Decreto crescita, salta la proroga: e il calciomercato del Milan?

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Stop alla proroga: il Decreto Crescita “salta” e il calciomercato del Milan vacilla. Come cambieranno i piani?

Un piccolo dietrofront rispetto alle notizie di questa mattina. Il Decreto Crescita, che avrebbe di fatto “salvato” il calciomercato del Milan e degli altri Club di Serie A, non sarà prorogato. La decisione del governo sullo stop alle agevolazioni sugli stipendi dei calciatori (e non solo) era arrivata una decina di giorni fa. La proroga avrebbe avuto naturalmente un effetto positivo sulla prossima finestra di mercato, essenziale per il rinforzo di alcuni Club.

STOP AL DECRETO CRESCITA? LE POSSIBILI CONSEGUENZE SUI CONTI DEL MILAN

Calciomercato Milan, cosa cambia?

Il Decreto Crescita, in parole povere, consentiva ai Club di Serie A un ribasso del 50% delle tasse sullo stipendio dei calciatori acquistati all’esterno. Il Milan ne è stato particolarmente interessato durante le passate sessioni di calciomercato proprio per l’intenzione di rivolgersi soprattutto ai club non italiani per le proprie trattative. A gennaio, i rossoneri saranno costretti ad attingere al mercato in modo importante, vista la gravosa situazione infortuni. Secondo la Gazzetta dello Sport, la proroga al Decreto avrebbe consentito al Club di via Aldo Rossi di inserirsi con ancor più decisione nella trattativa con lo Stoccarda per Guirassy. Senza le agevolazioni fiscali, però, la concorrenza della Premier fa ancora più paura. Discorso analogo per quanto riguarda i difensori centrali, Lenglet in testa, e i terzini, come ad esempio Miranda. Sullo spagnolo, in particolare, le trattative vanno avanti da mesi forse anche a causa dello stop al Decreto, che potrebbe ulteriormente complicare le cose.

IL DECRETO CRESCITA E’ UN BOOMERANG: L’ANALISI DELL’ESPERTO

Una Serie A (e un Milan) senza Decreto Crescita

Lo stop deciso dal Governo sul Decreto Crescita potrebbe concretamente cambiare i piani del Milan (e non solo) in vista della prossima sessione invernale. Il primo a opporsi all’eventuale proroga fino al 29 febbraio era stato il presidente dell’AIC, Umberto Calcagno, che aveva parlato della “necessità di tutelare il talento e il patrimonio sportivo rappresentato dai calciatori italiani”. Il Decreto Crescita, infatti, privilegiava le trattative con i club esteri, concentrando le agevolazioni unicamente sui lavoratori (calciatori, in questo caso) non provenienti dall’Italia. La Serie A, in questo senso, “trema”: molto più difficile superare la concorrenza e acquistare giocatori. Il Milan, in particolar modo, potrebbe trovarsi la strada sbagliata sulle trattative più complesse, trovandosi in difficoltà nel completare la rosa in vista della seconda parte della stagione.

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