Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani tra Milan e Cremonese
Le parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa alla vigilia di Cremonese–Milan.
Le parole di Allegri
Sulla forma fisica: “Siamo arrivati a Marzo discretamente bene, potevamo fare meglio. Ora si decide la stagione, il campionato, lo scudetto, i posti Champions. Da domani inizia la discesa”.
Sul morale dopo la sconfitta contro il Parma: “Tutti abbiamo preso il contraccolpo dopo 6 mesi che non perdevi, è normale. Infatti il martedì eravamo un po’ rintronati, mentre il mercoledì abbiamo fatto un bell’allenamento. Prima o poi si sapeva che avremmo scivolato, anche se si sperava di no, ma è successo. Ora bisogna switchare e bisogna ritornare a camminare e a correre”.
Sulla sfida di domani: “Abbiamo una partita difficile perché la Cremonese ha qualità ottime per la permanenza in Serie A. Le ultime tre partite il Milan non ha mai segnato a Cremona. Per noi è importante tornare alla vittoria”.
Il bollettino medico: “Gabbia è fuori. A Loftus-Cheek hanno rimesso tutti i denti. La buona notizia è che Gimenez ha finito la pre-atletizzazione ed è in una buona condizione, e può darsi che in questa settimana ricominci ad allenarsi con la squadra”.
“Rimpianti? Questo è difficile dirlo. Posso dire che la squadra viene a Milanello tutti i giorni con la voglia di migliorare e di dare il massimo. Poi ci sono anche gli avversari: l’Inter sta facendo cose ottime. Noi potevamo fare più di 54 punti ma abbiamo i punti che ci meritiamo. Siamo arrivati a marzo e ora dobbiamo lavorare partita dopo partita, il 25 maggio vedremo dove saremo arrivati”.
Su Leao e Pulisic: “In questo momento i quattro attaccanti che ho stanno tutti bene, infatti domani non so ancora chi far giocare. Ci sarà bisogno, come dico sempre, anche di quelli che partono in panchina. Pulisic sta meglio mentalmente e fisicamente, e presto tornerà al gol, così come Leao, Fullkrug e Nkunku“.
Sul pericolo dei diffidati: “La partita più importante è domani. Poi, finita la partita, chi sta in piedi ci sarà per il derby. Chi è squalificato andrà in tribuna”.
Sul VAR a chiamata: “Intanto oggi credo siano uscite nuove regole, è un bel segnale. Dimostra che cercano di migliorare la situazione e sfruttare al meglio lo strumento VAR. Ci sono pro e contro per la chiamata. Va studiata, non è che possiamo fare cose buttate lì. Le cose vanno fatte quando le proviamo, non è che quando le hai messe poi torni indietro”.
“Capello dice che Leao non lo vede bene da centravanti? Con Fabio ci sentiamo, lo stimo molto e mi ci confronto. Leao fino a questo momento ha fatto gol importanti. Per le caratteristiche dei giocatori in questo momento lui e Fullkrug sono i centravanti, con caratteristiche diverse. È vero che ogni tanto sembra che in area manca qualcosa, ma le occasioni comunque le creiamo. Con Fullkrug è diverso, è un centravanti. Leao da centravanti tante volte si è mosso bene e tante volte non gli è stata data palla. Su questo bisogna migliorare”.
Sull’episodio di Parma-Cagliari simile a quello di settimana scorsa: “L’indicazione mia è che noi dobbiamo pensare a quello che dobbiamo fare. Un episodio non può condizionare la partita. Non dobbiamo avere l’alibi del gol, del rigore, del fallo e non fallo, altrimenti andiamo in una direzione sbagliata. Bisogna essere bravi a gestire l’imprevisto: ce ne sono tanti e bisogna essere bravi a gestirli. Non ci devono scalfire. Il focus è su quella che è la partita”.
Ancora sull’operato del VAR: “Oggi ho letto che se ci sarà un calcio d’angolo sbagliato verrà dato invece a quello che è giusto, che è una cosa oggettiva. Intanto andiamo a migliorare le cose oggettive, poi quello che è soggettivo è soggettivo”.
