Contestazione Milan, Pastore: “Tra silenzio e incertezza: ecco cosa mi ha sorpreso”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

I tifosi del Milan si sono fatti sentire in maniera netta contro il Genoa: un aspetto della contestazione ha sorpreso Pastore

I tifosi del Milan contro il Genoa hanno messo in atto una vera e propria contestazione alla società: gli striscioni erano molto eloquenti, la Curva Sud pretende un cambio di marcia. Durante “Fontana di Trevi” si è parlato di questo e della stagione del Milan, dove Trevisani ha difeso il secondo posto di Pioli. Giuseppe Pastore si è concentrato sulla contestazione del Milan: tra sorpresa, condivisione e confusione.

La contestazione della Curva Sud

Ho trovato la contestazione civile e anche sorprendente, perché non è stato Pioli l’oggetto della protesta. D’altronde è il passato, e invece si è voluto mandare un messaggio riguardante il futuro. Non piacciono alcune linee societarie e dirigenziali all’ambiente milanista. Lo striscione ‘Milano non si accontenta’ è stato piuttosto eloquente e condivisibile. Se la società trasmette il messaggio di accontentarsi e vivacchiare, arrivando nelle prime quattro ma senza l’obiettivo della vittoria, al tifoso del Milan non sta bene.  Secondo me la contestazione si insedia su questa situazione di silenzio e incertezza per dire ‘Visto che ci sembrate un po’ confusi ne approfittiamo per dire 2/3 cose chiare’, chiarezza che sta mancando nella comunicazione del Milan. Questo Milan non trasmette sicurezza, sicurezza di voler competere con l’Inter, che le ha alzato lo scudetto in faccia. Questa cosa qua la dirigenza rossonera, forse perché straniera, non riesce a capirla.”

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