io vado sempre da Malli, quel ristorante dove ceno sempre con mia moglie. È sempre affidabile.” Sempre?

Poche cose sono “sempre”. Tipo il Milan, anche se non è propriamente una cosa. Il Milan è qualcosa di sempre, in Champions League soprattutto.

È che per gli altri club è difficile essere “sempre” in Champions League. Significherebbe essere “eterno”. Significherebbe non essere in grado di cambiare perché rimani un po’ quel tipo “sempre”. Di più, significherebbe non finire mai, vivere in eterno in Champions, perché rimani quel tipo di “sempre”. Il peso di chiamarsi Milan in Champions League non è qualcosa capace di morire. Il nome del Milan in Champions League non può crepare, proprio no.

Magari non lo sapete ma, davvero, ci sono poche squadre come il Milan, probabilmente il Real Madrid ed un’altra manciata e basta. In Champions League.

C’è della gente che tutte le mattine è abituata ad innaffiare delle piantine d’appartamento che verranno con i fiorellini rosa non profumati (ma quelli che innaffiano sperano di sì) ed ecco che, per il Milan che ha vinto 7 Champions League, non è che sia tanto differente andare agli ottavi di finale. Ora in Italia si usa una parola inglese che va aspirata fortissimo all’inizio: “hobby“. O meglio, consuetudine o abitudine.

Piccola digressione sul termine “hobby”. Hobby è una di quelle parole che spingono tante signore a dire di continuo: “Ora tutti quanti dicono sempre hobby. Sempre. Tutti con questo hobby.” Io detesto i neologismi perché è pieno di persone che ti dicono “lo dici sempre.” Sempre? Comunque, è che per il Milan gli ottavi di finale di Champions League sono una tradizione e dopo un periodo “un po’ così” si è finalmente tornati alle abitudini del mos maiorum, tutto qua.

Mi piace pensare al presente del Milan, questi ultimi 9 anni balordi senza arrivare mai oltre i gironi di Champions League, come ad un massima che trovai sul libro di filosofia. Una massima di quelle che ti lasciano tutto stupefatto e senza fiato e sbalordito: “Il presente è un lampo di tempo tra due eternità.”

Come a dire, l’eternità è per sempre solo che in mezzo c’è stato il presente di questi 9 anni balordi, soltanto un’eccezione. Secondo me, l’autore ha sempre voluto spiegare questo concetto qua.

Milan-Salisburgo Champions League
Photocredits: acmilan.com

Dalla categoria Editoriali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Radio Rossonera Live

live