A caccia dei gol perduti; la difesa funziona benissimo ma il Milan non è squadra da “corto muso”

Mancano nove giornate alla fine del campionato e il Milan è primo in classifica, senza se e senza ma. Con il pareggio dell’Inter sul campo del Torino il discorso della famosa sfida con il Bologna ancora da recuperare non è più affare dei rossoneri; il Diavolo adesso ha il destino nelle sue mani.

Se il Milan si trova in questa situazione, gran parte del merito è da attribuire alla difesa. Per la prima volta in stagione, infatti, la porta rossonera è rimasta inviolata per tre match consecutivi: il derby di Coppa Italia, il big match di Napoli e la sfida contro l’Empoli. Quale potrebbe essere il motivo di una tale solidità difensiva, verrebbe da chiedersi. Certamente i fattori che hanno portato a questo dato sono molteplici, ma il primo a saltarmi all’occhio è chiaro fin dalla lettura delle formazioni. La coppia centrale Kalulu-Tomori funziona alla perfezione.

Il centrale inglese è ormai una certezza, tantoché le sue prestazioni non rubano nemmeno più l’occhio. Le luci della ribalta, invece, se le sta prendendo il ragazzino, Pierre Kalulu. A parte il gol di sabato, per quanto bello e pesante sia stato, a sorprendere è la presenza difensiva, l’attenzione, la solidità e la spensieratezza con cui gioca. Schierato dal primo minuto il classe 2000 ha saputo annullare avversari di assoluto livello come Dzeko, Immobile o Oshimen. I numeri parlano per lui: nelle ultime sei gare in cui ha giocato come difensore centrale, indifferentemente se in coppia con Romagnoli o con Tomori, gli avversari hanno realizzato una sola rete, quella di Perisic nel derby di campionato. Già di per sé il dato è incredibile, ma lo è ancora di più se si guardano gli avversari in queste partite: Juventus, Inter due volte, Lazio, Napoli ed Empoli. Insomma, Kalulu è diventato una certezza!

A preoccupare decisamente di più è il dato offensivo. Dal 4-0 con la Lazio in Coppa Italia il Milan ha giocato sei volte con una media di un solo gol realizzato a partita. Un dato oggettivamente troppo basso se si pensa che quattro di queste sfide si sono giocate contro squadre della colonna di destra della classifica (Sampdoria, Salernitana, Udinese ed Empoli). Là davanti gli uomini di Pioli hanno perso il gioco di squadra che li ha sempre contraddistinti. In questo periodo tendono ad affidarsi troppo alle giocate individuali dei loro esterni. L’attacco con Messias, Kessié e Leao dietro a Giroud non mi convince. La linea di trequarti non riesce a dialogare bene e le occasioni davvero pericolose nascono quasi esclusivamente dalla fascia sinistra con il tandem Leao-Theo Hernandez. Dunque, Pioli dovrà valutare qualche modifica di formazione.

La storia del nostro campionato ci ha dimostrato che a trionfare in Italia è quasi sempre la squadra con la miglior difesa (dato che al momento premierebbe il Napoli). Il Milan, però, sta tentando da due anni di rendersi portavoce in patria di un modello di calcio molto più moderno ed europeo, divertente da vedere e votato all’attacco. In più il Diavolo ha fatto vedere a più riprese quanto non sia squadra da “corto muso”. I dati dicono che i rossoneri, assieme alla Roma, sono quelli che hanno vinto più match in campionato con il punteggio di 1-0. Allargando un po’ lo sguardo, però, si può notare quante volte al Milan sia sfuggita la vittoria perché non è stata in grado di chiudere la partita. Qualche volta è successo per demeriti personali, come contro la Salernitana, altre volte per sfortunate decisioni arbitrali, vedi l’Udinese o lo Spezia.

I rossoneri stanno tentando di attuare una rivoluzione. La squadra scende in campo per vincere, ma anche per dare spettacolo e per far divertire ed esaltare i loro tifosi. Se questi ragazzi torneranno a divertirsi e a divertire il sogno scudetto potrà diventare realtà.

Photocredit: acmilan.com

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