Corona accusa: “Il Milan sapeva! Tonali rischia, scommesse sui suoi gialli”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Pesantissime le accuse rivolte da Fabrizio Corona sul caso scommesse al Milan e a Sandro Tonali: staremmo parlando di “illecito sportivo”

Torna alla ribalta Fabrizio Corona: dopo qualche settimana di silenzio social, l’ex paparazzo è tornato a parlare di calcio, del caso scommesse e dei nomi di Nicolò Fagioli della Juventus, Sandro Tonali ai tempi giocatore del Milan, e Nicolò Zaniolo, prima alla Roma ora all’Aston Villa, nomi che ha denunciato durante la prima pausa Nazionali della stagione. Alla piattaforma online HegoTV, Fabrizio Corona ha concesso un’ora e mezza di intervista in cui, più che rivelare altri particolari sul caso scommesse, tra squalificati ed indagati, ha attaccato direttamente le società di calcio al grido di “giustizia”, in questo caso Milan e Juventus, accusandole di essere a conoscenza delle situazioni dei propri tesserati Tonali e Fagioli.

“Il Milan sapeva, lui giocava le proprie ammonizioni”

Di seguito, uno stralcio dell’intervista:

“FLORENZI E LE SCOMMESSE, PERCHÉ SOLO LORO?!” IL PROCURATORE RISPONDE AL TIFOSO

“Il Milan sapeva. Tonali rischia molto grosso, rischia la radiazione dal calcio, è ludopatico e scommetteva sia sul mercato lecito sia su quello illecito. Faceva i calcoli su quello che scommetteva e che poteva vincere. Per pararsi il c*** scommetteva sulle sue ammonizioni. Perché? Perché lui scommetteva una cifra bassa per recuperare i soldi che perdeva e, infatti, non ha debiti. Negli anni al Milan Tonali colleziona qualcosa come 11 e 14 ammonizioni. Se andate a vedere tutte le ammonizioni di Tonali dell’anno al Milan sono tutte vergognose e prova oggettive di scommesse. Con una problematica, che scommettendo sull’ammonizione della propria partita, poteva danneggiare il risultato di quella partita e, quindi, del campionato, e quindi, diventava “illecito sportivo” e che, quindi, non è un reato da patteggiamento, ma da radiazione dal calcio e penale”.

“Spiegatemi una cosa: perché il Milan non vede Leao o Maignan se deve fare soldi? Perché il Milan sapeva… e gli inglesi, che non sono stupidi, hanno aperto un’inchiesta sul calcioscommesse e sul Milan, che sapeva. Perché come nel caso della Juventus, il procuratore di Tonali sapeva, i compagni di nazionale sapevano, il capitano del Milan sapeva, il Milan sapeva… si toglie una bega, lo vende e pensa di aver risolto i problemi. Ma non è che cancelli e va in prescrizione. Il reato lo ha commesso al Milan e il Milan è controparte”.

“E tu, Procura, o tu Stato, o tu comunicazione, mi vendi un patteggiamento di nove mesi quando ci sono illeciti penali gravissimi e con due lacrime e un affossamento rinunci a una condanna che prevede radiazione dal calcio, multe esorbitanti, multe al Milan e punti di penalizzazione? Ma dov’è la legge? C’è un sistema più esteso dietro? Un sistema criminale? Noi non siamo la mano lunga della legge, non siamo degli infami che vanno a denunciare. Ora aspettiamo la legge”.

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