Lo Scudetto numero 19 è di tutti: fiducia nelle seconde linee

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Maignan, Theo Hernandez, Florenzi, Rebic. Della lista, probabilmente in quest’ordine di incisività, tutti e quattro hanno partecipato allo Scudetto numero 19 rossonero. Superfluo ricordare quanto il portiere e il terzino francese abbiano contribuito a regalare a Stefano Pioli il suo primo titolo da allenatore ad alto livello, ma vale la pena farlo per gli altri due. Passato quasi in sordina il suo arrivo, Spizzingrillo si è poco alla volta immerso nell’ambiente Milan nel corso dell’ultima stagione, la prima a Milanello. Sono addirittura 24 le gare nelle quali Alessandro Florenzi ha timbrato il cartellino delle presenze in Serie A. Non per essere materialisti o risultatisti, ma nel calcio contano soprattutto i punti, e anche i gol: i due nello scorso campionato segnati dall’ex Roma sono entrambi non da poco. Nella strana partita di Empoli del dicembre scorso (che associo per diverse similitudini a quella che ci aspetta sabato), infila la punizione dell’1-3, permettendo ad una squadra non completamente concentrata di potersi concedere qualche distrazione, come il rigore di Pinamonti. Il secondo è anche più pesante, perché in una serata di maggio che era iniziata male con il gol di Faraoni, contro l’Hellas Verona il Milan ribalta il risultato grazie a Tonali, ma anche qui il terzino mette la firma. Dopo un mese di assenza entra dalla panchina e al primo tocco incrocia un destro vincente alla destra di Montipò.

Rebic dalla scorsa stagione è diventato un oggetto misterioso: se nelle prime due annate rossonere vigeva l’incantesimo “del girone di ritorno”, lo scorso anno ha recitato solo il ruolo di comparsa. Ma anche qui, urgono delle precisazioni. Premessa: dal giocatore visto da gennaio 2020 a novembre 2021 ci si aspetta (e si pretende, considerando l’intero contesto) di più rispetto a quanto mostrato nel campionato dello Scudetto. Tuttavia, uno degli 86 punti del Milan campione d’Italia porta anche il nome di Ante. Ancora una volta, una partita nata storta (e in questo caso anche terminata in maniera pessima). Si tratta di Salernitana-Milan. Rossoneri sotto 2-1 e in caos totale, Rebic entra e tira fuori dal cilindro uno dei suoi colpi: finisce 2-2. Troppo spesso, però, parlando del croato si tende a dimenticare l’ottimo avvio dopo il ritorno in Champions League. Un altro punto guadagnato dal Milan versione 2021/2022 è quello dell’Allianz Stadium, contro la Juventus, quando il numero 12 svetta di testa e invita alla calma il pubblico bianconero.

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Perché citare questi quattro giocatori e questi episodi sparsi, piccoli flash di un lunghissimo campionato? Eccoci al punto. È molto probabile che saranno proprio Maignan, Theo Hernandez, Florenzi e Rebic (oltre ad Origi) gli indisponibili di sabato sera contro l’Empoli. Ed è anche grazie a loro se il 22 maggio il popolo milanista era in festa. Ma lo era anche grazie a Tatarusanu, Ballo-Touré, e naturalmente Calabria e Leao. Stefano Pioli ci ha insegnato che la propria squadra conta dei fuoriclasse, e anche calciatori seri e affidabili che hanno una dote non comune: si sentono parte di uno stesso progetto. “Non esistono titolari” ripete spesso il tecnico del Milan, e purtroppo è la verità: il Diavolo nell’ultima stagione ha dovuto far fronte a tanti, tantissimi infortuni e oggi si ritrova a fare lo stesso. Diverse ogni settimana le formazioni provate: le stesse che, comunque, hanno fatto la forza di questo gruppo.

Inutile negarlo, spaventa ogni tifoso rossonero l’assenza contemporanea di grandi giocatori e titolarissimi come Maignan e Theo, ma la necessità è quella di guardare il bicchiere mezzo pieno e sorridere. Il Milan ha la fortuna di poter contare su seconde linee che mai si sono sentite escluse. È facile ricordare la parata (fondamentale) di Tatarusanu su Lautaro Martinez, o il suo errore clamoroso contro la Fiorentina. Scavando più a fondo nella memoria, però, si possono trovare la grande prestazione in trasferta contro l’Atletico Madrid e le due parate decisive contro il Torino, la prima che negò l’1-1 a Sanabria e la seconda che evitò l’autorete di Bakayoko nel finale. Quanto a Ballo-Touré, invece, in lizza per sostituire Hernandez nelle prossime uscite, persino al poco presente senegalese si può associare un pezzettino di Scudetto. Nella sudata vittoria di Bologna per 2-4, prima fornì un buon assist a Ibrahimovic, che non finalizzò ma portò alla rete Calabria, e poi fece espellere Soriano (sacrificando anche uno stop per l’infortunio alla stessa caviglia).

È molto probabile che i due volti di Ciprian e Fodé li vedremo più spesso nelle prossime settimane. Tanto vale affidarsi a loro e fidarsi di loro, proprio come farà l’allenatore del Milan, sempre attento (come detto) alla partecipazione di tutti i componenti della rosa. In sostanza, nonostante le dure sfide che aspettano Pioli e la squadra, mai dare per morto il Milan, anche con una rosa dimezzata. Allegri sostiene che senza alcuni titolari sarebbe in crisi di risultati come la Juventus. Allora, quale occasione per dimostrare (ancora, dato che non è bastata la lezione dello scorso anno) che si sbaglia?

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photocredits: acmilan.com

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