“Cori, controcanti e in…fischi”: la serata di Donnarumma

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Il PSG-Milan di Donnarumma raccontato nel dettaglio: il quotidiano rivive la serata dell’ex più atteso

Uno dei principali temi del doppio confronto tra PSG e Milan nato già al momento del sorteggio è indubbiamente Gianluigi Donnarumma, lui che ha lasciato i rossoneri a parametro zero prima di accasarsi a Parigi. Se a Milano il clima sarà decisamente diverso visto uno stadio gremito di milanisti, prima di ieri sera c’era curiosità per l’accoglienza di padroni di casa e ospiti nella terza gara del girone F di Champions League. La serata dell’ex viene raccontata da Tuttosport, a firma di Alessia Scurati. Il titolo dell’approfondimento è eloquente: “Soliti insulti da ex, ma Donnarumma se ne in… fischia”.

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Il riscaldamento tra cori e controcanti

“Il perdono è ancora lontano. L’addio è stato uno di quelli che brucia, tanto. […] Storia passata, per Donnarumma. Non per i tifosi del Milan, arrivati al Parco dei Principi con le ugole calde per esplicitare il proprio risentimento nei confronti che colui che avevano incitato come un eroe. Quando Gigio è entrato sul campo per il riscaldamento, l’orologio dell’impianto parigino segnava le 20.18. Il portiere ha salutato lo stadio, non il settore ospiti alla sua destra. Quello non l’ha nemmeno degnato di uno sguardo. Peccato che i tifosi milanisti, invece, il mirino su Donnarumma lo abbiano tenuto puntato e abbiano iniziato la sequela di cori nel momento stesso in cui il giocatore entrava in campo. «Figlio di…», poi «Infame, infame», poi «pezzo di…» e ancora «figlio di…».

Il collettivo Ultras Paris, invece, ha fatto il controcanto, nel vero senso della parola: cori per Donnarumma, per sostenerlo. Per evitare l’insorgere di problemi, gli steward hanno creato un cuscinetto tra le due tifoserie prima dell’inizio del match. Con la Curva del Psg che ha dedicato una coreografia non proprio felice alla sfida: un Jean Paul Belmondoa revolver spianato, col mirino puntato e pronto a sparare e un diavolo con un bersaglio addosso dall’altra parte dello stadio pronto ad essere crivellato di colpi – ‘Ce l’ho nel mirino come Belmondo’, diceva lo striscione, citando una hit de2018 del rapper di Saint-Denis Timal. Se voleva essere una coreografia ironica, c’è ben poco da ridere”.

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La partita e l’attesa per Milan-PSG

A Donnarumma per questa volta è andata piuttosto bene: niente lavoro extra per lui nella serata. Non ha dato dispiaceri alla sua vecchia squadra con miracoli ben distribuiti, anche perché gli attaccanti milanisti non sono stati particolarmente pericolosi. Lui, attento e con le emozioni fuori dalla gara, invece. Come aveva promesso. Qualche applauso convinto da parte della sua tifoseria, che lo ha appoggiato e sostenuto per tutto il tempo. L’incognita, semmai, a questo punto è capire se anche quando si metterà i guantoni per parerà nella vecchia porta che difendeva a San Siro, l’antifona sarà la stessa. La nostalgia a Milano potrebbe farsi sentire di più, così come rischiano di essere ancor più cruenti i fischi e i cori al suo indirizzo da parte dei tifosi di casa. E di certo, dopo la vittoria ottenuta nella gara di andata di ieri, il rischio è che Donnarumma e il Psg a Milano, mettano fine ai sogni europei del Milan.

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