Dai, Díaz! Tre partite per ri-guadagnarsi il Milan

Tre partite alla fine del campionato. Tre partite per sognare lo scudetto. Tre partite per guadagnarsi il Milan.

Contro la Fiorentina, Brahim Diaz ha avuto la possibilità di lasciare il segno. L’occasione era perfetta: i viola sono spesso mancati nella zona tra la difesa e il centrocampo e il 10 del Milan ha giocato diverse palle tra le linee, senza però riuscire ad incidere e ad essere decisivo. Il problema è stata l’ultima scelta nel passaggio, sempre sbagliata dallo spagnolo, o nel tiro in porta, che non è mai arrivato.

Il rendimento incolore di Brahim Diaz in questa stagione è sotto gli occhi di tutti. Partito davanti a tutti nelle gerarchie come sostituto di Calhanoglu, a fine settembre la scelta di Maldini e Massara sembrava azzeccatissima: 3 gol e un assist nelle prime 6 partite di campionato e 16 punti conquistati dai rossoneri (5 vittorie e un pareggio a Torino contro la Juventus di Allegri), ma anche un gol e un assist nelle prime due partite del girone di Champions League contro corazzate come il Liverpool e l’Atletico. Dopo il covid, però, lo spagnolo ha vissuto una fase di involuzione che tuttora sembra non avere fine. L’ultimo gol risale infatti a quel settembre di fuoco, l’ultimo assist a dicembre. Pochi lampi (derby di ritorno), tanti momenti bui: nella seconda parte di stagione Stefano Pioli gli ha quasi sempre preferito Franck Kessié o addirittura Rade Krunic.

La stagione, però, non è finita, anzi. Il Milan ha un’occasione enorme: 10 anni dopo può giocarsi lo scudetto. E a 3 partite dal sogno ha bisogno di tutti, anche di Brahim Diaz. Lo scorso anno, il mese del classe 1999 è stato maggio: dopo il gran gol che ha aperto le danze per lo 0-3 allo Juventus Stadium, Diaz ha infilato due prestazioni enormi contro Torino e Atalanta. Prestazioni che hanno convinto la dirigenza rossonera a prolungare per due anni il prestito con il Real Madrid. L’anno prossimo, con una società molto probabilmente nuova e vogliosa di investire e un Yacine Adli già acquistato in quel ruolo, lo spagnolo rischia di finire definitivamente fuori dalle gerarchie di Pioli.

Per ri-guadagnarsi il Milan, Brahim Diaz ha bisogno di un altro maggio di fuoco. Nonostante la prestazione opaca ai punti contro la Fiorentina, a livello di gamba lo spagnolo sembrava avere qualcosa in più rispetto ai mesi precedenti. E i prossimi tre impegni possono andare, come quello con la Viola, nel verso del 10. Atalanta e Sassuolo, più del Verona, sono infatti squadre che giocano il proprio calcio a viso aperto senza curarsi particolarmente dell’avversario che gli si para davanti. Ciò significa più spazi in campo aperto dove Brahim Diaz potrà dire la sua per aiutare il Milan (e sé stesso) a regalare ai tifosi un ricordo memorabile.

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photocredits: acmilan.com

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