Bucciantini: “Guarda il Milan con le inglesi!”, Di Canio: “Questo è bar”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Si accende il tavolo del Club: Bucciantini e Di Canio parlano di Milan e della distanza tra Premier League e Serie A

Al tavolo del “Club” a Sky Sport di Fabio Caressa, a parlare anche del Milan di Stefano Pioli Paolo Di Canio, Marco Bucciantini, Luca Marchegiani e Beppe Bergomi. Oltre al tema principale del cambio attuato dall’allenatore rossonero nella giornata di sabato, si parla anche della differenza tra calcio inglese e italiano proprio in relazione ai rossoneri. Quindi, si accende la discussione tra Di Canio e Bucciantini, che dibattono sull’effettiva riduzione o meno del gap in virtù delle sfide europee.

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Il gap si è ristretto?

Ad aprirla è l’opinionista seduto al fianco del conduttore, che provoca l’ex calciatore conoscendo il suo pensiero dopo aver parlato dell’ultimo risultato del Newcastle. I Magpies, infatti, hanno battuto lo Sheffield United in Premier League per 0-8:

“Volevo chiederti, Paolo, come siamo con le distanze con l’Inghilterra? Ti faccio questa domanda. A che punto siamo? Siamo sempre lontani o siamo un po’ più vicini?”.

Allora, Di Canio risponde rilanciando:

“In questo momento lo Sheffield è un po’ l’Empoli inglese. È ultimo in classifica e oggi gli mancavano 9 giocatori. Ma perché me lo chiedi? Che fai, come al bar? Dove si parla di quello che gioca tre anni di m**da, se lo scordano e se poi fa due passaggi e dicono ‘Hai visto che giocatore?’. Dai, parliamo seriamente di calcio”.

La risposta di Bucciantini è in riferimento ai rossoneri:

“Le ultime due squadre inglesi che ho visto a San Siro col Milan non hanno tirato in porta…”.

Ancora l’ex:

“Marco, ma noi dobbiamo parlare del fatto che dal 2002 è l’Inghilterra il Paese che porta più squadre in finale di Champions League. E le vincono! Devi parlare di calcio reale, non di episodi di 90′. Non facciamo il bar, dai. Il club sì, ma il bar no (ride, ndr)”.

L’opinionista prova a controbattere così:

“Non è il bar, è successo nel 2023: due squadre che sono andate a Milano non hanno fatto un tiro in porta. Stiamo migliorando”.

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La discussione si accende…

“E quanto è finita la partita? – lo incalza Di Canio. 0-0? Ecco, avresti elogiato l’Italia? Il Milan ha fatto 1-0 (col Tottenham a febbraio, ndr) e 0-o contro squadre che non sono come il City, lo United quando sta bene o come l’Arsenal. Lascia stare il Newcastle che adesso è ottavo, ma che ragionamenti sono questi? Mi parli di calcio inglese e italiano? Sono ragionamenti da bar, facciamo i seri”.

Bucciantini:

“Io dico che il Milan veniva da sfide col Chelsea, col Liverpool, da partite in cui non riusciva a giocare a questo livello”.

A chiudere il discorso è Di Canio:

“È lontano anni luce. Noi contribuiamo a far fottere il calcio italiano se fate questi ragionamenti sull’episodio e sulle mezze cose. O sull’esaltazione di mezzo giocatore. Te l’ho detto prima: noi fottiamo il calcio italiano. È l’esaltazione del poco, tu stai esaltando un 1-0 o uno 0-0 e poi lo paragoni agli altri. Ci sono i livelli, Marco, e questo ve lo dimenticate voi. Tu mi parli di due partite a fronte di 12 anni. Te lo dico, questo è bar”.

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di canio bucciantini

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