Sulla scarsa pressione del Milan: “Ci sono delle squadre che giocano in modo e altre in un altro. Ma soprattutto non c’è un modo unico per vincere nel calcio, ce ne sono vari. Fino a questo momenti abbiamo fatto buoni risultati e i 54 punti sono quelli che meritiamo”.
Su di un addio a fine stagione: “Con la società c’è totale sintonia, ci confrontiamo e parliamo. L’importante è che tutti lavorino per il bene del Milan. Io sono molto contento di essere tornato al Milan dopo 15 anni. E sono molto contento di lavorare con un gruppo di ragazzi meraviglioso che sta facendo grandi cose. Per pensare a migliorare nel futuro bisogna ottenere quello che è il risultato più importante.”
Sulle sconfitte europee di Inter e Juve: “Un contraccolpo? Questo lo diranno solo la classifica e i risultati. Provo innanzitutto un dispiacere che le italiane siano uscite in Champions. Speriamo che Atalanta, Bologna, Roma e Fiorentina vadano più avanti possibile perché ci danno la possibilità di eventualmente un quinto posto per la Champions. Mi è dispiaciuto molto per la Juventus e per l’Inter. Poi, per il campionato vedremo. È un campionato che inizia ora”.
“Che voto darei al Milan se la stagione finisse oggi? 54 perché sono i punti che abbiamo fatto. La stagione intanto non finisce ora, cerchiamo di rimanere concentrati su quello che dobbiamo fare e sul nostro obiettivo principale”.
Sul morale dell’ambiente al termine di una stagione senza scudetto ma con il piazzamento Champions: “Non avrei niente da dire ai tifosi che giustamente…Quando alleni o giochi nel Milan devi avere l’ambizione di avere il massimo. Se poi il massimo è un primo posto, ben venga, se è un secondo, ben venga, e così via. Perché vuol dire che hai fatto il massimo. Il campionato non finge perché lo vince sempre la migliore dell’annata. In questo momento l’Inter è la migliore, ha dieci punti di vantaggio. Credo che per un club come il Milan sia molto importante giocare la Champions: arrivare a marzo dentro le competizioni è un risultato molto importante. Quello è il primo obiettivo che deve avere una grande squadra. Noi dobbiamo lavorare per far sì che l’anno prossimo a marzo siamo in questa situazione, ma non solo in campionato”.
Su cosa manca a Jashari per prendersi il Milan: “Jashari è un giocatore molto bravo nella costruzione di gioco. Come caratteristiche, ha meno inserimento di Rabiot proprio come struttura fisica. ha avuto un infortunio ad inizio stagione, ma nelle ultime due mesi è cresciuto come Athekame, De Winter, Odogu. Sono cresciuti tutti i giocatori che la società ha preso in estate così come chi c’era già”.
Sulla forma di Pulisic: “Penso sia vicino ad un’ottima percentuale. È cresciuto fisicamente, è molto più sereno, ha molta più fiducia in sé stesso. Potrebbe tornare al gol”.
Sull’idea di diventare un manager alla Sir Alex Ferguson o alla Wenger: “Basta vedere che in 20 anni di Serie A ne ho passati 8 alla Juventus e questo è il quinto al Milan. È nel mio DNA rimanere in una squadra e non andare da una parte all’altra, almeno fino ad ora. La cosa di cui sono molto contento è che quelli che lavorano con me, come Paolo Bianco, mi danno tantissimo ed è uno staff meraviglioso. Quelli più giovani quando vanno fuori, iniziano a fare l’allenatore e diventano bravi è un orgoglio per me. Questa figura mi piace molto. Ci vuole gente giovane, gente fresca. Quello che finora è stato è che ho fatto tanti anni alla Juve e tanti anni al Milan. Noi siamo strettamente legati ai risultati: si può fare un percorso importante anche al Milan, la società ha un progetto importante, ovvero quello di tornare a giocare la Champions League e poi tornare a cercare di vincere”.