Ordine: “Diverse le cause del brutto pareggio del Milan”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Analizzando la partita sulle colonne de Il Giornale, Franco Ordine ha parlato delle cause del brutto pareggio del Milan a Cremona.

“Il Milan si stacca dalla freccia azzurra del Napoli al successo sull’Empoli un’ora prima. Nella serata perde altro terreno, due punti dispersi al culmine del viaggio considerato il più agevole di tutti, a Cremona, mai un successo finora e solo pareggi. Il punto conquistato ieri da Alvini e dai suoi vale forse molto di più di un successo pieno da 3 punti perché conquistato – con merito – al cospetto dei campioni d’Italia. Si difendono con ordine e disciplina. Confermato sull’altro fronte il limite fin qui tradito dal team di Pioli: fuori casa segna col contagocce, due i pareggi precedenti, Atalanta e Sassuolo, e in più la sconfitta con il Torino. E qui l’assenza di Giroud forse può moltiplicare i rimorsi del francese. Origi conclude poco, gol annullato per fuorigioco a parte, Rebic meno ancora e quando tocca a Leao il risultato è identico. Tenta di fare tutto da solo senza avere però la brillantezza di qualche settimana prima.”

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“Nella serata dedicata a Tognazzi, cremonese di nascita e tifoso rossonero, le novità sono più di una. La Cremonese ne cambia 8 rispetto a Salerno, Stefano Pioli invece sorprende per il debutto di Thiaw dal primo minuto in difesa, cambia il collaudato sistema di gioco (passa infatti al 3-5-2) e tiene Leao, apparso stanco, in panchina. Alvini sceglie di mettersi al riparo nella propria metà campo, il Milan deve assestarsi con l’inedito schieramento prima di trasformare l’inevitabile comando del gioco in pericolosi attacchi dalle parti di Carnesecchi. Tocca proprio al giovane portiere risultare decisivo in sequenza su Origi (lanciato da Rebic), Thiaw (colpo di testa da angolo) e Messias (sinistro incrociato), le migliori espressioni offensive del Milan che abbaia senza però riuscire a mordere. L’assedio milanista, tradendo imprecisione e nervosismo, prosegue nella seconda frazione e produce qualcosina, briciole: il gol di Origi azzerato dal var per fuorigioco, e un tiro-cross velenoso di Leao che Carnesecchi devia a mano aperta con volo prodigioso. È lui l’eroe della serata della Cremonese. Pioli tira fuori dalla panchina le migliori risorse a disposizione: Kalulu, Leao e più tardi anche De Ketelaere (ha una sola occasione per uscire dal suo personale labirinto, servito da Rebic, conclude moscio) e Lazetic. Di quest’ultimo, un ragazzo del 2004, l’ultimo brivido: alto il suo tiro dopo una giocata da lodare. È come raschiare il fondo del barile, inutilmente. Perché la Cremonese, asserragliata in area, non concede altre chances all’ attacco rossonero che si esaurisce come la batteria di un cellulare. Zero in condotta, un punto in classifica e Napoli a +8 punti, troppi per pensare di un ribaltone nel 2023. Nel finale c’è anche qualche scintilla, segnale evidente del dispetto dei milanisti rimasti al palo”.

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Franco Ordine

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