Di Canio: “Pioli, io non ci credo! Nessuno mi toglie dalla testa…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Di Canio incalza Pioli sul cambio di modulo a Sky Sport: le sue parole su Simon Kjaer

Al tavolo del “Club” a Sky Sport di Fabio Caressa, a parlare anche del Milan di Stefano Pioli Paolo Di Canio, Marco Bucciantini, Luca Marchegiani e Beppe Bergomi. Il tema principale, introdotto il tema della partita tra Milan ed Hellas Verona, è il cambio attuato dall’allenatore rossonero nella giornata di sabato. Quindi, il passaggio dalla difesa a 4 a quella a 3 e, al contrario, il mantenimento della costruzione a 5 giocatori in fase di possesso.

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Si apre il tema Kjaer

Quando si tocca questo tasto, il primo ad aprire il discorso è Di Canio, il quale non crede alla modifica in funzione alla sola emergenza infortuni e, in particolare, all’assenza di Davide Calabria e Theo Hernandez. Infatti, il focus diventa Simon Kjaer:

“Io ho sentito anche che ha cambiato perché non aveva terzini a disposizione. Io non ci credo, perché Florenzi può giocare anche a sinistra e Thiaw se vuole può fare il terzino destro. È Kjaer che non può giocare più nei due centrali a 4, a campo aperto”.

Ecco che l’ex giocatore continua analizzando anche le dichiarazioni di Pioli nel post gara:

“E allora secondo me quella diventa la soluzione. Poi lui, intelligentemente, te la gira sotto l’aspetto di voler provare situazioni diverse in uscita palla. Ma la verità è che Kjaer così ha due guardie del corpo che possono aiutare, deve uscire molto poco dalla zona di competenza. Mentre a due, ormai da un po’ di tempo, non può più giocare, anche perché è sempre in difficoltà”.

Infine, analizza anche altre situazioni tattiche, come il lavoro su Rafa Leao:

“E poi può comunque continuare a costruire l’inizio azione a 5. E inoltre l’accentramento di Leao fa la differenza, è una scelta diversa lì davanti. Però nessuno mi toglie dalla testa la convinzione: io, se deve giocare Kjaer, devo giocare a 3 e non a 2. Altrimenti mi espongo e mi può far male chiunque. Invece, così, continua ad essere il mestierante, intelligente. Accompagna, dice l’uscita… Secondo me è per questo che ha cambiato contro il Verona”.

Così la vede Pioli

Dopo la vittoria di San Siro, il tecnico rossonero aveva toccato questo argomento parlandone così:

“Nel modo più assoluto non ho mai creduto che il sistema di gioco ti faccia vincere le partite ma è l’interpretazione delle partite, giocare con lucidità e con precisione. Musah può fare benissimo questo rulo perché ha una gamba incredibile, Theo lo può fare, anche Florenzi. Per me la cosa molto positiva è che in una mezza seduta da venti minuti in allenamento, cambiando tanto oggi la squadra non ne ha risentito. Queste mi dà la possibilità in futuro di utilizzare questo modulo. Se c’è un giocatore che può sfruttare al massimo la difesa a tre è Simon Kjaer, che da centrale con la copertura degli altri è più preparato a lavorare in un centro modo”.

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