Criscitiello: “Maldini, dispiace ma è un no! Faceva più bella figura…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Michele Criscitiello ha commentato le parole di Paolo Maldini, esprimendo alcuni dubbi riguardo l’addio al Milan dell’ex DT

L’intervista rilasciata dall’ex DT del Milan Paolo Maldini pochi giorni fa continua a far parlare di sé, vista e considerata la mole di contenuti veicolati attraverso il quotidiano Repubblica. Come tantissimi colleghi addetti ai lavori, anche Michele Criscitiello ha commentato le parole della leggenda rossonera, formulando dei dubbi sia per quanto riguarda le tempistiche che per quanto riguarda alcuni passaggi della presa di posizione di Paolo Maldini.

Criscitiello e le parole di Maldini sull’addio al Milan

Per il direttore di Sportitalia, l’ex DT rossonero “non ne esce benissimo” dopo l’intervista concessa a Repubblica nella giornata di venerdì scorso. In un editoriale sul portale online dell’emittente, Criscitiello si pone due domande sulle parole di Paolo Maldini, tra tempistiche e logiche di campo.

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“E’ una questione di stile. Non come porti un cappotto o per quello che dici. Lo stile si misura dalle azioni, dai tempi e dai modi. L’aspetto molte volte inganna le persone; c’è chi si vende meglio e chi invece si vende peggio. Siamo abituati alla forma e poco alla sostanza. Giudichiamo le apparenze senza conoscere fatti e personaggi. Fatta questa premessa giudico quello che vedo. Non conosco Paolo Maldini ma, in questi anni, ho valutato attentamente le sue mosse sia da dirigente che da ex dirigente. L’intervista rilasciata settimana scorsa sembrerebbe che sia stata realizzata prima della sfida di Champions del Milan e pubblicata dopo. Maldini è libero di parlare come e quando vuole. Un giornale è libero di pubblicare come e quando vuole. Maldini, però, non ne esce benissimo. Se leggo un’intervista due giorni dopo la quasi eliminazione dalla Champions dei rossoneri mi vengono in mente un paio di domande. La prima: non aspettavi altro? Premesso che chi sputa nel piatto in cui ha mangiato perde sempre prima di iniziare a giocare o a parlare. Voi starete pensando “con tutta la m****a che ha dovuto mandare giù non può neanche togliersi dei sassolini?” No. Mi dispiace. Ci sono modi e tempi. Bisogna accettare le decisioni di una proprietà, seppur sbagliate. Il campo sta dando, per ora, ragione a Maldini e faceva più bella figura a far parlare solo quello”.

Cardinale, Scaroni, Galliani e un’intervista che “stona”

Nella seconda parte del commento, Criscitiello si concentra sul divorzio “non calcistico” tra Maldini e il nuovo proprietario del Milan Gerry Cardinale, sulla frecciatina a Scaroni e sulla “gestione del contorno“.

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“Dire che Scaroni quando perdeva il Milan se ne andava via per il traffico è gossip di basso livello. Dire che con Cardinale si è sentito una sola volta o che non andava d’accordo con Furlani sono cose che non interessano al tifoso medio. Doveva dare, ma neanche era richiesto, spiegazioni calcistiche. Ma in quel divorzio non c’è una spiegazione calcistica come vi abbiamo sempre detto. Maldini voleva comandare come se fosse il proprietario e Cardinale invece voleva solo un direttore tecnico. Nessuno ha cacciato Maldini per 2-3 acquisti sbagliati, ci mancherebbe, ma è stato allontanato per il modus operandi. Un proprietario è libero di prendere questo tipo di decisioni e solo il tempo dirà se è stato un allontanamento giusto o sbagliato. Saremmo dei folli a dire che Maldini non abbia lavorato bene. Uno scudetto e una semifinale di Champions, alziamo le mani. La gestione del contorno non è mai piaciuta. Gli atteggiamenti. Gli stessi che non lo hanno fatto entrare prima nel mondo Milan, ai tempi di Silvio e Galliani, e gli stessi che difficilmente gli consentiranno di avere un’altra grande occasione. Nessuno giudica Maldini ma sicuramente sparare a zero sull’unica società e proprietà che ti ha dato una grandissima opportunità stona con la classe del personaggio”.

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