Di Biagio: “Solo l’Inter può perdere il campionato, Milan non all’altezza”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Il campionato di Serie A può avere solo un padrone, l’Inter non ha rivali, neanche Milan e Napoli: l’analisi di Di Biagio

L’ex calciatore di Roma e Inter, Gigi Di Biagio, è stato intervistato da Libero prima della sfida di questa sera: i nerazzurri sono destinati a portare a casa il tricolore, questo deve essere l’anno di Inzaghi. Le avversarie dispongono di una rosa nettamente inferiore, l’unica che potrebbe giocarsela è la Juventus: Milan e Napoli non competitive.

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Campionato in mano all’Inter e l’esplosione dell’ex Cristante

Di Biagio ha lanciato un messaggio chiaro al campionato di Serie A: il Milan non può impensierire l’Inter.

Che gara ti aspetti?
«Sono due squadre in grande salute. La Roma è tornata a viaggiare forte e può infastidire il modo di giocare dell’Inter, che resta favorita».

L’Inter sta andando fortissimo: è la favorita per lo scudetto?
«Da tre anni la rosa nerazzurra è la più forte della Serie A. Con Inzaghi giocano molto bene e hanno due giocatori per ruolo. Adesso devono portare a casa il tricolore, non ci sono alternative. Principale rivale? Forse la Juve perché non ha la Champions, ma in realtà non vedo nessuna, neanche Milan e Napoli, davvero competitiva per vincere lo scudetto. Solo l’Inter può buttare via il campionato come già successo due anni fa”.

I giallorossi possono rientrare nella corsa al quarto posto?
«La Roma farà fatica a lottare per il piazzamento Champions a causa di una rosa ridotta numericamente».

Il più atteso è Lukaku. Il questore ha deciso che nessun fischietto sarà ammesso all’interno del Meazza. Ma cosa ti aspetti dal belga, che faccia una grande partita o rischia di essere schiacciato dalla contestazione?
«Romelu ha l’esperienza per gestire una cosa del genere e non farsi condizionare. Saranno molto importanti i primi minuti: se entra bene in partita riuscirà a non farsi distrarre dal pubblico. Altrimenti col passare dei minuti rischia di innervosirsi».

Paradossalmente sembra che Thuram si integri meglio con Lautaro di Lukaku.
«Sono complementari e per assurdo Lautaro, senza Lukaku, sta segnando anche di più, nonostante al suo fianco non abbia più Romelu e Dzeko che erano due campioni».

Tu sei stato un grande centrocampista: Barella e Frattesi possono coesistere o sono un po’ troppo simili. L’Inter finora ha fatto meglio quando ha giocato soltanto uno dei due con Calhanoglu e Mkhythrian.
«Possono giocare insieme e anche bene, ma è difficile lasciare fuori i due stranieri. Con Barella e Frattesi il modo di giocare dell’Inter cambierebbe: ci sarebbe più verticalità e meno palleggio».

Mkhythrian sta facendo cose straordinarie: la Roma se l’è fatto scappare a zero un anno fa e ora l’Inter se lo gode.
«Che errore da parte dei giallorossi non rinnovarlo. Uno come lui fa la differenza. Brava l’Inter a portarselo a casa».

Tu hai lanciato Cristante in Under 21: adesso è uno degli insostituibili di Mourinho. Ti aspettavi questa crescita?
«Ne ero certo. È un leader carismatico e tatticamente sa brillare in più ruoli: sono veramente felice della sua esplosione».

In Under 21 lanciasti anche Berardi: come è possibile che sia ancora a Sassuolo e nessuna big ci abbia puntato?
«Sono incazzato con lui, scrivilo. Negli anni passati, quando doveva andare a Juve, Inter e Barcellona, ha rifiutato per restare a Sassuolo. Adesso che vorrebbe fare il grande salto, non si è creata l’opportunità giusta. Che peccato! Mimmo è un fuoriclasse, è uno spreco vederlo giocare in Emilia con tutto il rispetto per i neroverdi».

C’è un centrocampista tra quelli emergenti in Serie A che ti ha colpito particolarmente?
«In Italia vengono considerati giovani ancora i ’99 come Frattesi e Colpani. Per carità sono entrambi fortissimi, ma a 24 anni nel calcio per me non sei più un giovane».

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