Leao, Theo

Al Mondiale si tifa Milan

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Ebbene sì, il Mondiale ci separerà dal Milan e dalla Serie A per un mese e mezzo. La sfida contro la Salernitana si giocherà il lontano 4 di gennaio: vivremo un lasso di tempo talmente lungo per il calcio che intanto può accadere qualunque cosa. A maggior ragione, se c’è la competizione più importante al mondo di mezzo.

Ce lo siamo ripetuti tante volte: questo Milan può beneficiare della sosta per ricaricare le batterie, recuperare condizione e soprattutto riprendere a giocare a calcio come ha saputo fare per la maggior parte degli ultimi 12 mesi. Il Mondiale di Qatar 2022 vedrà protagoniste 32 nazionali, come dice Capitan Ovvio. Ma tra queste non c’è l’Italia, e così ci si libera di quella situazione di stallo che separa (solitamente) un campionato dall’altro. Si tifa per il Milan e poi per gli azzurri a seconda della competizione, poi si torna a colorarsi di rossonero, e così via. Questa volta la situazione è differente, dunque, ed è il primo motivo per non smettere di appassionarsi al mondo del Diavolo e del suo percorso, in favore di altro. Quale occasione migliore, allora, per sperare che i giocatori del Milan facciano il meglio con la propria rappresentativa, così da tornare carichi per il prosieguo della stagione?

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Partiamo da Charles De Ketelaere. Tengo a partire dal belga perché è la situazione che mi ispira maggiori sensazioni positive per il futuro. Credo che una vetrina del genere (con compagni e ambiente già familiari) possa rigenerare il ragazzo classe 2001. Il trequartista di Pioli, reduce da un discussissimo inizio di Serie A, si troverà ad affrontare con il Belgio il Canada, la Croazia e il Marocco. La credibilità della nazionale e la caratura del girone danno la possibilità alla squadra del CT Martinez di vivere (finalmente) una competizione da protagonisti. E allora, con la fiducia sempre espressa dal commissario tecnico De Ketelaere potrà trovare quell’entusiasmo e quella libertà mentale tali da farlo tornare a Milanello con un piglio diverso. E ce l’auguriamo tutti.

I francesi. Qui la situazione è diversa, Theo Hernandez e Giroud rappresentano il Milanismo al livello di pochi altri all’interno dei cancelli del centro di Carnago. Il primo è un punto fermo dal suo arrivo ad oggi, è cresciuto esponenzialmente con il passare degli anni. Forse, però, gli manca ancora quel salto definitivo a livello internazionale, che solo una competizione ufficiale (come un Mondiale) può aiutarlo più d’ogni altra esperienza. Olivier, l’uomo che ha sfatato la maledizione (se mai ci fosse) del numero 9 del Milan, si presenta in Qatar a soli due gol di distanza dal record assoluto di Thierry Henry. La leggenda dell’Arsenal, infatti, ha siglato più reti di tutti con la maglia della Francia: 51. I 49 di Giroud potranno essere ulteriormente incrementati contro Australia, Danimarca e Tunisia, Benzema permettendo. Inoltre, per lui c’è da superare quel fastidioso ritornello delle 0 reti segnate nel 2018, quando vinse il campionato del mondo giocando tutte le partite. Le due colonne del Milan arrivano a Qatar 2022 più motivati che mai, e questo può far solo bene al club e ai tifosi rossoneri.

Lo spinoso caso Leao. Definirlo caso è eccessivo, sicuramente, perché è ancora un punto fermo di Stefano Pioli e continua ad essere decisivo per la squadra. Inevitabile, però, pensare alla delicata questione rinnovo. Un Mondiale giocato bene da Rafa o dal Portogallo in generale può far male al Milan sia per le pretendenti, che aumenterebbero e si presenterebbero agguerrite, sia per le richieste del suo entourage. E questo è fattuale. Tuttavia, insisto nel sostenere che i giocatori reduci da esperienze positive (e magari vincenti) tornino alla base più affamati di prima. Naturalmente, in questo caso, il tifo dei milanisti è anche per la permanenza di Leao.

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Kjaer, Dest e Ballo-Touré: il capitano, l’oggetto misterioso e la riserva. Colonna della rinascita dell’AC Milan tutto, trascinatore della Danimarca ed eroe di Euro2021, Simon viene da un infortunio grave, che ha affrontato a 32 anni e che l’ha tenuto lontano dai campi per 10 mesi. Si è ripreso il suo posto e la sua nazionale. Quel che gli manca è il rendimento pre stop forzato. Nonostante la statistica sui pochi gol subiti con lui sul terreno di gioco, in quest’annata non è ancora mai apparso il grande condottiero che i tifosi milanisti ricordano con piacere. Tutto il tifo, per lui, è per una buona competizione mondiale della Danimarca contro i due compagni Theo e Giroud, la Tunisia e l’Australia.

Arrivato in prestito con diritto di riscatto a 20 milioni, Sergiño Dest ha vissuto alti e bassi a Milano. L’americano potrà affrontare il Mondiale trovando la miglior condizione possibile, al fine di metterla a disposizione di Pioli per concorrere con i ritorni di Calabria e Florenzi. Gli Stati Uniti sono nel gruppo B insieme a Inghilterra, Iran e Galles. I tifosi del Milan hanno motivo di tifare anche per Ballo-Touré, che relegato in panchina per diverse partite (per ovvi motivi) ha la chance di mettersi in mostra da titolare con il suo Senegal. Il girone A, poi, è anche abbordabile per gli africani: Ecuador, Olanda e Qatar le avversarie.

Dunque, il Mondiale può portare benefici al club rossonero sia per chi rimane nelle sapienti mani del Mister, sia per chi vivrà tutt’altro ambiente con tutt’altra squadra. E i tifosi della squadra campioni d’Italia sono chiamati a supportare ognuno di loro.

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photocredits: acmilan.com

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