San Siro Milan-Salisburgo tifosi

Firme annunciate e altre attese: e se la spinta venisse da San Siro?

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A 24 ore dal ritorno agli ottavi di Champions dopo nove anni, ho percepito un velo di malinconia da parte dei tifosi uscendo da San Siro. Tra un coro liberatorio e festante e un commento ad un match entusiasmante, il refrain frequente è: “Ma che giocatore è Bennacer? E la giocata di Leao? Fenomeno”. Nulla di così strano, viste le prestazioni, ma negli occhi di tutti c’è l’impazienza per una firma sul rinnovo che non arriva e la paura di perdere due leader tecnici di questo Milan e tra i migliori rappresentanti del calcio europeo nel loro ruolo.

La mia è solo una sensazione. Però, a proposito di percepito, c’è il sentore che San Siro possa essere determinante. In che modo? L’affetto e le emozioni che trasmette questa tifoseria, dalla riapertura degli stadi post Covid ad oggi, non trova cittadinanza in nessun altro momento della storia di questo club.

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Dal #PioliOut a Pioli is on fire c’è tutta la crescita di una tifoseria che ha vinto un pregiudizio. Ha riconosciuto nell’uomo e nell’allenatore un valore da proteggere come fosse il bene più prezioso. Stefano Pioli è il vero artefice di un Milan che ha sgretolato record e tabù. Ha dato un’identità di gioco, è riuscito a rendere sempre più performanti calciatori arrivati con l’etichetta di giovani promesse e con lavoro e pazienza, li ha consegnati al mondo del calcio come professionisti di indiscusso livello. Inutile nominarli uno per uno perchè i nominativi sono ben scolpiti nelle teste di tutti.

Non è un caso che difronte alle difficoltà iniziali di qualche nuovo arrivo, il mondo Milan non è più portato a bocciare nessuno perchè la certezza è: “Pioli lo metterà in campo solo quando sarà pronto”. Il mister, per tutti i tifosi, è la garanzia per il presente e il futuro. Il grazie per il passato è in quella corsa ai tornelli per farsi trovare pronti sugli spalti durante il riscaldamento della squadra. Perchè? Per urlare al mondo sulle note del brano di Gala un ritornello che ormai è storia, mentre al centro del campo saluta e ringrazia tutti.

Il prolungamento del contratto di Pioli è sicuramente un riconoscimento al merito ma non è secondo alla volontà che solo l’atmosfera magica di San Siro può dare. Senza voler citare qualcuno che accidentalmente ha preso parte alla storia del club, questo stadio può veramente spostare gli equilibri.

I contratti sono la convergenza di tante esigenze, sportive e soprattutto economiche. Una partita di calcio è un up and down di emozioni. Una tifoseria che ti sostiene e fa sentire sempre e comunque vicinanza e  affetto vero, è impossibile che non riesca a far breccia nel cuore di un ragazzo in campo. Non è un caso che le partenze per mancato rinnovo di Donnarumma, Calhanoglu sono arrivate dopo una stagione giocata in stadi vuoti. Voi direte: “E Kessie?”. Vero ma fateci caso. Franck decide lo scorso inverno quando, tra restrizioni, chiusure parziali, pressioni avute per le sue sciagurate dichiarazioni estive e partenza per la Coppa d’Africa, non era partita l’entusiasmante cavalcata scudetto. Theo, Tonali e Tomori, sentitosi avvolti da un affetto e una passione unica, non hanno esitato a firmare.

Ieri la conferma che è proprio San Siro che sta provando a scendere in campo pesantemente sedendosi idealmente al tavolo di queste trattative.

Dalla curva sono partiti cori ad personam per tutti i protagonisti della serata. Dopo una prestazione di altissimo livello, l’ennesima, ha debuttato a San Siro il coro dedicato a Bennacer. E come se il messaggio fosse: “Sei parte di noi”. A sigillo di tutto questo, 74mila persone ad intonare il suo nome.

E poi lui, Rafa Leao. La brutta prestazione di Torino, gli orrori sotto porta con conseguente sostituzione a fine primo tempo, non sono passati inosservati. Ma l’amore vince su tutto. E già dal riscaldamento tutto lo stadio lo ha accolto con l’inconfondibile e travolgente samba che scandisce il suo nome. Entusiasmo sincero, vero. Voglia di regalargli un sorriso e alimentarlo, a prescindere che il numero 17 entri o meno nel tabellino dei marcatori.

Non importa se la via del gol anche ieri sera è stata stregata. Alla sua uscita dal campo gli è stato concesso il beneficio del bis con il suo : “Leao Leao, la la la la”.  Sguardo alla curva e mano a battersi il petto sullo stemma. Sul suo profilo social un post dopo il match che lo immortala in quel gesto simbolo di un legame con questi colori : “We did it”, scrive.

Già Rafa, “We did it”, ce l’abbiamo fatta, voi in campo e migliaia di tifosi su quelle gradinate che possono valere più di quanto si possa immaginare.

A questa favola pensata e scritta da Paolo Maldini, Frederic Massara e Stefano Pioli, manca un finale ad un capitolo fondamentale per il futuro. Spesso si dice che i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo. Mai come questa volta, possono essere il dirigente chiave dietro quella scrivania che assiste a quelle firme che con ogni probabilità sancirebbero il passaggio nel mondo dei grandi.

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Photocredits: acmilan.com

 

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