Milan-Lille 0-3, ovvero un rischio calcolato che non ha pagato

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Un azzardo calcolato che non ha pagato.
Milan-Lille di ieri sera è possibile derubricarla a un giro di roulette perdente dove però non si è gettato tutto quanto sulla puntata sbagliata: una partita storta, nata male e proseguita peggio. Il giocatore Stefano Pioli vede allontanarsi le proprie fiches dopo 24 puntate vittoriose consecutive ma tiene in mano ancora gran parte dei suoi averi. Calma quindi, d’altronde non si può proprio buttare al vento mesi di ottimo calcio e risultati e non ci si può dimenticare che questa stessa squadra ha giocato grandi partite con ogni tipo di avversario in Serie A, spesso uscendone vincitrice.

Ma veniamo al presente e alla partita di ieri

Nessuno meglio dell’allenatore ha il polso della situzione della squadra soprattutto per quanto riguarda le energie mentali e fisiche. Il Milan delle ultime gare era apparso un po’ scarico, appannato, meno cattivo nel pressing, meno veloce a ribaltare campo e lato, sua grande caratteristica. Se questo Milan perde voglia ed energie per andare a recuperare velocemente la palla e lanciarsi in verticale verso la porta avversaria torna ad esser una squadra normale. I ritmi compassati ancora non ce li possiamo permettere, facciamo fatica ad attaccare a squadra avversaria schierata e compatta negli ultimi 30 metri, come già ci aveva costretto Gotti domenica a pranzo. Ieri si è aggiunta la qualità in velocità del Lille, che ha punito gli spazi che già avevamo lasciato a Udine, insieme ad una maggiore fisicità rappresentata dall’ottimo Renato Sanches.

Come ha cercato di ribattere il Milan?

Pioli ha valutato giustamente che il doppio esterno del Lille fosse la minaccia numero uno e quindi ha schierato Krunic a sinistra e Castillejo a destra per aiutare il Theo più scarico di questo periodo e Dalot che qualcosa a livello difensivo può lasciare giù.
Una scelta conservativa che non ha decisamente pagato ma figlia probabilmente della poca benzina del periodo. Soltanto meno di un mese fa, a serbatoio pieno, non si era preoccupato di schierare Leao nel derby lasciando Theo 1vs1 su Hakimi, dando grande importanza al voler far male all’avversario. Con un pizzico di coraggio in più e un Hauge in campo dall’inizio ieri, che non ti penalizza nè a livello fisico nè a livello difensivo, forse si poteva avere più velocità e pericolosità in attacco.
Dove però il Milan è andato sotto e qui si poteva e doveva prevedere è a centrocampo dove il Lille può schierare grande forza atletica abbinata a qualità in tutti i giocatori della rosa; questo doveva spingere a non privarsi della coppia Kessiè-Bennacer lasciando a Tonali la gara casalinga contro il Verona, più abbordabile per lui.
Così come alla fine del primo ciclo di gare Pioli ha cercato di dare più freschezza alla squadra, forse pensando di poter gestire la gara per 45-60 minuti per poi vincerla con i cambi come era accaduto con lo Spezia (non a caso ultima di quel round pre nazionali).
Un azzardo che questa volta non ha pagato anche alla luce della diversa caratura dell’avversario, aspetto che andava messo sul piatto. La decisione di rischiare lo stesso è con ogni probabilità figlia della precedenza riservata al Verona, partita che andrà giocata facendo appello alle certezze cementate negli ultimi mesi tralasciando qualche stilla di energia per dar spazio a titolari.
Una gara dove bisognerà esser nervosamente lucidi, se mi passate il termine: cercare di vincere mettendo in campo più la voglia e il carattere che la giocata tecnica, senza lasciarsi andare a errori di concentrazione più o meno veniali (Alessio, se io avessi messo entrambe le mani sulla schiena all’avversario in area dando motivo all’arbitro di fischiare rigore il mio allenatore mi avrebbe ucciso…)
La partita di ieri può essere la giusta avvisaglia che questa rosa può permettersi il doppio impegno fin quando l’Europa League presenterà avversari modesti (Sparta Praga) o abbordabili (Celtic). Con avversari di altro livello, vedi Lille, più vicini al livello Champions è difficile ipotizzare ampie turnazioni e per restare competitivi si dovrà chiedere un ulteriore sforzo ai titolari a discapito del campionato (improbabile) oppure cercare un aiuto nel prossimo mercato di gennaio per dare alternative di rilievo soprattutto nei centrali di difesa e centrocampo.
Simone Cristao
pic credit acmilan.com

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