Costacurta: “Scudetto meritato, più forti degli arbitri!”

DiDavide Giovanzana

Mag 23, 2022

L’ex rossonero Billy Costacurta ha parlato dello scudetto vinto dal Milan sulle colonne del Corriere della Sera.

Lo scudetto del Milan è meritato?
«Assolutamente sì. Nel corso della stagione si è rivelato più squadra rispetto alle avversarie. Nei momenti di calo, fisiologici in una stagione, ha saputo fornire risposte nonostante la minor qualità rispetto alle concorrenti. Il tutto in un’annata in cui è stato il più penalizzato dagli arbitri».

Il gruppo ha completato il percorso verso la maturità?
«Il Milan non è una squadra perfetta, ma lo è stata più delle rivali. Di certo è molto migliorato rispetto a quando è iniziato il progetto con l’arrivo di Ibra».

Quando ha avuto la percezione che il Milan avesse una marcia in più?
«La sera della vittoria a Roma contro la Lazio mi sono detto: “questo è l’anno buono”. I giocatori arrivavano da una settimana pazzesca, condita dalla tremenda delusione perla sconfitta nel derby di Coppa Italia. Eppure hanno giocato una gara sorprendente, mostrando grande spirito, rimontando il gol di Immobile e strappando con i denti la vittoria nel finale con Tonali. In quel momento mi sono convinto che davvero avrebbero meritato di vincere il campionato».

Uno dei momenti chiave della stagione è stato il derby del 5 febbraio?
«Quel successo l’ho considerato più una botta di c… La nota positiva è stata fermare l’Inter ma il gioco in quella sfida non mi era piaciuto: il Milan era stato dominato dai nerazzurri, prima della doppietta di Giroud, che nonostante l’altra doppietta che ha segnato ieri a Reggio Emilia per me resta più uomo spogliatoio che bomber».

Quanto ha inciso Pioli?
«È uno dei protagonisti del successo: con l’appoggio della società ha fatto crescere la squadra, l’ha resa organizzata e le ha dato un gioco propositivo».

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L’ha sorpresa la crescita come dirigente del suo amico Maldini?
«Paolo e con lui Massara e gli altri dirigenti hanno svolto un’opera straordinaria permettendo ai giocatori di lavorare con tranquillità. Paolo ha visto in alcuni giovani un futuro in cui pochi credevano penso a Kalulu o Theo Hernandez».

Ibrahimovic è al bivio della carriera.
«Io lo terrei. Perché se hai l’opportunità di comprare Lewandowski o Scamacca, faccio un esempio, puoi fare a meno di lui ma in caso contrario Ibra ti serve sempre. Il primo anno è stato fondamentale, ha dato una mentalità ai giocatori. Deve solo convincersi che non può giocare tutte le partite».

Lei che, ritirandosi a 41 anni, sa come ci si gestisce cosa gli suggerisce?
«Io a quell’età accettavo di disputare le gare meno importanti. Lui non so se sarebbe d’accordo. Ma se i centravanti del prossimo anno saranno solo Giroud e Origi dovrebbe rimanere. Secondo me ha la capacità di disputare ancora in una stagione 20 gare di grande livello».

Questo scudetto le ricorda uno dei suoi?
«Ovvio, quello conquistato nell’anno di Zaccheroni. Ci sono mille elementi in comune: non troppe aspettative, avversarie nettamente più forti, tanti ragazzi e un finale in crescendo».

Il campione da inserire in rosa?
«Serve un sostituto di Kessie. Spero che sia Renato Sanches: mi piace moltissimo».

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