Milan-Fiorentina: from zero to… hero?

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Domenica pomeriggio, lo stesso stadio che due anni e mezzo prima aveva visto la Curva Sud lasciare per protesta gli spalti diversi minuti prima del fischio finale sarà sold out: si gioca Milan-Fiorentina.

E’ il 28 settembre del 2019 e il Milan del fu Giampaolo, dopo aver conquistato solamente 6 punti in 5 partite, affronta in casa la Fiorentina di un altro fu: Vincenzo Montella. La situazione è tesa: 3 sconfitte (contro Udinese, Verona ed Inter) sono bastate al tifo rossonero per chiedere la testa dell’allenatore arrivato pochi mesi prima dalla Sampdoria. In un clima di protesta, il Milan scende in campo con la sesta formazione diversa su sei partite e la cosa non sembra portare bene ai rossoneri. Pronti via, Bennacer stende Chiesa dopo una super giocata di Ribery: rigore trasformato da Pulgar e la Viola passa avanti. I rossoneri non riescono a riprendersi del tutto dallo shock: al 66esimo arriva il raddoppio di Castrovilli e al 78esimo, dopo un rigore sbagliato da Chiesa, arriva anche il 3-0 firmato Franck Ribery (uscirà con la standing ovation di San Siro). Nella debacle, però qualcosa si salva. Quel qualcosa si chiama Rafael Leao. Al minuto 81 il portoghese dà ai tifosi (quelli che ancora non hanno abbandonato le tribune di San Siro) il primo assaggio del suo enorme talento: con un’azione personale parte da destra e dopo aver saltato due uomini fa sedere anche Milenkovic infilando alle spalle di Dragowski siglando l’1-3 finale.

Sono passati due anni e mezzo e da quel Milan-Fiorentina a quello che si giocherà domenica alle ore 15 ci sono stati 3 grandi cambiamenti in casa rossonera. Il primo riguarda ovviamente l’allenatore. Dopo la sconfitta appena raccontata, una vittoria a Genova non bastò a Giampaolo per rimanere sulla panchina del Milan: al suo posto arrivò Stefano Pioli. Fermandoci alle sue prime 100 in rossonero, l’allenatore di Parma ha avuto la miglior media punti nella storia della società (eguagliando Massimiliano Allegri): 2.03 a partita. Il secondo riguarda l’obiettivo. Quasi mille giorni dopo, il popolo rossonero, invece che lasciare San Siro, lo riempie: l’impianto è talmente sold out che i tifosi rossoneri hanno comprato i biglietti del terzo anello verde, quello che normalmente dovrebbe essere il settore ospiti. A 4 partite dal termine della stagione, il Milan è primo in classifica (+2 sull’Inter) e si gioca lo scudetto. Il terzo riguarda, ovviamente, Rafael Leao. Nonostante le paure di molti, la stella portoghese ha dimostrato di essere quello del primo gol messo a segno con la maglia del Milan. La stagione 2021/2022 è stata quella della consacrazione per un giocatore che con 9 gol e 5 assist in campionato uniti a dei colpi da fuoriclasse vero sta trascinando i rossoneri verso un tricolore che neanche il più impavido degli addetti ai lavori, e quando dico neanche il più impavido intendo n-e-a-n-c-h-e  i-l  p-i-ù  i-m-p-a-v-i-d-o, aveva pronosticato ad agosto.

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