Maldini: “Il gol al Milan me lo sentivo. Ibra? C’è una cosa curiosa…”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Daniel Madini, attualmente in prestito allo Spezia dal Milan è stato ospite di “Dazn Talks Serie A… ma è LOST IN THE WEEKEND”.

Sulla sosta per il Mondiale: “Abbiamo ricominciato il 27, stiamo lavorando come se fosse una pre-season. Poi andremo a Valencia fino al 22. Sto seguendo il Mondiale, tifo per l’Argentina ma vedo la Francia come favorita. E mi ha sorpreso l’eliminazione della Germania”.

Sul suo primo ruolo: “Ho sempre giocato in attacco, non è vero che ho iniziato in difesa. Ho sempre giocato dal centrocampo in su”.

Sul Milan: “All’età di 7 anni ero già al Milan. Tifo? Non avevo scelta, credo (ride, ndr). È stato bello salutare i compagni per la mia partenza, sapevo comunque che li avrei rivisti poco tempo dopo”.

Sullo Spezia: “Avevo la necessità di andare via e provare un’esperienza fuori da casa. Il gruppo è giovane, mi trovo molto bene. Chi urla “Dai Animals” nel tunnel prima di entrare in campo? Credo sia Nikolaou. Mi trovo molto bene con Sala e Verde”.

Sugli ex compagni del Milan: “Ero spesso con Leao e Giroud, ma eravamo veramente tanti. Uscivamo spesso insieme. Sì, ogni tanto ci sentiamo ancora”.

Su Ibrahimovic: “Lui giocava più a Fortnite che ai giochi di calcio. Io giocavo spesso con Saelemaekers e Tonali. In campo avevamo un bel rapporto. Lui ti sprona ma lo fa in modo giusto. All’inizio era incredibile vederlo a Milanello e allenarsi con lui. Se si arrabbia? Sì, non gli cambia niente se sei giovane o no”. 

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Su Messi: “Un giorno insieme a lui al Milan? Magari. Ma purtroppo penso non ci sarà molto da fare” (ride, ndr)

Sul gol realizzato contro il Milan: Due giorni prima della partita avevo capito che avrei giocato. Giocare mi rende contento, indipendentemente dall’avversario. Gol? Un po’ me lo sentivo. Non ho esultato, dopo mi hanno applaudito. Messaggi ricevuti? Sì, è normale. Ma i parenti erano felici, meglio di così per loro non poteva andare”.

Su Gotti: “Parla poco, ma quando parla si fa sentire”. 

Sulle esultanze: “Certo, lo farò. Penserò a un’esultanza particolare. A volte ne parliamo con i compagni”. 

Sulle maglie scambiate: “Ho quella di Joao Felix dell’Atletico. In Serie A ne ho scambiate diverse, ho quella di Dybala. Cado spesso sugli attaccanti”.

Sugli idoli calcistici: “Ho già detto di Messi. Benzema o Lewandowski? Mi piacciono tutti e due. Però forse sceglierei Benzema. Di chi avrei scelto il poster tra Ibra e Ronaldinho? Forse Ronaldinho. Tra Drogba e Nzola? Ovvio, Nzola”. 

Sulle difficoltà dei giovani in Italia“In teoria se un giovane è forte gioca. Siamo forse un po’ indietro rispetto ad altri paesi, ma quelli bravi giocano”.

Sull’obiettivo personale di quest’anno: “Speriamo di fare più gol e più assist possibili”.

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