Infortuni e questione rinnovi. È tornato l’autunno rossonero

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La sosta per le Nazionali è sempre stata accolta con lo stesso entusiasmo della sveglia del lunedì mattina. E anche in questo week end, le sfide di Nation League, non scaldano i cuori dei tifosi, anzi.

In casa Milan, dopo aver concluso il primo ciclo di incontri con l’immeritata sconfitta interna contro il Napoli, ci si interroga su come venir fuori indenni dal solito autunno rossonero. È da diversi anni che la stagione entrante, in concomitanza con il primo stop al campionato, ci regala le preoccupazioni per gli infortuni e gli immancabili discorsi sui complicati rinnovi contrattuali.

 

Infortuni – Maignan, Calabria, Theo Hernandez, Tonali, Rebic, Origi, Ibrahimovic. Non è un’ipotesi di formazione in vista di Empoli bensì gli indisponibili che minano la serenità di mister Pioli.

Esattamente un anno fa, lo scorso 22 settembre, nel corso di Milan – Venezia, è diventata iconica l’esultanza di Krunic, Ibra, Bakayoko, Kjaer, Giroud, Calabria e Messias a bordo campo. “Un’intera squadra” si disse.

Oggi come allora e come nella stagione del secondo posto ci ritroviamo nella stessa situazione. Difficile pensare al caso o inveire contro la sfortuna.

photocredits: acmilan.com

Lungi da me gettare ombre sulla qualità o i metodi della preparazione. Se questa squadra ha vinto giocando un bel calcio, divertendo tutti, lo deve proprio alle idee e al lavoro del mister e del suo staff.

E se il problema fosse nelle scelte in fase di allestimento?

L’inizio della stagione è sempre logorante soprattutto se si considera una squadra fisiologicamente non al meglio della condizione e il fitto calendario.

Se i calciatori più utilizzati sono un blocco solido che difficilmente trova nei nuovi arrivi l’immediata spendibilità se non in alcuni spezzoni di partita, il logorio fisico diventa quasi inevitabile.

Rebic, dopo un anno travagliato, è ricaduto nello stesso problema che l’ha afflitto nella passata stagione. Fa più rabbia che altro.

Origi, infortunatosi gravemente lo scorso maggio, è stato praticamente un fantasma in questa prima parte di stagione. Io spero che sia tutto frutto della casualità perché se ci fosse stata la minima coscienza del rischio, visto il calendario che si prospettava, la scelta, sarebbe stata grave.

 

Rinnovi contrattuali – Le discussioni sui rinnovi, in concomitanza con le prime soste autunnali per le nazionali, con tanto di scenario negativo, si sperava potessero appartenere alle scorse due stagioni.

Le ombre sul futuro dei vari Donnarumma, Calhanoglu, Romagnoli e Kessie si stanno riaddensando su Casa Milan con le sembianze di Bennacer e Leao. Citando Vasco mi verrebbe da dire: “Siamo ancora qua … eh già”.

Se pur complicata la situazione è di facile lettura.

Non prendiamoci in giro. Anche se non annunciato ufficialmente, il tanto decantato tetto agli ingaggi a 4 o 4,5 milioni è un serio limite. Dallo “sfondamento” di questo rischioso tetto passano i sogni di tutti.

Nessuno spera in calciatori con ingaggi da oltre 10 milioni. Non solo il Milan ma tutta la Serie A avrebbe difficoltà a riconoscere stipendi faraonici.

Fare in modo che nel monte ingaggi ci siano delle eccezioni sarebbe il primo passo verso un vero salto di qualità.

Avere in rosa uno dei migliori centrocampisti d’Europa e l’MVP della scorsa stagione nonché un prospetto di fuoriclasse, non può esserci dubbio o margine di discussione.

A RedBird il compito di spazzare via le dense nubi del passato e dare un segnale a tutto il mondo Milan e non solo. Bennacer e Leao devono essere certezze e non dubbi con una firma che rompa finalmente i margini di una deadline incompatibile con un futuro da solido top club.

 

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