Fulmine a ciel sereno? Maldini garante della nostra passione, ascoltatelo

“È un Milan capolavoro”. Così ha aperto la Gazzetta dello Sport quest’oggi. La grande stagione, la conquista dello scudetto e non solo. Il Direttore dell’Area Tecnica, Paolo Maldini, nel raccontare l’estasi generale, ha toccato con durezza dei temi che hanno reso amara la colazione di tutti i tifosi milanisti.

Davanti ad un contratto in scadenza, ha considerato “irrispettoso” il silenzio dell’ AD Gazidis e della società. Ancora più allarmanti le parole sul futuro: “sul mercato ci siamo mossi da mesi ma in questo momento non abbiamo la disponibilità economica per fare il salto di qualità”.

Ora la mia testa è perfettamente divisa in due. Una parte si chiede: “perché Paolo. Perché proprio ora e perché mettere in piazza dissapori quattro giorni dopo la vittoria di uno scudetto bellissimo?”.

Ma Maldini è la storia del Milan, è l’anima di questo club. Lui incarna ogni singolo cuore rossonero come fosse il portavoce di tutti i tifosi. Lui stesso si definisce: “una sorta di garanzia per il milanista. Io non sono la persona giusta per fare un progetto che non ha un’idea vincente”.

Ci siamo già passati dai suoi moniti. Ricordate la primavera 2020? Maldini non si è fatto problemi a criticare Elliott e Gazidis per la scelta di Rangnick. Nessun preludio di abbandono. Ha continuato a lavorare controcorrente con la passione e l’amore che lo contraddistingue per questa maglia e questi colori. Anche dei freddi finanzieri americani hanno ceduto all’ascolto di questo monumento del calcio mondiale. E il finale della storia iniziata due anni fa lo conosciamo tutti.

Vorrei credere che tutto questo si ripeta anche questa volta. Qualora avvenisse il cambio di proprietà, auspico che il Dott. Gerry Cardinale, fondatore di Red Bird Capital, chiami Paolo Maldini e lo ascolti senza contraddittorio. La famosa carta bianca …

Qualunque sia il nostro futuro proprietario, qualunque lingua parli, si ricordi che il calcio è storia, è passione. Le gestioni oculate e bilanci (magari speculando altrove perchè l’investimento di miliardi si giustifica solo con una certezza di guadagno!), non colorano per 48 ore un’intera città. Nessun istituto di credito troverà fuori 200 mila persone a festeggiare un pareggio di bilancio. Il calcio è un qualcosa che non si può spiegare con linguaggi di alta finanza.

Tornare ad altissimi livelli non può prescindere dalle sue idee, la sua storia e la sua passione. Immaginare questo Milan senza Paolo Maldini mi fa sprofondare in un inquietante buio pesto. E con me, immagino, centinaio di migliaia di tifosi rossoneri.

Perché una volta che ritorni a vedere il sole, non puoi più farne a meno. 

PS: Siamo Campioni d’Italia e a Paolo Maldini, custode di tutti i sogni dei tifosi milanisti, va la nostra riconoscenza e il  nostro commosso GRAZIE!

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