I dati inchiodano Caldara: è il peggior acquisto della storia del Milan

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Il Milan, da pochi giorni, ha definitivamente salutato Mattia Caldara: i dati, impietosi, lo condannano come il peggior acquisto di sempre

Dal 30 giugno non è più un giocatore del Milan: Mattia Caldara ha salutato i tifosi rossoneri che certamente non lo rimpiangeranno e ripartirà dal Modena. Il sito di Sport Mediaset ha raccolto i tutti i dati necessari per classificare l’acquisto del difensore bergamasco come il peggiore dell’intera storia del Diavolo. Il classe 1994 è passato dalla Juventus al Milan nell’estate del 2018 all’interno dell’operazione che ha riportato Bonucci (recentemente ha escluso qualsiasi rossonero dalla sua Top XI dimenticando il suo passato da capitano del Milan) in bianconero, ma l’avventura di Caldara con la maglia rossonera non è praticamente mai iniziata. Costi elevati, infortuni e prestiti: ecco com’è andata.

Una carriera in rossonero da 16 milioni a partita

Tre presenze al Milan in sei anni: una in Coppa Italia, una in Europa League e una in Serie A avvenuta nel corso dell’ultima giornata del campionato appena concluso, poco prima della scadenza del suo contratto. L’inizio della sua avventura rossonera è stato condizionato da un lungo infortunio muscolare, poi la rottura del tendine d’Achille e una girandola di prestiti tra Atalanta, Venezia e Spezia prima del suo ultimo e definitivo anno al Milan saltato quasi totalmente a causa di un’operazione alla caviglia. Il portale Calcio & Finanza ha calcolato che il difensore è costato al Milan circa 256.000 euro al minuto (187 minuti totali in rossonero) per un totale di quasi 16 milioni a partita. Il costo totale dell’operazione che lo ha portato nel capoluogo lombardo, tra stipendi e ammortamento, è stato infatti di 47.915.000 euro.

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