Analisi, storie e parole: così è troppo. Rispetto per intelligenza e passione

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Non so come finirà questa stagione. Il tricolore a quale sponda del Naviglio troverà il suo definitivo attracco? Domanda alla quale è impossibile rispondere vuoi per i soli due punti di distacco tra Milan e Inter e vuoi perchè in questa settimana troppe teorie di scenari possibili si sono avvicendate (e siamo solo a mercoledì). Unico particolare. A quanto pare, fonti ben accreditate e informate, ci hanno tenuto da subito a precisare che diluvio universale (Noè pare sia stato già allertato), cavallette, invasione aliena, pioggia di meteoriti, sono previste lungo la via Emilia. Per l’esattezza presso Piazzale Atleti Azzurri d’Italia 1 in Reggio Emilia, ubicazione del Mapei Stadium.

Sassuolo unico e solo arbitro dello scudetto. A scanso di equivoci, ci tengo ad esprimere tutta la mia preoccupazione verso la squadra di Dionisi per qualità di gioco e degli interpreti. Maxime Lopez, Frattesi, Berardi, Traorè, Raspadori, Scamacca, sono tutti giocatori di talento che vorrei nella mia squadra. Il Sassuolo è squadra forte e che personalmente temo. Ma il punto è un altro.

Da domenica alle 22.30, nell’ordine, si è invocato il 5 maggio, il diluvio di Perugia-Juventus, il secondo tempo di Istanbul e un evergreen di queste settimane, la Fatal Verona. Non sarò certo io ad andare contro la storia però nelle analisi quotidiane ci sono delle falle francamente inaccettabili. Quali? Tolta Istanbul, esempio fuori luogo per tanti motivi, ma delle tre sciagure sportive degli ultimi 50 anni manca la narrazione del percorso del Milan 1973, Juventus 2000 e Inter 2002 nelle 5 o 6 partite che hanno preceduto quell’ultima giornata. In quali condizioni psicofisiche arrivarono le squadre? Quanti punti persero nelle giornate precedenti prima del definitivo sorpasso negli ultimi 90′? Da esperti di statistiche mi aspettavo un po’ di più francamente.

Nella risposta a queste domande c’è tutta la monca letteratura di questi giorni.

Questi sono i fatti. Poi c’è l’imponderabile, l’irrazionale che sfugge a qualsiasi ragionamento. Nello sport come nella vita. Però tale scenario se inizia ad essere prospettato, perde le sembianze di indefinibile e diventa desiderio! E questo non va bene.

Televisioni e giornali nelle ultime 48 ore sono state monopolizzate da dichiarazioni di dirigenti e giocatori del Sassuolo per evocare il nobile concetto della credibilità sportiva. Il Sassuolo arbitro dello scudetto. Il Sassuolo ha il suo obiettivo da raggiungere. E la Sampdoria? Non pervenuta e forse nemmeno cercata. Eppure non è così complicato capire che gli arbitri dello scudetto sono due. La butto li.

Se al 90′ il Milan dovesse essere sotto contro il Sassuolo senza speranze di rimonta. Circa 100 Km più a nord, nel caso dovesse segnare Ciccio Caputo il gol del pareggio in pieno recupero, che si fa? In quel caso sarebbe regolamentare il risultato o l’ultima parola spetterebbe sempre al designato arbitro dello scudetto dalla maglia nero e verde?

Signori, è il fascino dell’irrazionalità del calcio e qualcuno prova a infangarla con  ipocrite teorie di analisi, regolarità sportiva e ricorsi storici. Sta mancando il rispetto nei confronti dell’intelligenza di tutta la rosa e staff del Milan che questa partita la sta vivendo con grande concentrazione e voglia senza che qualcuno gli ricordi che il Sassuolo non regalerà nulla. Per cortesia, non offendiamo questi ragazzi che pezzo dopo pezzo, sacrificio dopo sacrificio, a mani nude si stanno costruendo un sogno contro le ironie e le sentenze di tanti.

La nostra redazione è testimone del fatto che tutta Milanello è concentrata sul lavoro quotidiano e sull’obiettivo. Testimonianza i volti dei calciatori che stanno varcando quel cancello quotidianamente con l’espressione di chi ha una voglia matta di scendere in campo. Le voci di questi giorni? Una carica per questi ragazzi.

Infine un pensiero per i tifosi. La scelta di impostare questa settimana con una monocromatica narrazione rischia seriamente di offendere un intero popolo che vorrebbe solo vivere le emozioni per un obiettivo che manca da tanti, troppi anni. Nessuno sa come andrà a finire ma prospettare fantasmi un giorno si e l’altro pure, è di pessimo gusto. Basta!

Ah dimenticavo. A proposito di regolarità di un campionato, qualcuno, un giorno, ci regalerà una settimana di analisi su quanto sia giusto e forse regolare far partecipare e non sanzionare club che costruiscono stagioni sui debiti, chiedono la sponda a qualche dirigente amico per dare una sistemata ai bilanci e magari gli si da l’opportunità di acquisire un proprio giocatore in prestito con riscatto dilazionato in 15 anni?

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