Due Champions e uno Scudetto, ma quanto costava quel Milan 2002-2007?

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

In questi giorni, precisamente da oggi a domenica, nei cinema italiani si ha la possibilità di godere di “Stavamo bene insieme”. Il film ripercorre le stagioni dal 2002 al 2007 di quel fantastico e vincente Milan di Carlo Ancelotti, raccontato direttamente dai protagonisti.

Infatti,  Massimo Ambrosini, Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi, Andrea Pirlo, Paolo Maldini e Alessandro Nesta nella produzione DAZN rievocano i loro ricordi legati (in particolare) a tre momenti indimenticabili della storia del calcio, oggi impressi nella memoria di tutti i tifosi milanisti. Il Financial Fair Play sarebbe arrivato solo quattro anni dopo la notte di Atene, e anche per questo con i grandi mecenati dell’epoca (per i rossoneri Silvio Berlusconi) i tifosi si preoccupavano del mercato e del campo, senza badare troppo al portafoglio della proprietà, come oggi.

Sullo spunto di questo docu-film, Calcio e Finanza ha fatto luce sui costi delle rose che hanno portato ai successi di Manchester 2003 e Atene 2007, comprendendo anche la drammatica notte di Istanbul. Entrando più a fondo nel discorso, secondo le stime della testata, le tre squadre protagoniste di quelle stagioni avevano costi superiori rispetto a quella oggi di Stefano Pioli, che tra stipendi e ammortamenti pesa poco più di 128 milioni di euro. Nonostante siano passati quasi vent’anni dalla notte del rigore di Shevchenko contro Buffon, la rosa di quel Milan pesava a bilancio per oltre 140 milioni di euro tra i tesserati della prima squadra e gli ammortamenti. Un valore che, attualizzando a oggi il dato con i sistemi di calcolo Istat, tocca quota 193 milioni di euro.

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Lo stesso dato cala leggermente per il 2005 (il bilancio chiudeva al 31 dicembre e non seguiva la stagione sportiva), anno che portò alla disfatta contro il Liverpool e al secondo posto in Serie A dietro la Juventus, per uno Scudetto mai assegnato per le sentenze su Calciopoli. Per quella stagione la squadra aveva un costo di 138 milioni di euro (184 milioni di euro circa attualizzati).  Ma il valore più alto, sottolinea Calcio e Finanza, è quello legato alla rosa che ha vinto ad Atene. Nella stagione in cui Kakà trascinò il Milan agli ultimi atti del torneo, la rosa pesava per oltre 154 milioni di euro a bilancio (chiusura al 31 dicembre 2007) tra stipendi e ammortamenti (oltre 197 milioni di euro attualizzando il dato).

Trattasi, dunque, di cifre superiori a quelle odierne, per un calcio (e un Milan, come sappiamo) oggi alla ricerca della sostenibilità, orientati al business in maniera completamente diversa rispetto al passato. Ciononostante, il fatturato del club rossonero di oggi non si discosti poi troppo da quello di quegli anni, con un picco di 257 milioni (oltre 330 milioni attualizzati) nel 2007. Dopo lo Scudetto 2021/2022, la società punta a tornare nell’élite europea nel prossimo futuro. Un traguardo che passerà dall’aumento dei ricavi (possibilmente anche grazie alla costruzione del nuovo stadio) e che nella speranza dei tifosi e della nuova proprietà, porterà il Milan a stare ancora una volta bene insieme”.

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