Donadoni: “C’è un motivo se De Ketelaere non è ancora venuto fuori”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato da Tuttosport, l’ex centrocampista del Milan Roberto Donadoni ha parlato di Charles De Ketelaere e del suo difficile ambientamento a Milano.

Donadoni sullo stato di salute del Milan di oggi
«Ha ricominciato a fare risultati. Ma in campo internazionale ci vuole ancora qualcosa di più per poter raggiungere certi traguardi. Il posto Champions se lo giocano tutte le squadre sotto il Napoli. Non sono poche e non c’è niente di scontato. Perdi una partita, ti capita un periodo no come è già successo al Milan e rischi di restare fuori».

Sulla crisi del Milan
«Nell’arco di una stagione può capitare di vivere un momento di difficoltà, anche perché il Milan ci aveva abituato ad altro. L’importante è capirlo quanto prima, rendersene conto e tornare a essere una squadra. Perché il Milan prima di tutto è squadra. Un gruppo che non può vivere di individualità, ma che deve sempre ragionare da squadra. E se tutta la squadra risponde in un certo modo può pensare di continuare a fare certi risultati»

Donadoni su Charles De Ketelaere
«È un giocatore che deve dimostrare ancora il suo reale valore, sicuramente il primo impatto non è stato positivo. Tutti quanti si aspettano di vedere il suo valore anche in virtù dell’investimento che la società ha deciso di fare su di lui. Un investimento importante, che ha preso una buona fetta delle disponibilità che il Milan aveva sul mercato. Però quando si parla di ragazzi giovani, che soprattutto non sono cresciuti in Italia e che vengono da fuori, non è sempre così facile. Poi i giocatori che arrivano dal Nord Europa hanno caratterialmente meno affinità ad adattarsi velocemente al nostro calcio, al nostro campionato. Bisogna avere pazienza. Bisogna averla assolutamente, se non si vuole bruciare un calciatore e un investimento di tale portata. Fare un gol può darti morale, fiducia quando magari l’hai persa. Significa darti maggior sicurezza e avere la possibilità di tirare fuori dal punto di vista mentale qualcosa in più. Quelli che finora non ha segnato fortunatamente non sono stati determinanti, sono stati errori che non sono costati la vittoria, sennò in questo caso sarebbe stato più difficile a livello mentale. Il Milan sa che giocatore è andato a prendere e non possono bastare cinque-sei mesi per pensare di trarre già delle conclusioni. E poi c’è già stato l’esempio di Tonali. Quindi aspettarlo è inevitabile».

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Donadoni De Ketelaere

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